Cervara di Roma. Museo della Montagna, transumanti e pitturi

Il museo ella Montagna, transumanti e pitturi è dedicato alla doppia anima della vita pastorale di Cervara di Roma.

Da un lato la pastorizia degli uomini che si assentavano per mesi, dall’altra la vita delle donne con i costumi locali, la relativa oreficeria e gli ex voto dedicati al santuario rurale della Madonna della Portella.

Vengono idealmente descritti i due sentieri: quello dei pastori, che portavano le greggi al mare, e quello dei pittori, che dalla città venivano a dipingere qui.

Per questo, nel museo, un grande spazio è poi dedicato a tutti gli artisti che da secoli hanno rappresentato Cervara nelle loro opere.

Il museo si trova nella Collegiata.

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Pisoniano. Museo della Canapa

Il Museo della Canapa di Pisoniano si trova in un palazzetto lungo la strada principale del paese e nasce da una collezione di due fratelli gemelli, Settimio e Domenico Bernardini.

I fratelli che hanno raccolto antichi strumenti e arnesi per la lavorazione, manufatti di canapa e tante preziose testimonianze orali.

Dopo una esibizione di grande successo del 1997 la collezione è diventata un museo approfondendo gli aspetti naturalistici, culturali e antropologici di questa pianta.

Fino a qualche decennio fa, nella Valle dell’Aniene si coltivava e si lavorazione la canapa per realizzare tessuto, utilizzato per lenzuola, sacchi, cordame ecc. e il museo nasce per conservare, promuovere e valorizzare queste tradizioni.

Percorso del Museo
Nelle sale è possibile ritrovare tutto il processo di coltivazione e di lavorazione: dalla preparazione del terreno e la semina (che avveniva a marzo nelle canapine vicine ai piccoli corsi d’acqua della valle) alla raccolta estiva, prima delle piante femminili e poi di quelle maschili.

Si passa poi alla lavorazione, la filatura, l’orditura e la tessitura.

Il museo, e si sviluppa su tre piani dedicati alla canapa in natura, al ciclo produttivo e agli aspetti antropologici legati alla canapa negli usi domestici e nella quotidianità contadina).

Vanno ricordati i molteplici usi della canapa, dal suo antico impiego come fibra tessile all’uso farmaceutico, alimentare, cosmetico e edile.

Una sezione è dedicata alle macchine di Leonardo da Vinci, con una straordinaria serie di riproduzioni delle invenzioni del genio italiano, e mostra le creazioni di Leonardo in rapporto all’uso della canapa tessile per quanto riguarda tessuti e cordami.
 

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Montelanico. Fontana dei Quattro Putti

La fontana delle Faune o dei Quattro Putti è stata realizzata nel 1891 dallo scultore Ernesto Biondi e

Si trova in Piazza Vittorio Emanuele proprio all’ingresso del paese.

La fontana rappresenta un gruppo di putti alati in bronzo che con diverse espressioni sono arrampicati nella parte centrale della fontana.

Restaurata nel 2010, rappresenta tre putti in bronzo che attendono l’acqua versata dal quarto al centro.

I putti rappresentano Montelanico e i vicini paesi di Gavignano, Segni e Carpineto Romano.

Originariamente la fontana era stata realizzata da Ernesto Biondi per il comune di Morolo che la aveva rifiutata per lo schieramento politico dell’artista.

L’artista ha poi deciso di donarla al comune di Montelanico.

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Palazzo Comunale
Palazzo Comunale

Nella piazza Vittorio Emanuele di Montelanico si trova il palazzo comunale.

Era di proprietà della importante famiglia dei Rosetti i quali hanno influenzato sia l’attività politica che religiosa di Montelanico fino ad oggi.

Nel 1922 fu acquistato dall’amministrazione pubblica e dopo svariati lavori di sistemazione fu impiegata come casa comunale.

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Arpino. Ponte San Paolo

Camminando lungo il tracciato dell’antica Via Vitularia ad Arpino, di cui si possono osservare dei tratti con l’antica pavimentazione romana e dei sassi incisi dal passaggio dei carri.

Si arriva ai resti di un arco, un antico ponte romano (Ponte San Paolo) sopra il fiume.

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Arpino. Libro di Pietra

Il Libro di Pietra ad Arpino sono poesie scolpite su pietra (in lingua originale e con la traduzione italiana) che famosi poeti contemporanei hanno dedicato ad Arpino.

Le “pagine” sono collocate nei quattro quartieri in cui si divide il centro storico: quartiere Colle, quartiere Ponte, quartiere Civita Falconara e quartiere Arco.

Le poesie sono "Il Bianchissimo Vento" di Giuseppe Bonaviri, le "Pietre"” dello svedese Lars Forssell, "Scritto nella pietra" di Kjell Espmark, "A volo d'uccello" del russo Valentin Berestov, "Applauso per Arpino" di Pedro J. De la Peña e “Spirito dell’Acqua" della tunisina Fadhila Chabbi. L'iniziativa è stata coordinata dallo scrittore Giuseppe Bonaviri.

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Arpino. Museo della Liuteria

Arpino era famosa per i suoi liutai, soprattutto per il maestro Luigi Embergher con i suoi strumenti musicali a corda durante la seconda metà dell'Ottocento. Dal 1938, l’attività del maestro è continuata con il suo allievo Domenico Cerrone. Quindi il laboratorio di Embergher, fondato nel 1880, in vicolo Morelli è rimasto attivo fino agli anni Cinquanta.
La bottega Embergher-Cerrone aveva quindici dipendenti ed era specializzata nella realizzazione di mandolini di tipo "romano". Nel suo massimo splendore era arrivata a produrre circa cento strumenti al mese di altissima qualità armonica ed estetica. Molti strumenti hanno avuto prestigiosi riconoscimenti internazionali.
Il museo della Liuteria è nato proprio per ricordare e testimoniare questa gloria. Al suo interno, oltre a documenti preziosi, sono esposti strumenti musicali e sono documentate le fasi di lavorazione con i macchinari e le attrezzature impiegate.

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