Fondi. Sagra della Bruschetta

Un fine settimana dedicato ad uno dei simboli dell’estate: la bruschetta.Fondi la vera festa è comunque dedicata all’olio con cui si condisce la bruschetta che deve rigorosamente essere di oliva Itrana, chiamata anche Oliva di Gaeta, spremuto a freddo con olive non arrivate alla piena maturità.

Fondi è infatti famosa per i suoi oliveti e il gusto del suo olio extra vergine di oliva. 

Una visita al borgo antico e un contorno di musica rende emozionante le giornate.

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Ariccia. Sagra della Porchetta

Dal 1950 la sagra della porchetta è diventata un punto di riferimento per gustare questa prelibatezza che è diventata il simbolo di Ariccia e dei Castelli Romani e che oggi è stata riconosciuta con il marchio IGP – Indicazione Geografica Protetta.

Una festa che è anche una occasione per ribadire il legame millenario che unisce Ariccia all’arte di trattare la carne di maiale. Infatti qui ad Ariccia operavano i sacerdoti che avevano il compito di lavorare la carne che andava offerta a Giove nel famoso tempio di Monte Cavo.

A Vallericcia sono state trovate nel tempio due statuine votive dell’offerta del porchetto, animale sacro alla divinità Maia, che risalgono al III secolo a.C. Le due statuine rappresentano una figura femminile, con una corona di spighe, ed una figura maschile con un “porchetto” in mano. Oggi questi reprti sono esposti al Museo Nazionale Romano. 

Il rituale probabilmente si riferiva alla festa delle Cerealia, dedicate alla dea Cerere che avvenivano in primavera e in autunno, ossia quando la natura si risveglia e quando si riposa. Probabilmente i nobili romani avevano scelto queste aree per le loro ville di caccia anche per la fama della bravura nella preparazione e cottura di questa pietanza.

La sagra della porchetta prevede sia la parte di degustazioni che una parte di spettacoli ed esibizioni dal vivo e una rievocazione di una processione di ancelle romane con offerte votive che rievocano il culto della dea Cerere. 

Agli stand e alle fraschette, tutti sono vestiti con gli abiti tradizionali di Ariccia e i produttori fanno a gara per presentare le loro delizie. Una curiosità: il nome porchetta deriva dal fatto che si usa solo carne di maiali femmine, più saporite e meno grasse.

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Le celebrazioni di Sant’Antonino, il patrono di Castelnuovo di Porto, sono l’occasione per alcuni giorni di festa che comprendono anche un corteo storico, una gara di carrettelle e spettacoli musicali.

Sant’Antonino di Apamea è stato un martire cristiano originario della Siria che aveva cercato di promuovere il cristianesimo ed è molto amato a Castelnuovo di Porto.

Le celebrazioni religiose coinvolgono una santa messa e una processione per le vie del borgo. Subito dopo il centro storico viene animato da una rievocazione storica che racconta della famiglia Colonna, feudatari e spettacoli con artisti di strada nel borgo.

Degustazioni enogastronomiche e musica durante le sere di tutto il fine settimana. La domenica si svolge la tradizionale gara delle carrettelle.

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Da oltre mezzo secolo Arsoli dedica due giorni alla Fagiolina Arsolana una eccellenza tipica di questi territori e presidio Slow Food. 

La coltivazione della fagiolina è raccontata da esperti che illustrano cosa fare e da cuochi che racconteranno come valorizzarla e presentarla al pubblico.

Si potranno fare degustazioni delle ricette della tradizione contadina come le ciciarchiole, sagne e fagiolina, salsicce, pane casaricciu e dolci secchi. Tutto rigorosamente accompagnato da vino locale.

Una occasione per fare una visita guidata al borgo, al museo delle tradizioni musicali e al Centro di Documentazione delle Arti e Tradizioni di Arsoli.

Si possono acquistare i prodotti locali e la fagiolina ad un mercato artigianale.

 

 
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Riofreddo. In Vino Veritas

Una festa dedicata al vino e alle degustazioni di piatti tipici: questo è In Vino Veritas a Riofreddo, un borgo che prende il nome dalle sue acque. 

Diversi tipi di vino della Regione Lazio e un menu che comprende i piatti della tradizione come pappardelle al cinghiale e ai funghi, arrosticini e dolci secchi.

Ad accompagnare la giornata, artisti di strada e musicisti animano le vie del borgo con i loro spettacoli.

 

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Pantasema
Pantasema

La ‘Pantasema’ è la festa che segna la fine dell’estate di Veroli e l’inizio della scuola.

Prende il nome da un fantoccio che rappresenta l’estate che viene bruciato in piazza.

Prima ha sfilato per le strade di Veroli seguito da alcuni carri allegorici in una sfilata accompagnata da balli e musica.

La manifestazione continua con spettacoli musicali e uno spettacolo pirotecnico.

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Sagra della Moricola
Sagra della Moricola

L’ultima settimana di agosto nel Rione San Leucio di Veroli si festeggiano le more con la Sagra della Moricola, il frutto dell’estate.

La manifestazione prevede una competizione di cucina sul modo di utilizzare questo frutto.

Le more vengono raccolte e vengono utilizzate per la preparazione di dolci e altri piatti che vengono poi presentati ad una giuria che seleziona il vincitore. I premi sono prodotti enogastronomici locali.

Nei giorni della festa nel rione medioevale di San Leucio vengono organizzati giochi popolari e si conclude con uno spettacolo pirotecnico chiamato ‘La rocca in fiamme’.

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