Capena. Orologio

L’orologio di Leprignano era originariamente nel campanile della chiesa nel borgo medioevale ed è stato spostato sulla torre introno al 1700 secolo.

Funziona ancora oggi con un meccanismo a pesi ed è del tipo detto “alla romana”: la divisione del tempo non è in ore 12 ma in 6 e ha una sola lancetta.

Questi orologi scandivano il tempo secondo le tradizioni della Chiesa fin dal XIII secolo: dall’Avemaria al tramonto.

Durante una giornata, la lancetta compiva quattro girii completi e per comprendere l’ora si usavano particolari rintocchi della campana detti “ribotti”.
 

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Capena. Castello di Scorano

Il castello di Scorano a Capena si presume fu edificato dalla famiglia Orsini su antiche preesistenze Capenati, successivamente divenne proprietà dei Principi Massimo,

Dopo la morte del Principe Vittorio Emanuele Massimo, il Castello è stato venduto a privati.
 

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Capena. Palazzo dei Monaci

Il palazzo dei monaci nasce a Capena con l'ampliamento del castello medievale di Leprignano e inglobando un muro di origine romana.

Per anni è stato sotto il controllo dei monaci e da questi dato a varie famiglie.

Nel XVI secolo l'abate di San Paolo tornò ad esercitare il suo potere sul Castello di Leprignano, che è stato residenza dei monaci benedettini di San Paolo, e oggi è di proprietà privata.
 

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Nel sistemare il Palazzo Baronale di Canale Monterano, Bernini decise di collegare le due torri del castello con un porticato ad arcate, una loggia, che riprendeva i caratteri del vicino acquedotto romano.

Sotto la loggia Bernini realizzò una fontana poggiata direttamente sulla base rocciosa delle mura portanti del palazzo.

Sulla sommità della fontana pose una scultura di un leone che sembra scuotere la roccia con una zampa per far scaturire l’acqua.

La scultura del leone è divenuta uno dei simboli del paese e il pezzo originale è custodito nel municipio.

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Il castello nasce come roccaforte nel secolo VIII, quando Canale Monterano era sede vescovile, e al suo intorno si forma il primo centro abitato.

Sicuramente ha subito molte modifiche come testimoniano le diverse forme delle finestre sia nelle sue facciate che in ambienti interni.

Grandi lavori di ristrutturazione risalgono al 1679 quando il Principe Altieri affidò al Bernini anche la sistemazione del castello. 

Bernini realizza un portico in finto rudere che imitava il vicino acquedotto e la fontana.

È possibile risalire alla forma del castello all’epoca del Principe Altieri, fine del ‘600, da un dipinto del Barberi.

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Campagnano di Roma. Fontana dei Delfini

Al centro di Campagnano di Roma è possibile ammirare la spettacolare Fontana dei Delfini, dalle inconfondibili forme barocche.

La fontana è attribuita al Vignola e prende il nome dalla scultura di due delfini in travertino posti alla base di un piedistallo con una grande campana in peperino.

Il contrasto tra il colore del marmo e quello del peperino creano un emozionante gioco che dà risalto alle curve sinuose dei delfini che originariamente spruzzavano l’acqua in una vasca a forma di conchiglia.

La vera fontana era invece alimentata da mascheroni che la gettavano nelle vasche ai piedi della struttura e negli abbeveratoi che oggi sono stati demoliti.

La fontana termina con una grande campana in peperino.

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Il castello di Bracciano è stato edificato dagli Orsini intorno al XV secolo attorno ad una rocca medioevale. Presenta tre cinta di mura esterne di forma pentagonale e cinque torri, una per ogni vertice della fortificazione esterna.

Nel 1696 diventò di proprietà degli Odescalchi, una antica famiglia di origine comasca collegata a papa Innocenzo XI.

Dal 1952 il castello è aperto al pubblico, è visitabile e viene spesso usato per ricevimenti, matrimoni e altri eventi privati e culturali.

Le sale del castello conservano una ricca collezione di oggetti d'arte raccolta dal principe Baldassarre Odescalchi che, nella seconda metà dell'Ottocento, si impegnò in una grande campagna di acquisti per ri-arredare il castello saccheggiato dai francesi.

L’idea del principe è stata sin dall’inizio quella di creare una fondazione e un museo.

Oggi nel museo sono visitabili i busti dei dodici Cesari, la rara clessidra del XVI secolo e molti mobili del Quattrocento e Cinquecento.

Il museo possiede inoltre una preziosa raccolta di ceramiche italiane Cinquecentesche, che illustrano un panorama dei principali centri di produzione della maiolica.

Segue una ricca collezione di armi che, per l'importanza dei pezzi che la compongono, pone il castello Orsini-Odescalchi fra le più prestigiose istituzioni.

Infine una vasta selezione di pitture del primo Rinascimento, per lo più dell'Italia centrale.

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Questa struttura di Arsoli era originariamente di proprietà dei principi Massimo che la utilizzavano come deposito per il grano.

Negli anni cinquanta il Partito Comunista vi aveva messo uno dei primi televisori del paese e le persone potevano portarsi una sedia da casa e, pagando una piccola quota, guardare programmi televisivi come “Lascia e raddoppia”.

Negli anni ‘80 fu acquistato dal comune e ospita la biblioteca, il museo e sale per manifestazioni.
 

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