Sculture di Bronzo da Apostol

Qualche goccia di pioggia in una serata di fine autunno a Plaka, ai piedi dell’Acropoli, noi siamo seduti con Apostol e le sue sculture di bronzo surreali nel suo showroom, la Athens Gallery.

Sono passati tre mesi dalla nostra visita in piena estate e siamo tornati in fretta qui per bere un aperitivo in compagnia e per ascoltare i sogni che stanno dietro le sue opere d’arte.

Un motivo che torna nelle sue sculture è la combinazione del cristallo con il bronzo nelle creature marine di ogni dimensione.

Un tema particolare è quello di un grande pesce cavalcato da una famiglia sulla sua schiena. Inevitabilmente, il pesce è grande, trasparente e spesso arcuato, capace di solcare i mari senza confini. La famiglia in miniature, padre, madre e figlio stanno cavalcando le onde sulla sua groppa uno dietro all’altro.

In un modello il padre guarda avanti tenendo le redini del pesce. La moglie si tiene alla sua vita e il bambino, trattenuto dalla madre, è rappresentato in volo. Apostol sogna della libertà nei mari, del Mediterraneo che tocca diversi paesi, ma sogna della gente, non degli stati.

Molte delle opera di grandi dimensioni di Apostol sono ispirate da un tema musicale, sempre surreali, sorprendentemente accurate nei dettagli. Queste sono opere per veri collezionisti, opere che continuano a ispirare, ogni volte che le vediamo, molto di più di una semplice scultura in bronzo.

Il grande violoncello “in fusione”, chiamato da Apostol “Melodia della natura”, sta vicnino alla porta della galleria e cattura tutti coloro che osano guardarlo.

È un favorito particolare e, segretamente, spero che non sia venduto, come anche il grande Icaro sul pianerottolo superiore, il grande Pianoforte Balls of Fire e il concerto di Shostakovich, tutte opere cariche della magia del venire al mondo attraverso lo specchio di Apostol.

Il mondo di Apostol è lontano, nel suo studio dove fa parlare le sue mani e ci sono più dimensioni della realtà rispetto a questa vetrina sul mondo di surreali sculture bronzee, estensione necessaria nella realtà a servizio del dio del commercio.

Presto Apostol si ritirerà nel suo paradiso e, siamo convinti, un altro sogno si evolverà dallo specchio surrealista per materializzarsi nel mondo in cui viviamo.

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Paris Hilton e l’Arte

Molto è stato scritto e tante più foto sono state fatte a Paris Hilton. Quasi tutte sono, per il piacere del genere maschile, dedicate più a ciò che fa da svestita o per la moda che a ogni altro tipo di attività umana.

Pur comprendendo che l’esibizionismo è un’attività naturale per un essere umano sessualmente attivo, e che il maschio incoraggia fortemente questa tendenza nelle femmine, diventa difficile isolare la libido quando si prova a stimare un’opera d’arte. La domanda rimane, Paris Hilton è Arte?

In Energitismo cerchiamo la combinazione tra tecnologia e arte. Certamente, molti affermeranno che Paris Hilton è un’opera d’arte, ma in che modo possiamo giudicarlo evitando il punto di vista personale?

Si dice che l’arte stabilisce i suoi prezzi e che non può essere misurata come un bene di consumo. L’altra faccia della medaglia è che l’arte sta negli occhi di chi guarda.

Per il primo caso, dato che il cachet di Paris Hilton per l’apparizione ad un evento è di circa di $300,000, non c’è dubbio che il suo prezzo non corrisponda affatto a quello di un bene di consumo. Nel secondo caso, l’occhio di colui che guarda potrebbe essere confuso dalla predilezione sessuale o dagli impulsi dei sensi oppure ancora, nel caso di qualche ragazza, dal pregiudizio. Quindi abbiamo bisogno di uno strumento più oggettivo per tararci.

Se Paris Hilton è un’opera d’arte, a quale categoria appartiene? Sicuramente non rientra nell’arte contemporanea perché questa disprezza la bellezza della natura, e non c’è dubbio che Paris Hilton soddisfi i parametri di bellezza: linee uniformi e assetto congruo, se si guardano gli occhi, il seno e i glutei.

Senza dubbio non è neanche Cubista o Impressionista. Paris Hilton può sembrare Classica per qualcuno, ma non passa la prova di una figura opulenta. Allo stesso modo, nonostante la sua altezza, non è Manierista perché, a meno che i miei occhi non mi tradiscano (e non ho avuto l’opportunità di valutare questa categoria con altri organi sensoriali), al momento non ha il comfort corporeo così evidente delle donne manieriste.

Nessuna delle forme d’arte asiatiche è sufficiente per valutare Paris Hilton, sebbene le rappresentazioni sessuali della tradizione indiana sotto forma di sculture e di dipinti la farebbero ingelosire.

Abbiamo però una categoria che calza a pennello per Paris Hilton, ed è l’Espressionismo. Senza dubbio si mostra con colori forti e gioiosi, la sua espressività è evidente, non permette all’intelletto di confondere l’impressione della vista e, al tatto, sembra ad oggi incontrare tutti i criteri. Così, da una prospettiva artistica, Paris Hilton rispetta i criteri di Energitismo.

In questo articolo, non proveremo a comprendere il ruolo della tecnologia nell’identità corporea in 4D di Paris Hilton o di stabilire un valore commerciale definitivo. Tuttavia, possiamo considerare il concetto di Arte Vivente, una forma d’arte che cambia con il tempo, che richiede regolare manutenzione per soddisfare il cliente finale, una forma d’arte che richiede l’inserimento in diverse categorie a mano a mano che gli anni passano.

Uno dei miei compiti è di prevedere il valore di questa opera d’arte per i futuri potenziali collezionisti. Ma per questo, posso solo offrire i versi di una vecchia canzone:

“L’ultima volta che sono stato a Paris,

Paris era soffice e grigia,

E ogni volta che penserò a Paris

La vedrò sempre così”

Potrebbe essere un elegante finale impressionista sia per un’ “opera d’arte” che stimola l’erotismo di un compositore sia per la longevità del valore di Paris Hilton.

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Artena albero di Natale by Marco Mattozzi
Le luci di Artena a Natale

Artena è un paese a 40 km da Roma arroccato su un alto costone calcareo ed è uno dei paesi più fotografato d’Italia.

Ha alcune caratteristiche uniche come quella di essere l’isola pedonale più grande d’Europa. Infatti, il centro storico è visitabile solo a piedi (i propri o quelli di un mulo) e ancora oggi questi animali, non sempre dolci e mansueti, trasportano le merci per gli abitanti.

E’ ancora conosciuta a livello locale come “la città dei briganti”, facendo riferimento ad una ad una definizione di Papa Paolo IV che mise fuori legge gli abitanti di Artena (allora chiamata Montefortino), li condannò come briganti e fece radere al suolo l’abitato spargendo del sale sulle sue rovine.

Dopo il passaggio alla famiglia Borghese, Artena è nata a nuovo splendore inerpicandosi sulla montagna. Per questo oggi è uno dei pochi centri ancora inaccessibili alle automobili e sorprende il fatto che il suo nome sia stato utilizzato nel passato per chiamare un modello automobilistico.

Tra il 1931 e il 1942, la Lancia creò un modello di berlina elegante e potente che chiamò proprio Artena! La berlina ebbe un certo successo e fu prodotta in 5.567 esemplari (secondo Wikipedia) ed è passata alla storia per la sua robustezza essendo la prima che superò i 100.000 Km senza revisioni.

Ma le vere particolarità si possono gustare durante le feste natalizie in cui l’intero paese si trasforma in una “città presepe”. Lungo l’intero versante della vicina montagna vengono accese luci che delineano un albero visibile in tutta la Valle del Sacco a chilometri di distanza e a tutti coloro che percorrono l’autostrada tra Roma e Napoli.

Lungo i vicoli medioevali del borgo antico è allestito un mercatino di Natale con esposizione di artigianato tipicamente natalizio e sono state aperte 54 cantine dove si possono assaporare i tipici prodotti di questa terra da riscoprire.

Per entrare ancora più nel vivo della tradizione, è possibile percorrere le strade del borgo a dorso di un mulo e sperimentare di persona la storia e il passato e guardare le chiese e il magnifico Palazzo Borghese da una prospettiva inusuale.

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L'avventura della Via della Seta

Come tutte le cose preziose, anche la seta ha le sue leggende.  Fu l’imperatrice cinese Hi Ling Shi, moglie del grande Imperatore Giallo, primo dei cinque Di, a scoprire questo incredibile sottilissimo filo nel giardino imperiale del marito, divenendo così la progenitrice della Via della Seta.

La storia racconta che l’imperatrice iniziò ad avvolgersi intorno al dito un filo trovato nel gelseto e, spinta dalla curiosità di capirne la provenienza, continuò a svolgere il filo seguendone il percorso. La particolarità era che più lo avvolgeva e più avvertiva un tiepido sorprendente calore permeare il dito.

Ad un certo punto arrivò al bozzolo da cui proveniva il filo, e poco più in là vide degli strani bruchi, il baco da seta, intenti a mangiare voracemente le tenere foglie dell’albero di gelso. Capì il collegamento tra il filo, il bozzolo e il baco e subito immaginò come doveva essere piacevole avvolgersi con tessuti realizzati con quei morbidi e lucenti fili.

Siamo nella Cina settentrionale intorno al 3000 a.C. e, quasi per incanto, un popolo si ritrovò dall’essere vestito di pelli animali all’essere avvolto di cangiante seta. In realtà le prime vesti di seta erano riservate esclusivamente all’imperatore e alla sua ristretta corte e l’imperatrice sovrintendeva personalmente all’allevamento dei bachi nel giardino imperiale assieme alle sue dame di corte.

Grazie a pene severissime il segreto fu gelosamente custodito all’interno dei confini del Celeste Impero per più di venti secoli. Non c’è nessun altro prodotto che possa vantare una storia così vasta, emozionante e ricca di avventure come la seta, tradizionalmente la più preziosa delle fibre, desiderata da tutti i sovrani del mondo.

Una storia che ha intrecciato popoli e continenti, e che ha messo in moto i primi commerci tra l’oriente e l’occidente con la creazione di una grande rete: la Via della Seta.

E sono leggendarie le storie dell’imperatore Giustiniano e dei suoi viaggi fra Asia e Costantinopoli. Una storia che si completa con la maestria dei tessitori che hanno saputo intrecciare i filati in tessuti preziosi che, a loro volta, hanno decretato la fortuna dei maestri artigiani di intere città come Venezia.

E proprio dal Veneto, da un’area non lontano da Venezia, un gruppo di imprenditori sta ripercorrendo i saperi antichi della bachicoltura, della filatura e della tessitura a mano per un Rinascimento del sogno della Via della Seta Italiana, creando preziosi manufatti da indossare realizzati con seta italiana e oro.

Giampietro Zonta e Daniela Raccanello, fondatori di D’Orica, hanno ripercorso il cammino quasi dimenticato per tornare a realizzare capi eticamente in stile italiano, per ricostruire il Made in Italy lungo la loro personale Via della Seta Italiana.

Un Progetto Speciale di Energitismo è nato ed è stato annunciato all'Open Day del 15 novembre. La coltura dei bachi da seta dell'Istituto CRA di padova sta alla base della bachicoltura locale. E' stata trovata e restaurata una filanda in zona.

Abbiamo già filato fili di seta a 20 denari (10 filamenti avvolti insieme) sufficienti a creare eleganti gioielli integrando le minuscole sfere d'oro della D'Orica con i sottili filamenti di seta. Anche Ilario Tartaglia è coinvolto nel progetto di tessitura dei fili di seta con il suo tradizionale telaio Jacquard a Cartigliano.
 
 

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The art of sports photography
L’arte nella fotografia sportiva

In poco tempo nel mondo degli amanti dell’equitazione è accaduta una piccola rivoluzione artistica: un fotografo romano ha iniziato a pubblicare scatti “con l’anima”.

Massimo Argenziano, l’artefice di questa nuova filosofia, viene dalla fotografia artistica e per anni aveva curato lo sviluppo e la stampa di artisti fotografi e aveva fotografato opere d’arte per conto di gallerie e musei. La sua è una vita trascorsa fra l’alta tecnologia, la sperimentazione e la cura del dettaglio e dell’inquadratura.

Suo padre aveva fondato un laboratorio fotografico nel centro di Roma nel 1975 e l’ingresso di Massimo nell’impresa familiare era stato caratterizzato dal suo amore per le sfide delle immagini digitali. Un connubio di Arte e Tecnologia che lo ha portato in contatto con importanti artisti ciascuno dei quali gli ha trasmesso una sensibilità particolare nel cogliere le emozioni delle persone e di suscitarne a sua volta altre.

Lo abbiamo incontrato nella sua casa di Rocca di Papa proprio vicino il Vivaro, il mitico centro equestre federale conosciuto in tutto il mondo per le sue discese, e gli abbiamo chiesto la storia de La Fotografia Sportiva, la sua popolare pagina Facebook.

Massimo Argenziano ha iniziato a fotografare e amare lo sport perché ho avuto la fortuna di praticare sport a livello agonistico sin da piccolo. A 6 anni ho iniziato a praticare nuoto al centro sportivo del CONI all'Acqua Acetosa di Roma, ho proseguito per anni con la carriera agonistica per poi passare alla pallanuoto.

Ho vissuto e respirato l'aria che si respira nelle competizioni di alto livello fino a 20 anni, e non ho mai perso l'occasione di praticare o vivere da vicino lo sport e per questo ho cresciuto i miei figli dando allo sport un ruolo educativo molto importante.

Quando mia figlia si è trasferita in Germania ho avuto il tempo per osservare quello che accadeva intorno a me durante una gara: gli stati d'animo, la concentrazione, tensione, gioia, ed allora ho deciso di arricchire il mio lavoro di fotografo con le passioni della mia vita: lo sport, i cavalli e la fotografia.

Per me la fotografia è  una professione da 37 anni ma è anche una passione che mi ha trasmesso mio padre. Prima di considerarmi un fotografo sportivo ho creato un profilo FB anonimo per testare il gradimento.

Poi Massimo sentiva gli altri parlare delle sue foto e di come fossero diverse dalle altre e questo lo ha convinto ad insistere. Sentirsi un fotografo sportivo e misurarsi in campo internazionale è stato un passaggio naturale. Arte durante la settimana e Sport nei fine settimana.

Le sue foto sono presenti nella Press Gallery della FEI, della Federazione Italiana e Federazioni di altri paesi e sempre più persone si stanno avvicinando al suo modo di cogliere le emozioni di una gara. Anche altri fotografi curano l'anima delle persone e non solo le tecnicalità dei cavalieri più bravi.

Il consiglio di Massimo per chi vuole fare fotografie che diano emozioni è quello di essere curiosi, guardarsi intorno, studiare i comportamenti delle persone che fanno parte del contesto che fotograferanno. E soprattutto di farlo con il proprio coinvolgimento emotivo, lasciandosi vivere l'evento.

“Se non ti emozioni a guardare una fotografia fatta da te come pensi possa essere un’emozione per gli altri?”

Poi ci sono le premiazioni: la foto a cui è più affezionato è sicuramente quella fatta al giro d'onore del Team della Spagna vincitrice della tappa “FEI Nation Cup” a Montelibretti, grazie a quella foto è stato contattato l'anno successivo da una importante agenzia Internazionale per conto FEI per fotografare il giro d'onore della squadra che avrebbe vinto l'edizione successiva.

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Di cosa ha bisogno il tuo business?

Per individuare il tipo di persone che possono beneficiare da un loro coinvolgimento con Energitismo, noi gli chiediamo.
Hai dedicato la tua vita a diventare esperto?
Sei diverso dagli altri?
Fai qualcosa di unico?
Sei orgoglioso del tuo lavoro?
Quindi, per trovare le esigenze di business di ogni persona gli chiediamo:
- Vuoi Rafforzare il BRAND nel mondo?
Da quanto tempo sei sul mercato?
Come promuovi la tua immagine e il brand?
- Vuoi Espandere i canali di VENDITA?
In quanti paesi vendi?
Usi l’e-commerce?
Qual è la tua rete di distribuzione?
- Desideri mettere in luce il tuo VALORE?
Sei conosciuto all’estero?
Sei apprezzato all’estero?
Sei apprezzato dal tuo staff?
- Cerchi nuovi CONTATTI, IDEE e PARTNER?
Collabori con altre imprese e organizzazioni?
Hai sviluppato progetti creativi e innovativi?
- Cosa ti da maggiore GRATIFICAZIONE?
Sei soddisfatto del tuo brand?
Sei soddisfatto dei risultati ottenuti fino ad ora?
Sei apprezzato nel giusto modo nella comunità?
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Energitismo rafforza il tuo brand

Come funziona il portale Energitismo e come rafforza il tuo brand? Il portale Energitismo offre i seguenti vantaggi:

Website internazionale in lingua inglese e italiano oltre a selezionate promozioni in altre lingue come il cinese, il giapponese e il greco

Portale con uno stile rivista di informazione con quattro gambe: Il Giornale, le Nostre Scoperte, la Nostra Collezione ed Eventi

Articoli sul Journal e promozioni dei membri nella loro lingua madre cos’ come in inglese e italiano per rafforzare il vostro marchio

Oltre 200 articoli che coprono la gamma di interessi Energitismo e fino a cinque nuove aggiunte ogni settimana, tutti in un formato facile da trovare e legati alle Nostro Scoperte e ai social media

La nostra Collezione del 'Best of the Best' , opere uniche di eleganti prodotti artistici

Social Media Marketing - Prodotti, storie ed eventi sui principali social network

 Promozione di Eventi organizzati da Energitismo, dai nostri membri e da organizzazioni associate, quali musei e gallerie

All'interno di 'Eventi', una sezione 'Corsi' con dettagli dei corsi disponibili di artigiani e artisti nostri partner (ad esempio Busato per la litografia, Ilario Tartaglia per la tessitura, Florio Pozza per il didgeridoo)

'Energitismo Newsletter' per promuovere i nuovi membri e argomenti di interesse, inviata ad oltre 15.000 abbonati

'Energitismo Product News' è una newsletter promuovere diversi membri che hanno una comunanza di applicazioni (ad esempio, gioielli, mobili da giardino)

Energitismo Partnership - collaborazioni con associazioni e fondazioni culturali, gallerie d'arte, centri di ricerca e istituzioni per l’innovazione.

Energitismo Personal Assistant - Coaching e consulenza per promuovere eventi aziendali, culturali e artistici legati alla presenza sul web

Energitismo Ufficio Stampa - Redazione e promozione di articoli esclusivi e comunicati stampa. Media partner importanti (ad esempio Tiscali.it)

Energitismo Connects - un servizio gratuito in cui Energitismo aiuta i partner a individuare esperti, fornitori e servizi a livello internazionale

'Special Interest Newsletter' è preparata per speciali gruppi di interesse (ad esempio International Opera Theatre) e apre le porte di Energitismo a una nuova schiera di lettori.

Catalizzare e gestire le collaborazioni tra i partner per migliorare le opportunità di business, senza alcun costo (ad esempio: Via della Seta, Bossa Buffona)

'Energitismo Together' – gruppi di partner insieme per ottenere una riduzione dei costi di partecipazione a importanti mostre (introdotto da novembre 2014)

'Energitismo On-Line Atelier', vendita di prodotti e servizi on-line da parte dei nostri partner (introdotto per novembre 2014)

Energitismo Artisan Tours - una nuova iniziativa in cui collaboriamo con tour operator per offrire visite agli studi dei nostri membri - opportunità per le vendite sul posto.

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Costruirsi il proprio successo attraverso il Personal Branding

“Ognuno di noi può costruirsi il proprio successo diventando consapevole delle proprie capacità e facendosi trovare nel giusto modo dal resto del mondo”, questo è quello che afferma Marika Lion dopo una vita spesa fra arte e impresa.

Marika ha lavorato per anni nel mondo delle relazioni istituzionali e comunicazione culturale, questo le ha dato modo di conoscere migliaia di persone con storie diverse fra loro e di comprendere meccanismi che la maggior parte di noi legge solo sulle riviste patinate.

La abbiamo incontrata a Marsiai, una piccola frazione di Cesiomaggiore, un paesino della provincia di Belluno, dove da un anno ha aperto un piccolo Petit Hotel ma lo ha fatto applicando le stesse logiche delle grandi catene di alberghi di lusso: è partita dal brand! E il successo è arrivato.

“La Maison Lion”, che prende il nome dal suo cognome, era in realtà partita qualche anno prima come un blog dedicato al Lifestyle in cui Marika raccontava, soprattutto con immagini, storie di persone, di oggetti e di luoghi magici nel mondo: tutti accomunati da eleganza e charme.

Marika, come sei diventata consulente di “personal branding”?

E’ stato un percorso naturale dopo la mia esperienza professionale, il blog mi ha fatto comprendere che la credibilità si basa esclusivamente sulla qualità dei contenuti offerti. Ho potuto sperimentare personalmente gli effetti di un atteggiamento professionale avviando con mio marito la nostra Maison. Internet e la saturazione dei grandi marchi hanno dato opportunità incredibili ai piccoli a patto che sappiamo cosa fare e agiscano in modo da costruirsi una propria immagine.

E in tutto questo ho trovato un mio modello quando un giorno ho capito che la mia forte esperienza “corporate” faceva la differenza: la possibilità di applicare una sintesi tra le regole della comunicazione istituzionale e le competenze di marketing per la creazione dell’immagine sia di un piccolo brand che di una singola persona.

Cosa consiglieresti ad un piccolo artigiano?

Per prima cosa consiglierei di avere consapevolezza del proprio lavoro, ma anche della necessità di doverlo comunicare nel giusto modo al mondo. Sul web si deve essere professionali e comunicare in due modi: bisogna saper emozionare attraverso le immagini, redigere contenuti positivi capaci di affascinare e in lingua inglese.

Ci sono oltre un miliardo di siti web e oggi bisogna sapere come utilizzare questo potentissimo strumento. Occorre avere reputazione, terze persone e articoli che parlino di noi da influenti portali o blogger internazionali e avere poi delle foto emozionanti in modo che il lettore sia mosso ad approfondire o ad acquistare un nostro prodotto.

E’ l’era della comunicazione visiva: il potere delle fotografie!

Arte e fotografia sono gli unici linguaggi universali che arrivano direttamente al cuore delle persone. Ma se si vuole utilizzare internet lo si deve fare un modo professionale: giuste foto in giusti portali, giuste parole, tantissimo e accurato lavoro di PR per poter farsi conoscere e apprezzare.

Forse non ci sono mai state così tante opportunità per i piccoli come in questo momento storico, si assiste ogni giorno a nuovi successi di persone “sconosciute” ma per avere successo occorre conoscere la tecnologia e gli strumenti di comunicazione. Oppure affidarsi ad un professionista capace di cucire su misura la giusta strategia per il web.

Qual’è il tuo modello esatto?

Non esiste un modello esatto di Personal Branding,

Costruire credibilità è un talento, ecco perché ci sono casi di successo e tanti altri casi che potrebbero raggiungerlo ma… non ci riescono perché la rete è molto severa per chi non la conosce o si improvvisa.

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