Il palazzo del Vignola di Grotte di Castro venne progettato nella seconda metà del XVI secolo da Jacopo Barozzi detto “il Vignola”.

Si conosce la storia del palazzo perché era la sede comunale e nell’Archivio Storico del comune si trova notizia di un terremoto il 30 maggio 1563.

Il palazzo fu danneggiato e gli uffici vennero spostati in abitazioni private prese in affitto.

Fu dato incarico di sistemare il palazzo al Vignola che in quel periodo lavorava per la famiglia Farnese e l’archivio è ricco di dettagli.

Nel 1921 un altro terremoto costrinse a nuovi interventi.

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Graffignano. Castello Baglioni

Il castello Baglioni di Graffignano è un capolavoro del Rinascimento costruito dai Baglioni intorno al XIV secolo per volontà dello Stato Pontificio.

E’ stato costruito sopra un precedente maniero ed è caratterizzato da pianta rettangolare e una torre cilindrica alta 23 metri con una scala a chiocciola interna.

Il castello è appartenuto ai Baglioni fino al XVII secolo, quando passò a Domitilla Cesi, cui si deve la diffusione sul posto del culto di San Filippo Neri.

Alla fine del 1669 il feudo di Graffignano venne trasferito alla famiglia di Federico Borromeo e, in seguito, alla signoria di Scipione Publicola Santa Croce.

Intorno al castello, che non è visitabile, si dispongono le cosiddette "case di dentro" con le caratteristiche scale esterne e le cantine che prima erano adibite a stalla.

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Il cinquecentesco palazzo Farnese di Gradoli è stato commissionato da Paolo III ad Antonio da Sangallo il Giovane al posto di un castello andato in rovina.

E’ uno degli imponenti palazzi-fortezza della famiglia Farnese sparsi in Italia ed è stato la residenza estiva di papa Paolo III.

Nel 1649, dopo la caduta del ducato di Castro e il declino dei Farnese, il palazzo passò alla Santa Sede che ne fece un convento dei Padri Filippini. I Filippini vi apportarono delle piccole modifiche.

Nel 1911, fu acquistato dal comune di Gradoli ed è stato una scuola, un poliambulatorio e una sede di associazioni e circoli locali.

Dal 1919 è anche sede del comune ed oggi ospita il municipio, un archivio storico con il Centro Nazionale di Studi sulla Famiglia Farnese e un museo permanente.
 

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La fontana della Rocca è uno dei simboli di Gallese.

Sulle pareti di peperino della vasca cinquecentesca sono scolpiti gli stemmi delle famiglie che hanno governato la città.

Sulla cima del fusto ottocentesco si trova un gallo bronzeo, simbolo di Gallese.
 

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Gallese. Castello Altemps

Nel 733 il feudo di Gallese venne acquistato da Papa Gregorio III e nel 1050 subì la dominazione di Gerardo, conte di Sutri, quindi divenne un comune, poi sottomesso a Viterbo fino al 1298. In questo periodo il paese è fortificato con mura e torri.

Nel 1323 la Santa Sede fece riparare la rocca che ha visto passare alcune famiglie come gli Orsini, nel 1330, gli Spinelli, nel 1371. Poi sono venute le famiglie Colonna, Della Rovere, Carafa, Frangipane e altre.

Il castello fu raso al suolo al tempo di Sisto IV e restaurato da Papa Alessandro IV Borgia, alla fine del XV secolo grazie all'architetto Antonio da San Gallo. Il nuovo castello doveva essere cinto da mura e da altri torrioni merlati.

Nel 1511 Nicola Della Rovere, mentre era papa Giulio II, fece edificare un palazzo ducale all’interno del castello.

Nel 1579 il feudo entrò a far parte dei possedimenti della famiglia Altemps che nel 1585 ebbero il titolo di ducato grazie a papa Sisto V.

Furono gli Altemps a trasformare il castello medioevale in palazzo, affidando i lavori a Giacomo Della Porta (XVI secolo), allievo del Vignola.

Nel 1851, l’ultima discendente degli Altemps si sposò con un sottufficiale francese di stanza a Roma a cui il papa conferì il titolo di duca di Gallese.

Dietro il Castello si estende un magnifico parco e il palazzo è abitato dal Duca Luigi Hardouin.

Una leggenda dice che il castello è abitato dal fantasma di Violante Carafa che venne strangolata nella stanza dell’ “Amore tragico” nel 1559 perché ritenuta adultera.
 

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Il castello delle Rocchette si trova a circa 15 chilometri dal centro di Gallese, sull’altra sponda del Tevere, e si presenta come un borgo in miniatura arroccato sul tufo.

Dal XV secolo il castello apparteneva alla famiglia Solimani de' Orsini e aveva una sua giurisdizione. Da sempre è stato conteso dalla città di Magliano con cui Giovan Battista Solimani guerreggiò nei primi decenni del XVI secolo.

Nel 1584 il castello delle Rocchette e i suoi possedimenti vennero venduto per debiti da Alessandro Solimani al Cardinale Cesi che lo rimise subito in vendita.

Tra gli acquirenti si fa avanti anche la comunità di Magliano che se la deve vedere con un altro compratore, il potente Cardinale Marco Sitico Altemps, feudatario del Castello di Gallese. Il castello viene comprato dal Cardinale e, nel 1585, diventa un feudo del Duca di Gallese.

Nel contratto vi è però una postilla voluta da Sisto V in cui si dove che la giurisdizione sul territorio di Rocchette era del Duca, ma il territorio rimaneva nella Diocesi Sabina, ossia nel territorio di Magliano che era sede della Diocesi Sabina.

Il cardinale Marco Sitico Altemps doveva versare l’importo di 13,80 scudi, la 'Dativa', alla Camera Apostolica e non alla Comunità Maglianese.

Ma l'amministratore del Duca D'Altemps aveva già versato la somma anche alla Comunità Maglianese e il 26 dicembre del 1806 il Buon Governo ordina alla Comunità Maglianese di restituire la somma al Duca D’Altemps.

Ma la Comunità di Magliano non restituì i 13,80 scudi al Duca e questi potè accatastare i suoi beni al territorio del suo feudo di Gallese.

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La storia della fontana di Mostra a Farnese è legata a quella dell’acquedotto i cui lavori iniziarono nel 1617.

Si dovevano portare a Farnese le acque della sorgente di San Martino (oggi la Botte).

Per tre anni furono spese forti somme di denaro per lo scavo di pozzi e gallerie sotterranee, che portarono Mario Farnese sull’orlo del fallimento.

I lavori furono interrotti per errori nel calcolo delle altimetrie. Nella metà del XIX secolo riprendono i lavori.

Nel 1887 finalmente arriva l'acqua a Farnese e l’evento venne fastosamente festeggiato con diverse manifestazioni e con l'inaugurazione della Fontana Monumentale di Piazza del Comune.

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La rocca Farnese a risale al XII secolo e fu trasformata tra il XIII e il XVII secolo per farla diventare un palazzo signorile.

La sua elegante facciata è dominata da un imponente portale con colonne in peperino e bugnature in travertino attribuito allo Smeraldi.

All’interno una rampa di scale in basaltina, conduce alla corte e da qui, attraverso una scalata semicircolare, si accede al cuore della rocca.

Una serie articolata di corridoi e cortili conducevano alle abitazioni della servitù̀ collocate al piano rialzato e agli appartamenti privati situati ad un livello superiore oggi adibiti ad abitazioni civili.

Lungo uno di questi corridoi ancora oggi è visibile lo stemma degli “Anguillara” una della famiglie imparentata ai “Farnese”.

Dalla corte è possibile scorgere una piccola cupola, con lo stemma della famiglia Chigi, che testimonia l’esistenza di un’antica cappella.

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