Il castrum di Poggio Catino inizia con una torre Longobarda, che con la rocca costituirà il nucleo fortificato.

La torre doveva controllare la via Tancia, la strada alternativa alla Salaria.

Ha una sua originale pianta pentagonale, è alta più di 20 m ed è ancora ben conservata.

Si possono vedere anche i due torrioni d’angolo delle mura.

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La rocca di Petrella Salto è divenuta famosa per due fatti di sangue.

Nel 1511 il conte Gianfrancesco Mareri non aveva rispettato la promessa di una dote a Giacomo Facchini che aveva sposato la sua figlia naturale. 

Per questo motivo il genero si vendicò e, entrato nella Rocca con più di duecento armati, strangolò nel letto il conte e la contessa e fece uccidere tutti i suoi figli e i suoi ospiti.

Dalla strage si salvò solo la piccola figlia Maria Costanza che, gettata dalla rocca, rimase impigliata con le vesti ad un ferro sporgente dalla stessa e fu salvata dagli abitanti di Petrella Salto.

Il secondo tragico evento avvenne nel 1598 quando Beatrice Cenci organizzò l’uccisione del padre, il conte Francesco, con il consenso dei fratelli e della matrigna.

Beatrice venne condannata a morte e giustiziata a Castel Sant’Angelo.

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Il palazzo baronale, chiamato anche Palazzo Inferiore, viene costruito a Petrella Salto nel secolo XIV dai Mareri che.

Nel 1532 l’edificio è venduto, insieme all’abitato, al cardinale Pompeo Colonna e nel 1662 a Maffeo Barberini.

Attualmente ospita la Biblioteca Comunale, la Pro-Loco e alcune attività commerciali.

Su un portale del palazzo, nella via XX Settembre, è visibile lo stemma della famiglia Colonna.

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Palazzo Maoli è stato costruito nel seicento a Petrella Salto, insieme alla chiesa di Sant’Andrea, dalla famiglia mercantile dei Novelli.

Il palazzo è austero ma elegante: i portoni sono in pietra viva scalpellata e le finestre sono incorniciate da cornici di pietra.

All’interno il cortile presenta con tre ordini di arcate a tutto sesto.

Il salone di rappresentanza, con il grande camino in pietra scolpita, è oggi utilizzato per mostre e manifestazioni.

In alcune stanze, all’ultimo piano, si possono ammirare alcuni soffitti con volte a vela affrescate.
 

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La chiesa di San Giacomo fu costruita ad Orvinio nel 1612 per volere del barone Giacomo Muti e realizzata da Gian Lorenzo Bernini. 

La pianta dell'edificio è di forma ottagonale e vantava opere di pregio realizzate dall'artista locale Vincenzo Manenti che sono state ricoperte nei secoli scorsi.

Oggi la chiesa è sconsacrata e di proprietà privata.

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Orvinio. Castello dei marchesi Malvezzi-Campeggi

Il palazzo baronale dei marchesi Malvezzi-Campeggi nasce dalla trasformazione dell'originario castello fortificato attorno al quale so è formato il borgo di Orvinio.

Nel Cinquecento, terminata la necessità di utilizzare queste costruzioni per scopi difensivi, molti castelli vengono trasformati in palazzi rinascimentali.

Dell’originario castello si può ancora vedere il muro di cinta merlato, con le sue svettanti torri, che occupa tutto il centro storico.

I marchesi vivono ancora nel castello.

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