Cervara di Roma. Festa degli artisti e Sagra del Tartufo

La Festa degli Artisti e Sagra del Tartufo si svolge a settembre per omaggiare tutti coloro che con la loro arte rendono Cervara di Roma e il mondo un luogo speciale.

Grazie al connubio fra arte e natura, Cervara è considerato uno dei borghi medievali più belli d'Italia e riconosciuto come un Villaggio Ideale d'Italia.

Una occasione anche per festeggiare il tartufo e assaporare uno dei prodotti del bosco che accompagna molti dei nostri piatti.

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Vallepietra. Sagra della Patata

Alle famose patate di Vallepietra è dedicato un intero fine settimana di feste durante il mese di settembre. Una occasione unica non solo per degustare questa eccellenza ma anche per andare alla scoperta del territorio passeggiando lungo i sentieri di montagna fino alla cascata di Cesa degli Angeli.

Le patate sono a pasta gialla e vengono gustate per tutto il menù. Si possono assaggiare preparate in diversi modi partendo dai famosi gnocchi fino ad accompagnare un secondo di salsicce cotte in umido o condite con le erbe locali come la mentuccia.

La degustazione si chiude con una torta di patate e cioccolato e i famosi biscotti secchi di Vallepietra.

Una occasione per una visita al santuario o per godere delle ultime giornate all’aria aperta prima dei freddi autunnali.

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La sera del 23 luglio e la mattina del 24 a Bolsena si rievocano i Misteri di Santa Cristina, una sacra rappresentazione che coinvolge oltre 100 figuranti in una decina di ‘quadri viventi’ (detti Misteri).

Vengono rappresentate le scene delle torture alle quali è stata sottoposta la santa durante le persecuzioni dell’imperatore Diocleziano.

Santa Cristina è diventata famosa e molto amata proprio per l’incredibile numero di pene corporali alle quali è stata sottoposta prima di essere finita con una freccia.

Le scene rappresentano: Santa Cristina che galleggia sulle acque del lago con la pietra al collo, il supplizio della ruota, il carcere, il supplizio della fornace, i diavoli, la flagellazione, la distruzione degli idoli, le aspidi, la morte per la freccia e infine la deposizione nel sepolcro.

Il 24 sera si inizia con una messa solenne nella piccola basilica nella grotta dove venne ritrovata l’urna con i resti della santa.

A questa segue una processione con la statura della Santa che viene portata nella chiesa del SS. Salvatore nella parte alta del paese vicino la Rocca e che passa su tutti i palchi dove i figuranti fanno rivivere le scene del martirio.

Il giorno dopo una nuova processione riporta la statua di Santa Cristina nella basilica.

La festa avviene in occasione del giorno del miracolo dell’Eucarestia quando un prete boemo vide sanguinare l’ostia proprio durante una messa sulla tomba di Santa Cristina.

La processione è stata celebrata per la prima volta nel 1811 per volontà del frate francescano Francesco dei conti Cozza.

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Bolsena è la città del miracolo dell’Eucarestia da cui ha preso origine la festa del Corpus Domini per cui questo è un giorno particolarmente speciale per l’incantevole borgo sul lago.

Tutto ha inizio nel 1263 nella basilica di Santa Cristina quando un prete boemo che era un po’ scettico sul significato dell’Eucarestia vede l’ostia sanguinare.

Il prete era in viaggio da Praga verso la tomba di Pietro a Roma proprio per cercare conforto sui suoi dubbi e arrivato a Bolsena chiese di celebrare messa.

Durante la messa l’ostia si trasformò in carne ed inizi a sanguinare abbondantemente tanto da macchiare tutto il paramento di lino usato sopra l’altare.

Il prete cercò di nascondere l’accaduto ma alcune gocce di sangue caddero sul pavimento e tutti i fedeli si accorsero di quello che era accaduto. Ricordiamo che in quel periodo il prete celebrava la messa volgendo le spalle ai fedeli che avrebbero quindi potuto non accorgersi del miracolo.

In quel periodo papa Urbano IV si trovava ad Orvieto e mandò sui esperti come San Tommaso d’Aquino e San Bonaventura da Bagnoregio a verificare l’accaduto e portargli le reliquie.

Quando il papa fu convinto di ciò che era accaduto emanò nel 1264 la “Bolla Transiturus” con la quale stabilì la Festa del Corpus Domini.

Ma la processione di Bolsena si distingue da quella in tutte le altre parti del mondo perché vengono portate in processione anche le reliquie e le pietre macchiate di sangue.

La storia di questa processione è particolare e nasce nel 1811 quando lo Stato Pontificio era in mano ai Francesi di Napoleone che stavano sconsacrando chiese per venderle ai privati.

Nel programma dei francesi c’era la dismissione di tutte le chiese che non contenessero reliquie particolari, o che fossero oggetto di celebrazioni di importanza riconosciuta, e fra queste c’era la Basilica di Santa Cristina di Bolsena.

Fu padre Francesco Cozza che decise di salvare la basilica creando in accordo con la popolazione una grandiosa festa in onore delle reliquie dei marmi macchiati di sangue su cui era avvenuto il miracolo dell’Eucarestia.

Scardinò uno dei marmi del pavimento e realizzò in pochissimo tempo una teca con l’ostia da mettere sulle pietre e il 16 giugno 1811 fece una solenne processione con tutto il popolo esultante che nella notte aveva realizzato un manto di petali di fiori sopra il percorso dove si sarebbe svolta la processione.

I francesi si convinsero dell’importanza della cerimonia e della basilica e decisero di non procedere alla soppressione della chiesa.

Quando nel 1815 il vescovo potè tornare a Bolsena continuò e istituì in modo ufficiale la festa del Corpus Domini con una infiorata.

L’infiorata consiste in una serie di disegni realizzati su strade con petali di fiori colorati lungo un tragitto di circa 3 km.

Il processo dura diversi mesi in cui si disegnano i bozzetti e si studiano i colori dei petali dei fiori da ricercare. I colori sono soprattutto il giallo, il rosso e il verde.

La settimana precedente la processione si iniziano a cercare i fiori che vengono posti in luoghi freschi per non rovinare i propri petali: ginestre, fiordalisi, acacia, papaveri, rose, “fojone”, veccia, ortensie, calendule, garofani e margherite.

Poi tutto avviene in una notte grazie a gruppi di cittadini ben organizzati in cui c’è ci si occupa del disegno, chi dei bordi in impasto di segatura o fondi di caffè, chi di posizionare i petali e chi di spruzzarli di continuo con acqua.

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Fara in Sabina. Festa dei Santi Martiri Sabini

A Talocci nel comune di Fara in Sabina si celebra il martirio dei Santi Martiri Sabini.

Sabato pomeriggio si svolge il tradizionale Raduno Bandistico prima della serata con cena a base di piatti tradizionali e musica dal vivo.

La domenica è poi dedicata alle celebrazioni religiose con una solenne messa e processione per le vie del paese.

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Pontecorvo. Festa del Peperone di Pontecorvo

A settembre a Pontecorvo si celebra il migliore prodotto della sua terra: il peperone di Pontecorvo DOP - Denominazione di Origine Protetta.

Un peperone gustoso con una grande digeribilità e apprezzato dai migliori chef.

La serata è resa ancora più piacevole da artisti e musicisti che si esibiscono in piazza e in spettacoli itineranti.

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Oriolo Romano. Sagra del Fungo Porcino

Due fine settimana a Oriolo Romano per assaporare i primi sapori e i profumi del bosco: i porcini.

Settembre è il mese della raccolta e questa sagra presenta il meglio del fungo dell’Alto Lazio preparato nei piatti a partire dalla deliziosa crema spalmata sulle bruschette fino al tradizionale sugo con cui si condiscono le fettuccine fatte in casa.

I porcini sono anche i protagonisti di una zuppa con i fagioli tipica di Oriolo, mentre saranno fritti per poter essere gustati con i secondi di carne.

Accanto alle degustazioni enogastronomiche ci saranno spettacoli musicali e mostre d’arte.

Una occasione per visitare il borgo medioevale ma anche per una passeggiata nella suggestiva faggeta nominata patrimonio dell’Unesco.

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Sutri. Festa di Santa Dolcissima

Il 16 settembre a Sutri si festeggia il giorno della morte della patrona Santa Dolcissima, il dies natalis in cui la santa è entrata nella vita celeste.

Dolcissima era una vergine di Sutri che è vissuta nel III secolo e non si conosce molto della sua storia anche se il suo culto è molto sentito da secoli. La cappella di santa Dolcissima è piena di ex-voto di fedeli che la ringraziano per le sue grazie.

La sera del 16 settembre per le vie di Sutri si svolge una solenne processione con la statua della santa a cui prendono parte le antiche confraternite del Santissimo Sacramento - Santa Croce e del Santissimo Nome di Maria.

La pregevole statua barocca in legno e argento è attribuita alla scuola del Bernini e viene mostrata in questi giorni mentre il resto dell’anno è posta in una nicchia vicino l’altare della cattedrale e coperta da una tela del pittore tedesco Heinrich Schmidt eseguita nel 1792.

In questo paramento la santa è raffigurata con una palma in mano e sullo sfondo si vede il panorama di Sutri. 

Altre rappresentazioni di Santa Dolcissima sono in un affresco della volta della navata centrale della cattedrale ad opera di Luigi Fontana e risalente tra il 1892 e il 1894.

La santa è anche in un affresco del XIV secolo nella chiesa di Santa Maria del Parto.

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