Video-pillole sul turismo - parte 32

Ripartiamo insieme dai luoghi che amiamo.

Oggi parliamo di Canino, piccolo paese in Provincia di Viterbo: sapori di un borgo che ci trasportano in un viaggio di gusto.

Canino ha una profonda e ricca storia che abbiamo avuto il piacere di raccontare in più occasioni insieme al suo Sindaco Lina Novelli.

Una delle storie che ci hanno più colpito è stata quella del delizioso asparago “Mangiatutto” di Canino, scritta dalla nostra Chiara Rossi per noi.

Non solo olio quindi, ma un patrimonio di ricette che vedono come protagonista questo ortaggio versatile e pregiato che abbiamo avuto il piacere di rivisitare grazie ad un ristorante locale “Da Isolina”, che speriamo di visitare molto presto!

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Video-pillole sul turismo - parte 31

Come reagire al Coronavirus? #ilFuturoNelleNostreRadici

Dalla Basilicata all’Inghilterra è un attimo!

In queste settimane stiamo scoprendo tantissimi borghi nuovi, insieme a chi li ha lasciati ma li ricorda ancora come se fosse ieri, e ci scrive bellissimi articoli per raccontarli a tutto il mondo!

Qualche giorno fa ci è arrivata una richiesta da Mario, originario del borgo di Balvano in Basilicata, che ci ha invitato a scrivere insieme a lui la storia del suo paese.

Noi gliel’abbiamo regalata in italiano ma anche in inglese per i suoi amici di Londra. E adesso insieme a Mario e a tutti voi, continueremo ad arricchire le nostre radici con tanti altri racconti. Cosa aspettate a scriverci? 

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Video-pillole sul turismo - parte 30

Come reagire al Coronavirus? #ilFuturoNelleNostreRadici

Ricordi di borghi e di tramonti che rimangono nel cuore…

In questo video ringraziamo la nostra cara amica Fulvia, che come tanti che ci stanno scrivendo in queste settimane ha voluto condividere con noi i suoi ricordi preziosi, di un borgo che ha imparato a conoscere e non ha mai smesso di amare.

Fulvia è Italo-Tedesca: è stata bambina in Germania, donna in Italia ed è innamorata delle Marche dove era arrivata quasi per caso. Ha vissuto in vari borghi ma sempre nelle amate Marche.

Oggi ci racconta un suo borgo speciale, Cartoceto, dove adesso non vive più ma dove ha lasciato esperienze e persone veramente speciali che oggi ricorda insieme a noi nel suo articolo.

Il tuo paese è quello dove nasci, dove vivi, e dove lasci il cuore...e Fulvia come tanti, è la prova vivente che le radici a volte si scelgono e si piantano senza mai scordarle.

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Cucinare è un’arte. Una tradizione culinaria è un patrimonio da cui rinascere.

Questo lo pensa anche l’UNESCO che redige una lista del patrimonio di tutti i paesi del mondo. Da una parte il patrimonio artistico dei monumenti realizzati dall’uomo, dall’altra quello del paesaggio con alcuni territori caratteristicamente legati ad alcune produzioni, come ad esempio le colline dei Prosecco, le Langhe o la montagna Tian Mu dove si coltiva il tè.

Ma l’UNESCO sta redigendo anche la lista del Patrimonio Intangibile dell’Umanità, ossia quell’elenco delle tradizioni locali che fanno parte della cultura intrinseca di un territorio e, quindi, dell’umanità.

La cucina è sicuramente un patrimonio di altissimo valore e nel 2013 ha inserito la Dieta Mediterranea fra i patrimoni da salvare. Ma se la Dieta Mediterranea comprende i tanti paesi che si affacciano su questo mare, l’Italia ha un suo primato personale.

Nel 2017 ‘l’Arte tradizionale del pizzaiuolo napoletano’ è entrata a far parte della lista UNESCO dando un implicito riconoscimento di valore a uno dei simboli italiani che ci stavano scippando multinazionali spregiudicate.

L’arte comprende tutti gli aspetti precedenti all’assaggio di questa prelibatezza: la preparazione dell’impasto, il movimento rotatorio che fanno i pizzaioli per stendere la pizza facendola volteggiare in aria e la cottura nel forno a legna. Ma del patrimonio fanno parte anche le canzoni, le espressioni e il gergo dei pizzaiuoli.

In poche parole: la nostra essenza di italiani, quello con cui siamo cresciuti e che cerchiamo quando selezioniamo la pizzeria dove andare a cena. E si sa che questa arte è nata a Napoli.

Chi non conosce che la Pizza Margherita è stata creata a Napoli con i colori della bandiera italiana (basilico, mozzarella e pomodoro) in onore della Regina Margherita?

Dal 1998, a Napoli esiste l’Accademia dei Pizzaiuoli Napoletani (mi raccomando di mettere la ‘u’ nella parola che si pronuncia ‘alla napoletana) che organizza corsi e un Campionato Mondiale del Pizzaiuolo.

Tutto è partito da un’intuizione di Alfonso Pecoraro Scanio che è stato ministro dell’agricoltura in Italia nel 2000 e che è riuscito a raccogliere 2 milioni di firme in 100 paesi e di coinvolgere oltre 600 ‘brand ambassador’ per presentare la candidatura all’UNESCO.

Era una candidatura difficile perché mai prima di allora erano state prese in considerazioni tradizioni connesse all’arte culinaria.

Alfonso Pecoraro Scanio aveva però visto a malincuore grandi catene americane, come Pizza Hut o Domino’s Pizza, fare una tale campagna di comunicazione pressante da far credere che la pizza fosse americana. Anzi, alcuni americani sono ancora realmente convinti che la pizza sia un loro piatto nazionale. Forse sarà mangiata più in America che in Italia, ma la pizza è nata a Napoli.

"Il riconoscimento dell'Arte del pizzaiuolo napoletano nella prestigiosa Lista del Patrimonio immateriale dell'Unesco è la riaffermazione di una tradizione storica che per il nostro Paese rappresenta, da secoli, un vero elemento d’unione culturale. Sono veramente entusiasta del risultato ottenuto perché, seppur la candidatura fosse forte e credibile, si tratta di un successo affatto scontato ma perseguito dopo anni di intensa attività e dedizione, al fine di poter garantire la valutazione positiva da parte del Comitato Unesco".

Questo ha ridato dignità alle piccole pizzerie artigianali che però spesso non ne hanno saputo approfittare. Se la pizza è ‘cultura’, occorre che gli artigiani diventino ‘agenti culturali’ se vogliono promuovere la loro attività e aiutare la crescita di un territorio.

Significa che fare la pizza deve diventare un vero elemento di promozione del territorio, dei prodotti e delle tradizioni locali. Deve essere un seme di crescita locale.

Soprattutto ora che il coronavirus ha costretto gran parte della popolazione del mondo a stare in casa e quasi tutti hanno iniziato a fare la pizza nelle loro cucine, i pizzaiuoli e gli artigiani dei piccoli locali devono alzare il livello della competizione e diventare ‘testimonial e narratori del territorio’.

In questo modo si può arginare anche il problema della contraffazione del cosiddetto ‘Italian Sounding’, tutti quei prodotti che vengono chiamati con nomi che richiamano quelli italiani ma che sono prodotti in altri paesi. E ha un senso la campagna #nofakepizza e #nofakefood lanciata da Alfonso dopo il successo del riconoscimento UNESCO.

È la nostra cultura e le tradizioni millenarie che ci differenziano e ci rendono unici e speciali. Potremo costruire #IlFuturoNelleNostreRadici se solo facessimo un viaggio alla scoperta dei nostri valori.

Non ho ancora visto molti locali esibire la cultura ed essere orgogliosi di perpetrare una tradizione che è simbolo di italianità del mondo, ma sono sicura che stiamo tutti prendendo coscienza del valore delle nostre tradizioni e dei successi raggiunti come il riconoscimento UNESCO dell’arte dei piazzaiuoli napoletani.

Andate a sentire una delle conferenze di Alfonso Pecoraro Scanio per capire come ogni territorio ha la sua caratteristica culinaria che lo esprime. E seguite DIscoverplaces con le nostre storie di quei territori per scoprire la bellezza del nostro paese e trovale l’ispirazione per ripartire.

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Video-pillole sul turismo - parte 29

Come reagire al Coronavirus? #ilFuturoNelleNostreRadici

In questo video facciamo un saluto speciale ad un borgo dell’Abruzzo che proprio ci era sfuggito!

Sante Marie è un piccolo paese dell’Abruzzo, famoso per le sue storie e leggende che riguardano i briganti e il territorio ricco di natura che lo circonda. 

Insieme al sindaco Lorenzo, e a tanti personaggi che abbiamo incontrato come Luciana la responsabile della Riserva Grotte di Luppa, stiamo scrivendo tante storie che parlano delle vicende e delle memorie di Sante Marie. 

Terra di briganti e di brigantaggio e oggi abbiamo raccontato del generale Catalano Josè Borjes, “cittadino onorario” di Sante Marie, che dal suo paese è venuto in aiuto alla riscossa dei Borbone durante i conflitti per l’annessione al Regno d’Italia e che poi è stato catturato proprio a Sante Marie.

Radici importanti che uniscono storia, folklore e ricordi in maniera indissolubile sui quali costruiremo il nostro futuro.

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Video-pillole sul turismo - parte 28

Come reagire al Coronavirus? #ilFuturoNelleNostreRadici

Andiamo ad Albano Laziale. Una quarantena che fa riflettere, al nostro passato per un futuro migliore…

Abbiamo pubblicato tanti articoli in questi giorni: ricordi d’infanzia, di borghi preziosi e di sensazioni legate a profumi e colori che ci tengono stressi all’Italia che amiamo. Tutto questo sta accadendo in un periodo di blocco, non si può andare a scuola, a malapena al lavoro e si è lontani in molti casi dalle proprie famiglie.

Malgrado la malinconia, alcune cose continuano, come il nostro lavoro con la scuola di Cecchina, una frazione di Albano Laziale. 

Prima della pandemia avevamo iniziato con il nostro programma “Turismo tra i Banchi” un percorso alla scoperta del proprio paese. Tanti progetti da portare, che per ora si sono fermati, ma noi continuiamo a sentirci, e la scuola ci ha mandato i primi pensieri e articoli, non solo riguardo il nostro percorso, ma anche la situazione attuale. 

Due storie preziose, la prima scritta dalla professoressa Paola Aiello, un racconto carico di ricordi di quando nella sua infanzia fu spettatrice dei terribili terremoti dell’Irpinia, e un altro scritto da una sua alunna di seconda media di nome Giorgia. 

Due testimonianze di come in questi periodi di immobilità si ha il tempo di pensare al passato, di come si può imparare, e di come ricordando le nostre radici si può pensare a costruire un futuro migliore... 

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Video-pillole sul turismo - parte 27

Come reagire al Coronavirus? #ilfuturonellenostreradici

Pizza sbattuta o pizza cresciuta?

A Rocca Priora i dilemmi sono tanti, e per la colazione di Pasqua è sicuro che come dolce ci dev’essere una pizza...ma quale?

Una simpatica storia scritta da Flavia Testa, che con le sue parole ci ha trasportato in un episodio della sua vita a dir poco affascinante. 

Quando ci si sposta in un nuovo paese non sempre si conoscono le abitudini del posto in cui si va a vivere.

L’Italia è un patrimonio di tradizioni e cultura inestimabile, è lì che sta la nostra bellezza, a volte capita di non sapere che pizza regalare alla suocera... sbagliando si impara! 

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Video-pillole sul turismo - parte 26

Come reagire al Coronavirus? #ilfuturonellenostreradici

Ricordi che profumano della nostra terra...e dei suoi dolci

Insieme a Francesco Alemanni abbiamo fatto un altro viaggio in Calabria attraverso i ricordi dei nostri amici. Un racconto di immagini impresse nella memoria, non valige pesanti ma profumi e sensazioni che rimangono sotto pelle come un’essenziale proteina della nostra esistenza. 

Il futuro è nelle nostre radici.

Per molti, il tempo di andare a scavare nella conoscenza delle proprie di radici è difficile. Prima “scendere giù” o “salire sù” era un attimo. Ora che siamo a casa il nostro paese natale è fatto di ricordi. 

Per Francesco i ricordi più belli della sua Vibo Valentia sono le “Pitte Pie”, il dolce Pasquale per eccellenza con cui ci si sveglia la mattina di Pasqua. Un racconto che ci fa sentire l’emozione dei “figli” d’Italia che ora sono lontani dalle proprie famiglie, ma connessi in un unico apparato impercettibile di memorie...

Grazie Francesco!

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