Selci. Festa dei Giovani e Sagra del Fallone

Un fine settimana di degustazioni enogastronomiche e di musica dal vivo per festeggiare i giovani con eventi nel centro del borgo di Selci.

Musica dal vivo ma soprattutto celebrazione del ‘fallone’, uno dei piatti della tradizione della Sabina che ha il riconoscimento PAT - Prodotto Agroalimentare Tradizionale.

Il fallone è un calzone ripieno di verdure, una pizza chiusa ripiena di verdure come bieta, cicoria e zucchine, ma anche legumi, patate, pomodori, cipolla e aglio.

In genere viene preparato con la pasta che resta dalla preparazione del pane e nel passato era un ‘piatto unico’ che ha sfamato la popolazione locale.
 

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Cervaro. L’pizz fitt e mortadella

Pizz fitt e mortadella è una sagra a Cervaro che mostra gli antichi mestieri, i saperi e i sapori di una volta grazie ad esibizioni di artigiani e a vecchi ricordi.

Due giorni di festa sotto l’insegna ”L’pizz fitt e mortadella”, una tradizione che si perde nella notte dei tempi.

La cornice è quella del verde del monte Trocchio e il piacere è arricchito da musiche tradizionali dal vivo.

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Viterbo. Patto d'amore

A Viterbo si dedicano due settimane di festeggiamenti ad una tradizione molto particolare, quella del Patto d’Amore con l’immagine della Madonna della Quercia.

Si inizia l’8 settembre con un pellegrinaggio notturno delle parrocchie al Santuario della Quercia e si conclude il 23 settembre con una mostra di pittura.

La storia di questa festa inizia nel lontano 1417 quando il maestro Battista Juzzante ha fatto dipingere su di una tegola un'immagine della Vergine Maria con in braccio il Bambino Gesù da Maestro Martello detto Monetto.

La tegola è stata appesa per circa 50 anni su una quercia ai bordi della strada tra Viterbo e Bagnaia. Poi nel luglio del 1467, un cavaliere in fuga dai nemici la vide sopra la quercia e si gettò ai piedi dell’albero. Abbracciò con fede e disperazione il tronco della quercia e la Madonna compì il miracolo di renderlo invisibile.

Arrivarono i suoi nemici ma pur sfiorandolo non riuscirono a vederlo. La storia del miracolo si diffuse e le persone iniziarono ad essere devoti alla Madonna così, quando arrivò la peste nel 1467, i viterbesi si recarono a chiedere un nuovo miracolo alla Madonna della Quercia.

Da uno dei racconti dello storico Niccolò della Tuccia, il 30 agosto del 1467 circa 30.000 persone provenienti da Montefiascone, Caprarola, Carbognano, Bassano, Soriano, Civitella, Bagnaia, Bomarzo, Vetralla, Lugnano, Canepina, Vitorchiano, Ronciglione, Tuscania e Viterbo si trovavano vicino la quercia a chiedere il miracolo.

Il miracolo ebbe luogo e la peste risparmiò questi territori così che per ringraziamento ogni anno le persone tornano a fare la processione alla Madonna della Quercia e fu costruito un santuario per ospitare la famosa tegola.

La chiesa fu avviata da Paolo II nel 1467 e nel 1867 è stata dichiarata basilica da papa Pio IX ed oggi è monumento nazionale.

La prima processione chiamata ‘Patto d’amore’ è avvenuta il 20 settembre e da allora il mese di settembre è dedicato a questi festeggiamenti.

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Nepi Piccante

Un fine settimana a Nepi con una mostra mercato dedicata al peperoncino e a tutte le delizie che si possono preparare.

Nello scenario dell’acquedotto, una serie di stand gastronomici e di produttori di particolari varietà vi introdurranno alla scoperta di tutti i sapori e i benefici di questa eccellenza.

Ricette esotiche ma anche tradizionali per le degustazioni con la cornice unica della musica dal vivo. Per accompagnare il piccante, una sezione del mercato è dedicata alle birre ed in particolare a quelle artigianali.

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Ischia di Castro. Festa della Madonna del Giglio

A settembre a Ischia di Castro si celebra la compatrona Madonna del Giglio con solenni festeggiamenti religiosi nel santuario in una valle vicina le campagne.

Il santuario venne costruito sul luogo in cui un pastore aveva visto una donna che allattava mentre era in cerca di una sua pecorella smarrita. La donna gli disse che si sarebbe dovuto costruire un santuario nel luogo ove in inverno sarebbe fiorito un giglio.

Il santuario era presente almeno sin dal 1478 quando viene citato in un rapporto sulla visita del vescovo di Castro. Al suo interno si possono ammirare due affreschi del XV secolo che rappresentano una Madonna che allatta e che tiene un giglio bianco con una mano (da cui il nome della Madonna).

Il secondo affresco rappresenta invece la crocifissione con un angelo che raccoglie il sangue di Cristo.

La processione avviene la sera del 7 con il gruppo portatori di immagini sacre che sfila per le vie del centro accompagnato dalla banda musicale. La messa solenne e il pranzo rituale avvengono invece la giornata dell’8 settembre.

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Monte San Biagio. Sagra del Vino Moscato di Vallemarina

Il vino della costa laziale è il Moscato e nella contrada Vallemarina di Monte San Biagio si celebra con la sagra del Vino Moscato di Vallemarina nella piazza principale.

Stand gastronomici con eccellenze locali e musica dal vivo: questa è la formula per celebrare una festa che chiude l’estate e guida con grazia verso l’autunno.

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Gaeta. Festa della Madonna di Longato

A Gaeta si celebra la Madonna di Longato con una processione e una festa nella cappella rurale dedicata alla Madonna.

Giochi per bambini e per adulti prima della processione e una degustazione dei carne alla brace e fagioli dopo le celebrazioni religiose.

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Full title The Virgin in PrayerArtist SassoferratoDate made 1640-50Source httpwww.nationalgalleryimages.co.ukContact picture.library@nationalgallery.co.ukCopyright The National Gallery London
Festa di Maria Santissima Bambina

Il primo fine settimana di settembre a Sambuci si celebra una festa molto particolare dove sacro e profano si uniscono in modo originale.

E’ la festa di Maria SS. Bambina che unisce la celebrazione religiosa dedicata alla bambina Maria alla festa di fine estate che vuole salutare l’autunno che arriva.

Una processione notturna in cui gli abitanti illuminano il paese con le luci delle loro torce o candele.

Un fine settimana di giochi, canti e balli che si conclude con il falò in cui viene bruciata la Pupazza o Signoraccia, una grande signora in carta pesta che balla tutta la serata e che viene poi immolata nel fuoco.

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