Atina, Fiume Melfa by Claudia Bettiol
Atina, Fiume Melfa by Claudia Bettiol

Il fiume Melfa di Atina è legata a leggende e devozioni popolari fin dall’antichità. Il fiume, con una serie di balzi e cascatelle, percorre la Valle di Comino e, dopo Casalvieri, scorre per 15 km in una profonda gola scavata nelle propaggini del Monte Cairo al termine del quale raggiunge la valle del fiume Liri.

Il fiume è chiamato la Melfa, al femminile, nella parlata popolare della Valle di Comino ed è ricordato da Strabone.

Alcuni hanno collegato il nome a Mefiti, divinità italica pagana, dea degli uomini, pastori ed agricoltori e guerrieri, venerata prima dell’avvento del Cristianesimo nella valle. Il suo culto è spesso associato a luoghi con acque fluviali o lacustri, in qualche caso sulfuree.
 

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Atina, Concattedrale di Santa Maria Assunta by Claudia Bettiol
Atina, Concattedrale di Santa Maria Assunta by Claudia Bettiol

La concattedrale di Santa Maria Assunta ad Atina fu iniziata nel 1725 e terminata nel 1746 ed è stata edificata su una precedente cattedrale paleocristiana a sua volta edificata sui resti del tempio di Saturno.
La facciata ha due bassi campanili. L’interno ha tre navate con un battistero barocco in legno, tele del pittore Aloisio Volpi e affreschi dell'atinate Teodoro Mancini.

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La ‘Riserva Antiche Città di Fregellae e Fabrateria Nova e del Lago di San Giovanni Incarico’ si estende su un'area di 715 ettari lungo le sponde del lago di San Giovanni Incarico nato dallo sbarramento del fiume Liri nel tratto dove incontra le acque del fiume Sacco.

La riserva naturale di Arce è caratterizzata da un interessante connubio di natura e di archeologia con i due scavi archeologici della città di Fregellae e di Fabrateria Nova.
 

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Il santuario di Sant’Eleuterio è stato ultimato nel 1582 sul luogo di sepoltura del patrono di Arce.

Ha tre navate e nell'abside vi sono affreschi databili al XV secolo.

Sant'Eleuterio è invocato contro il morso di cani rabbiosi e dei serpenti.  

Nacque in un paese inglese e decise di andare in Palestina.

Nel viaggio di ritorno dal si diresse a e si fermò per una sosta ad Arce, alla Torre del Pedaggio.

L'oste gli aizzò contro i suoi grossi cani rabbiosi che si ammansirono subito alla vista del santo.

Il mattino dopo l'oste trovò il corpo del pellegrino morto, custodito dai mastini e con molti serpenti.

Il pellegrino subito fu acclamato santo dalla popolazione, che lo elevò a patrono della città.

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La medievale chiesa di Sant’Agostino e di Sant'Antonio ad Arce è in stile pre-romanico.

E' stata più volte restaurata nel corso dei secoli.

Il portale è originario e risale al 1200.

Nella chiesa furono sepolti due personaggi del XV e XVI secolo: il cavaliere e il governatore di Arce Isidoro Vasquez, e Bartolomeo y Alarco che aveva il governo dei ducati di Arce e Sora.

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La chiesa di Santa Maria di Arce risale al XIV secolo.

Presenta un impianto rettangolare diviso in due navate.

Al suo interno sono da segnalare un pregiato crocifisso e una pregevole statua della Madonna Addolorata.

La statua è stata incoronata con un diadema nel 1930.

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La chiesa Santi Apostoli Pietro e Paolo di Arce è stata costruita tra il 1702 e il 1744.

Ha un impianto barocco ricco di stucchi, tra cui risalta la grande La consegna delle chiavi e Sulla via di Damasco.

All'esterno presenta facciata fiancheggiata da due campanili: quello con l'orologio e quello con la meridiana.

La chiesa ha una grande cupola ottagonale alta 24 metri.

Al suo interno sono conservate le reliquie di Sant’Eleuterio in un'urna sotto l'altare.
 

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Acquafondata. Resti del castello

Nella ricostruzione di Acquafondata resta la sua struttura medievale di un borgo di montagna con saliscendi, gradini, scale e scorci panoramici.

Passeggiando per queste stradine si può ancora scorgere il nucleo originale delle mura medioevali, resti del castello, una torre e la porta di ingresso della fortezza costruita dai conti di Venafro.

Secondo fonti storiche il castello fu edificato nel 1018, quando i conti di Venafro invasero i territori dell’Abbazia.

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