San Felice Circeo. Befana e Sagra del Canascione

Dal 5 al 6 gennaio San Felice Circeo si accende...letteralmente!

Le celebrazioni iniziano con il falò dell’epifania dove una statua della befana viene cerimoniosamente bruciata, a seguire come da tradizione, una cena in piazza tutta a base di polenta e salsicce.

Domenica 6 tutti in strada di nuovo per festeggiare insieme la sagra del canascione.

Il canascione è una pizza ripiena, una torta salata farcita solitamente con uova, salumi e formaggi, un piatto tipico del Lazio Meridionale.

Per tutta la durata della giornata sarà possibile provare per la prima volta o rivivere i “giochi de na vota”, una domenica di intrattenimento (e mangiate) per grandi e piccoli.

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Vetralla. Presepe Vivente

Nelle settimane delle festività natalizie Vetralla si dimostra ancora una volta come un centro di vivacità turistica e culturale con una suggestiva rappresentazione del presepe vivente nel centro storico.

Lo scenario del borgo antico, nel tratto da vicolo del Sole fino alla chiesa di San Pietro, è lo sfondo perfetto per questa manifestazione che unisce lo spirito religioso con la curiosità turistica di scoperta di questo antico borgo della Tuscia.

I protagonisti della rappresentazioni sono le molte associazioni, compagnie teatrali e scuole che, ognuna nella sua interpretazione, danno vita alle diverse scene della natività. Da tenere in considerazione che la data prima di Natale è una rappresentazione notturna mentre le altre sono spettacoli pomeridiani.

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Il secondo fine settimana di settembre, in occasione delle giornate dedicate a Maria, a Blera si festeggia la Madonna della Selva.

La festa riprende una tradizione molto antica e l’immagine della Madonna viene portata a mano in pellegrinaggio seguendo prima il tracciato della via Clodia e poi un sentiero nel bosco, fino ad un piccolo eremo sulla collina.

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Natale a Greccio, il paese del primo presepe

Il Natale assume un sapore particolare a Greccio, il paese dove è nata la tradizione del presepe. Accanto ai mercatini di Natale dove si possono trovare gli oggetti della tradizione dell’artigianato artistico e le delizie enogastronomiche del territorio, si può fare una visita al Museo del Presepe.

Se si pensa ai presepi l’immagine va subito ai grandi presepi meccanici della tradizione napoletana, eppure questa tradizione è nata a Greccio nel 1223 grazie a San Francesco che per la prima volta ha portato l’immagine della natività in statue.

Le prime rappresentazioni della nascita di Gesù si possono vedere già nelle Catacombe di Santa Priscilla a Roma e altre immagini sono presenti in moltissime opere medievali anche di grandi artisti. Eppure l’idea delle statue è venuta a San Francesco che ha realizzato il primo presepe dopo aver chiesto l’autorizzazione a papa Onorio III. Francesco era appena tornato dal suo viaggio in Palestina dove aveva visitato i luoghi della natività e aveva voluto rappresentarli anche per i suoi fedeli in Italia.

Nasce così l’immagine del bue e l’asinello accanto al piccolo Gesù nella mangiatoia mentre Maria e Giuseppe arriveranno successivamente.

Nei secoli successivi questa usanza si diffonde nelle chiese dell’Italia centrale e dell’Emilia mentre arriva nel sud del regno di Napoli solo nel Cinquecento.

Dal Seicento in poi i presepi escono dal recinto delle chiese ed entrano anche nelle case private. Inizialmente sono dei soprammobili che riprendono in miniatura le cappelle delle chiese, poi nel Settecento inizia la grande stagione delle ricostruzioni vere e proprie di intere scene di vita quotidiana.

I presepi diventano un’occasione di competizione fra le famiglie per chi realizza quello più grande e quello più fantasioso con congegni meccanici invisibili che muovono statuine e danno vita a scene ‘viventi’.

Questa storia e molte immagini si possono trovare proprio nel Museo del Presepe d Greccio.

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Monteleone Sabino. Sagra della Bruschetta

La terza domenica di dicembre a Monteleone Sabino si festeggia la bruschetta con una festa molto particolare e unica nel suo genere.

Viene realizzato un filone di pane di circa 20 metri che sfila tra i vicoli del centro storico.

Una manifestazione che attira curiosi da tutto il circondario per lo stupore e per il piacere di assaggiare il famoso olio della Sabina, macinato a freddo e dal profumo molto intenso che si sposa perfettamente con il pane.

La distribuzione della bruschetta è gratuita mentre una serie di stand enogastronomici permettono di assaggiare i piatti della tradizione locale e di acquistare le produzioni locali.

Durante la manifestazione viene assegnato il premio ‘Olivifera Mutusca - L’oro verde di Trebula Mutuesca’ al migliore olio.

Si può prendere parte a visite guidate al museo archeologico, agli scavi archeologici e al Santuario di Santa Vittoria, la patrona del paese che sconfisse il drago.

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Il 13 dicembre Bagnoregio festeggia Santa Lucia con una serie di celebrazioni religiose e una tradizione molto particolare.

Dopo la solenne messa celebrata nella chiesetta di Santa Lucia una grande mongolfiera colorata viene lanciata nel cielo in onore della santa.

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Santi Cosma e Damiano. Festa del Piccilatieglio

A metà dicembre a Santi Cosma e Damiano si festeggia uno dei dolci più amati della tradizione locale: il piccilatieglio.

Sono delle frittelle dalla forma allungata preparate in occasione del Natale e sono insaporite con agrumi e cannella.

Durante la Festa del Piccilatieglio le vie del centro sono animate anche da musicisti che intonano le musiche della tradizione e gruppi folkloristici che indossano la ‘pacchiana’, il tradizionale costume femminile.
 

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A dicembre grande festa a Marino in onore della compatrona Santa Lucia, una delle sante più amate dalla chiesa cattolica e dalla storia molto particolare. E’ la protettrice degli occhi, degli oculisti, degli scalpellini e degli elettricisti.

In questa giornata, in alcuni paesi del nord Europa e del nord Italia (nella zona fra Verona e Bergamo) era tradizione portare i regali ai bambini.

Si raccontava che Santa Lucia con il suo asinello e con il suo cocchiere Castaldo portasse doni e dolci ai bambini che si erano comportati bene.

E la sera le famiglie lasciavano una letterina per la santa insieme ad una tazza di latte e qualche biscotto, un piatto di farina per l’asinello e del pane per Castaldo.

Santa Lucia era nata a Siracusa nel 283 e morì sempre a Siracusa il 13 dicembre 314 ai tempi delle persecuzioni di Diocleziano.

Era di famiglia nobile e dopo la morte del padre, aveva fatto voto di povertà e castità chiedendo una grazia per far guarire sua madre gravemente malata.

Il suo promesso sposo non credette a questa storia e la portò davanti al prefetto accusandola di essere cristiana. Venne sottoposta ad incredibili torture fino a darle il colpo mortale con una spada.

Il suo corpo è stato prima preso dai turchi che conquistarono Siracusa nel 1040 e poi recuperato dai veneziani nel 1204 che lo portarono nella bellissima chiesa di Santa Lucia, oggi vicino la stazione ferroviaria di Venezia che si chiama proprio Santa Lucia.

La leggenda narra che si fosse strappata gli occhi da sola per non cadere nel peccato e per questo il suo nome è collegato agli occhi e alla luce.

Da notare poi che il 13 dicembre era il giorno del solstizio invernale, ossia quello con minore luce, prima della riforma del calendario Gregoriano che lo ha spostato al 21 dicembre.

Sempre il 13 dicembre uno sciame di asteroidi passa vicino la terra (le Geminidi) che viene chiamato familiarmente con il nome di ‘stelle di Santa Lucia’.

Durante il giorno di Santa Lucia, a Marino si aprono i mercatini di Natale mentre le celebrazioni religiose prevedono una particolare processione con giovani ragazze vestite di bianco al buio fino alla entrata in chiesa e all’accensione di un cero che restituisce la vista.

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