Nei piani dei Saletti di Ponzano Romano si trova la sorgente minerale dell'Acqua Forte, un’acqua particolarmente ricca di ferro.

Agli inizi del Novecento fu realizzato un impianto di imbottigliamento lasciato in abbandono dopo l'interruzione dell’attività nel 1922.

Il complesso è stato restaurato ed è destinato a museo.
 

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Nemi. Museo delle Navi Romane

Il Museo delle Navi Romane di Nemi è stato costruito per ospitare due grandi imbarcazioni romane. 

Sin dal Medioevo erano state individuate sul fondo del lago le imbarcazioni di Caligola che costituivano l’isola artificiale dove l’imperatore aveva il suo palazzo delle feste in onore di Diana.

Negli anni 30 le navi vennero recuperate ed esposte in un museo costruito apposta per loro.

Il museo prese fuoco durante la seconda guerra mondiale e oggi è stato ricostruito assieme a modelli in scala 1:5 delle imbarcazioni romane.

Al suo interno si trovano anche una sezione dedicata ai ritrovamenti dell’area dei Colli Albani.

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Il Museo Nazionale della Campagna dell'Agro Romano per la Liberazione di Roma è gestito dal comune di Mentana e raccoglie materiale sul risorgimento e su Garibaldi.

All'interno del museo è aperta una biblioteca del risorgimento e nel giardino è presente l'Ara-Ossario Monumento Nazionale con 300 volontari caduti nella Campagna del 1867 al seguito di Giuseppe Garibaldi.

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Una sala dell'antico Palazzo Borghese di Mentana ospita il Museo delle Maschere Teatrali e del teatro dei burattini allestito da Giancarlo Santelli.

Santelli è stato uno tra i più importanti artisti continuatori delle tradizioni italiane della costruzione di maschere per il cinema e il teatro.

E' stato anche protagonista di spettacoli di burattini da lui stesso realizzati e messi in scena su testi di grandi autori classici.

Il museo raccoglie centinaia di maschere realizzate in materiali naturali e sintetici per le più importanti rappresentazioni del teatro Greco e Romano nonché della Commedia dell'Arte.
 

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Il passato etrusco di Mazzano era molto noto e le sue necropoli sono state scavate subito e oggi i loro reperti si trovano in tutti i più importanti musei del mondo. Da qui l’idea di inaugurare nel 2013 un museo virtuale molto originale dove vengono mostrate le ricchezze della zona.
La prima esposizione, "Le principesse di Narce nel mondo: Bambine, Spose e Madri falische tra VIII se VII secolo a.C.", ha mostrato reperti dal Danish National Museum a Copenhagen, il Musée du Louvre, il British Museum, il Pennsylvania Museum of Archaeology and Anthropology a Philadelphia, il Chicago Field Museum, lo Smithsonian National Museum a Washington, e, in Italia, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Museo Nazionale Preistorico-Etnografico L. Pigorini a Roma, il Museo Archeologico dell'Agro Falisco a Civita Castellana e Museo Nazionale Etrusco Centrale a Firenze.
Un modo diverso di mostrare corredi e la vita nella città antica attraverso ricostruzioni virtuali e realtà 3D. Il museo ha ricevuto il Premio dell'American Institute of Archaeology (2014-2016).
 

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Il Museo Delle Navi raccoglie un’importante collezione di imbarcazioni dell’età imperiale romana che sono state rinvenute nell’invaso del Porto di Claudio.
E’ un museo storico e didattico in cui si illustrano le tecniche costruttive, le rotte commerciali, la vita a bordo, ecc..

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La ex stazione di Colonna era situata lungo la linea dismessa nel 1983 che collegava Roma con Fiuggi. All’interno dei locali dedicati ai viaggiatori e nel magazzino è stato allestito questo museo dalla Fondazione per la Ferrovia. All’esterno, nel piazzale e lungo un tratto ancora con i binari, si possono vedere i locomotri di valore “storico”, come il locomotore “4” del 1916, l’elettromotrice “434” del 1921, altri del 1949 e l’elettrotreno articolato “801” del 1953. Si trovano anche vari carri merci chiusi e aperti. Oltre ai treni della linea Roma-Fiuggi, sono stati portati qui anche quelli della Roma-Viterbo e Roma-Lido degli anni ’20-’30.

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Capena. Museo Torre dell'orologio

Il Museo Civico ‘Torre dell'Orologio’, dedicato all'archeologia medievale, è un edificio di origine seicentesca su quattro livelli: al primo livello si trova un serbatoio idrico che, attraverso una conduttura seicentesca, ancora alimenta una fontana pubblica. Il secondo piano ospita parte del meccanismo dell’orologio a pesi ancora in funzione. Il terzo e il quarto livello ospitano l’Antiquarium.
La funzione dell’edificio è sempre stata pubblica e, probabilmente, era la sede della Cancelleria e dell’Archivio cittadino.
Molti dei reperti del Museo provengono da un sito nella rocca adibito a “butto” (immondezzaio), della comunità e dei Monaci. La maggior parte del materiale è quindi costituito da vasellame da mensa e da cucina è databile tra il Basso Medioevo e il Rinascimentale.
Lo stemma dei Monaci era un avambraccio con la mano che stringe un gladio in posizione verticale. Altri oggetti di uso comune in metalli diversi sono coltelli, forchette, fibbie, ferri da cavallo, speroni e monete di varia epoca.
Unica è la presenza di un ostensorio in ceramica del periodo barocco e di una insolita pressa per ostie per la Messa.

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