Il Palazzo Conti Celani risale all’Ottocento e ha il classico aspetto di una villa/palazzo con giardino e sale affrescate interne.

Nel giardino si nota il simbolo della famiglia in ferro battuto.

C’è un aneddoto sulla costruzione del palazzo che rappresenta lo spirito di Guarcino come ‘comune libero’.

Durante la costruzione fu abbattuto un pezzo di mura della città e il comune fece causa alla famiglia e ottenne la ricostruzione del muro, seppure in una nuova posizione.

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A Guarcino la Confraternita dello Spirito Santo allargò una cappella dedicata a San Benedetto integrando altre case vicine e realizzando questo ospedale di cui si nota il portone fra i vicoli del borgo.

Nel medioevo era usanza realizzare ospedali per malati e centri assistenza per poveri e pellegrini.

Erano luoghi arredati con letti dove potevano stendersi i malati mentre una parte dell’edificio era sempre destinata alla preghiera e arredata con un altare e immagini sacre.

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Isola del Liri- Cartiere Meridionali Sorvillo by Bettiol
Isola del Liri- Cartiere Meridionali Sorvillo by Bettiol

La storia delle Cartiere Meridionali di Isola del Liri ha inizio nel 1836 quando l’imprenditore napoletano Natale Sorvillo decide di costruire una sua cartiera ad Isola del Liri.

Fra i numerosi immobili che fanno parte del complesso, oramai frazionato in molte parti e che non ha mantenuto l’anima originaria, si distinguono proprio la casa padronale, una piccola chiesetta in stile gotico e una torre per l’allevamento dei piccioni.

All’interno dello stabilimento era stato costruito uno spaccio, un asilo e un centro di assistenza medica.

Attorno alla cartiera vennero realizzate le palazzine di alloggio dei dipendenti e si possono riconoscere le diverse forme in funzione dei ruoli svolti all’interno dello stabilimento: operai, dirigenti, direttori.

La cartiera ha avuto diversi proprietari ed è nota con il nome di Cartiere Meridionali, una società con sede a Napoli che subentrò ad Isola del Liri nel 1873 e che portò la cartiera al massimo splendore.

La carta veniva realizzata con pioppi e abeti provenienti da Russia e Finlandia o da stracci che venivano da ogni parte del mondo.

I macchinari erano a ciclo continuo e producevano rotoli di carta che veniva venduta in Italia, Egitto, Turchia, Romania, Siria e Usa.

Ad un certo punto la carta del Times di Londra veniva prodotta proprio qui ad Isola del Liri.

La cartiera si specializzò in carta da sigaretta e la ‘carta Bibbia’, quella sottilissima carta opaca che poteva essere stampata su entrambe le facce.
 

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Isola del Liri- Auditorium New Orleans by Bettiol
Isola del Liri- Auditorium New Orleans by Bettiol

La sala multimediale dell'Auditorium New Orleans di Isola del Liri è attrezzata per la registrazione e per performance musicali.

È stata ricavata in una ala dell'ex Lanificio Manna. I

n una delle sale è possibile osservare un interessante esempio di archeologia industriale con una macchina per il maglificio.
 

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Isola del Liri- Teatro Comunale by Bettiol
Isola del Liri- Teatro Comunale by Bettiol

Il teatro comunale di Isola del Liri è stato ricavato in una ala del Lanificio Manna.

Il lanificio era a sua volta stato realizzato trasformando i locali del Convento di San Francesco.

Il re di Napoli Gioacchino Murat, cognato di Napoleone, aveva requisito il convento e lo aveva venduto a privati durante il periodo napoleonico.

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Isola del Liri- Cartiera Fibreno Lefevre by Bettiol
Isola del Liri- Cartiera Fibreno Lefevre by Bettiol

La cartiera Fibreno - Lefebvre di Isola del Liri nasce in un convento che il re di Napoli Gioacchino Murat aveva requisito e venduto ad industriali privati, secondo le indicazioni di Napoleone che aveva requisito e venduto i beni della chiesa in molte parti d’Italia.

Guardando l’ingresso originario della cartiera Fibreno, che prende il nome dal piccolo affluente del Liri che passa proprio qui, si riconoscono gli elementi caratteristici della originaria facciata della chiesa.

La cartiera fu fondata nel 1812 da Antonio Beranger ed era la più grande del Regno di Napoli. Nel 1822 fu acquistata da Carlo Lefebvre, un industriale francese che aveva fatto fortuna come esattore delle tasse per il Sud Italia.

La cartiera aveva una produzione di eccellenza anche grazie alla purezza e alla temperatura del Fibreno e la fabbrica si espanse rapidamente.

La storia di questa cartiera è veramente particolare perché una parte degli edifici per anni era scomparsa dalla memoria delle persone, nascosta da rovi e piante nel ripido pendio che segue una piccola cascata del canale Fibreno.

Il nucleo originario della cartiera, infatti, si sviluppa per cinque piani dal ciglio stradale fino al livello del fiume ed era stata così congegnato proprio per sfruttare al massimo la forza idraulica dell’acqua.

È la più antica e produceva la carta dagli stracci e venne abbandonata quando si iniziò a produrre la carta con la cellulosa.

L’abbandono a favore di una nuova costruzione delle cartiere Lefebvre su un solo livello che permetteva una migliore organizzazione del lavoro ha portato a la natura a prendere il sopravvento sulla costruzione.

Soltanto a causa di una frana della strada soprastante e ai seguenti lavori di consolidazione del pendio si è scoperta questa imponente costruzione sul cui tetto era stata costruita la piccola cappella di Santa Maria delle Forme.

La chiesetta era stata costruita da Lefebvre per soddisfare il bisogno della popolazione locale che era ancora molto devota alla originale chiesa del convento.

Negli anni ’90 sono iniziati i lavori di trasformazione dei locali in un museo dedicato all’archeologia industriale che ha permesso di sistemare i locali e un parco pubblico attorno ad essi.

I lavori non sono completati ma si può capire l’effetto generale ed avere una idea del ciclo di lavorazione degli stracci.

La parte in piano della cartiera, invece, fu acquistata nel 1892 da Gabriele de Caira e nel 1907 dalle Cartiere Meridionali.

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Isola del Liri- Cartiera Boimond by Bettiol
Isola del Liri- Cartiera Boimond by Bettiol

La prima cartiera di Isola del Liri fu impiantata nel 1868 da Francesco Roessinger assieme ad un impianto di forza motrice di 54 cavalli.

La cartiera entrò in crisi dopo l’unità d’Italia a causa delle misure protezionistiche che favorivano le industrie del nord e fu acquistata da Emilio Boimond nel 1922.

La cartiera prende il nome proprio dall’imprenditore che la ha rilevata e che ha realizzato una centrale idroelettrica per alimentare due macchine a produzione continua.

La cartiera è stata famosa per essere sempre all’avanguardia tecnologica fino alla sua chiusura. Il ciclo di produzione continuo serviva per la produzione di carte da sigaretta.

La cartiera fu gravemente bombardata durante la seconda guerra mondiale e ricostruita dalla famiglia Boimond.

Nel 1958 morirono entrambi gli eredi Boimond e la fabbrica entrò in una crisi che portò al fallimento nel 1977. Da allora è entrata nel patrimonio dello Stato ed ora è del comune.

I macchinari erano di produzione nord europea. Da notare accanto alla linea produttiva, la riproduzione in legno di molte parti meccaniche della linea produttiva.

Al fine di evitare di fermare la produzione in caso di danni o guasti agli ingranaggi meccanici, era consuetudine avere dei modelli in legno delle parti della linea produttiva che venivano utilizzati dai fabbri locali per realizzare i duplicati da sostituire alla macchina.
 

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