Orte. Museo delle Confraternite Riunite

Il museo si trova all'interno della grande sacrestia della chiesa di Santa Croce che era originariamente ospedale. Sono mostrate le più bella suppellettili delle confraternite locali che vengono ancora utilizzati il Venerdì Santo per la processione del Cristo Morto.
Tra i capolavori d'arte sacra da rilevare la bellezza della "bara del 1626", un esemplare autentico e unico di artigianato Barocco. La bara è posta sul Basamento dell'Addolorata, realizzato nel 1616 circa.
Oltre a molti preziosi oggetti di artigianato artistico, si segnala due lampioni di della Confraternita della SS. Trinità e una croce della compagnia della Misericordia entrambi settecenteschi.
Il museo mostra una tavola cinquecentesca di Sant'Egidio e uno splendido crocefisso ligneo del Quattrocento.

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Il Museo d'Arte Sacra di Gradoli si trova nella sacrestia della Collegiata di Santa Maria Maddalena ed espone oggetti liturgici, sculture, paramenti sacri, ex voto risalenti al XVI e XIX secolo. Di interesse si segnala un corredo liturgico donato dal Cardinale Ferrata (1847-1914) e 15 tavolette del XVI secolo raffiguranti i misteri del Rosario.

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Il museo si trova all'interno del Palazzo Farnese e presenta una collezione di abiti e accessori che illustra la storia della moda nella Tuscia tra il XV e il XVII secolo. I costumi sono stati realizzati prendendo spunto dai dipinti cinquecenteschi degli affreschi del Palazzo Farnese di Caprarola e sono esposti anche accessori come biancheria, gioielli, guanti, ventagli. In una saletta si trovano gli strumenti necessari alla lavorazione della canapa e della lana: il telaio, i fusi, le rocche, le forbici. La raccolta comprende anche una collezione di armi e armature.
 

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Civita Castellana. Museo della Ceramica C. Marcantoni

Il museo si trova all’interno della Chiesa di San Giorgio, in centro cittadino, e documenta l’attività ceramica di Civita Castellana degli ultimi due secoli: dalla fase artigianale nell’Ottocento fino alla produzione industriale negli anni Sessanta-Settanta del Novecento.
L’esposizione comprende ceramiche artistiche, una ricca collezione di oggetti e strumenti da lavoro, tra cui uno splendido tornio originale, e foto d’epoca scattate all’interno delle fabbriche.
Grazie alle donazioni private, si è allestita una sezione sulle attività delle singole fabbriche che hanno svolto un ruolo importante (Sbordoni, Percossi, Vaselli, Marcantoni, Coramusi, F.a.c.i., M.a.i.s.c).
Nel museo si svolgono attività didattiche e laboratori e attività culturali.

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Il museo racconta la storia del brigantaggio in Maremma nato dopo l’unità d’Italia recuperando alcune verità storiche. Un particolare attenzione al brigante Tiburzi, che era chiamato il "Re del Lamone", in riferimento alla selva ai confini con la Toscana dove si nascondeva.
Domenico Tiburzi era nato a Cellere nel 1836 e amministrava la giustizia secondo il principio di “rubare ai ricchi per donare ai poveri”. La prima vittima del brigante fu una guardia campestre del marchese Torlonia che venne uccisa nel 1867. La sua vita avventurosa finì nel 1896 quando fu catturato dai Carabinieri in un casale vicino Capalbio.

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Castiglione in Teverina. MUVIS Museo del Vino e delle Scienze Agroalimentari

Il MUVIS, Museo del Vino e delle Scienze Agroalimentari, si trova in una azienda agricola lungo la Strada del Vino della Teverina.

Qui, nel 1942, il Conte Romolo Vaselli avviò una produzione vitivinicola di qualità che continuò fino al 1994. Da allora la vitivinicoltura si sviluppò portando alla apertura di altre cantine e migliorando i livelli qualitativi dei vini.

Oggi uno degli edifici del complesso è stato trasformato in scuola Hotellerie e in sale didattiche mentre tutte le enormi cantine sono state musealizzate per raccontare la storia del vino e la vita della civiltà contadina attraverso reperti e testimonianze. Il MUVIS è conosciuto all'estero e promuove internazionalmente il Vino della Valle del Tevere.
 

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