2016 sett Cina Gulistan 25
2016 sett Cina Gulistan 25

Una vita intensa da pioniere e da protagonista, esplorando strade nuove e aprendole agli altri, si potrebbe scrivere un libro ma per sintetizzare la vita di Bruno Grassetti è meglio cominciare al contrario.

Oggi Bruno ha aperto una nuova società di consulenza in Cina e una nuova associazione culturale per progetti con controparti cinesi e sta vivendo un picco di creatività e fermento culturale da quando nel 2014 ha ricevuto il Premio dell’Amicizia direttamente dal Governo Cinese in una cerimonia che si è svolta nel Palazzo del Popolo a Pechino.

Bruno è arrivato a piazza Tienanmen, invitato dal governo cinese, ha salito le imponenti scalinate del palazzo che è la sede di rappresentanza del governo e ha ricevuto una medaglia direttamente dalle mani di Ma Kai, Vice Primo Ministro del governo cinese insieme ad altre 100 personalità del mondo premiate per la loro collaborazione attiva e propositiva con la Cina in campo scientifico e culturale.

Di solito sono 50 personalità, ma nel 2014 la Cina festeggiava il 65° Anniversario della fondazione della Repubblica Popolare e quindi i festeggiati stranieri sono stati 100.

Bruno ha iniziato il primo dei suoi 42 viaggi in Cina come delegato di un comitato dell’ONU dedicato allo sviluppo della scienza e della tecnologia nei Paesi in Via di Sviluppo, UNCSTD.

Siamo nel 1983 e Bruno è già un ingegnere di successo e insegna Modelli Matematici per la Pianificazione Economica alla Università Sapienza di Roma. Dopo si occuperà di Analisi dei

Sistemi alla LUISS e infine di Ricerca Operativa alla prestigiosa Scuola di Management dell’IRI.

“Era arrivato all’università per meriti: era l’unico ingegnere che aveva esperienza diretta nella applicazione di modelli matematici nell’industria petrolifera prima e nella ingegneria ambientale dopo. Lui li metteva a punto e li utilizzava nel lavoro mentre in Italia ancora pochi li conoscevano. I giovani ingegneri dovevano essere all’avanguardia e le università avevano bisogno di lui.”

Direi che questa è veramente l’essenza della sua vita: un pragmatismo da ingegnere utilizzato per creare situazioni che portino benessere a molti. Bruno si è sempre mosso in imprese private ma con la mission di essere di supporto alle scelte governative o allo sviluppo internazionale.

Nel 1971 fonda l’ISIS-Istituto di Studi per la Informatica e i Sistemi, che è ancora operativo e elabora studi per la Comunità Europea. Nel 1978 crea l’Istituto di Cultura Industriale e apre una sede all’interno del Parco La Selva di Paliano, dove lo incontro qualche anno più tardi come vicino di ufficio. Ad un certo punto era così attivo e di successo che vi lavoravano 32 persone!

Era inevitabile che Bruno arrivasse ad essere di supporto anche al Ministro della Ricerca Scientifica e che grazie alle sue esperienze internazionali fosse segnalato come il rappresentante per l’Italia al Comitato STD dell’UNDP.

Torniamo alla Cina, al 1984 e al suo primo viaggio in questo paese molto diverso da quello di oggi. Una Cina che si stava risollevando dopo la svolta di Deng Xiao Ping e che era in cerca di sviluppare la Scienza e la Tecnologia anche grazie al trasferimento di tecnologie dal resto del mondo.

In modo pragmatico, da vero ingegnere, Bruno inizia dall’essenziale e favorisce la nascita dell’Istituto Nazionale per le Tecnologie Alimentari in Cina insieme ai professori Peri e Cantarelli dell’Università Statale di Milano. Apre quindi una sede a Canton con Maria Omodeo, in piena attività fino al 1989, anno della crisi di Tiananmen!

“In tutte le missioni che ho organizzato a partire da 1985 ad oggi (circa una ventina) ho sempre cercato di far cooperare istituzioni pubbliche e private italiane di eccellenza con controparti cinesi per gettare le basi di uno sviluppo duraturo e sostenibile. Ad esempio, nel 2002 ha organizzato a Tianjin la “Prima Settimana dello Stile di Vita Italiano” insieme a 42 imprenditori del Lazio. Un evento in collaborazione con Ambasciata di Italia, Istituto di Cultura, ICE e Camera di Commercio di Roma e che ha segnato una svolta nelle relazioni culturali tra Italia e Cina. “

In seguito ha promosso progetti di cooperazione tra Area di Ricerca di Trieste e la Beijing Development Area, la Fondazione Torino Wireless, la Scuola di Ingegneria Spaziale di Roma e altri ancora sempre mettendo la cultura come primo valore per creare cooperazione internazionale e sviluppo.

Nel 2015 è stato invitato dal governo cinese a tenere un ciclo di conferenze a Pechino, Tianjin e Chongqing nelle quali, basandosi sul fatto che i primi due posti del Patrimonio Culturale della Umanità sono assegnati da UNESCO all’Italia e alla Cina, ha proposto di organizzare incontri di creatività, di formazione e di progettualità tra giovani italiani e cinesi per nuove iniziative imprenditoriali sia in Italia che in Cina.

“La cultura è alla base del rispetto, ti fa scegliere le eccellenze e non ti fa coinvolgere nella mediocrità e nel desiderio di speculazione. Il sapere e la conoscenza sono la base per l’evoluzione e, vorrei aggiungere, per una felicità profonda e non superficiale.”

Nel 2016 con l’Associazione Forum Culturalia ha preso parte a Pechino al Primo Incontro sulla Cultura Digitale promuovendo un accordo sulla creazione di Musei Digitali con il Zhougguanchun Digital Culture Relics Industry Alliance.

Nel 2017, con la ICID “International Consulting for Innovation and Development” da lui fondata insieme a Caterina Russo, sinologa ed “Executive Director” per la Cina, ha avviato una collaborazione con la Port Authority di Qingdao per la progettazione di un Villaggio Italia a Qingdao.

Insomma alle soglie dei suoi 80 anni, ne vedremo ancora delle belle!

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Riso Wenzhou e non Riso alla Cantonese!

Wenzhou è una città a Est della Cina nella provincia dello Zhejinag. La maggior parte degli chef cinesi che lavorano in Italia (ma anche in Europa) provengono da questa regione. In Italia, come più volte abbiamo raccontato, si mangia la cosiddetta cucina cinese occidentalizzata, ossia quella che i cinesi hanno inventato per soddisfare il palato di noi occidentali.

Molte ricette sono state modificate quasi completamente, altre sono state inventate da zero. Il “pollo alle mandorle”, ad esempio, è una rivisitazione di una ricetta molto famosa a base di anacardi in salsa piccante, mentre il “gelato fritto “ è stato completamente inventato per soddisfare due passioni italiane, secondo i cinesi, molto importanti: Il gelato e il fritto.

Esistono poi una serie di altre ricette che spesso vengono ordinate nei ristornati cinesi che ricordano lontanamente quelle originali. Una di queste è senza dubbio il “riso alla cantonese”. Sembra che il padre del riso alla cantonese sia proprio il riso Wenzhou.

Infatti la ricetta di questo riso “molto cinese” fa uso di ingredienti molto importanti come il cipollotto, i funghi Shiitake, la carne di maiale in salsa di soia, tutti ingredienti che, negli anni ottanta, i cinesi hanno reputato difficili da far gradire a noi italiani e quindi sostituiti con piselli e prosciutto cotto a dadini.

Senza dubbio un piatto buono e anche ben colorato ma lontano anni luce dalla tradizione della cucina regionale cinese.

Ovviamente se andiamo in un normale ristorante “cinoitaliano” e chiediamo il riso Wenzhou quasi sicuramente finiremo per mangiare uno strano Riso alla cantonese un pochino più cinese del solito. Se invece vogliamo mangiare il vero Riso Wenzhou vi consiglio di assaggiarlo nei veri ristoranti cinesi in Italia che preparano la cucina cinese tradizionale. Non ve ne pentirete assolutamente!

RISO WENZHOU

Ingredienti per 4 persone

Riso - 2 bicchieri
Uova - 4
Cipollotto - 1
Verdura Cinese - 70gr.
Mais - 2 scatole piccole
Maiale in salsa di soia cotto al vapore - una confezione
Funghi Shiitake - 5 grandi
Brodo di pollo - 2 cucchiaini
Sale - 2 cucchiaini
Zucchero - 2 cucchiaini

Preparazione:

Cuocete il riso con la vaporiera usando 2 bicchieri di riso (precedentemente sciacquato) e 2 di acqua. Il riso dovrebbe essere fatto almeno 4 ore prima.

Sbattete le uova e mettetele da parte.

Tagliate a cubetti le verdure, il cipollotto, la carne di maiale e a pezzetti più piccoli i Funghi.

In un Wok mettete poco olio e subito le uova. Sbattetele e aggiungete subito il riso. Fate in modo che il riso si separi bene. Saltate bene e aggiungete la carne, le verdure, i funghi e il mais.

Continuate a saltare bene e aggiungete sale, zucchero e brodo di pollo. Saltate ncora per qualche secondo e aggiungete il cipollotto.

Servite molto caldo e guarnite con fettine sottili di frittata.
 

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arte Contemporanea cinese
Breve storia dell’arte contemporanea cinese

Mentre godo guardando alcune sculture o dipinti di arte contemporanea cinese nel Museo Nazionale d'Arte, mi sento sempre confusa fino a quando non leggo la piccola etichetta di introduzione o di descrizione dell’opera.

Il desiderio di capire le creazioni degli artisti, i loro metodi e fini mi ha spinto a fare qualche ricerca e vorrei condividere con voi alcune storie interessanti del secolo scorso. Così, quando si viaggia a Pechino e si visitano alcuni musei o gallerie, si può meglio comprendere l'arte contemporanea cinese!

Quando si parla di arte contemporanea, non possiamo trascurare il luoghi della produzione e la generazione coinvolta. Ogni particolare tipo di arte appartiene a un determinato periodo della storia e racconta proprio una angolazione della ‘storia di quel tempo’.

In Cina, dal Nuovo Movimento Culturale del 4 Maggio fino alla fine della Rivoluzione Culturale nel secolo scorso, l'arte modernista con caratteristiche cinesi è diventata la tendenza dominante dell’arte cinese quotidiana. Si leggono le atmosfere di una doppia tensione di una rivoluzione sociale e ideologica, che confermano uno spirito realista e un modo proattivo di favorire l'integrazione nella società con elementi che mostrano un grande spirito pionieristico.

Dopo aver sofferto durante la Rivoluzione Culturale, le ferite della nazione avevano bisogno di essere rimarginate. In quel tempo gli artisti hanno iniziato a riconsiderare la storia recente e a criticare la realtà per esprimere il loro dolore. Così alla fine del 1970, sono emerse in successione "Scar Art", "Stars Art Exhibition", "85 New Wave" e poi "89 Modern Art Exhibition" che rappresentavano i pensieri e gli approcci artistici degli artisti.

L’arte cinese d'avanguardia è sempre stata strettamente legata con il sistema politico e la vita sociale. Così la maggior parte degli artisti ha scelto come soggetti artistici le preoccupazioni umanitarie e la vita rurale per le loro opere.

Quando passiamo in rassegna la storia dell'arte contemporanea cinese, "Stars Art Exhibition" è considerato come l'inizio del movimento avviato da diversi giovani nel 1979 come un modo per esprimere la propria individualità. Quando "Il 30° anniversario della fondazione della Mostra Arti Nationali" è stata esposta nel Museo d'Arte Nazionale della Cina, la gente era più profondamente attratta dalle opere d'arte spontaneamente appese in strada, fuori del Museo d'Arte Nazionale.

I giovani artisti hanno esposto i loro dipinti ad olio, sculture e altre opere d'arte. Questa mostra ‘non ufficiale’ e sembrava 'strana' rispetto a quella all'interno del Museo Nazionale d'Arte. Il suo tema artistico e i materiali hanno stupito quelli abituati allo stile della "Rivoluzione Culturale".

Per la maggior parte degli spettatori potrebbe essere stata la prima volta che hanno visto qualcosa di completamente nuovo e diverso dalla loro precognizione e formazione artistica.

La nuova ondata di arte cinese è stata inevitabilmente influenzata dall’arte occidentale. Dal 1990, simboli culturali tradizionali cinesi sono stati utilizzati 'meccanicamente' per attrarre più curatori occidentali.

Credo che volessero copiare i modelli di Arte Occidentale ed erano ansiosi di trovare un loro linguaggio nella pittura occidentale e, quindi, entrare nel mercato occidentale. Attraverso la "Political Pop" e " Gaudy Art", gli artisti hanno criticato la realtà e la politica.

La tendenza dell'arte contemporanea cinese ha costruito la base per la comparsa delle ‘zone d'arte’. Nel 1990, l'arte e gli artisti cinesi erano in una condizione imbarazzante. Non ricevevano alcun sostegno da parte del governo o della società. Per evitare interferenze esterne, i cosiddetti gruppi di artisti radicali si sono uniti alla ricerca di un posto dove potevano sopravvivere e creare le loro opere.

A Pechino si possono trovare le aree “Imperiale Palace Art Zone”, “East Village Art District”, “798 Art Zone”, “Songzhuang Art Zone” e “Blackbridge”.

Ogni distretto arte ha una sua storia che racconterò in un altro momento.

Credo che lo sviluppo dell'arte contemporanea cinese è essenzialmente un processo di risveglio di una ideologia sociale delle persone. Gli artisti ripensavano il sistema sociale e avevano il desiderio di un coinvolgimento sociale. Hanno lottato e faticato nel buio per trovare la luce. Sono proprio quegli artisti che hanno dato una voce alla società per adempiere la loro missione sociale. E ora possiamo vedere che esiste una diversità di forme d'arte in Cina.

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Un paese di artisti: Songzhuang Art District a Pechino

Cosa vi viene in mente se dico Songzhuang? E se dico Greenwich, Soho, Montmartre, Via Margutta? In questo secondo caso subito la mente si popola di artisti, tavolozze di colore, immagini, suoni e poesie.

Ora provate ad immaginare di moltiplicare per 10 tutto quello che avete visto a New York, Londra, Parigi o Roma. 10 volte più colore, artisti, gallerie, sculture … Il risultato è un ambiente frizzante e creativo dove si respira un’aria insolitamente impertinente intrecciata ad un rispetto della classicità.

Questo è Songzhuang Art District a Pechino, a 20 km dal centro e oltre il sesto anello (che significa il sesto Grande Raccordo Anulare per chi è di Roma). Un centro dove vivono e lavorano circa 6.000 artisti, e penso che sia la più grande comunità di artisti del mondo.

La particolarità di Songzhuang è che è ancora ‘pura’, nel senso che, non essendo ancora nota al pubblico di turisti e di curiosi, conserva una sua genuinità e gli artisti che abbiamo incontrato sono molto più concentrati a creare che a commercializzare le proprie opere.

Questo quartiere artistico di Pechino nasce intono al 1994 quando un gruppo di artisti dell’avanguardia cinese sente il bisogno di ritrovarsi per condividere ispirazioni e un comune modo di vivere. Una iniziativa un po’ privata e un po’ ispirata dalla politica iniziata quando Li Xianting, iniziatore del movimento “Political Pop” e “Cynical Realism”, sceglie questa zona per il suo gruppo.

Gli anni passano e, dopo un periodo di diffidenza, oggi è famoso il Songzhuang Art Festival e il governo ha deciso di promuovere questa area costruendo una strada e le infrastrutture e qui presto saranno spostati parte degli uffici amministrativi del governo cinese. L’idea di fondo è di creare un grande attrattore turistico.

Mei Jin

Con un gruppo di amici abbiamo scoperto Songzhuang un venerdi pomeriggio quando, dopo una riunione di lavoro sul ruolo dei musei nello sviluppo di un territorio, avevo scelto alcune foto del gruppo di artisti del 798, l’ex fabbrica trasformata in un insieme di gallerie d’arte e laboratori. Il nostro ospite cinese ci guarda e ci dice che:

“gli artisti di 798 sono diventati troppo commerciali. Se volete respirare lo spirito dei nostri tempi dovete andare a Songzhuang. Vi organizzo un viaggio questo pomeriggio e una visita a un paio di artisti”.

Ed è così che entriamo nello studio di Mei Jin, una delicata artista cinese, minuta e raffinata, che ha studiato e lavorato a lungo in Russia, in Tagikistan. La sua casa studio si trova all’interno di un edificio moderno di design realizzato troppo in fretta e con poca manutenzione.

La sala principale è piena di quadri che raffigurano persone. Si respira una grazia e una eleganza particolare. Tradizione, classicità e modernità si fondono in colori sereni e in volti che trasmettono pace. Le pose delle persone sono inusuali, i vestiti richiamano stili indefinibili ma l’insieme trasmette armonia e viene voglia di portarsi via uno dei suoi ritratti per poterlo godere per sempre.

Mei Jin non parla inglese e ci aiuta la sua allieva Monik, molto positiva e accogliente. Insieme ci preparano un te e ce lo offrono con una cerimonia non ‘cerimoniosa’ che diventa allegra quando Bruno Grassetti indossa la sua medaglia di ‘Amico della Cina’, un riconoscimento del Governo Cinese per la sua lunga collaborazione con questo paese.

Mei Jin è una artista che incarna lo spirito cinese e dona ad ognuno di noi una calligrafia del maestro Qingfang Mu. Poesie e frasi scritte per suscitare riflessioni e ricondurre lo spirito dell’uomo al vero valore della vita: una relazione diretta con la terra e con l’universo.

Gulistan

Mei Jin e Monik ci portano poi a conoscere un’altra artista, Gulistan che abita a dieci minuti di macchina. La zona è molto ben tenuta e accanto ad edifici tradizionali si trovano strutture architettonicamente interessanti. L’interno della casa/studio di Gulistan ha uno stile molto diverso e appare come un loft pulito e ordinato.

Gulistan parla un buon inglese e ha avuto molti contatti con Londra e questa influenza occidente si ritrova non solo nella disposizione della casa ma anche nello stile pittorico. Molti dei suoi quadri erano ad una mostra e ci ha potuto far vedere solo poche opere dalle quali abbiamo tratto un particolare interesse. Ovunque troviamo un po’ della nostra storia e un po’ di quella orientale. Tratti familiari intersecati con tratti esotici.

La sua accoglienza è stata calorosa e ha avuto un momento molto intenso quando ci ha fatto vedere una prefazione di un suo catalogo di una mostra in Italia. Le era stata dedicata una poesia in italiano e Bruno la ha recitata ad alta voce suscitando brividi di emozione per la profondità del testo.

Al termine della visita, Mei Jin e il maestro calligrafo Qingfang Mu ci hanno ricondotto in albergo attraversando una Piazza Tienammen in pieno fermento per i preparativi della festa della Repubblica del giorno dopo.

Una Pechino diversa, persone speciali e emozioni particolari: Songzhuang merita decisamente di essere conosciuta e visitata.

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Great Wall with crowd
Antiche dinastie nella Cina Ultramoderna

La prima cosa che notano i turisti occidentali che visitano la Cina, da qualsiasi parte entrino in questo paese di 1,4 miliardi di abitanti, è un'America moderna con grattacieli e autostrade bloccate.

Atterrando a Pechino il turista trova una struttura stradale ad anelli e raggi con 5 tangenziali per servire gli oltre 20 milioni di abitanti. In questa città del futuro ci sono molti tesori, ma tre sono giustamente i famosi tesori di dinastie recenti e antiche: la Grande Muraglia, la Città Proibita e le tombe Ming.

I padri della città e del governo hanno fatto un grande sforzo negli ultimi 20 anni per promuovere e proteggere questi tesori dopo gli eccessi della Rivoluzione Culturale, che aveva cancellato il bianco delle Tombe Ming verniciandolo con il rosso. Da quando ho visitato Pechino nel 1998, ci sono stati grandi cambiamenti, non solo nel paesaggio urbano ma anche nei siti turistici per soddisfare il milione o più di cittadini e turisti che cercano di visitarli ogni giorno.

La prima volta che ho visitato la Grande Muraglia era un giorno d'inverno freddo con ghiaccio e neve che creavano una sorta di pista di pattinaggio sui marciapiedi. Ci sono stati meno di 100 turisti che sfidavano il ghiaccio sulla Muraglia a Badaling, e c'erano pochi servizi turistici.

Oggi, pur arrivando alle 9 e 30, siamo stati diretti ad un parcheggio a 3 km di distanza e poi portati con un autobus al punto di partenza a circa 400 metri da una funivia che ci avrebbe condotti più in alto sulla parete. Scendendo ci siamo scontrati con una folla bi-direzionale ed era quasi impossibile salire o iniziare a camminare lungo il camminamento sulla parte superiore del muro. Eppure, la pazienza ci ha ricompensato e siamo riusciti a sostare qualche secondo in un paio di posti lungo la Grande Muraglia e per scattare le nostre foto, copie di migliaia di altre foto della Grande Muraglia già sul web, forse giusto per occupare un po’ GB di memoria dei nostri IPhone.

Un paio di ore più tardi, lungo la Grande Muraglia arriviamo di nuovo a Badaling, e ci troviamo in una centro turistico senza guide. Troviamo una indicazione del Museo della Grande Muraglia e lo seguiamo fino ad un edificio che secondo la biglietteria, sembra essere definitivamente chiuso. Poi camminiamo ancora per alcune centinaia di metri fino al punto di carico dell’autobus passando decine di negozi per turisti e prendiamo il testimone da un autobus strapieno di turisti.

Mentre, all'arrivo ci hanno subito caricati in autobus, al ritorno siamo stati inseriti in un labirinto di un parco giochi e di una serie di locali che offrivano, in caratteri cinesi, quasi ogni cibo da asporto che un ragazzo cinese potrebbe immaginare. Un luna park interrato che offriva giochi che vanno dal tiro con l'arco per interni fino ai classici flipper. Per me è un peccato che l'industria del turismo cinese ha copiato il peggio della cultura americana. Tuttavia, vale la pena visitare questa meraviglia delle antiche dinastie, la cui magnificenza offusca la mediocrità dell’intrattenimento.

Mentre siamo in fila per la sicurezza in una deserta piazza Tienanmen, un quadro gigante sopra l'ingresso della Città Proibita, creata durante la dinastia Ming, e che comprende circa 1.000 edifici, ci informa che questa dinastia cinese è stata fondata da Mao. La sua reputazione è protetta perché le sue guardie rosse, che perseguivano alla lettera le sue parole sulla rivoluzione culturale e artistica, sono state fermata dalla distruzione dalla saggezza del premier Zhou Enlai e dal suo fedele battaglione dell'esercito.

La mia prima visita nel 1998, 10 anni dopo la riapertura, era in una giornata fredda di febbraio, quando abbiamo fatto una passeggiata da soli attraverso i corridoi senza consapevolezza delle enormi tesori artistici e artigianali racchiusi. Ora, tornando, molti di questi tesori sono esposti in musei che mostrano ogni d'arte possibile, ci sono presto riempiti dalla grandezza di quello che oggi è conosciuto come il Museo del Palazzo.

Oggi, come in ogni giorno dell'anno, solo 80.000 visitatori sono autorizzati ad entrare in quello che è il museo più popolare del mondo e un must per ogni cinese a Pechino. A molti, le magnifiche ceramiche e porcellane di antiche dinastie creano ricordi più forti. Per gli orologiai occidentali, la collezione di grandiosi orologi ci ricorda che questa arte è stata portata in Cina dai commercianti inglesi e francesi nel 1700.

La sopravvivenza della religione è toccante con particolare attenzione al buddismo e Buddha d'oro. La ristrutturazione e la ricostruzione dei piccoli musei tematici si avvarrà delle competenze di artigiani cinesi per molti anni ancora. E’ facile immaginare di voler visitare la Città Proibita quasi ogni giorno per ammirare i musei e testimoniare il rispetto che i cinesi hanno per il mantenimento della pulizia e dello spirito di questo luogo.

Eppure, in queste due visite abbiamo trovato esempi di grandezza nell’ingegneria e nell'arte delle antiche dinastie della Cina, ma non ciò che resta della cultura del popolo, della vita in un villaggio durante la dinastia Ming. Per questo dobbiamo andare alla ricerca della cultura cinese in campagna.

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La Festa del Dragon Boat

E' il quinto giorno del quinto mese del calendario lunare a partire dalla luna nuova. E’ il 9 giugno 2016. E' la ‘Festa delle Dragon Boat’ (Barche Drago), Duanwu, e si svolgono le gare di dragon boat. E' una delle poche vacanze istituzionali nel mondo cinese, non solo in Cina. Ci sono almeno tre storie sull’origine di questo festival, tra cui quello di Wu Zixu, ma Qu Yuan è quella più popolare.

Circa 300 o più anni prima di Cristo c’era un poeta cinese chiamato Qu Yuan che era anche un ufficiale dello stato di Chu. Faceva parte della famiglia reale, ma in opposizione al re quando si alleò con lo Stato di Qin. Fu bandito, e così si immerse nella poesia. Avere ragione non gli fu di vantaggio quando, 28 anni dopo, Qin conquistò la capitale Chu. Affranto Qu saltò nel fiume Miluo e annegò.

Le persone del posto che avevano assistito a questo atto salirono sulle loro barche e corsero fuori per salvarlo. Ma, incapace di trovarlo, vivo o morto, gettarono riso nel fiume per nutrire i pesci in modo che lasciassero il suo corpo indisturbato.

I due risultati di questa tragedia sono due delle tradizioni di questa giornata: le gare di Dragon Boat e il tortino di riso noto come 'zongzi'.

Per accompagnare il zongzi, i tradizionalisti consumano ’vino realgar’, un liquore di grano giallo a cui si aggiunge polvere di solfuro di arsenico, che sembra sufficientemente insolubile cosicché chi consuma questa potente birra in piccole quantità sopravvive.

In questo giorno a Hefei, la città tecnologia in più rapida crescita in Cina, ogni macchina viene fatta uscire dal garage e messa in una delle arterie o delle vene, tra quelli degli altri 7 milioni di cittadini, e tutti si comportano come uno stormo di uccelli di Roma o, forse in modo più preciso, come uno stormo di pipistrelli della frutta.

Le auto riempiono ogni possibile spazio ad una velocità apparentemente impossibile per la sicurezza senza incidenti, ma le vetture rimangono ‘immacolate’ durante tutta la giornata. Confrontare questo moto browniano a quello sul GRA intorno a Roma, dove gli incidenti sono più frequenti delle uscite. C'è qualcosa di particolare nel modo in cui i cinesi sono diventati piloti così impeccabili rispettando le leggi della strada.

In questo giorno c'è molto tempo a disposizione, quando si sta in una strada bloccata, per osservare la periferia e le fila di grandi blocchi di appartamenti, alveari della classe media pseudo capitalistica cinese, molti dei quali sono alla loro prima generazione in una metropoli.

La nostra missione era quella di unirci ai cittadini sulla strada fuori Hefei per vedere le strutture equestri, per ragioni di Energitismo. Oggi ho imparato una regola della società che mi era sfuggita in precedenza. Ci meravigliamo della rapida crescita delle città e delle infrastrutture cinesi, dei luoghi di intrattenimento, centri commerciali e torri di appartamenti.

Ma oggi abbiamo assistito al ciclo della natura, a quello del decadimento. La legge della fisica oggi si dovrebbe aggiornare. Alla frase: 'tutto ciò che sale deve scendere' si dovrebbe aggiungere 'senza manutenzione'. E sembra che molti edifici e strutture siano state create da imprenditori senza consapevolezza delle forze di mercato e degli alti costi di manutenzione, qualcosa che ora la Cina comprende molto bene, in particolare per gli impianti sportivi.

L'esempio? Abbiamo visitato un grande impianto equestre che oggi ha forse solo 10 cavalli, ma le cui strutture sono piene di migliaia di polli e anatre. La Cina rurale riconquista la sua terra! I grandi edifici già mostrano segni di un futuro collasso mentre eleganti arredi di sale da pranzo riempiono le ville vuote . Non sto criticando questa grande avventura per la quale ho molta empatia, ma semplicemente commentando l'ineluttabilità delle leggi della fisica (intrecciate con quelle dell’economia).

Fra un centro equestre ed un altro, siamo tornati sulle strade trovandole praticamente vuote alle 11.30 del mattino e rendendoci conto che le milioni di auto sono tutti scomparse in migliaia di ristoranti sparsi nella campagna per le celebrazioni del festival della barca del drago. E poi i draghi tornano sulla strada a lottare per ogni spazio disponibile che può ricondurli verso le loro grotte sicure.

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Dove siamo nel mondo?

Siamo a metà maggio, nel cuore della primavera, e lungo molte strade di questa metropoli, questa megalopoli, i marciapiedi sono accesi di cespugli di rose, una panoplia di gialli, rosa, arancio e rosso su uno sfondo di foglie verde scuro.

Altrove i lati delle strade sono un susseguirsi di viali alberati e giardini. I gruppi degli alberi più antichi, probabilmente pioppi, sono maestosamente alti, toccano il cielo. Ci sono salici piangenti, abeti di tante varietà, decidue e sempreverdi, olmi e faggi, e anche alcuni eucalipti. Nessuno è stato potato, come accade in Italia dove ogni anno agli alberi lungo le strade viene fatto un test di sopravvivenza potandoli fino al tronco.

Qui la crescita naturale ha un valore e ogni albero è importante per la società. Gli abeti più giovani sono ben curati e fasciati, per intrappolare l'umidità, da piccoli gruppi di uomini e donne. A nessun albero è permesso morire. Quelli che crescono più velocemente sono puntellati in modo che resistano al vento.

Si l’aria è inquinata, come ci si aspetta in una megalopoli, e di sicuro questi alberi hanno un’abbondante fornitura di diossido di carbonio da trasformare in ossigeno. Lontano dalle strade ci sono giardinetti ben curati con tappeti fioriti e siepi potate.

Il cancello principale della vicina università in cui sono in visita è chiuso, ma solo per incoraggiare i visitatori e gli studenti ad entrare dagli altri accessi. La via di fianco all’ università è dedicata ai caffè, ai baracchini di cibo take away e ai ristoranti economici, dove l’igiene sembra un concetto meno serio che negli hotel 4 e 5 stelle del quartiere.

Non ci sono gatti randagi o cani che si buttano sugli scarti e, questa volta, nessun piccione o gabbiano che si tuffa tra i tavoli per le briciole.
Ci sono interi quartieri di torri di appartamenti recentemente completati, con forse più di 20 piani, e la progettazione architettonica di questa megalopoli è esercitata in complessi di uffici e torri. Un enorme supermercato vende di tutto, eccetto centrali elettriche.

Tuttavia, sembra incongruo, le finestre delle torri, siano di uffici o appartamenti, sono tutte fatte di piccole lastre di vetro , nessuna più grande di una normale porta e anzi molto più piccole, incorniciate insieme in una composizione per dare l’effetto di grande distesa di vetro che, in Europa, sarebbe costituita da un’unica lastra temperata molto spessa e costosa, di forse 20 metri quadrati, a seconda dell’ego dell’architetto.

Edifici meno ostentati altrove nella megalopoli sono parzialmente dipinti, meglio dire imbrattati, in rosa, marrone e altri colori tenui: sembra fatto apposta per evitare che appaiano nuovi. I telai in acciaio e le ringhiere spesso hanno ruggine in superficie dopo non molti anni, forse a causa del rivestimento non resistente alla corrosione o alla mancanza di un primer durante la pittura.

Le facciate di cemento degli edifici più bassi, anche dell’università, tendono a rompersi e fanno venire dei dubbi sulla resistenza nel lungo termine di queste strutture, tuttavia per un clima secco la qualità delle costruzioni di questa megalopoli è buona. L’espansione è stata guidata dalle politiche governative e dalle condizioni economiche.

Non c’è un gran trambusto qui nonostante ci troviamo vicino a un incrocio di autostrade in una megalopoli. Curiosamente l’uso del clacson sembra essere in declino: i conducenti, eccetto quelli dei vecchi camion, hanno un maggior rispetto per i loro colleghi “autostradisti”. Ci sono molto più macchine che nelle altre città e, in contraddizione con le leggi della fisica, la maggior parte di esse è nera. E tutti guidano su strade pulite.

Dalla cima di un edificio dell’università guardiamo questa nuova “città spaziale” e le famose montagne a una quarantina di km con l’antica muraglia che si snoda tra le cime, e non vedo l’ora che arrivi il momento del tradizionale banchetto a base di Anatra alla Pechinese.

Sorprendentemente, qui a Pechino, mi è stato detto da un amico che il Decano, le anitre dalla misura e composizione perfetta, sono importate dall’Inghilterra: ma fortunatamente non la mia di questa sera, preferisco la cucina locale.

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Benvenuti nell’ anno della Capra

Attenti se compite 60, 48, 36 o 24 anni quest’anno (il Capodanno Cinese viene dopo il 18 febbraio), siete una Capra e questo è il vostro Ben Ming Nian, l’anno del vostro segno zodiacale per l’astrologia tradizionale cinese, potrebbe essere un anno sfortunato, a meno che naturalmente non sia fortunato.

Ma, guardando al lato positivo, amate la compagnia e siete calmi, timidi, stabili, miti, comprensivi, amichevoli e avete un forte senso della giustizia. Non incornate le persone né le trattate male.

Quando fate la pace con il vostro coniuge, dopo un regolare litigio premeditato, è probabile, se siete un uomo, che le regaliate dei garofani. Si spera che il vostro partner sia un Maiale, un Cavallo o un Coniglio; guai a chi sposa un Cane, un Drago, un Bue o un Serpente, e se volete un’esperienza veramente eccitante, provate a mettervi con un Topo.

Le capre che sono ancora giovani, diciamo sui 24 anni o al limite dell’adolescenza, fanno ancora in tempo a trovare un compagno che le renda felici anche se il percorso sarà occasionalmente in salita. Il vostro compagno potrà apprezzare il fatto che voi acquistate beni alla moda che mettono in luce stile ed eleganza.

Seguendo questa ambizione, potrete sperare di acquistare un’elegante capra in ceramica che rappresenta il vostro segno zodiacale e anche il vostro stile. La capra a corredo di questo articolo segue la tradizionale eleganza cinese, rappresenta la migliore arte ceramica al mondo ed è prodotta da Ezio Zanardello, dell’azienda Ahura di Nove, vicino a Venezia.

Voi siete delle Capre gentili ed educate. Cosa dovreste fare nella vita, oltre che amare? Ciò dipende dalle vostre capacità innate. Siete molto determinati e pensate molto. Le vostre opinioni difficilmente cambiano. Fortunatamente siete molto creativi e vi impregnate nel lavoro, anche se non volete stare al centro dell’attenzione.

Come le capre, forse pensate di poter mangiare qualsiasi cosa, eventualmente non con la stessa noncuranza del maiale, ma senza rinunciare al miglior foraggio. Ma consideratevi avvisati: mangiate cibi freschi e biologici, ed eliminate le carni rosse. Certamente, questo è appropriato dato che vi aggirate per le colline e le valli facendo quotidiano esercizio all’aria aperta, rosicchiando di qua e di là. Ricordatevi di fare esercizio regolarmente.

Da un’altra prospettiva, questo è l’anno, nel ciclo astrologico di 60 anni, della “capra-legno”. Per spiegare il ciclo completo e i diversi significati ci vorrebbe un lungo trattato; sarà sufficiente dire che giusto 60 anni fa fu aperto il primo McDonalds nell’Illinois. Ci chiediamo che genere di fortune ci porterà questo nuovo anno della capra-legno.

Per quelli di noi che sono di uno degli altri 11 segni zodiacali conviene trovare una Capra come amico o compagno di lavoro, perché anche se non è facile essere amici, una volta che lo si diventa la relazione sarà duratura, pacifica e vantaggiosa, senza che dobbiate fare numerose richieste.

Ma cosa dire circa il denaro? Perché sembra che siate sfortunati in banca e non così fortunati in amore? Forse dovete diventare dei banchieri oppure dei contabili e concentrarvi nell’ aumentare gli introiti e diminuire le spese. Uno dei nostri consigli astrologici è, come capre, di evitare la propensione cinese di spendere tutto il giorno alle corse e tutta la notte al Casinò.

Ma poi, in una delle vostre carriere più auspicabili come attore o musicista, le vostre serate trascorreranno quietamente intrattenendo il rimante 92% di noi tutti. Quindi siate felici di essere Capre e insegnate alla maggioranza di noi dissoluti come vivere semplicemente una vita calma.

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