Il teatro di Collevecchio in passato era chiamato Teatro del Combattente ed è stato costruito nel 1810, periodo napoleonico, in stile neoclassico.

Ha 120 posti ed è uno dei teatri più piccoli d’Italia.

All’interno si presenta ‘all’italiana’ con due gallerie che sostituiscono i caratteristici balconcini.

Il teatro è impreziosito da decori in stucchi dorati e, sopra il palco, vi è un bel dipinto del pittore Antonino Calcagnadoro che raffigura lo stemma di Collevecchio sorretto da due muse alate.

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Palazzo Menichini a Collevecchio risale al XVI secolo ed è stato realizzato su disegno del Vignola.

E’ dotato di una torre, che termina con a cuspide, al cui interno si trova una caratteristica scala elicoidale in monoblocchi di pietra, tipica del periodo medioevale.

In corrispondenza della corte d’ingresso del palazzo si trova Porta Umbra, una delle vie d’accesso al paese.

Sotto il portico è possibile leggere un’interessante epigrafe in memoria di un giudizio di condanna.
 

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Palazzo Coperchio a Collevecchio è stato costruito da Paolo Coperchio alla fine del ‘500, come risulta dallo stemma sul portone di ingresso, durante il pontificato di Clemente VIII Aldobrandini.

L’edificio è a due piani e ha tutte le caratteristiche dei palazzi di quell’epoca, come le modanature delle finestre e la loggia dove è presente lo stemma papale.

Il progetto è attribuito ad Antonio da Sangallo il giovane, allievo di Bramante e l’insieme era completato da un giardino all’italiana.

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Il Palazzo del Tribunale Pontificio di Collevecchio risale al XVII secolo ed è dotato di carceri.

E’ stato costruito su esplicita indicazione di papa Paolo V per l'amministrazione della giustizia.

Una lapide datata 1605 racconta questa storia ed è stata inserita nella facciata principale.

Nell'ultimo periodo del governatorato, qui ha operato anche il famoso ‘Boja de Roma’ (boia dello Stato Pontificio), Giambattista Bugatti detto Mastro Titta (1779- 1869) che ha tenuto un preciso taccuino delle sue 514 esecuzioni.

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Il Palazzo Apostolico di Collevecchio risale al XVII secolo e viene ricavato sistemando il precedente palazzo degli Orsini, di cui è visibile lo stemma sul portale d'ingresso.

Nel 1605, quando papa Paolo V Borghese elevò il paese a sede governatoriale, l'edificio divenne residenza del Governatore Apostolico della Provincia Sabina.

Sul prospetto principale compaiono fregi di altre famiglie nobiliari corrispondenti ai papi Gregorio XIII Boncompagni, Paolo V Borghese e Clemente XI Albani che fu governatore di Collevecchio.

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Collalto Sabino. Il castello baronale

L’attuale assetto del castello baronale di Collalto Sabino è opera della ristrutturazione operata dal barone Alfonso Soderini nella seconda metà del XVI secolo.

In quel tempo, oltre al palazzo, la rocca fu rimaneggiata per essere trasformata in fortezza d’artiglieria.

La rocca conserva il suo aspetto sei-settecentesco (l’ultimo periodo di utilizzazione militare) e si articola su una torre centrale quadrata e due torri angolari rotonde con postazioni militari.

Il palazzo baronale è collegato al castello e all’interno c’è un parco con un antico pozzo.

La cinta muraria risale al XV secolo e racchiude le antiche case di pietra.
 

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La rocca di Cittareale è un capolavoro di architettura militare ed era adibita a funzioni di difesa del territorio.

Cittareale era un punto strategico vista la sua posizione al confine tra il Regno delle Due Sicilie e lo Stato Pontificio.

Nel corso dei secoli la fortezza ha subito diversi interventi per adeguarla alle nuovi armi come la polvere da sparo.

La rocca, nella particolare forma e nell'immensa estensione con cui si presenta oggi al pubblico, è quella ricostruita dagli aragonesi nel 1479.

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In questo castello di Castel Sant'Angelo posto su una altura lungo la Via Salaria, è stata ospitata per un breve periodo Beatrice Cenci (proveniente dal suo castello di Petrella Salto), la protagonista di un storia di assassinio nel medioevo e divenuta famosa in libri, opere teatrali e musicali.

Il castello era circondato da mura merlate e torrioni di cui oggi resta una sola torre e la base di un’altra.

L’antica torre è il simbolo del paese e domina l’intera valle del Velino. Alla torre si arriva percorrendo un caratteristico sentiero all’interno del paese tra vicoletti e archi in pietra.

L’entrata al castello avviene tramite Porta Antica che ancora richiama alla vita medioevale.
 

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