Castro dei Volsci- Mostra Nino by Bettiol
Castro dei Volsci- Mostra Nino by Bettiol

'Nino!', Mostra permanente dedicata a Nino Manfredi, il grande attore italiano nato proprio a Castro dei Volsci.

La mostra si trova nella Torre dell’Orologio che ospita un Centro Culturale e racconta in fotografie la vita pubblica e privata del grande attore italiano.

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Fumone. Museo Ada e Giuseppe Marchetti Longhi

All’interno del castello di Fumone si trova la casa-museo appartenuta al grande archeologo Giuseppe Marchetti Longhi e sua moglie Ada.

La casa venne donato al comune e il museo rappresenta un classico appartamento borghese ottocentesco, con testimonianze di eccezionale valore.

Oltre al mobilio originale di pregio contiene: una collezione di soldatini di piombo del 1800, un arazzo in kashmir premiato a Londra nell’esposizione del 1861 e l’abito da sposa indossato da Emilia Caetani (sorella del duca di Sermoneta).
 

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Fumone. Museo del Castello

Il Castello rappresenta il cuore del borgo fortificato di Fumone.

Un luogo importante, un tempo sede dei feudatari di Fumone, carcere dello Stato Pontificio riservata a prigionieri politici e osservatorio straordinario su valli, città e importanti assi viari che conducevano verso il Sud.

Da fortezza militare e prigione pontificia è poi stato trasformato in residenza privata solo nel 1588 quando fu venduto ai marchesi Longhi De Paolis che è ancora la proprietaria.

Come ogni castello che si rispetti, anche quello di Fumone ospita fantasmi dal passato.

Si dice che di notte si senta il rumore delle ferraglie delle armature che si spostano velocemente tra le stanze dell’antico maniero, come pure l’inquieto vagare della duchessa Emilia Caietani alla ricerca del figlioletto Francesco, avvelenato dalle sorelle per questioni di eredità nella seconda metà del 1800.

Si favoleggia anche che, specialmente nel Medioevo, nel Castello fosse in vigore lo “Ius primae noctis” ossia il diritto del feudatario di concedere matrimonio ai suoi amministrati arrogandosi la possibilità di consumare la prima notte di nozze con la futura sposa.

Un pozzo all’interno del museo sembrerebbe collegato a questo diritto.

Il castello è aperto al pubblico e il percorso di visita si sviluppa attraverso le sale del piano nobile, il Santuario di papa Celestino V, i giardini pensili e la galleria d’arte contemporanea.
(Elisa Potenziani)

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Torre Cajetani- Sala Carlo Lombardo by Comune di Torre Cajetani
Torre Cajetani- Sala Carlo Lombardo by Comune di Torre Cajetani

Il Museo dell'Operetta è intitolato a Sandro Massimini, il più famoso interprete italiano di operette e si trova in un palazzo al centro di Torre Cajetani.

Si divide in due sezioni: una dedicata all’operetta e una ad una collezione di teatrini con burattini e marionette fatte a mano a partire dal '600.

L'operetta ha contribuito a cambiare il volto Europeo dai primi del novecento e il percorso narrativo del museo si articola lungo un arco di oltre centocinquant'anni in diversi paesi.

Sono raccolte le testimonianze dei più illustri personaggi dello spettacolo italiano come Wanda Osiris, Carlo Dapporto, Walter Chiari e Sophia Loren.

In una sala audio visiva, è possibile vedere gli spettacoli più famosi e rappresentativi.
 

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Cervara di Roma. Museo della Montagna, transumanti e pitturi

Il museo ella Montagna, transumanti e pitturi è dedicato alla doppia anima della vita pastorale di Cervara di Roma.

Da un lato la pastorizia degli uomini che si assentavano per mesi, dall’altra la vita delle donne con i costumi locali, la relativa oreficeria e gli ex voto dedicati al santuario rurale della Madonna della Portella.

Vengono idealmente descritti i due sentieri: quello dei pastori, che portavano le greggi al mare, e quello dei pittori, che dalla città venivano a dipingere qui.

Per questo, nel museo, un grande spazio è poi dedicato a tutti gli artisti che da secoli hanno rappresentato Cervara nelle loro opere.

Il museo si trova nella Collegiata.

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Pisoniano. Museo della Canapa

Il Museo della Canapa di Pisoniano si trova in un palazzetto lungo la strada principale del paese e nasce da una collezione di due fratelli gemelli, Settimio e Domenico Bernardini.

I fratelli che hanno raccolto antichi strumenti e arnesi per la lavorazione, manufatti di canapa e tante preziose testimonianze orali.

Dopo una esibizione di grande successo del 1997 la collezione è diventata un museo approfondendo gli aspetti naturalistici, culturali e antropologici di questa pianta.

Fino a qualche decennio fa, nella Valle dell’Aniene si coltivava e si lavorazione la canapa per realizzare tessuto, utilizzato per lenzuola, sacchi, cordame ecc. e il museo nasce per conservare, promuovere e valorizzare queste tradizioni.

Percorso del Museo
Nelle sale è possibile ritrovare tutto il processo di coltivazione e di lavorazione: dalla preparazione del terreno e la semina (che avveniva a marzo nelle canapine vicine ai piccoli corsi d’acqua della valle) alla raccolta estiva, prima delle piante femminili e poi di quelle maschili.

Si passa poi alla lavorazione, la filatura, l’orditura e la tessitura.

Il museo, e si sviluppa su tre piani dedicati alla canapa in natura, al ciclo produttivo e agli aspetti antropologici legati alla canapa negli usi domestici e nella quotidianità contadina).

Vanno ricordati i molteplici usi della canapa, dal suo antico impiego come fibra tessile all’uso farmaceutico, alimentare, cosmetico e edile.

Una sezione è dedicata alle macchine di Leonardo da Vinci, con una straordinaria serie di riproduzioni delle invenzioni del genio italiano, e mostra le creazioni di Leonardo in rapporto all’uso della canapa tessile per quanto riguarda tessuti e cordami.
 

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Arpino. Museo della Liuteria

Arpino era famosa per i suoi liutai, soprattutto per il maestro Luigi Embergher con i suoi strumenti musicali a corda durante la seconda metà dell'Ottocento. Dal 1938, l’attività del maestro è continuata con il suo allievo Domenico Cerrone. Quindi il laboratorio di Embergher, fondato nel 1880, in vicolo Morelli è rimasto attivo fino agli anni Cinquanta.
La bottega Embergher-Cerrone aveva quindici dipendenti ed era specializzata nella realizzazione di mandolini di tipo "romano". Nel suo massimo splendore era arrivata a produrre circa cento strumenti al mese di altissima qualità armonica ed estetica. Molti strumenti hanno avuto prestigiosi riconoscimenti internazionali.
Il museo della Liuteria è nato proprio per ricordare e testimoniare questa gloria. Al suo interno, oltre a documenti preziosi, sono esposti strumenti musicali e sono documentate le fasi di lavorazione con i macchinari e le attrezzature impiegate.

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