La fontana Papacqua di Soriano nel Cimino è opera del Vignola che la costruì per volontà del cardinale Madruzzo nel XVI secolo.

La fontana abbellisce la terrazza dove si apre il portone d'ingresso del palazzo.

È composta da bassorilievi scolpiti nella roccia con una serie di raffigurazioni come Mosè che con un bastone fa uscire l’acqua da un masso per dissetare gli ebrei.

Ma anche una gigantesca figura femminile che tiene stretti tre piccoli per proteggerli da un satiro e un pastore con il suo gregge che suona accanto al dio Pan.

L’acqua viene poi convogliata in una lunga vasca rettangolare decorata e defluisce in un laghetto a valle.

Il palazzo fu ristrutturato agli inizi del Settecento dal cardinale Annibale Albani, che ha realizzato il giardino accanto alla fontana Papacqua.
 

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Soriano nel Cimino. Palazzo Albani-Chigi

Il palazzo Chigi-Albani di Soriano nel Cimino fu iniziato nel 1561 quando il feudo apparteneva ai Madruzzo.

Fu proprio il cardinale Cristoforo Madruzzo ad impostare i lavori relativi alla fonte Papacqua, le cui sculture furono scolpite direttamente sulla pietra presente nel luogo ed edificò il primo piano del palazzo.

Il palazzo è stato poi risistemato nel Settecento dagli Albani.
 

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Soriano nel Cimino. Castello Orsini

Il profilo inconfondibile del castello Orsini di Soriano nel Cimino è visibile da molti chilometri di distanza.

Il castello è una tra le fortezze più interessanti della Tuscia in cui si mantiene l’aspetto di maniero medioevale, anche se si rilevano i rimaneggiamenti rinascimentali per trasformarlo in palazzo residenziale.

Il castello è stato voluto da papa Niccolò III Orsini alla metà del XIII secolo, sulla parte più alta del paese, e vi stabilì la propria dimora estiva.

Il papa lo concesse poi in feudo al nipote Orso Orsini, che qui morì improvvisamente nel 1280.

Il castello è costituito da una torre rettangolare e da alcuni edifici minori ed è circondato da un muro con merlature guelfe. Vi si accede tramite rampe che portano ad un ingresso sorvegliato da una torre più bassa.

Dopo un camminamento coperto si giunge al cortile circondato da arcate aggiunte nel corso del Quattrocento e sul quale si affaccia una sala con volte a crociera gotiche.

Con una scala seicentesca si giunge al piano superiore che era la residenza dei signori Albani. Molte parti del castello sono state compromesse nel Novecento quando è stato trasformato in carcere.

Il grande scrittore Luigi Pirandello soggiornò in più occasioni nella Rocca all’inizio del Novecento.
 

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Il castello è un albergo diffuso nel borgo medioevale di Proceno. Il castello è stato edificato a partire dall'XI secolo e conserva ancora tutte le sue caratteristiche originarie.

La parte più antica si trova nella parte più alta di Proceno e domina tutto il suo profilo.

L’originale rocca era situata in corrispondenza della chiesa del SS Salvatore e precisamente la torre è stata poi trasformata nel campanile della chiesa.

L’attuale rocca, invece, risale ad un periodo fra il 1100 e il 1200 dopo la distruzione di Proceno ad opera delle truppe di Enrico IV.

Nei registri si trovano interventi vari di riparazione della rocca fino al 1668 quando la rocca venne in parte smantellata e abbandonata.

Il restauro è avvenuto dopo il terremoto del 1919 e oggi fa parte di un complesso privato destinato alla residenza alberghiera e visitabile su appuntamento.

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Orte. Casa di Giuda

La Casa di Giuda si trova nel centro storico di Orte e deve il suo nome a un cittadino traditore vissuto nel medioevo.

Nel XV secolo fu di proprietà di Evangelista di Pietro Iaco Franceschini, una famiglia nobile di Bassano che vi ospitava le persone che erano state cacciate dalla città. Per questo fu espulso egli stesso.

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Palazzo Altieri a Oriolo Romano era il cuore del borgo e fu edificato negli anni 1578-1585 su progetto di Muzio Paparelli o di allievi del Vignola.

Divenuto di proprietà degli Altieri fu arricchito ed abbellito quando nel 1670 un membro della famiglia divenne papa con il nome di Clemente X.

E' un tipico palazzo-villa del tardo cinquecento, e ha un corpo centrale con un loggiato che bilancia i pieni e i vuoti della facciata e a rendere il palazzo più signorile.

I successivi interventi e ampliamenti furono dettati da esigenze difensive e celebrative, come l'allungamento di un'ala per accogliere la galleria-pinacoteca.

Nella cosiddetta galleria dei Papi, voluta da papa Clemente X (Emilio Bonaventura Altieri), si ammirano i ritratti di ben 265 pontefici.

La raccolta è particolarmente importante poiché è l'unica completa esistente: ogni ritratto di pontefice è accompagnato dallo stemma e dalla frase profetica di Malachia.

L'interno è articolato grandi ambienti decorati con stucchi, affreschi e pitture di cui alcune attribuite alla scuola di Taddeo Zuccari.

Tra gli affreschi delle pareti c'è anche una preziosa immagine del palazzo prima degli interventi operati dagli Orsini e dagli Altieri.

La Cappella custodisce le spoglie di San Massimo martire.

Il palazzo appartiene allo Stato italiano e ospita una Scuola del Ministero dei Beni Culturali.
 

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Il castello di Onano fu fatto costruire intorno alla prima metà del Quattrocento dai Monaldeschi come un palazzo austero ed elegante.

La sua forma quasi quadrata è ornata da merli rettangolari di tipo guelfo.

Nella prima metà del Cinquecento fu fatto costruire un alto torrione e alla fine del XVI secolo fu fatta una ulteriore aggiunta.

Originariamente nella piazza della Rocca esisteva un fosso e un ponte levatoio come ultima difesa del castello stesso.

Nella seconda metà del Settecento fu concesso ai Denham e il nome di Palazzo Madama deriva da Madame Carlotta Denham.

Dal 1870 al 1908 la famiglia Pacelli acquistò parte del castello e qui Eugenio Pacelli, futuro Papa Pio XII, passava le estati della sua infanzia.

Oggi il castello è sede municipale.

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L’acquedotto a doppio arcata è stata realizzato in stile romano e percorre il territorio comunale di Nepi.

Per la sua realizzazione furono chiamati vari architetti, tra cui Giacomo Barozzi detto il Vignola.

Fino ad allora non si era riusciti a far giungere l'acqua in città ma nel 1702 l'architetto Filippo Barigioni progettò questo sistema delle grandi arcate.

I lavori terminarono solo nel 1727.
 

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