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Mentre si avvicinava il nostro Festival di Primavera del 2020, molti cittadini cinesi che stavano per fare felicemente i loro acquisti per le festività  sono stati interrotti dall’improvviso scoppio della pandemia di COVID-19.
Strade che sarebbero dovute essere addobbate con lanterne e striscioni festivi, circondate dal trambusto delle persone che si preparavano a festeggiare. Tutta questa gioia, questa eccitazione si sono trasformate in chiacchiere silenziose e cupe. "Lockdown", "isolamento" e "mascherine per il viso" sono diventate le parole chiave del Festival di Primavera. Nessuno avrebbe mai immaginato che la pandemia avrebbe avuto un impatto così profondo su tutto il mondo.

Quando è scoppiata la pandemia a Guiyang, abbiamo ricevuto un messaggio di cordoglio dalla città italiana di Vicenza, città che in questi anni ha mantenuto un rapporto amichevole con Guiyang.  Il messaggio diceva che avrebbero preparato materiale medico e anti epidemico da inviare a Guiyang per aiutare i suoi cittadini.
A marzo, quando il lavoro di prevenzione e controllo dell'epidemia di Guiyang ha visto i primi progressi e risultati, la pandemia in Italia, al contrario, si è improvvisamente intensificata. Il vice sindaco del governo popolare del municipio di Guiyang, Sun Zhiming, ha scritto una lettera a Vicenza, chiedendo come si stesse sviluppando la situazione nella cittadina Italiana.
Leonardo De Marzo, assessore alle relazioni internazionali di Vicenza, rispose affermando che stavano incontrando enormi difficoltà e che le scorte di mascherine chirurgiche della città stavano per esaurirsi.
Un grido di aiuto, chiedendo sostegno e assistenza a Guiyang per affrontare quello che sarebbe diventato per l'Italia il periodo più duro e difficile di questa pandemia. Dopo aver ricevuto da Leonardo l'elenco dei materiali necessari, lo segnalai subito  a Zhang Mingquan, il direttore dell'Ufficio degli Affari Esteri di Guiyang.
Ci siamo sentiti in dovere di fornire più aiuto possibile, poiché la città di Vicenza aveva già fornito assistenza a Guiyang in quei tempi difficili.
È allora che il governo popolare municipale di Guiyang ha dichiarato che le città di Guiyang e Vicenza si sarebbero unite e assistite a vicenda tra le difficoltà causate dalla pandemia.

L'intero processo per inviare il materiale, è stato pieno di colpi di scena.
A causa della grave situazione epidemica all'estero, molti voli internazionali erano stati cancellati in quel momento e, sebbene avessimo fissato l'elenco dei materiali necessari, l'intero processo è stato una vera sfida.
Ma l’urgenza della situazione non consentiva alcun rinvio, quindi sia il partito cinese che quello italiano si sono adoperati al meglio per superare queste difficoltà.
Io e Leonardo abbiamo superato molti ostacoli, molti dei quali causati dalla differenza di fuso orario tra i nostri due Paesi. Abbiamo superato questo problema rimanendo attivamente in contatto tra di noi, insieme a molti uffici istituzionali e società logistiche, come il Ministero degli Affari Esteri e le Dogane di Milano. Io e i miei colleghi abbiamo anche contattato in modo proattivo il Consolato Generale della Repubblica Italiana a Chongqing e alcune società di logistica.
Io e Leonardo lavorammo giorno e notte per garantire che la nostra missione raggiungesse un esito positivo. Mentre io compilavo le informazioni e mi occupavo delle procedure durante il giorno, comunicavo con Leonardo il tutto di notte, scambiandoci le  informazioni necessarie per garantire il successo dell’operazione.
Ogni nostro pacchetto  partiva dalla Cina con un poster delle bandiere nazionali della Cina e dell'Italia, insieme ad una scritta "Uniamo le mani per combattere la pandemia e superare le difficoltà".
Grazie a entrambi i nostri sforzi, i materiali di soccorso arrivarono ​​con successo all'aeroporto di Milano Malpensa il 10 aprile, e poi a Vicenza lo stesso giorno.
Anche se eravamo separati da una differenza di tempo di 6 ore e da una distanza di decine di migliaia di chilometri, percepivo ancora la sua eccitazione al pensiero del completamento della nostra missione.
Quando nel pomeriggio arrivarono a Vicenza i mezzi che trasportavano i materiali di soccorso, il sindaco di Vicenza Francesco Rucco e altri funzionari comunali erano già lì in attesa.
Consegnarono i materiali di soccorso agli ospedali locali e ad altri reparti durante la notte, esprimendo a noi la loro estrema gratitudine ... il tutto arrivò giusto in tempo.
Una sensazione di sollievo passò attraverso tutto il mio corpo, sapendo che eravamo riusciti nell’impossibile, e provai una grande gioia vedendo sollevare il poster anti-epidemia autoprodotto da Vicenza, raffigurante la cooperazione “Guiyang-Vicenza”. Ero incredibilmente felice. Guardando indietro, ricordo ancora le difficoltà dell'intero calvario.

Dopo questa “avventura”, Leonardo è stato ricoverata per allergie,anche a me fu chiesto di riposare a letto dal medico, a causa dell'eccessiva stanchezza durante i primi mesi di gravidanza. Ma entrambi non ci siamo arresi.
Trenta giorni di tensione, stress e frenesia hanno finalmente dato i loro frutti. I materiali di soccorso inviati, da quel giorno in poi hanno svolto un ruolo importante negli ospedali di Vicenza. Hanno protetto il personale medico in modo che potessero curare più pazienti. Questo è il valore che ha portato la nostra tenacia.

Giorni dopo, Leonardo mi ha inviato un video, in cui 18 musicisti vicentini hanno eseguito "La marcia dei volontari" e "Inno di Mameli", mostrando l'amicizia tra Guiyang e Vicenza. Tra la Cina e l’Italia attraverso la musica. Nel momento in cui ho sentito l'inno nazionale, non ho potuto trattenere le lacrime.
Ho sentito profondamente che è stare insieme nel bene e nel male e guardarsi l'un l'altro ciò che conta di più nella diplomazia tra due paesi, l'amicizia tra le città o anche l'amicizia tra le persone.
Profondamente toccata dall'attiva assistenza di Guiyang durante la crisi, Vicenza ha proposto alle due città di stabilire formalmente un'amicizia internazionale tra le nostre due città.
Attraverso sforzi reciproci, abbiamo tenuto una videoconferenza a giugno 2020, dove Chen Yan, sindaco di Guiyang, e Rucco, sindaco di Vicenza, hanno scambiato le loro esperienze anti epidemiche  in videoconferenza. Questo incontro ha contribuito a raggiungere un importante consenso sull'approfondimento della nostra cooperazione post-epidemia, proponendo di avviare ufficialmente le procedure per consolidare i legami di amicizia internazionale tra Guiyang e Vicenza.
In qualità di membro del personale ordinario degli affari esteri, il mio lavoro durante l'epidemia non è nemmeno degno di menzione, se lo si confronta con il lavoro di medici, infermieri e ricercatori scientifici impegnati in prima linea nella prevenzione e nel controllo dell'epidemia, ma  provo davvero un senso di felicità e soddisfazione per aver potuto fare la mia parte.
Sebbene l'epidemia abbia temporaneamente bloccato gli stretti scambi di personale tra le due parti, credo che la nostra cooperazione amichevole non si fermerà.
Ora, il mio bambino sta nascere in questo mondo e non vedo l'ora che arrivi per guardarlo crescere.
Condividerò con lui questa esperienza indimenticabile, nella speranza che anche lui un giorno riesca a contribuire, come ho fatto io, agli scambi amichevoli tra Cina e Italia in un futuro. Mi aspetto anche io di riuscire a fare ancora più miracoli, durante il mio lavoro, e scrivere più storie che li raccontino!

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Yangzhou è una delle città più rinomate della Cina per il suo patrimonio storico e culturale.
Vanta molti onori e titoli,  come quello di Città Civile Nazionale, Città Foresta Nazionale e Pergamena d'Onore dell'Habitat delle Nazioni Unite.
Con la sua lunga storia, la sua brillante cultura, fiorenti imprese e le persone eccezionali che la abitano, non sorprende che, dopo essere stata elogiata da innumerevoli studiosi antichi e moderni, oggi è considerata una città sotto gli occhi dell'attenzione globale.
Sebbene sia solo un luogo, ha molte sfaccettature.
Trattandosi di una città attivamente impegnata negli affari esteri, vorrei raccontarvi oggi alcune storie su Yangzhou, che riflettono sul legame in particolare tra Cina e Italia.
Storie che svelano un quadro prezioso ricco di colori e di storia.
Un quadro che dipinge la bellezza di questa città, a partire dal Five-Pavilion Bridge (Lotus Bridge), la Pagoda Bianca nel lago dello Slender West e il giardino in riva al lago di Yangzhou.

Marco Polo e la Cina: l'inizio dei racconti dell'amicizia sino-italiana


Di fronte al Marco Polo Memorial Hall vicino all'antico traghetto di Dongguan a Yangzhou, si erge la scultura in bronzo di un leone, dall'aspetto fiero e raggiante, una statua che sembra quasi voler librarsi nel cielo. Un vero e proprio simbolo di forza e pace.
Si tratta di una replica del leone di bronzo che si trova in Piazza Venezia, un dono donatoci dalla Regione Veneto (dove si trova Venezia, città natale di Marco Polo), presentato a Yangzhou il 29 ottobre 1987 da Jacob Panosso, Direttore del Turismo, insieme ai saluti della Regione Veneto per i residenti di Yangzhou.
Come viaggiatore, Marco Polo è arrivato in Cina oltre 700 anni fa attraverso la Via della Seta, creando un ponte tra la Cina e l'Europa con le storie dei suoi viaggi leggendari. Ha prestato servizio come funzionario a Yangzhou per tre anni, un fatto ben documentato nel suo diario di viaggio, e che lo ha presentato al mondo come un vero "Ambasciatore di Yangzhou".
La città ospita inoltre il Marco Polo Memorial Hall, costruito per commemorare il suo grande contributo alla comunicazione sino-italiana. In quanto Marco Polo, non ha solamente raccontato dei suoi viaggi nelle tante testimonianze lasciate per iscritto da lui personalmente, ma anche episodi storici dei rapporti interpersonali tra il popolo Cinese e la sua cultura Italiana.
Per ricordare questa amicizia, la città di Yangzhou ha costruito anche il Marco Polo Flowers Ocean Park, con il tema dei fiori e della cultura per rappresentare e re- immaginare il percorso di viaggio di Marco Polo, mostrando la natura e i paesaggi che avrebbe visto durante i suoi viaggi. Come il detto diffuso nei giorni d'oro di Yangzhou "coltivare fiori per dieci li (una misura di lunghezza) è proprio come fare il contadino”.
Per onorare sempre di più questo rapporto indelebile nella storia, l'Ufficio municipale per gli affari esteri di Yangzhou sta collaborando con l'Università degli studi esteri di Pechino per raccogliere e pubblicare i loro lavori di ricerca su Marco Polo. Documenti che faranno luce sulle ultime scoperte riguardo la vita e le avventure vissute da Marco Polo in Cina. Testimonianze che forniranno anche una maggiore evidenza della sua esperienza lavorativa come funzionario a Yangzhou.

Yangzhou e l'Italia: le nostre relazioni di città gemellate che seguono il nostro legame millenario


Il profondo bagaglio di oltre 2500 anni di storia e cultura alimenta Yangzhou con la forza e la volontà di condividere la sua bellezza in tutto il mondo.
Yangzhou ha firmato un accordo di gemellaggio con Rimini, città considerata la "Miami d'Italia" nel 1999, anche un accordo di scambio amichevole di relazioni con Venezia e Siena, rispettivamente il 14 giugno 2013 e il 18 dicembre 2018.
La città di Yangzhou ha mantenuto stretti contatti con Parma (città parte di una rete creativa dell'UNESCO, nominata Città della gastronomia, città di forte vocazione per  industria idraulica).
Yangzhou sta creando un incredibile sistema di comunicazione e cooperazione con molte città italiane.

Cina e Italia: unite dal cibo e dalla cucina tradizionale


Il periodo migliore per visitare Yangzhou è marzo, un periodo interessante del calendario lunare, per via delle tante feste e la gioiosa atmosfera che le segue. Un ottimo momento per visitare i suoi splendidi paesaggi e assaggiare il suo delizioso cibo unico. Il cibo di Yangzhou ha fatto il suo debutto  in tutto il mondo, proprio come la cucina in stile Huaiyang, che compare spesso in molti festival gastronomici.
Alcuni ottimi piatti tradizionali includono lo Yangzhou Baozi (panini ripieni al vapore) e il riso fritto di Yangzhou, anche loro piatti ben noti in tutto il mondo.
Yangzhou è stata selezionata come UNESCO Creative Network City of Gastronomy il 31 ottobre 2019.
Una partnership forgiata con il giusto approccio sconfigge qualsiasi distanza geografica.
La cucina italiana ha una lunga storia, ed è vista come la “madre del cibo occidentale”, Yangzhou ha stabilito il suo rapporto con l'Italia principalmente attraverso queste tradizioni culinarie.
Lo Yangzhou Food Industrial Park ha preso l'Italia come sua sede spirituale, stabilendo le sue sedi europee a Rimini e Roma.
Nel settembre del 2016 Yangzhou ha ospitato il Silk Road Cuisine Show, in occasione della cerimonia di apertura, l'ex presidente della Chair of Italy China Friendship Association, Irene Pivetti, ha tenuto un discorso con decine di aziende italiane presenti all'evento.
Molti ristoranti italiani hanno scelto Yangzhou come città per aprire il proprio business.
Ecco una foto del "Pepper and Salt Restaurant", il ristorante italiano più autentico di Yangzhou, entrambi gli chef, i cui nomi sono Simona e Chris, sono originari dell’Italia.

Cosa è successo durante il Coronavirus? Un cuore contro la pandemia


Essere chiari e sinceri ti dona una vita di amicizie. Nelle prime fasi della pandemia di Yangzhou, le nostre città Italiane gemellate con noi hanno fatto ogni sforzo per cercare e donarci i dispositivi sanitari e i prodotti urgentemente necessari.
Man mano che la pandemia si è progressivamente indebolita nella nostra città, ha accelerato la sua diffusione in Italia.
Yangzhou ha raccolto rifornimenti nel più breve tempo possibile e ha donato molti oggetti di prima necessità, necessari alle città italiane gemellate con noi: un lotto di mascherine medico chirurgiche a Rimini (28.000 pezzi), Venezia (21.000 pezzi) e Parma (12.000 pezzi).
Anche le due contee sotto la giurisdizione della nostra città di Yangzhou, Gaoyou e Baoying, hanno donato mascherine medico chirurgiche alle rispettive città gemellate: Sarzana (6.000 pezzi) e Siena (16.000 pezzi).
Subito dopo aver ricevuto le donazioni da Yangzhou, Rimini ha pubblicato un report sul proprio sito ufficiale, e anche Venezia ha inviato una lettera di ringraziamento a Yangzhou.
Di fronte alle gravi sfide della pandemia, Yangzhou non si è fermata ma ha consolidato e approfondito gli scambi e le comunicazioni con l'Italia.
"Il caldo abbraccio di Yangzhou", una città che ha condiviso le sue difficoltà e i suoi successi con i suoi amici internazionali, creando nuove e consolidando le vecchie amicizie, costruendo una comunità internazionale per un futuro condiviso. 

Per il futuro: prospettive per una meravigliosa cooperazione


Un solo fiore non fa primavera; ma cento fiori in piena fioritura portano la primavera in un giardino.
Yangzhou sta lavorando alla costruzione della "UNESCO Creative Network City of Gastronomy", "Culture" e "City of World Canals", in preparazione per il 2021, insieme all'Esposizione internazionale dell'orticoltura a Yangzhou e i campionati mondiali di mezza maratona di atletica leggera per il 2022. Tutto questo mentre continua ancora a rafforzare la sua comunicazione e collaborazione con l'Italia grazie a molte altre iniziative.
In quanto città con una storia molto complessa, Yangzhou ha assistito a tre epoche brillanti e gloriose, rispettivamente nella dinastia Han (202 aC-220), nella dinastia Tang (618-907) e nella dinastia Qing (1636-1912). Ora Yangzhou è proiettata nel futuro, desiderosa di un posto sulla scena mondiale.
La città di Yangzhou con le sue numerose risorse continuerà a creare nuove opportunità per il futuro, anche di fronte a crisi come quelle che abbiamo visto nei mesi scorsi. Creerà modi nuovi ed entusiasmanti per cooperare e rafforzare l'amicizia tra Cina e Italia, nel corso degli anni e attraverso tutti i cambi di scenario.
Con un ricco bagaglio storico e una forte volontà di una maggiore promozione culturale, un'esigenza abbracciata da entrambe le nostre culture, Yangzhou è destinata a svolgere un ruolo più importante nelle relazioni presenti e future tra Cina e Italia.
 

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"Inclusivo, progressista, sagace, modesto, questa è Shanghai", una citazione del presidente Xi Jinping, queste 4 parole riflettono lo spirito della città di Shanghai.
Un’altra frase detta dal nostro Presidente: "L'inclusività è una delle caratteristiche culturali di Shanghai, la progressività è l'essenza culturale di Shanghai, la sagacia è un atteggiamento e la modestia è molto importante. Solo utilizzando al massimo queste qualità possiamo diventare più ricettivi ed eccellenti nel mondo".
Ecco perché a Shanghai diamo il benvenuto a tutti. Persone di diverso colore della pelle, nazionalità, poiché Shanghai stessa è una nazione con una storia e una cultura molto variegata.
Questo ha contribuito a farla diventare la città di fama mondiale che è oggi. Oltre al suo fascino spirituale, Shanghai ottiene la sua fama da tanti altri aspetti.
Parlando di architettura, mi viene in mente la Shanghai Center Tower. È la struttura più alta della Cina e la seconda torre più alta del mondo. Si erge alta, penetrando dritta nel cielo, uno spettacolo bellissimo, soprattutto se visto da lontano ..
Oriental Pearl, Jingmao Tower, Yu Garden e Shikumen, questi sono alcuni degli altri punti d’interesse che tutti gli stranieri sembrano ricordare quando visitano Shanghai.
Questi non sono solo i simboli di Shanghai, ma anche i punti di riferimento di tutta la Cina.
Quando si parla della cultura di Shanghai, gli snack locali sono sicuramente l'attrazione più ricercata.

Panini al vapore e croccanti bastoncini di pasta fritti, tofu “puzzolente”, torta di grano al forno, ecc. 
Sono così allettanti da fermare i piani di qualsiasi turista e suscitare l'appetito di chiunque riesce a catturare i loro aromi.
Rispetto agli hamburger e alle pizze americane, alla bistecca e alla pasta europea, il cibo cinese è di gran lunga il più vario. Il più delizioso al mondo!
L'intrattenimento è un'altra straordinaria qualità della cultura di Shanghai, ha contribuito a diffondere la fama di questa città in tutto il mondo e in tutta la Cina. Ogni anno a Shanghai si  organizzano molte mostre, come l'Expo mondiale, tenutosi nel 2010, e la più recente “China Joy”, una delle più famose mostre, la più grande di tutta la Cina.
Durante queste mostre viene messa in primo piano la cultura regionale, le conquiste scientifiche e tecnologiche, nonché giochi e videogiochi. Queste mostre danno colore alla nostra Shanghai, sempre piena di vita. E poi, quando vieni a Shanghai, come puoi non visitare le nostre località turistiche?
Il Disneyland di Shanghai è stato costruito solo pochi anni fa ed è diventato rapidamente il primo Disneyland in tutta la Cina continentale. Ha tante strutture di intrattenimento come qualsiasi altro parco divertimenti Disney. Ma questo significa che possiamo risparmiare un biglietto aereo per Hong Kong o il Giappone!
Ci sono anche alcune attrazioni turistiche più tradizionali a Shanghai, come Zhujiajiao, il tempio di Town God e così via, dove puoi apprezzare tutti gli antichi stili architettonici e puoi persino fare un lento giro in barca nei torrenti e canali che attraversano la città.
Sebbene le culture della Cina e dell'Italia esistano da migliaia di anni su questa terra, sono formate da sentimenti, persone e tradizioni molto diverse.
Qualcosa che dall'esterno potrebbe dividerci, ma che fortunatamente il Chinese Italian Tourism Festival di quest'anno farà in modo di unirci, e avere una comprensione più profonda l'uno dell'altro, promuovendo relazioni più strette tra i nostri due paesi.
Allora che altro posso dire, venite a Shanghai a vivere le meraviglie uniche della nostra città!

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"Congee , mandorle e semi di loto!"
"Torta di zucchero alle rose!"
"Fagottini di gamberetti e spaghetti!"
"Uova sode aromatizzate al tè!"


Gridavano i venditori di snack nei vicoli di Zhabei quattro o cinque anni fa. Se ci mettessimo a scrivere tutti i loro richiami, sarebbero almeno trenta righe. (Lu, 1935)
Anche se non sei mai stato a Shanghai, la visione moderna della Xia Fei Road negli anni '90 potrebbe esserti familiare.
Proprio come il tramonto di Huangpu Beach, il viaggio estivo in bicicletta sulla Hengshan Road e le foglie cadute sulla Wuknag Road.
Detto questo, la prosperità della Shanghai moderna non sembra mai risplendere in questa antica città, ancora bloccata in un tempo diverso.
Qualche giorno fa, invitato da alcuni amici, sono passato per i vecchi vicoli. Il caldo sole estivo irradiava il suo calore attraverso le foglie e i rami degli alberi di sicomoro, risplendendo sui piccoli edifici proiettando ombre screziate. Con pochi passi, attraversai il vicolo.

Come nativo di Shanghai, Shikumen è sempre stato parte della mia infanzia.
Il vicolo, una "forma residenziale" specifica di Shanghai, era pieno di ricordi indivisibili della mia infanzia. Rappresenta la cosiddetta "cultura civica" di Shanghai, che non è solo diversa dai tradizionali edifici residenziali nel sud della Cina, ma anche lontana dall'architettura occidentale.
Pechino ha i suoi hutong, Sichuan ha i suoi vicoli e così anche Shanghai. Ogni città cinese ha il proprio edificio storico che incarna il suo carattere urbano unico.
Proprio come il capitolo di "Vincere il campionato" nel film campione d'incassi dello scorso anno, intitolato "Il mio popolo, il mio paese", la scena di tutti i residenti del vicolo che si riunivano per guardare una partita ha impressionato molti spettatori.
Come nel film, nella vita reale tutti i residenti vivono allo stesso modo.
Durante la mia infanzia, se i miei genitori tornavano a casa tardi, la nostra piccola “banda” di amici, sempre con un gelato in mano, tornava di corsa a casa con tutte le nostre bocche pulite prima di entrare dalla porta.

I nostri nonni invece chiacchieravano sempre con i negozianti, ma solo qualche parola sulla famiglia, niente di più.

Ad esempio: la laurea del nipote e il matrimonio dei figli. E tutte queste notizie, che fanno sempre il giro del quartiere in un batter d'occhio.


Il tempo vola e quando si accorgono che il sole sta quasi tramontando, si affrettano a tornare a casa per cucinare.
L'ultima volta che sono tornato nel vicolo è stato durante il 12 ° Shanghai International Youth Interactive Camp, sotto invito di Rosie, una delle campeggiatrici provenienti dall'Italia. Con lei è iniziata un'avventura intorno al quartiere del vicolo e durante il suo viaggio abbiamo esplorato insieme alcuni ristoranti locali.
Rosie era una giovane ragazza italiana che partecipava al campo interattivo.
Invece di mettere il burro sul pane, si è innamorata della cucina di Shanghai.
Nei brevi dieci giorni di permanenza, è andata nei ristoranti locali, ha visitato il mercato, ha assaporato i sapori, gli odori ed i gusti dei piatti locali più famosi. Non solo era interessata al cibo leggermente dolce di Shanghai, ma ha anche imparato qualche interessante pezzo di quotidianità di Shanghai, parlando con i residenti locali e altri campeggiatori cinesi. Innamorandosi profondamente del gusto della vecchia Shanghai.

Chi poteva immaginare che la piccola Shanghai, la sua cucina e il vicolo di Shanghai avrebbero segretamente dato vita alla nostra profonda amicizia? Tutto a causa delle sensazioni e delle emozioni sorprendenti provocate dall'atmosfera locale.
A nome dei campeggiatori cinesi, mi sento così fortunato di aver potuto chiedere ai campeggiatori stranieri come hanno visto Shanghai nei loro occhi.
Mi hanno sempre risposto:

"Oh !! Shanghai, un luogo di tutti i tipi di interessi e con molta vitalità".


 

"L'estate a Shanghai è così calda !! Ma è stato uno dei periodi più felici in cui visitare per me, con cibo delizioso e persone gentili."


Dopo aver ascoltato questi commenti, sono rimasto sbalordito dalla gioia. Il campo interattivo internazionale di Shanghai è sempre un grande spettacolo per la città. Mette Shanghai sul palcoscenico mondiale, dandoci l'opportunità di diffondere la nostra cucina e cultura nel mondo.
Tuttavia, è di grande importanza costruire un'immagine positiva agli occhi della nostra gioventù globale, che una volta tornerà in patria amando la propria città, e diffondendo questo amore alle generazioni future.
Essendo una delle città più sviluppate della Cina, quest’ultima aderisce alla cultura dello stile di Shanghai di "abbracciare tutti i fiumi e abbracciare tutto", accogliere nuovi ospiti e fare nuove amicizie.
La concomitanza dello SPAFFC e dell'Associazione popolare per l'amicizia di tutti i paesi aiuta a costruire questi rapporti tra gli adolescenti di tutto il mondo e fornisce una piattaforma per persone provenienti da diversi paesi e con esperienze diverse per comprendere la nostra grande città, creando insieme ricordi pieni emozioni, per costruire un futuro comune.
Volevo condividere con voi anche questi messaggi che ho ricevuto durante il periodo di quarantena, dalle persone che ho incontrato durante queste esperienze:

"Anche se il nuovo coronavirus ci limita, siamo sempre insieme. Sii positivo e vai avanti".


 

"Spero un giorno di tornare e incontrarti di nuovo e di andare a mangiare gli gnocchi di Chaipan insieme."


Questi messaggi sono stati davvero importanti per me, e credo che per questo la pandemia non sia mai riuscita a fermare la diffusione della nostra cultura.
In un momento così insolito e di fronte a una crisi della sanità pubblica, tutti i paesi dovrebbero lavorare insieme per affrontare tutte le difficoltà.
Come ragazza a Shanghai, spero che le persone di tutti i paesi possano essere unite insieme come i cari vicini nel vicolo e rispettarsi, aiutare, comunicare e fidarsi l'una dell'altra, vivendo in armonia in questo mondo interconnesso. Resistiamo insieme al vento e alla pioggia, proteggiamo le nostre case, perseguiamo e immaginiamo una vita e un futuro migliori.
Credo che, anche se siamo oceani separati, l'architettura di Shanghai e la cucina di Shanghai possono risuonare con l'architettura gotica e la pizza italiana, formando una relazione di "La lunga distanza non separa paesi in sintonia tra loro. Non vediamo l'ora di rivederci. "
La Cina e l'Italia hanno entrambe una splendida civiltà, e spesso siamo noi stessi a tornare lungo fiume della storia per assaporare un po’ del nostro passato. Tant'è che nel 2013 è stata lanciata l'iniziativa "Belt and Road" per rendere il mondo, e le nostre due culture più interconnesse.
Un'iniziativa che apre una finestra affinché più persone conoscano la Cina e Shanghai, e sempre di più la cultura cinese e persino la cultura locale di Shanghai, in modo che possa essere conosciuta in tutto il mondo.
Allo stesso tempo, i vicoli di Shanghai con le loro porte spalancate accolgono più "ospiti da tutto il mondo" e l'affascinante cultura regionale di Shanghai aggiunge colori diversi a questa cultura globale.
Con una comunicazione più profonda e più ampia tra la cultura radicata di Shanghai e quella globale, il mondo sci sta guardando sempre di più.
Con il crescente sviluppo e l'approfondimento degli scambi interculturali, i pionieri della cultura cinese e della cultura globale si stanno sostenendo a vicenda con una nuova vitalità senza precedenti, per creare insieme un futuro più forte e più vigoroso.

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La prima cosa da sapere è che anche Chengdu ha aderito al contest #IlFuturoNelleNostreRadici.

La seconda è che è la città dei Panda.

La prima volta che andai a fare il visto per prendere parte ad una delegazione di operatori italiani organizzata da OBOR e dal CPAFFC (Chinese People's Association for Friendship with Foreign Countries), l’operatore dell’ambasciata mi ha subito chiesto:

Andate a vedere i Panda, vero?”.

Certo!”, non volevo certo deluderlo e dirgli che saremo andate a vedere i cavalli.

Prima di entrare nel dettaglio dell’importanza di Chengdu nella storia cinese attuale (in questi giorni compare spesso al telegiornale), diamo alcuni numeri sulla città.

Chengdu è una città di circa 17 milioni di persone ed è la capitale della Provincia del Sichuan, più o meno sotto l’altopiano del Tibet.

Da qui ogni 6 ore parte uno dei lunghissimi treni che collega la Cina con l’Europa e in particolare si ferma a Duisburg in Germania.

Visitare il porto ferroviario di partenza è una vera esperienza tecnologica.

Molti si ricordano questa provincia per il terribile terremoto di qualche anno fa di cui non si vedono più tracce. Anzi la città e la provincia sono in pieno fermento edilizio e le costruzioni nascono come funghi.

Altri conoscono il Sichuan per la sua cucina e il suo pepe, annoverati fra il patrimonio immateriale dell’umanità dall’Unesco e Chengdu è la capitale cinese della gastronomia.

Non a caso Slow Food ha una sua Arca del Gusto e la ha scelta per il suo incontro internazionale di cucina. Dopo questo incontro la Cina ha deciso nel 2017 di costruire 1000 città Slow dove preservare le produzioni tipiche e la cucina locale.

E quando la Cina decide una cosa, poi la realizza.

Un’altra cosa che la Cina ha deciso, e che con il COVID ha accelerato, è la creazione di quartieri dedicati all’arte in ogni città.

Quello in costruzione a Chengdu si chiama Tianfu ed è una vera e propria città satellite di 200.000 abitanti piena di gallerie d’arte, musei, università e accademie d’arte.


E anche di centri equestri…

Si perché Chengdu è stata per anni una delle città più importanti per il commercio dei cavalli fra Cina e Tibet. Da qui passava la famosa Via del Te e dei Cavalli con la quale i cinesi si approvvigionavano di cavalli in cambio del tè prodotto nel Sichuan. Il te serviva per rompere i grassi della ricca dieta delle popolazioni del Tibet.

A Chengdu è nato, o perlomeno ha avuto il suo massimo sviluppo, lo sport del polo già poco dopo l’anno mille . Veniva praticato come allenamento militare ma poi era diventata uno spettacolo di corte al punto tale che esistevano delle vere e proprie sartorie per le divise dei cavalieri .

Oggi Chengdu è ancora la capitale degli sport equestri cinesi e si tiene ogni anno una tappa dei Campionati Mondiali di Salto, oltre a numerosi altri eventi internazionali.

Nel nostro viaggio abbiamo anche visitato un centro equestre per principianti posto al terzo piano di un centro commerciale, il più grande dell’Asia. E quindi del mondo.

Un’ultima storia ... Chengdu è famosa per il teatro tradizionale dell’Opera del Sichuan chiamato Face Changing perché gli attori possono cambiare decine di maschere facciali in pochi secondi durante lo spettacolo. Da non credere, bisogna solo andare a vedere.

Questa è la Chengdu che ha aderito al nostro contest e non vediamo l’ora di leggere le sue storie.

Ebbene si, Chengdu è anche la città dei Panda!

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Come tutti sappiamo, i cinesi mangiano con le bacchette. Quello che non sapete è perché?

Dopo varie ricerche ho scoperto questo...

La parolabacchette’ si dice Kuaize 筷子. Il termine Kuazi è composto dal carattere 竹 (zhu), che vuol dire bambù, e dal carattere kùai (快) che significa veloce. Questi caratteri messi insieme danno vita ad un unico carattere 筷 Kuai che, unito al carattere 子 (zi= figlio) danno vita alla parola "bacchette".

Proprio per questo loro significato di "veloce/figlio", è usanza regalare delle bacchette a dei giovani sposi come augurio per avere al più presto un bambino

Quando è nato l'uso delle bacchette?

 Le prime bacchette risalgono al 1200 a.C., durante la Dinastia Shang, ma ci sono anche molte leggende sulla nascita di esse, la mia preferita è questa:

... Un giorno qualunque il re Zhouwang, aspettava di mangiare il suo banchetto reale insieme alla sua concubina Daji.

Durante il pranzo reale, il Re notò che il patto che gli era stato servito era troppo caldo e non riusciva a mangiarlo. Il Re era molto severo e fece chiamare immediatamente il cuoco di corte per avere delle spiegazioni. Il cuoco rischiò molto quel giorno, la sua stessa vita, ma grazie all'astuzia e al fascino della concubina Daji, il cuoco si salvò.

Eh già, Daji, ebbe un affascinante idea, utilizzò due dei suoi spilloni di giada per prendere il cibo e imboccare il suo sovrano.

Inutile dire che il sovrano ne resto immensamente ammaliato da un tale gesto così elegante, tanto da decidere di voler utilizzare quegli spilloni ad ogni pasto.... 

Uso delle Bacchette

Quando mangiate con le bacchette, attenzione a non indicare mai nessuno con esse e attenzione a non posarle all'interno della ciotola vuota, perché è simbolo di un rito funebre.

Non infilzate mai il cibo con le bacchette, perché è simbolo di morte e il cibo per loro è sacro.

Non tamburellare sul pitto con le bacchette, è un gesto riservato solo ai mendicanti.

E' cattiva educazione mordere o leccare le bacchette.

Curiosità a tavola

I cinesi sono molto rumorosi e a tavola apprezzano il "rutto" alla fine del pasto, è sinonimo di aver gradito molto il cibo e per questo il cuoco ne sarà lusingato.

Fra pochi giorni in Cina è la Festa degli Antenati, e una fra le tante usanze è quella di far volare nel cielo un aquilone.

Per non sentirmi troppo a lungo a casa, ho deciso di creare un aquilone da far volare in cielo (ovviamente dal mio balcone di casa) e poi apparecchierò la tavola e mi gusterò un buon piatto di "riso alla cantonese".

Ricetta del Riso alla Cantonese

Ingredienti: 

Riso basmati

 Uova

 Piselli

 Cipolla

 Dadini di prosciutto cotto

 Salsa di soia

Fate cuocere il riso per circa 5 minuti, poi scolatelo bene (il riso deve essere al dente) e lasciatelo freddare girandolo di tanto in tanto. 

Nel frattempo in una padella mettete a cuocere le uova e strapazzatele bene. In un altro tegame, mettete a soffriggere l'olio con la cipolla e poi aggiungete i piselli.

Quando i piselli saranno cotti, unire le uova e il riso, mescolare il tutto e aggiungere un cucchiaio di salsa di soia e infine aggiungere i dadini di prosciutto cotto.
Buon Appetito!

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Amore, prosperità e onore. Tre parole che incarnano perfettamente questo fiore dai mille colori e dal profumo, che ha rapito imperatori e nobili in ere ed epoche diverse. 

La Regina del Giardino Cinese e ora di tutti i giardini del mondo: scopriamo la peonia, un arbusto tuttofare che oggi è uno dei fiori più apprezzati per il suo aspetto, la sua storia e il suo incantevole profumo. 

La peonia affonda profonde radici nella storia di molti popoli, che in suo nome e immagine ha creato le leggende e i simboli che ancora oggi ci accompagnano nel nostro mondo.

Ma cos’è la peonia cinese?

La Peonia è una pianta ornamentale, l’unica della famiglia delle ranuncolacee, piante perenni che godono di una longevità straordinaria, grazie alle forti radici fascicolate che si adattano alla maggior parte dei terreni e alla siccità. 

Queste caratteristiche rendono la Peonia una delle piante ornamentali più facili da coltivare, con i dovuti accorgimenti. 

La particolarità delle peonie sta nella sgargiante fioritura che ogni anno grazia i nostri giardini. Breve ma intensa, da Aprile a Maggio, le peonie di tutto il mondo debuttano i loro grandi e vistosi fiori formati da 5 - 10 petali. I colori delle peonie variano da specie a specie, dal candido bianco al rosa “bubble gum”, fino al rosso intenso e ai gialli più esotici mentre le foglie mantengono il loro colore verde smeraldo.

Le leggende della Peonia: il fiore di Dei e Imperatori

La peonia non è soltanto un bellissimo fiore... e ci due sono le leggende che narrano la creazione della peonia e, guarda caso, provengono da due mondi molto diversi (e lontani): la Cina e la Grecia.

Il termine “Peonia” proviene da Paeon, il nome del Dio Greco della medicina, insomma il “medico ufficiale” degli Dei nella mitologia Greca. 

Una leggenda richiama un episodio dell’Iliade, dove Omero narra che Paeon fosse stato trasformato da Zeus in un fiore dopo aver curato il Dio Plutone, ferito gravemente da Ercole durante un combattimento, grazie alle radici di una pianta dalle potenti proprietà curative

Zeus per proteggere il Dio Paeon dall’ira del suo maestro Asclepio, furioso di essere stato superato nelle sue abilità di guaritore, donò “al medico degli Dei” l’immortalità, trasformandolo nella pianta della Peonia che ancora oggi ci grazia con le sue radici dalle mille proprietà curative.  

La Peonia: pianta immortale e dalla pazienza infinita 

L’altra leggenda viene dal suo paese di origine, la Cina, dove già 2000 anni fa ricopriva un ruolo importante nella società imperiale Cinese e nell’immaginario dei popoli Asiatici, che amorevolmente le hanno dato il nome di “Regina dei Fiori”. Ma da dove viene veramente questo nome?

La leggenda narra che una Imperatrice tanto bella quanto capricciosa, ordinò con i suoi poteri magici durante una mattinata di rigido inverno, a tutti i fiori del suo giardino imperiale di sbocciare. 

Tutti i fiori obbedirono al suo capriccio temendo l’ira funesta dell’Imperatrice, tranne uno, la Peonia!

Avvilita dal gesto della peonia, l’Imperatrice ordinò ai suoi servi di trasferire tutte le Peonie del regno nella regione più fredda e più lontana dell’Impero. 

Ma la peonia nonostante tutto resistette al clima sfavorevole, e mostrò lo stesso i suoi sgargianti fiori al mondo, fiorendo in quella regione fredda e inospitale. Una volta che l’Imperatrice si accorse della sua disfatta, della forza e determinazione della Pianta della Peonia ne revocò l’esilio, incoronandola “Regina di tutti i Fiori”.

Le proprietà curative della Peonia

Queste due leggende uniscono gli aspetti unici della Pianta della Peonia, la forza, la longevità e gli aspetti curativi che hanno origine nelle sue radici … e non solo!

In omeopatia, la pianta della Peonia è utilizzata in tutte le sue parti (radici, foglie, semi e fiori) come un antispasmodico e sedativo naturale, anche per attacchi epilettici. La radice, poi, risulta un ottimo rimedio contro le nevralgie, l'emicrania, l'agitazione e l'ansia.

Tutto questo grazie a componenti come il penolo e la peoniflorina contenuta nei petali del fiore, dall’effetto sedativa e analgesico.

Non è raro trovare anche oggi nelle nostre tisane un po’ di peonia, che dona quel profumo fruttato a tutti i nostri decotti rilassanti.

Insomma, una pianta che a 360°, dai semi alla radice ai fiori ha accompagnato la salute dell’uomo fino ai giorni nostri.

La peonia è veramente uno spettacolo da vivere. Comunemente la troviamo come attore in molti giardini del mondo, ma c’è un giardino dov’è la sola ed unica protagonista...ed è più vicino di quanto possiate immaginare!

Nel Lazio vi è uno dei più grandi Centri Botanici monoculturali dedicati alle peonie, il Centro Botanico Moutan nel Comune di Vitorchiano (Viterbo). 

Ogni anno questi 15 ettari di pura poesia che ospitano più di 600 varietà di peonie Cinesi, aprono al pubblico per il periodo della fioritura, in uno spettacolo di colori e profumi da non perdere.

Per maggiori informazioni su come visitare il Centro Botanico cliccate QUI
https://www.centrobotanicomoutan.it/

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L’anno della Cultura e del Turismo Italia - Cina è il momento per apprezzare la cultura e le bellezze del patrimonio di questo paese ma anche le bellezze della natura, e che natura!

Con l’arrivo della primavera, iniziamo un viaggio attraverso il mondo dei fiori e delle piante Cinesi, molti dei quali ancora oggi “contagiano” le nostre tavole, parchi e giardini.

Non per niente, alla Cina è stato dato il nome di “Madre del Giardino”.

Per via della posizione geografica e l’ampiezza del suo territorio, la Cina è stata ed è ancora un forziere di bellezze naturali. 

Marco Polo fu uno dei primi a raccontare e portare i frutti e gli sgargianti fiori dell’impero Cinese in Italia. L’esploratore in più occasioni descrisse nel suo diario gli strani frutti provati durante il suo viaggio lungo la Via della Seta, come lo zenzero, le pesche, i peperoni e molti altri frutti e fiori di cui sottolinea i fantastici colori, e la grandezza rispetto ai frutti dell’Italia del tempo. 

Dalla Cina alla Cucina

Rimarrete sicuramente sorpresi nel sapere che molte delle cose che si trovano nel nostro orto o nel cesto della frutta sul nostro tavolo, tanti anni fa si trovavano solo in Asia.

Dalle rose che popolano i giardini Europei, alle pere che tanto ci piacciono in succhi di frutta e dolci a non finire. Nell’Asia Occidentale e nella grande Cina, ad esempio, le pere sono un albero da frutto spontaneo che oggi abbiamo modificato e imparato ad allevare con grande maestria.

Così come i Mandarini, la cui coltivazione venne introdotta in Europa nel solo XIX secolo, i limoni e altri agrumi, che oggi si inseriscono nei sapori fondamentali e nei piatti della nostra dieta mediterranea vengono dalla Cina. 

Il Kumquat

Oltre agli agrumi che già ben conosciamo, una recente importazione di sapore che da qualche decennio invade scaffali e banchi della frutta è il Kumquat.

Questo piccolo e strano frutto proviene sempre dalla nostra sorella dell’oriente e il suo nome vuol dire “Arancio D’Oro”.


Di colore arancione acceso e dalla forma ovale allungata, non più grande di 3cm, è un frutto delicato e molto succoso, che ricorda il sapore aspro e leggermente dolce di un mandarino. 

Non è soltanto buono, ma fa anche bene, pensate che solo 5 piccoli Kumquat apportano all’incirca l’80% di Vitamina C giornaliera.

Nel sud della Cina, dove vengono coltivati più assiduamente, i Kumquat sono come da tradizione canditi o conservati in composte e marmellate. Sono molto diffusi anche in Giappone, dove esiste un caleidoscopio di curiose varietà.

Le piante Cinesi: fanno bene allo spirito...e al portafoglio

Ogni frutto ed ogni fiore in Cina ha un significato simbolico ben preciso.

Nel feng shui, l’antica arte Geomantica Taoista, le piante sono un importante conduttore di energia positiva. Aiutano nella fortuna, nel benessere psico-fisico e nel nostro potere economico. 

Esistono appunto delle piante famose per i loro poteri legati alla prosperità e al denaro, come l’Albero di Giada o la Pilea Peperomioides conosciuta come la “Pianta delle Monete Cinesi” di cui parleremo meglio in un altro articolo!

Il Fiore di Loto e la Peonia: due fiori imperiali da ammirare

Il fiore di loto è uno dei fiori più conosciuti e più apprezzati al mondo, proviene dalla Cina e si lega al suo territorio tanto quanto alla storia del suo Impero. 

Viene rappresentato frequentemente in dipinti, arazzi e tessuti, ed è un simbolo molto importante che racchiude in sé la forza della natura, la rinascita, e l’energia femminile

Non solo in Cina, ma anche in molti altri paesi Asiatici

Seguono poi le colorate orchidee e le maestose peonie. Quest’ultimo fiore in Cina è considerato la “regina del giardino”, il fiore imperiale per eccellenza e, nel linguaggio dei fiori, simboleggia autorità, potenza e ricchezza. 

Da anni le peonie popolano i nostri giardini, e sono i fiori e gli arbusti preferiti da chiunque voglia creare il romantico giardino all’Inglese per eccellenza. Non soltanto per il loro profumo intenso, ma anche per l’incredibile facilità di coltivazione. 

[caption id="attachment_57936" align="pull-left" width="300"]Vitorchiano - Orto Botanico Moutan Vitorchiano - Orto Botanico Moutan[/caption]

Dalle pere agli agrumi, fino ai fiori del nostro giardino... il Made in China è più antico di quanto pensiamo! 

La Cina è più vicina di quanto noi possiamo immaginare.

Queste sono soltanto alcune delle piante e dei frutti che provengono dalla nostra grande sorella d’Oriente. Ma senza l'audacia, e forse la pazzia dei nostri esploratori, non avremmo potuto mai “fare nostri” e protagoniste di un patrimonio di ricette e usanze che ci legano ogni giorno ancora di più. 

Alla prossima puntata!

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