SAMSUNG CSC
Bellegra. Porta Romana con Bottino

Porta Romana rappresenta l’ingresso al borgo di Bellegra nel ‘lato Roma’ e immette nella parte più antica e più alta di Bellegra.

Era sicuramente collegata al vicino castello.

Negli anni ’50 accanto alla porta è stata costruito un bottino, serbatoio per la distribuzione idrica nel paese con la forma di una torre moderna.

Oggi non è in uso ma la torre è perfettamente integrata nel borgo.

powered by social2s
Fumone- Chiesa San Giuseppe by Af128
Fumone- Chiesa San Giuseppe by Af128

Nascosta tra i vicoli del centro storico di Fumone, la chiesa di San Giuseppe è aperta al culto dal 1819 (Catasto Gregoriano), anche se oggi è sconsacrata e adibita ad abitazione.

E’ di proprietà degli eredi della famiglia Cocchi, il più antico casato nobiliare di Fumone.

L’unico elemento di nota rimane la facciata, decorata a motivi geometrici e finti marmi, realizzata agli inizi del Novecento.
(Alessandro Potenziani)
 

powered by social2s
Fumone- Santa Maria del Rosario by af128
Fumone- Santa Maria del Rosario by af128

La Chiesa della Madonna del Rosario a Fumone risale al Trecento e si trova proprio nella piazza principale di fronte alla collegiata.

Al suo interno presenta ancora l’altare in stucco seicentesco decorato a finti marmi e parte della pavimentazione antica in mattoni di terracotta.

Fino agli inizi del Novecento vi era un piccolo campanile a vela con una sola campana, che oggi non esiste più.

La chiesa della Madonna del Rosario è oggi sconsacrata e adibita al ricovero di suppellettili ecclesiastiche e statue processionali.

Nel catasto del 1819 risultava aperta al culto.

(Alessandro Potenziani)
 

powered by social2s
Fumone- Vicolo Medievale by Alberto Bevere.
Fumone- Vicolo Medievale by Alberto Bevere.

È uno dei vicoli più caratteristici di Fumone dove si possono ancora vedere le mura della città costruite sulla viva roccia.

Nello vicolo, prima di risalire verso via Umberto I, si possono ammirare i resti di una cucina medievale sospesa a mezz’aria da un crollo.
(Elisa Potenziani)

powered by social2s
Fumone- Mura e Torri by Alberto Bevere
Fumone- Mura e Torri by Alberto Bevere

Alatri è decisamente il paese delle mura e le torri.

Percorrendo le mura esterne spesso si rintracciano basi di torri con feritoie o torri conservate anche in altezza che comunque non superano mai il livello delle case più recenti ricavate sulla base del circuito delle mura.

Sono rimaste quasi intatte nella zona «Torricelle», verso Alatri, che corrisponde anche alla porzione più munita di torri, mentre sono state alterate nella parte a nord-est.

Nell’Ottocento, lo studioso G. Ricciotti ne contò quattordici in tutto, comprendendo probabilmente anche quelle all’interno delle mura.
(Elisa Potenziani)

powered by social2s
Fumone- Porta Napoletana by af128
Fumone- Porta Napoletana by af128

Porta Napoletana o posterula-porta era l'ingresso secondario al borgo di Fumone e per questo oggi si chiama portella.

Il suo nome deriva dal fatto che è rivolta verso Napoli e fiancheggiata da una grossa torre circolare.

Era in realtà un’uscita di sicurezza che ha conservato il suo assetto originario fino al 1831, quando fu demolita per far passare la processione con la croce e il baldacchino di san Sebastiano, patrono del paese.
(Elisa Potenziani)

powered by social2s
Fumone- Porta Romana by Alberto Bevere
Fumone- Porta Romana by Alberto Bevere

Porta Romana di Fumone è rivolta verso Roma e protetta verso l’esterno da una torre quadrata.

Nel passato era l’unico accesso alla fortezza ed era probabilmente dotata di ponte levatoio (di cui sembrerebbe rimanere memoria nella vicinissima via del Ponte), saracinesche di ferro, doppio portone e caditoie.

Ballatoi in pietra e legno permettevano ai soldati di sporgersi dalle mura e scagliare pietre e frecce sui nemici arrivati fin sotto la cinta muraria.

Sul lato esterno della porta si vede uno stemma, forse del XII secolo, che sembra rappresentare un castello merlato su fondo rosso e due bande trasversali bianche.

Sul lato interno è stata rinvenuta una pittura murale raffigurante una Madonna con Bambino che si dimena vigorosamente tra le braccia della Vergine.

 (Elisa Potenziani)

powered by social2s
Fumone- Castello di Fumone by Alberto Bevere
Fumone- Castello di Fumone by Alberto Bevere

L’edificio più rilevante di Fumone è la rocca che oggi corrisponde al noto Castello.

Il primo documento ufficiale che ne attesta l’esistenza risale al 962 DC quando l’imperatore di Germania, Ottone I di Sassonia, donò al pontefice Giovanni XII, attraverso il Privilegium Othonis, la rocca di Fumone insieme alle città di Teramo, Rieti, Norcia e Amiterno.

Nel castello si trova la cella in cui, si dice, morì Celestino V, il papa eremita che nel dicembre 1294 rinunciò al soglio pontificio.

Qui si trovano originali giardini pensili oltre quota 800 metri slm e un museo.

Il castello si dice sia abitato da un fantasma.

Per comprendere l’origine di Fumone più che ad un castello bisogna pensare ad una torre con dominante funzione di vedetta e segnalazione. Tutto ciò che sorse intorno era indispensabile alla sopravvivenza e all’immunità di quanti permettevano le attività e il funzionamento del luogo.

L’insieme delle fortificazioni si presentava composto dalle seguenti parti: il castrum vero e proprio, delimitante la fortezza, con la serie di torri e tratti di mura esterne. Poi la rocca che si trovava sulla sommità del monte, al centro del circuito del castrum, fornite di sue mura.

Completava la parte militare il torrione o maschio protetto dalle mura della rocca e sede della vedetta più alta della fortificazione interna, destinato a un contingente di soldati. Infine le case, che si estendevano tra la rocca e le mura del castrum, alloggio di tutti gli altri componenti della guarnigione militare.      

Fumone era una dei principali castelli del Patrimonium Sancti Petri nel Basso Lazio, apparteneva a una rete difensiva di fortezze direttamente soggette alla Chiesa tra le quali figuravano Paliano, Serrone, Lariano, Castro dei Volsci. Tutte queste erano legate all’autorità del pontefice da un giuramento di fedeltà e vincolati giuridicamente da contratto enfiteutico.

Mantenne un ruolo importantissimo durante tutto il Medioevo che assicurò a Roma la protezione contro le incursioni dei Saraceni, dei Longobardi e dei Normanni.

L’inespugnabilità della rocca fu confermata in due importanti occasioni: nel 1155 quando fu assalita, invano, da Federico Barbarossa e ancora nel 1186 quando fu l’unica a resistere e vide allontanarsi lo sconfitto Enrico VI Hohenstaufen, figlio del Barbarossa.

Nel 1230 papa Gregorio IX recuperò definitivamente la rocca togliendone il possesso ai custodi, dopo l’esborso di svariate libbre d’oro a titolo di liberale indennizzo.

Fumone si trasformò poi da roccaforte militare e prigione pontificia nella quale vennero reclusi personaggi di prim’ordine a palazzo quando fu acquistata nel 1588 dalla famiglia Longhi, una famiglia nobile romana di cui sono testimoniati legami con la rocca di Fumone già a partire dal 1290.

Fu acquistato precisamente dal marchese Giovanni Longhi, Patrizio Romano, Cavaliere dello Speron d’Oro e Conte Palatino di papa Sisto V, che lo trasformò in residenza signorile creando sulle rovine delle mura difensive e del maschio centrale un caratteristico giardino pensile all’italiana.

Il palazzo risulta costituito da più corpi di fabbrica, alcuni risalenti al Medioevo e altri tra il 1600 e il 1800 e al suo interno si trova la cella in cui, si dice, morì Celestino V, l’eremita-papa che nel dicembre 1294 rinunciò al soglio pontificio.

La cappella adiacente, a pianta circolare, risale all’inizio del XVIII secolo, sorta in sostituzione di una originaria forse eretta dopo la canonizzazione del 1313. Nell’attuale cappella si trova un altare al di sopra del quale è conservata un’effige del santo molisano.

Nel castello si trova la casa-museo Ada e Giuseppe Marchetti Longhi, un appartamento abitato dall’importante archeologo romano, al cui interno sono conservati arredi del XIX secolo e collezioni di interesse storico e antropologico. 

(Elisa Potenziani)

powered by social2s

Iscriviti alla Newsletter

Scopri un territorio attraverso le emozioni di chi l'ha raccontato in prima persona.