Video-pillole sul turismo: parte 3

Come reagire al Coronavirus? #italianisuperanotutto

La riscossa del Molise.

Sono molti i turisti che non visiteranno l’Italia per via dell’emergenza, c’è anche il rischio che per molto tempo non torneranno più a vederla. E come fare quando il turismo è una delle marce fondamentali per la nostra economia?

Come Discoverplaces, uno dei nostri obiettivi è quello di far conoscere le bellezze del nostro patrimonio, non solo agli Italiani, ma a tutti gli oriundi del mondo di conoscere e ri-conoscere il loro paese, partendo dalle proprie radici.

Oggi abbiamo parlato del caso di Gambatesa, un Comune del Molise che abbiamo raccontato e di cui abbiamo caricato la Guida Turistica online, per omaggiare il paese natale del nostro Webmaster, Gambatesanese DOC. 

La risposta dalla guida e dal video è stata straordinaria, non solo perché sono arrivate dall’America le foto di questo Comune, ma anche perché ha creato un vero e proprio movimento a dir poco sentimentale tra i suoi abitanti, che hanno condiviso la Guida sui gruppi degli emigrati di Gambatesa e su tutti i portali dedicati, in Italiano e Inglese.

Anzi, le foto ci sono arrivate da un emigrato italiano in Florida che le ha messe a disposizione per il suo paese di origine.

Per rinascere si deve guardare anche al passato. Ora più che mai abbiamo bisogno di promuovere le nostre bellezze, e preparare il terreno per i turisti e i nostri fratelli lontani che appena finita l’emergenza vorranno venirci a trovare.

Per questo, se volete aiutare il vostro paese e avete una storia da raccontare scriveteci! 

La racconteremo insieme in due lingue, promuovendolo in tutto il mondo insieme a voi. 

E se la guida del vostro paese è già nel nostro sito, condividetela nei gruppi degli oriundi Italiani che ancora lo amano o potrebbero amarlo tanto quanto voi!

Facciamoci conoscere! 

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Video-pillole sul turismo: parte 2

Come reagire al Coronavirus? #italianisuperanotutto
Dalla Lombardia alla Calabria

In tanti hanno risposto al nostro primo video, con una solidarietà e una voglia di rinascere pazzesca che ci ha sorpresi positivamente.

Dopo la registrazione della prima parte, abbiamo cominciato a raccontare i paesi della “Zona rossa”. Abbiamo scoperto un mare di storia e di bellezza che sotto tutta la preoccupazione andava valorizzata e promossa in modo da far conoscere Codogno, Casalpusterlengo e tanti altri per quello che veramente sono, belli, antichi e pieni di opportunità.

Dopo aver lanciato questo messaggio di solidarietà, abbiamo ricevuto tantissimi commenti dagli abitanti di questi paesi, che ci hanno raccontato storie e mandato tantissime foto per arricchire le pagina web del loro paese. Li abbiamo ringraziati.

Abbiamo scoperto, grazie a loro, anche una rete di solidarietà che ha tenuto i loro spiriti alti durante il loro periodo di quarantena. Uno spirito tutto Italiano che non smetteremo mai di applaudire.

Ma la storia più interessante viene da Arena in Calabria con la storia della pianta della luce che sta animando il gruppo Discover Calabria. La versione in inglese è stata condivisa sui social e fatta leggere a tutti gli emigrati all’estero di Arena per mantenere vivo il contatto con loro.

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Video-pillole sul turismo - parte 1

#italianisuperanotutto

Con questo # abbiamo deciso di iniziare una operazione di supporto al turismo dei centri minori che, praticamente, coincide con la sopravvivenza delle comunità stesse.

Da gennaio, il 2020 si è trasformato in un anno decisivo e di grandi cambiamenti. Ad iniziare dall’epidemia di COVID-19, iniziata in Cina nei primi dell’anno e che oggi sta inglobando tutto il mondo in un’isteria generale e in particolare l’Italia.

Oggi l’Italia è diventata l’untore del mondo e la prima industria colpita è quella del turismo: aeroporti deserti, crociere sospese e treni cancellati.

Se i turisti non possono venire, e le nostre strutture non possono lavorare, come fare?

Come reagire al Coronavirus? 

Noi abbiamo cominciato a pubblicare video sul canale Youtube Discover Places.travel per dare consigli su come non farsi prendere dal panico e dalla depressione e iniziare a reagire.

Come redazione di Discoverplaces, ci occupiamo da anni della promozione dei territori e dei borghi minori, della nostra Regione Lazio e di tutta Italia, con le nostre Guide Turistiche e le storie di tradizioni e folklore che tanto ci caratterizza.

Abbiamo anche una newsletter molto seguita sugli eventi del fine settimana che ora sono sospesi.

Allora abbiamo pensato: 

“Se dobbiamo stare a casa, continuiamo a lavorare e a fare viaggiare gli aspiranti turisti nel nostro paese con storie e informazioni fruibili digitalmente. Questo è il momento di promuoverci, sotto la luce positiva della nostra bellezza e del nostro valore culturale”. 

In questo primo video parliamo di una grande opportunità di iniziare un racconto del nostro patrimonio. 

Abbiamo lanciato lo slogan “Eravamo i più belli, siamo i più belli e saremo i più belli” e offerto il nostro aiuto per tutti i paesi Italiani. Dobbiamo soltanto guardare la nostra bellezza e promuoverla con storie e materiale digitale per farla scoprire al mondo. 

Il nostro compito sarà di editare, tradurre e caricare sul sito.

Noi non abbiamo paura, non l’avremo, e lo dobbiamo far capire alle persone che vivono in quei paesi che ora ci guardano con occhi diversi. 

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Lo sapete chi è Mike Pompeo? Lo sapete che nella sua prima visita ufficiale di governo in Italia si è preso 4 ore tutte per lui ed è andato con sua moglie in Abruzzo a vedere il paesino di Caramanico Terme in provincia di Pescara?

Poi è andato anche a visitare Sulmona dove ha comprato qualche regalino, e forse qualche confetto per cui Sulmona è famosa nel mondo.

Mike Pompeo è il braccio destro di Donald Trump, il presidente degli Stati Uniti d’America, nonché ex capo della CIA. Potremo senza dubbio definirlo uno degli uomini più importanti del mondo il cui tempo è prezioso e va distribuito su migliaia di questioni in giro per il pianeta.

Ecco, proprio questo Mike Pompeo si è preso un pomeriggio di vacanza per visitare questo piccolo paese dell’Abruzzo da dove tanti anni fa sono partiti i genitori di sua nonna per andare a cercare fortuna in America.

Non solo: è andato ad incontrare un pensionato metalmeccanico che oggi vive nella casa dove un tempo vivevano i suoi progenitori e ha visitato l’abitazione.
In termine tecnico, anche Mike Pompeo è stato un ‘turista delle radici’, ossia un viaggiatore in cerca dei luoghi raccontati dai nonni. In cerca dei sapori e delle emozioni che potevano aver vissuto camminando sulle stesse strade, guardando gli stessi orizzonti e osservando lo stesso paesaggio.

Si calcolano in circa 80 milioni gli oriundi italiani nel mondo, ma secondo me sono molti di più perché i legami continuano ad essere mantenuti per molte generazioni. Ed in fondo anche il segretario di stato americano è la quarta generazione di emigrati.

Per me che vivo nel basso Lazio è quasi normale imbattermi in famiglie americane o canadesi che ricercano i loro antenati. Le vedo sperdute che spesso non riescono a dialogare con gli italiani residenti perché hanno bisogno di qualcosa di più di una persona capace di parlare inglese.

Un emigrato di terza o quarta generazione è qualcuno che ha vissuto totalmente immerso in un altro paese e ha un legame con l’Italia che risiede nel suo lato emozionale e talvolta onirico.

Abbiamo aiutato persone di terza generazione a riscoprire il loro paese d’origine creando un ponte culturale. Sono state molto toccanti le parole di Bobbi Martellacci, una ragazza canadese di 22 anni che è venuta con noi alla scoperta del suo borgo di Scifelli, una frazione della più grande Veroli  a sud di Frosinone.

Per prima cosa insieme alla Pro Loco di Veroli la abbiamo ricevuta nella splendida sala del consiglio di Veroli all’interno di un bellissimo palazzo rinascimentale costruito proprio sulla piazza principale. Poi avevamo organizzato una visita al museo che si trova negli interrati dello stesso palazzo che un tempo si trovava sull’acropoli della città.

Scendendo le scale è stato come fare un viaggio nel tempo: dal rinascimento al medioevo, poi giù nel periodo romano e infine in quello Volsco con le grandi mura poligonali preromane che oggi sono la fondazione del palazzo stesso.

Un viaggio nel tempo che ha fatto dire a Bobbi: ‘è una esperienza migliore di quella del Colosseo che era pieno di gente’.

Ora senza dubbio non ci sono paragoni fra il Colosseo e il piccolo museo comunale di Veroli, ma non ci sono altrettanto dubbi sul calore con cui è stata ricevuta e sul fatto che abbiamo costruito un ponte culturale fra Scifelli-Veroli e Bobbi-Toronto.

Un ponte che porterà Bobbi a tornare  per riprovare quella sensazione unica di accoglienza che ha ricevuto da noi nei mesi in cui siamo stati in contatto, dalla pro loco e dal comune, dalla sua famiglia di origine, dalla parrocchia di Scifelli che le abbiamo fatto aprire e tutti noi insieme abbiamo rappresentato lo spirito italiano.

Sicuramente il viaggio di Mike Pompeo è stato organizzato in tutti i dettagli e ha provato le emozioni della riscoperta delle radici italiane e magari ordinerà per sempre i confetti di Sulmona a Natale, però per noi Bobbi Martellacci  e sua madre sono state come Mike Pompeo

Le abbiamo amate come delle sorelle ritrovate e questo amore lo abbiamo trasmesso a tutte le persone di Veroli che hanno incontrato e che hanno fatto vivere loro una esperienza unica.

Torneranno a Veroli, ma sta ancora a noi continuare a costruire il ponte sul quale le giovani generazioni potranno andare e venire sentendosi a casa in entrambe le sponde.

Noi ci siamo e ora già siamo all’opera per un’altra storia indimenticabile. 
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Come il fallimento di Thomas Cook definisce i nuovi business model nel turismo

La più antica agenzia di viaggi fallisce e ancora i piani turistici strategici delle città sono incentrati sugli operatori del turismo organizzato. È ora di cambiare prospettiva se si vuole portare sviluppo turistico in una città o un territorio.

Una città o un’area devono essere in grado di essere attrattivi e di conquistare le singole persone che ogni giorno (e anche in questo momento) sono sul web in cerca di vivere il viaggio indimenticabile da raccontare agli amici.

Bisogna essere in grado di stabilire una relazione con ognuno di loro attraverso un mood urbano, lo spirito della città (o in modo rinnovato il Genius Loci) che sia in grado di permeare tutta la città per rendersi attraente.

E questo può essere fatto in tanti modi: qualche città punta sulla storia, qualcuna sulla musica, altre sul cibo o sullo sport … ma tutte devono essere percepite come attrattive e che facciamo sognare di vivere qualcosa di unico.

Ma chi era Thomas Cook? La storia di Thomas Cook e delle agenzie di viaggi organizzati

Fino a poco tempo fa, i piccoli aeroporti del mondo erano pieni di aerei Thomas Cook che davano l’idea della potenza e della organizzazione di questo tour operator che per 178 ha portato viaggiatori inglesi, e non solo, a scoprire nuove posti. 

Neanche alcuni finanziatori cinesi sono riusciti a salvare il colosso e in una notte migliaia di viaggiatori si sono ritrovati in vacanza in vari paesi del mondo senza la possibilità di poter tornare a casa, se non comprando un nuovo biglietto aereo con un’altra compagnia.

Thomas Cook era un tipografo e un predicatore battista e si può dire che è stato l’inventore del modello dei viaggi organizzati.

Tutto è nato dall’arrivo del treno nella sua città e dal desiderio di combattere la piaga dell’alcolismo nel periodo vittoriano. Thomas era convinto che questa fosse la causa di molti problemi ed era un membro attivo della Società della Moderazione.

Per portare 500 persone ad una riunione della associazione nella vicina città di Loughborough, decise di organizzare una intera giornata di svago al costo di 1 scellino: treno, banda musicale, tè pomeridiano e cibo.

Era il 1845 e questo è stato il primo viaggio organizzato dell’era moderna dopo il quale sarebbero nate migliaia di agenzie viaggi che, seguendo questo modello, avrebbero fatto nascere l’industria del turismo. 

Si può dire che Thomas Cook rappresenta la rivoluzione industriale dei viaggi e non è un caso che sia nato proprio in Inghilterra.

Un modello che ha retto fino all’arrivo di internet e dell’epoca digitale.

Ma torniamo a raccontare la storia di Thomas Cook perché la sua organizzazione capillare e la sua fine coincidono con un passaggio epocale.

Il successo di quel primo viaggio nato da finalità etiche porta Thomas Cook ad offrire nuovi viaggi di scoperta iniziando dalla vicina Scozia, che senza il treno non sarebbe stata così vicina. 

Se la borghesia vittoriana poteva viaggiare sui treni dell’Orient Express e sulle navi della White Star Line alla scoperta di mete esotiche, il popolo poteva viaggiare sulla terza classe di un treno, che spesso erano vagoni aperti e senza sedili dove si respirava il fumo del motore a carbone del treno, alla scoperta delle città vicine.

Per questo Thomas Cook è stato un visionario e un rivoluzionario!

Nel 1851, grazie al lavoro dell’agenzia di Thomas Cook, 150.000 persone arrivano su un comodo treno dalla provincia per conoscere Londra e vedere la Grande Esibizione del Principe Alberto. Senza la sua organizzazione le persone che giungevano per la prima volta a Londra dalla provincia rimanevano scioccate e spaesate dalla città ed erano incapaci di visitarla in senso turistico.

Ma la sua organizzazione è stata anche di supporto al movimento femminista perché molti dei suoi clienti erano donne sole che si sentivano protette dai viaggi organizzati.

Dall’Inghilterra all’Europa, Nord America e Medio Oriente il passo è stato facile: la logica era la stessa e cambiavano solo le organizzazioni locali. Le crociere sul Nilo sul modello di Agatha Christie e i pellegrinaggi in Terra Santa non erano più appannaggio di pochi fortunati e tutti potevano realizzare i propri sogni.

E nel suo cuore Thomas Cook era convinto che viaggiare avrebbe aperto la mente e creato benessere nelle persone semplici che poi si sarebbero comportate meglio anche nella vita e non avrebbero perso tempo nelle scommesse e nell’alcol. 

E nel 1899 già quasi un milione di inglesi aveva attraversato La Manica per fare un viaggio turistico in Europa. E Thomas Cook aveva inventato i voucher per viaggiatori, i coupon per gli alberghi e anche stampato e diffuso le guide turistiche, le riviste fino agli orari dei treni.

E forse per questo non è mai stato amato dall’alta borghesia che si è vista invadere i luoghi che aveva scelto per trascorrere le sue vacanze. 

Ma la rivoluzione del turismo era iniziata e nessuno ha potuto fermarla. I turisti hanno invaso ogni parte del mondo e i ricchi si sono rifugiati in poche località esclusive, nei loro mega yacht e nei viaggi nello spazio.

I motivi del fallimento di Thomas Cook & Son 

Tutta la grande attività di Thomas Cook & Son è durata fino a settembre 2019 quando 22.000 lavoratori sono stati licenziati e 150.000 vacanzieri sono rimasti bloccati in mete lontane e hanno dovuto essere rimpatriati. E questo nonostante la compagnia fosse stata abbondantemente finanziata da un tour operator cinese che era diventato il socio di maggioranza.

A discolpa della miopia con cui si sta considerando il cambiamento avvenuto nel turismo, dobbiamo dire che nel 2019 il grande caldo in Inghilterra aveva spinto i vacanzieri a scegliere mete domestiche anziché avventurarsi all’estero. Ma questa non è una scusante.

Con internet, e soprattutto con i social media, il turismo è cambiato e le scelte dei vacanzieri vanno sempre di più verso la scelta di un viaggio personalizzate grazie ad una serie di servizi web che sono stati disegnati e pensati proprio per rendere protagonista l’individuo.

Le famose OTA - Online Travel Agencies hanno preso il sopravvento sulle agenzie fisiche ma soprattutto le scelte sono diventate individuali.

Non è più l’agenzia che propone una meta ma sono le mete che si propongono al singolo viaggiatore.

Il turismo si è definitivamente spostato dagli operatori del trasporto organizzato al marketing territoriale di città e luoghi che si rendono attraenti e sono in grado di comunicare il proprio fascino ai singoli.

Un fascino che è molto più articolato e complesso delle singole attrattività storiche o bellezze architettoniche che oggi possono essere percepite in modo totalmente nuovo.

È meglio visitare il Museo di Van Gogh ad Amsterdam o una mostra digitale in cui si si cala dentro l’esperienza dei dipinti di Van Gogh e che può essere vissuta in qualsiasi parte del mondo?

Ma il legame fra turismo e marketing territoriale lo racconteremo in un prossimo articolo

Turismo a basso costo o turismo alto spendente?

Oggi questa è una domanda sciocca e la risposta è ovvia: quale esperienza proponi? Quale è il sentiment generale della tua città? 
Ma anche tutto questo lo racconteremo in un prossimo articolo.

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L’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale e DiscoverPlaces.travel hanno sottoscritto una Convenzione quadro per la valorizzazione e promozione del patrimonio materiale ed immateriale dei territori ad un pubblico di turisti nazionali ed internazionali.

Click sull’immagine per consultare il testo della convenzione.
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Gli Antenati Italiani sono on-line ma per scoprire le radici italiane serve altro

In USA e in altre parti del mondo c’è una vera febbre che riguarda la genealogia e la scoperta delle proprie origini, in gli antenati italiani. 

Per chi vuole conoscere gli Antenati Italiani, il governo italiano ha messo on line molti dei registri dell’anagrafe che sono consultabili al sito http://www.antenati.san.beniculturali.it/?lang=en

Ma se non si padroneggia l’Italiano, conoscere gli antenati non basta e per poter scoprire le radici italiane serve una guida che conosca entrambe le culture. Qualcuno in grado di creare un ponte fra due realtà molto distanti fra loro: quella del paese in cui si è nato e quella del paese di origine.

Spesso si scopre che si viene da piccoli paesi della Sicilia, Calabria, Molise, Abruzzo, Basilicata, Campania, Molise o Lazio (l’ex Regno Borbonico delle due Sicilie), ma chi conosce realmente la vita dei piccoli borghi abitati da poche centinaia di persone.

La vita di questi borghi è stata interrotta molti anni fa e spesso più volte nell’ultimo secolo quando ondate di emigrati hanno lasciato il loro paese d’origine portandosi con loro la memoria, i ricordi e tanta altra parte del patrimonio immateriale.

Per fortuna oggi ci sono case editrici come discoverplaces.travel che hanno investito nella catalogazione del patrimonio materiale e immateriale di moltissimi piccoli borghi affinché le generazioni future lo possano conoscere.

Un patrimonio e una esperienza nella scoperta e nel racconto di questi borghi che oggi mettono a disposizione di tutti coloro che vogliono scoprire le radici italiane assaporando il vero stile di vita italiano dei piccoli borghi. Il gruppo di blogger e di ricercatori dell’anima di discoverplaces hanno organizzato delle giornate speciali dedicate a chi vuole conoscere a fondo le emozioni delle radici italiane.

Non solo nomi e date ma anche usanze, stili di vita, racconti del borgo e del territorio. E per finire incontri con produttori locali e con assaggi di piatti tradizionali

Per capire l’amore con cui viene affrontata la scoperta di questi borghi talvolta sconosciuti anche ai residenti, potete vedere le azioni che vengono fatte nelle scuole dove i bambini vengono trasformati in ‘baby guide turistiche’ del proprio paese (www.turismotraibanchi.org). 

Per maggiori informazioni contattate direttamente il gruppo discoverplaces alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Festival Agricoltura Eroica a Castro dei Volsci per incontrare i piccoli produttori

Il Festival Agricoltura Eroica è l’occasione per un fine settimana a Castro dei Volsci per assaggiare i prodotti tipici della Ciociaria coltivati biologicamente da piccoli produttori. Una esperienza di viaggio nei sapori di un territorio da scoprire e l’occasione di incontrare persone ‘eroiche’ con le loro storie emozionanti.

Perché Agricoltura Eroica?

Perché è un eroe chi coltiva la terra usando metodi naturali, che spesso sono oltre il biologico, selezionando con cura i semi da piantare. Un eroe che lotta contro le multinazionali del cibo che combattono sul prezzo, contro le consuetudini dei commercianti che vogliono venderti diserbanti, contro migliaia di professionisti della logistica, del packaging e del marketing che creano il valore della catena di distribuzione del prodotto.

Ormai è chiaro a tutti che il cibo sano è la nostra prima medicina e le spezie ben scelte sono parte della nostra salute, ma da una consapevolezza intellettuale all’acquisto di questi prodotti occorre compiere un primo passo che spesso è difficile.

Infatti non è una questione di gusto: una volta assaggiati i prodotti naturali non si può più tornare indietro per la loro fragranza e il loro sapore. Il Festival dell’Agricoltura Eroica di Castro dei Volsci è la giusta occasione.

Ma dove trovare i piccoli produttori con i frutti della loro terra?

Un festival è certamente una buona occasione per incontrare diversi produttori e, se questo festival si tiene a Castro dei Volsci, allora l’occasione è ancora più interessante per fare una passeggiata nel centro del borgo e affacciarsi dal balcone con il monumento alla Mamma Ciociara.
Spesso non si ha l’occasione di avere una grande varietà di proposte e un festival è l’occasione per incontrare molti produttori ed ascoltare di persona la loro storia.

L’agricoltura naturale, oleomeopatica o biologica è anche cultura. Quella cultura immateriale che è il vero patrimonio dei piccoli borghi.

Pere questo nel nostro portale www.discoverplaces.travel sotto la storia di ogni paese abbiamo inserito anche la descrizione dei prodotti locali e dei piatti tipici, in modo da associare esperienza turistica con esperienza di sapori tradizionali. E vi assicuro che sono molto letti, soprattutto in inglese.

Coltivazioni naturali e turismo esperenziale rurale

Pensate veramente che un fagiolo della pianura sia uguale a quello della montagna? Pensate veramente che un fagiolo dei monti Ernici sia uguale a quello dei Monti Aurunci?

Spero di non dover entrare troppo nel dettaglio, ma il patrimonio di biodiversità e la varietà di microclimi del nostro territorio è tale da dare vita a centinaia di sfumature di gusto che sono la delizia di chef e intenditori.

E assaggiarlo sul posto è una esperienza anche turistica alla scoperta del territorio che custodisce questo patrimonio.

Non è un caso che quando ospitiamo chef che raccontano le loro ricette ci raccontano sempre i luoghi di produzione dei prodotti che usano. Se leggete le ricette di Daniele Zito o Dario Spalla, ai quali si è recentemente aggiunto anche Vanni Cicetti, scoprirete che sono sempre molto attenti alla selezione degli ingredienti e talvolta persino alla scelta del produttore.

Come possono crescere i piccoli produttori?

I grandi cuochi oggi, oltre a preparare piatti gustosi, devono sapere raccontare la loro esperienza e quella dei territori da cui provengono i prodotti.

In parte questo è quello che ha decretato il grandissimo successo all’estero di Eataly e ognuno di noi deve imparare a farlo nel suo ambiente, anche se piccolo.

Non si può mai sapere chi abbiamo di fronte, soprattutto tra i tanti turisti stranieri che circolano nei nostri territori.

E i piccoli produttori sono chiamati a raccontare di persona la loro storia imparando a diventare un po’ attori! In questi anni abbiamo visto la differenza fra chi sa raccontare e chi si limita a dire il prezzo di vendita.

Con il prezzo si può fare una vendita, ma con il giusto racconto si fidelizza un cliente per la vita e questo non solo tornerà da noi ma porterà i sui amici. 

Per imparare a raccontare i propri prodotti abbiamo creato dei ‘micro’ corsi in modo che in poco tempo si abbiano le basi di quali tecniche usare per ammaliare il cliente. Seguiteci sul sito www.firendoftourist.com dove ‘Friend Of Tourist’ significa ‘Amico del Turista’ ma anche ‘Amico del cliente’.

Ed ora basta, ci vediamo questo fine settimana a Castro dei Volsci e mi troverete ad assaggiare tutti i prodotti. Devo assolutamente preparare piatti speciali ai miei amici e mi servono i giusti ingredienti.

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