Chiesa di Santa Felicita
Chiesa di Santa Felicita

La chiesa di Santa Felicita è dedicata alla patrona di Affile e si trova nella parte alta del borgo un tempo all’interno della cinta muraria. Nella piazza antistante si trovavano gli edifici governativi e si svolgeva la vita sociale del borgo.

Data la sua collocazione, forse la chiesa era nata come una cappella del castello medievale che oggi non è più riconoscibile. Solo il campanile esterno ha mantenuto un aspetto medievale e sembra far parte dell’originario sistema di difesa della città. La chiesa è stata ampliata e ammodernata nel corso dei secoli, ed oggi il suo aspetto neoclassico deriva dall’ultima sistemazione dei primi dell’Ottocento.

L’interno è a tre navate in stile neoclassico con copertura a volte a botte e a crociera senza troppi decori a parte il bellissimo organo che si trova su un ballatoio all’ingresso della chiesa, una copia dell’originale. Affile era un tempo il paese dei costruttori di organi con le famose famiglie Catarinozzi e Spadari che li costruivano in molti paesi europei come Francia, Germania e Spagna.

Una delle componenti degli organi moderni è ancora chiamata Registro Principale Catarinozzi in onore di questa famiglia. Fra i loro capolavori possiamo citare l’organo della abbazia di Montecassino, della cattedrale di Anagni, all’abbazia di Santa Scolastica a Subiaco ed ancora a Sant’Anna dei lombardi a Napoli e di Santa Maria a via del Corso a Roma.

Le reliquie della martire cristiana morta lungo la via Salaria sono conservate in un’urna all’interno della chiesa e la santa viene festeggiata il 23 novembre e il 10 luglio.

 

 

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Il teatro Flavio Vespasiano (imperatore romano della sabina) di Rieti venne costruito sul finire dell'Ottocento e la sua acustica è considerata una delle migliori al mondo.

E’ stato inaugurato il 20 settembre 1893 con la Cavalleria Rusticana e il Faust.

Dopo solo 5 anni un terremoto distrusse il teatro che è stato in seguito ricostruito.

Giulio Rolland ha affrescato la cupola con le possenti architetture della Roma Imperiale. Si riconosce l'Arco di Tito con soldati, prigionieri, trofei e insegne e con la quadriga con gli imperatori.
 

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Il Pontificio Organo Dom Bedos-Roubo Benedetto XVI si trova nella chiesa di San Domenico a Rieti restaurata a partire dal 1994.

La chiesa era stata usata dai francesi come quartier militare e derubata di ogni possibile decoro.

Le canne dell’organo, famose perché a tortiglione, vennero smontate dai ragazzi che le suonavano in strada come pifferi.

Il nuovo organo è costruito da Bartolomeo Formentelli ispirandosi a due maestri francesi che ha voluto ricordare nel nome dello strumento.

Lo strumento è posto alla fine della navata centrale ed è alto 14 metri, largo 9 e profondo circa 5.

Si compone di 4054 canne e di 57 registri distribuiti su 5 tastiere e sulla pedaliera.

Su molte canne è inciso il nome di chi ha versato un piccolo contributo per la realizzazione dell'opera.

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Palazzo Vincenti Mareri a Rieti è opera dell’architetto neoclassico Giuseppe Valadier.

L’architetto, famoso per il Pincio e piazza del Popolo a Roma, ingrandì un palazzo preesistente e lo accorpò con i vicini.

Nella corte interna, a cui si accede attraverso due portali in bugnato, si trova un giardino all'italiana con la fontana di Cerere, una copia in terracotta di un originale romano.
 
 

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Il borgo di Vacone è caratterizzato dai muri merlati di difesa.

Del sistema difensivo, resta un solo torrione quadrato con una caditoia nella parte superiore e la porta di accesso al paese.

Su questa porta ad arco è ancora visibile il fregio scolpito in pietra dei Marchesi Marini-Clarelli (gli ultimi nobili proprietari del Castello).
 

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Le prime notizie del castello di Vacone risalgono al 1027 ma la struttura era precedente. Si trova in una posizione dominante nel punto più alto.

Il castello ha seguito per lunghi secoli le sorti dell’Abbazia eppoi passando per diverse famiglie.

Il castello ha subito profonde modifiche nel corso del XIV secolo che gli hanno conferito l’aspetto attuale.

Oggi è di proprietà privata e non è possibile visitarlo al suo interno.

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Torricella in Sabina. Castello di Torricella

Il castello medioevale di Torricella in Sabina è costruito sul punto più alto e sovrasta tutto il borgo antico.

Le prime notizie ufficiali risalgono al 1254 quando questo era la sede residenziale della famiglia Brancaleone.

Verso la fine del Quattrocento il castello passò nelle mani della famiglia Orsini e nel Seicento entrò nei beni della Camera Apostolica.

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