Prossedi. Borgo di Pisterzo

Pisterzo è un classico esempio di città medioevale, un piccolo paese a forma a ferro di cavallo e si trova nel territorio di Prossedi.

Conta circa un'ottantina di abitanti in inverno e che si affolla in estate di vacanzieri che si godono il fresco della valle.

Il significato del nome Pisterzo è piuttosto controverso, in un antico documento è riportato come "Prius Tertium", il "Primo dei Tre".

Forse dei tre castelli fondati nella Vallata dell'Amaseno.

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Prossedi. Fontana dei Papi

Nelle vicinanze dall’ingresso del paese di Prossedi, lungo la vecchia strada Marittima si trova la monumentale Fontana dei Papi.

Era stata voluta nel 1727 dal marchese Livio De Carolis, un nobile originario di Pofi che per 20 anni governò il paese.

La sua famiglia aveva fatto fortuna con l’esclusiva della riscossione delle tasse sul macinato nelle provincie di Marittima e Campagna e acquistato il feudo di Prossedi dagli Altieri da Papa Benedetto XIII.

Livio doveva essere un appassionato di fontane perché fece costruire nel 1711 una fontana a Frosinone nel santuario di Madonna della Neve e nel 1727 questa di Prossedi.

La fontana fu inaugurata direttamente dal papa Benedetto XIII con un corteo di 92 calessi da Frosinone.

La fontana è costituita da una ampia vasca che si appoggia ad una quinta marmorea sulla quale è riportata la storia della fontana stessa.

Sul elemento di decoro finale si trova lo stemma papale di Benedetto XIII, quello del vescovo e quello del marchese de Carolis, che è stato poi eliminato dai successivi proprietari di Prossedi.

La fontana serviva come lavatoio per le donne di Prossedi mentre le due vasche laterali servivano come abbeveratoio per i mandriani.

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Prossedi. Palazzo delle Carceri

Il palazzo delle Carceri si trova vicino la porta principale di Prossedi e risale al 1807 per essere tribunale e carcere nei locali interrati.

È stato commissionato all’architetto Francesco Rust dal principe Pietro Gabrielli.

L'edificio ha una forma irregolare per inserirsi nel tessuto medioevale e ha cinque facciate diverse con le finestre che gli danno armonia e regolarità.

L’edificio ha quattro piani ciascuno con un proprio stile architettonico: la base è ricoperta da blocchi bocciardati in pietra calcarea con tre grandi portali.

Il secondo piano è realizzato con mattoncini, la terza in blocchi calcarei squadrati e sagomati e l’ultimo piano in muratura di mattoncini a vista, separate da una elegante fascia in pietra.

Oggi il palazzo è destinato a residenza e ad ufficio postale.

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Prossedi. Orologio Pubblico

La porta principale di entrata al centro storico di Prossedi è arricchita da un grande orologio pubblico.

Lo stile della porta è stato modificato dai principi Gabrielli che hanno realizzato una cornice in pietra bugnata dell’arco e un decoro della porta con stucchi e lesene che sorreggono la parte sopraelevata con l’Orologio.

Sulla porta si legge la scritta S.P.Q.P. (Senatus Populusque Prossedi).

L’orologio è stato uno dei primi ad essere messo in uno spazio pubblico e non solo regolava la vita del paese ma era oggetto di una forma di ‘turismo’ per persone che volevano vederlo.

Per il controllo dell’orologio era stata creata l’importante ruolo di ‘regolatore dell’orologio’.

L’attuale orologio risale al 1899 e fu costruito dalla ditta Federico Uccelli di Milano al costo di 880 Lire.

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Prossedi. Palazzo Baronale

Il Palazzo Baronale, a pianta rettangolare con quattro massicci torrioni angolari, domina il centro di Prossedi ma sulla sua storia si hanno poche notizie.

La sua forma lo fa risalire al Cinquecento poi ampliato dai Gabrielli secondo lo stile barocco-rococò in voga nel XVIII secolo.

Al palazzo si accede attraverso eleganti gradini bassi e il cortile antistante il palazzo comunica con il piazzale della chiesa di Sant’Agata attraverso un cancello di ferro decorato.

Il Palazzo è alto più di 20 metri e, nei prospetti, si nota una doppia fascia marcapiano che separa la parte del basamento, con l’aspetto di un muro di cinta, da quella sovrastante.

La visita al palazzo si limita al cortile interno attorno al quale si aprono alcune porte che immettono negli spazi di servizio.

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Cerreto Laziale torre medioevale

I resti della fortezza medioevale sono rappresentati dalla torre del XIV secolo che si trova al centro del borgo antico di Cerreto Laziale.

La fortezza era stata costruita dall’abate Tommaso da Celano.

Aveva la classica forma dei castelli medioevali: quattro torri collegate da alte mura, un ingresso con guardie e il maschio a torre al centro del cortile.

La porta di ingresso è addobbata con lastre di bronzo che rappresentano l’episodio della gatta di Cerreto Laziale.

La torre viene aperta al pubblico solo in occasione di particolari festività.
 

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