Il palazzo baronale Doria Pamphili di Roccagorga rappresenta il fulcro attorno al quale è nato il borgo.

Tutto è iniziato con una torre attorno alla quale si è formato il nucleo fortificato. Dalla torre con recinto si passa al castello di forma rettangolare.

Nel Rinascimento terminano le necessità difensive e nel XVI secolo la rocca si trasforma da luogo militare a Palazzo Signorile.

In un inventario del 1747 si legge che era composto da 54 stanze. Nello stesso anno fu costruito un porticato d’ingresso e sistemato il cortile interno.

Nel 1753 la chiesa di Santa Maria fu annessa al palazzo e trasformata in parte in cappella privata e in parte in appartamenti per Maria Teresa Orsini.

Le ultime modifiche sono dei Doria Pamphili nel 1811, che lasciarono il loro stemma araldico sul portale dell’ingresso.

Dal 1930 il palazzo baronale appartiene al comune di Roccagorga.

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Il Passo di Portella di Monte San Biagio è una costruzione formata da due torri in mattoni collegate da un arco sotto il quale passava la Via Appia.

Era la dogana fra il Regno di Napoli e lo Stato Pontificio.

Nel 1400, Portella era inespugnabile e per la sua posizione è stata testimone della storia.

Il 19 giugno 1738, la quindicenne figlia del re di Polonia, Amalia Valburga si incontrò con il promesso sposo Corrado III di Napoli.

Il 2 maggio 1768 Maria Amalia Carolina, arciduchessa d'Austria che andava sposa a Carlo III vi ricevette gli onori.

Nel 1849 fu accolto l'imperatore Francesco I d'Austria.

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Il castello di Monte San Biagio risale al XIII secolo e fu eretto sui ruderi di un tempio romano. 

Ha una pianta trapezoidale con due torri: una circolare alla quale sono addossate delle abitazioni e l'altra semicircolare.

Fu rimaneggiato dai Carolingi e fortificato da Onorato II Caetani.

Viene menzionato la prima volta in un documento del 1099.
 

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Il castello di Itri è diviso in due parti: quella più elevata è una fortezza con un torrione quadrato e uno poligonale.

Quella più in basso è un terzo torrione di forma cilindrica collegato al corpo centrale da un cammino di ronda.

Questa terza torre è detta “del coccodrillo” in quanto, secondo la tradizione, vi venivano gettati i condannati a morte che sarebbero andati in pasto a pericolosi animali.

Il castello è completato da un insieme di torri cilindriche minori che racchiudono una piccola piazza d’armi.

Il castello in particolare è oggi teatro di manifestazioni, rassegne cinematografiche, spettacoli e mostre fotografiche.

Per gli amanti della filatelia, il castello è stato immortalato in un famoso francobollo da 750 lire.
 

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Alle spalle del santuario della Santissima Annunziata di Gaeta si entra nella Cappella dell’Immacolata Concezione o Cappella d'Oro.

Il nome deriva dalla sua volta a botte costituita da cassettoni di legno intagliati e dorati.

Le pareti sono adornate con 19 tele raffiguranti scene della vita di Gesù e della Madonna.

Dal 2009 questa chiesa è gemellata con il santuario di Nostra Signora di Lourdes.

Infatti il dogma cattolico dell’Immacolata Concezione era stato meditato dal papa Pio IX in questa cappella durante la sua permanenza forzata in Gaeta.

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Gaeta. Castello di Gaeta

Il castello di Gaeta è iniziato nel Vi secolo per sfuggire ai Goti, le prime notizie del castello si hanno quando Federico II di Svevia, che qui ha soggiornato, lo fortifica.

La struttura attuale è grande circa 14.100 m² è detta castello angioino-aragonese perché è composta da due edifici comunicanti realizzati in due momenti storici diversi.

Quello più in basso, detto "angioino" e realizzato durante la dominazione francese degli angioini.

Quello più in alto detto "aragonese" è stato fatto costruire dall'imperatore Carlo V.

L'ala angioina è stata sede del carcere militare di Gaeta è attualmente sede di rappresentanza dell'università di Cassino e del Lazio Meridionale.

L'ala aragonese è stata sede di un battaglione e oggi ospita la scuola nautica della Guardia di finanza.

Nella cupola della torre più alta del castello vi è la Cappella Reale, voluta dal re Ferdinando II di Borbone nel 1849.

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Il Palazzo del Principe di Fondi, realizzato contestualmente al castello, era utilizzato come elegante abitazione dal feudatario (Caetani eppoi Colonna-Gonzaga) e collegato al castello con un ponticello in legno.

E’ un notevole esempio di architettura rinascimentale “mediterranea” dove si intrecciano gli stili italiani e catalani.

Infatti il palazzo presenta alcuni elementi architettonici particolari: una porta di stile angioino (come nel quartiere medievale di Gaeta) e un loggiato ogivale nel primo piano.

Da sottolineare, poi, la fantasiosa decorazione delle eleganti finestre monofore e bifore formate da una lastra di pietra tenera lavorata a traforo che sembra un ricamo.

Questi lavori sono stati eseguiti dall’artista catalano Matteo Forcimanya e rendono il palazzo un magnifico esempio di arte italo-catalana.

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Il Castello Caetani di Fondi è il simbolo della città e uno dei rari esempi in tutta Europa di fortezza costruita in pianura: alto 33 metri dal suo terrazzo si domina tutta la Piana.

E’ composto da un mastio o torrione rotondo (elevato a torre di osservazione e in seguito adattata ad opera di difesa), che s'innalza sopra una torre quadra, e dalla rocca con alte torri cilindriche agli angoli.

Queste ultime sono caratterizzate dall’orlatura con “piombatoie” che permetteva ai difensori di essere protetti anche quando lanciavano armi in verticale contro gli assalitori.

La costruzione della rocca si fa risalire al 1319, insieme con la ristrutturazione della cinta muraria della città realizzata da Roffredo III Caetani che voleva farne il centro della sua signoria.
 

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