Per l’ufficio elegante: eleganti planisferi di arte e tecnologia

Arte e tecnologia si combinano per creare eleganti planisferi e mappe del mondo attraverso una abilità manuale e una profonda esperienza in diversi processi di trattamento dei metalli da tre amici milanesi che hanno deciso di far diventare il loro hobby una impresa artistica.

Fin dal tempo degli antichi greci, sfere e altre strutture curve sono state oggetto di studio per convertirle da tridimensionali a rappresentazioni bidimensionali attraverso proiezioni. Quello che oggi complessi ed eleganti calcolatori processano le complesse trasformazioni di Fourier, nate dalla matematica di 2.500 anni fa. Tuttavia, poco è cambiato nel modo in cui presentiamo la Terra, come generiamo mappe e planisferi (o sfere piane).

Proiezioni diverse tentano di dare un vantaggio 'politico' all'emisfero settentrionale, come ad esempio la proiezione cilindrica di Mercatore che è centrata attorno al Polo Nord.

Ma così come ci sono una varietà di rappresentazioni matematiche della sfera terrestre sulla quale gli esseri umani vivono e muoiono, c'è un elemento comune ad ogni proiezione - tutti cercano di combinare la tecnologia della proiezione con l’eleganza e lo stile della rappresentazione artistica – Proiezioni con Stile, Arte e Tecnologia.

In questi eleganti planisferi e  mappe ogni paese è formato come un pezzo unico in metalli differenti come in un meraviglioso puzzle.

L’uso di materiali nobili come la madreperla, il bronzo, il rame, l’acciaio, l’ottone, l’alluminio, l’argento e l’oro 24 carati esaltano gli effetti artistici aggiungendo valore al lavoro geografico e trasformando in un’opera d’arte. Profondità di campo, effetti di superficie e il colore dello sfondo (fatto di pietra, legno, vetro, acciaio o madreperla) infine donano eleganza e sofisticatezza ad ogni mappa.

La sfida di questa piccola azienda è quella di rispettare la precisione matematica della proiezione e, attraverso la manualità di alcuni lavori e la scelta dei materiali, conferire valore. Incisioni, smaltatura e montaggio, interamente fatti a mano, trasformano questi eleganti planisferi e mappe in veri gioielli per la casa, per un ufficio direzionale di classe, un'opera d'arte che ha una base matematica.

Proprio come nel Rinascimento, la formazione e l’esperienza catalizzano l'artigiano nella scelta di strumenti e dei progetti adeguati per creare ogni opera d'arte.

Arte e tecnologia si fondono per creare mappe che lasciano senza fiato con la loro bellezza e catturano l'occhio del viaggiatore che vola da un paese all'altro, cercando di ricordare le capitali e confini geografici o i paesi che ha visitato.

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Ronchamp: l’architettura della Meraviglia e l’ascolto dell’Infinito

Fino al 1950, Ronchamp era un luogo come altri. Ora, il profilo che si innalza sulla sommità della collina, sorprende.

La Cappella di Notre-Dame du Haut, realizzata dall’architetto svizzero Le Corbusier negli anni ‘50, è il prototipo della chiesa moderna: uno dei pochi spazi sacri che vive la libertà da ogni schema precostituito con le sue forti suggestioni. Silenzio colorato, mi verrebbe da dire.

Non c’è più nessuno, entro e immagino di sedermi sulla “greppina”, la chaise longue sulla quale sedevano i filosofi greci e che Le Corbusier ha ridisegnato alla fine degli anni ’20, così esile, elegante eppure forte e intima. La parete lunga mi appare come una quinta scenografica. Non vi è più certezza. L’architetto ha rappresentato il Mistero.

La luce è fioca, come nelle cattedrali medievali illuminate da torce appese ai muri spogli, e le fessure cambiano la luce esterna che trasfigura lo spazio interno dove cambiano i riflessi, le intensità, i colori, le rifrazioni. Questa parete ora non è più una parete ma un velo che traspare, che palpita, che rende tutto luce. Fori grandi e piccoli scavati con profondità nella materia.

Tagli piccoli, verticali, strettezze e allargamenti, cioè ritmo. Viene quasi voglia di toccare le superfici inumidite dall’emozione dei colori, vorrei avere il Moduloir e scalarlo fino a entrare nelle aperture strombate e sedermi là ad ascoltare il silenzio in una sorta di cromoterapia spirituale.

Mi viene da pensare ai tagli di Libeskind nel Museo Ebraico di Berlino, simboli di ferite di un popolo martoriato cui la luce riconsegna dignità, speranza. O ai tagli delle raffinate architetture della scuola ticinese del ‘900, di Galfetti, Snozzi, Vacchini, Botta. Tagli che selezionano porzioni di paesaggi illuminati, come quadri da gustare. Come le vedute pensate da Dalì nella sua casa di Port Lligat, che aprono non al mare ma a una fetta di mare - sicuramente quella più affascinante.

La pianta è a unica navata, con forma completamente irregolare. E’ a forma di timpano dell’orecchio per l’ascolto della parola di Dio. E’ qui la perdizione, lo smarrimento. Lo spazio irregolare coinvolge nella ricerca continua, ansiosa di una risposta che non sia, come al solito, legata al bisogno di controllo, di dominio e di possesso.

E’ attrazione, non consuetudine, è ricerca non stanchezza dell’abituale. È mistero, non certezza. Una parete curvata si fa accarezzare, si fa avvicinare, non respinge. Un lato obliquo è un segmento che dà spinta, che inizia un ritmo. Lo spazio si allarga e si restringe, in un moto di contrazione-espansione che porta energia. Vita.

Siamo nell’immediato secondo dopoguerra e non ci sono più strutture regolari, logiche spaziali, funzionali. Adesso è lo spirito che si muove e ogni parte chiama a un’interpretazione personale, a una presa di coscienza sulla vita e sulle relazioni umane.

Una Chiesa che ti chiede di partecipare, non di contemplare, che invita a stringersi tutti insieme per ritrovare il senso del vivere comunitario, che ti sussurra che esiste una felicità ma che questa va cercata nella verità del vivere e delle azioni.

Tutto ciò che prima era chiaro e necessario, ora non lo sembra più. Il tetto non è più piano ma una tela che si appoggia delicatamente su mura diverse. C’è qui un senso di temporaneità come nella chiesa nell’autostrada di Firenze di Michelucci: una tenda che simboleggia il cammino errante del popolo, una sorta di tetto provvisorio da smontare immediatamente, appena la notte passa.

Sembra quasi che questo spazio che trascende si innalzi, come a lievitare, supportato dai “pilotis”. Sotto non ci passano né auto, né viabilità varia, ma una folla silente, che non vuole privarsi di questa leggerezza, di questa magia. E’ come se prendessero Notre-Dame du Haut per mano, con la felicità dei cuori semplici, commossi e non la lasciassero fuggire.

La leggerezza di questa chiesa porta al volo, a librarsi liberi nel cielo come i violini di Chagall.

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Moto in legno sostenibile per far crescere bambini più sani

L’eco-sostenibilità applicata ai giochi è possibile? Cambiamo le regole del gioco per aumentare il rispetto del bambino verso l'ambiente partendo dall'elemento base dell'educazione infantile che è il giocattolo.

E’ seguendo questa filosofia che il designer Nicola Lunardon, avvalendosi della esperienza della impresa di falegnameria familiare di Tondin, ha costruito il primo esemplare di moto in legno pensata per le esigenze del nipotino Matteo e di tutti i bambini compresi fra i 2 e i 4 anni.

Da questo primo splendido esemplare, con tanto di sponsor familiare "Tondin_porte_#51", nasce l’idea di mettere a disposizione di altri bambini l’esperienza maturata realizzando giocattoli su misura.

Per la costruzione della bici ha utilizzato varie essenze di legno: il telaio, la maggior parte dei profili e i cerchi sono in multistrato di betulla, i numeri sono in betulla, il mozzo della ruota posteriore è di rovere, il mozzo della ruota anteriore e il manubrio sono di faggio. Tutti i materiali sono certificati, non ci sono collanti e vernici tossiche e si seguono gli stessi valori dell’azienda familiare leader nella costruzione di porte (www.tondin.it). Eleganza e sostenibilità in ogni momento della vita.

La moto è regolabile per seguire la crescita dei bambini e, per la sicurezza, ha un freno a disco posteriore come quelli utilizzati sulle minimoto da pista. Mentre per la parte ludica, ha un mini display con 3 led blu e un pulsante per accenderli.

Questo giocattolo segue lo sviluppo psicofisico del bambino e lo aiuta ad acquisire le proprie capacità motorie, poi a scoprire il mondo e, infine si trasforma in carriola per essere spinto e riempito di oggetti. L’obiettivo è quello di seguire le tappe della crescita, assecondando le crescenti capacità motorie e manuali educandolo alla sostenibilità.

Nel gioco si formano i valori, si sviluppa la personalità negli aspetti affettivi, cognitivi e relazionali. Il gioco è la migliore palestra per la creatività, la fantasia e l’immaginazione del bambino. Un gioco green, elegante e personalizzabile è il miglior modo di far crescere i nostri figli!
per saperne di più: www.tondin.it

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I colori di Giuseppe Facchinello in mostra a Qualiano-Savona

La riviera ad est di Genova offre al visitatore bellezza nei suoi paesaggi e bellezza nella intensa attività artistica delle numerose gallerie d’arte, come quella “del Cavallo” a Valleggia di Quiliano, dove si è tenuta la mostra d’arte “Forma Segno Colore” di Giuseppe Facchinello.

Per la mostra Forma Segno Colore,  Giuseppe Facchinello, l’artista della ceramica di Nove famoso per i suoi colori espressionisti, ha creato nuove sculture ispirandosi alla vita marina aggiungendo un pizzico di ironia che le ha rese uniche ed originali.

La serie delle lische di pesce, con testa e coda fiammeggianti di vita con colori sgargianti e allegri, è solo un esempio della gioia di questo artista espressionista e di come sa rappresentare il contrasto apparente fra vita e morte.

Al centro della galleria, poi, spiccava una installazione dove gruppi di varie forme ceramiche, simili a sassi con dipinti surreali su un lato, sembravano riprendere lo spirito giapponese dei giardini Zen. Anche ad uno sguardo attento non si riconosceva il lavoro del maestro di ceramica e le forme sembravano vere rocce.

Così si è assistito al connubio di una forma artistica fedelmente rappresentativa della natura (il sasso) con dipinti allegorici fortemente rappresentativi dello spirito creativo umano (i dipinti sul sasso).

Finzione e realtà si sono intrecciati e l’unica certezza è stata che ognuno di noi avrebbe voluto un “sasso di ceramica” nel proprio giardino o nel proprio terrazzo.

La mostra Forma Segno Colore è stata curata da Vittorio Amedeo Sacco che aveva visto le opere di Giuseppe Facchinello nel 2011 a Vicenza ed era rimasto folgorato dalla vivacità dei suoi colori e dall’audacia delle sue forme.

La Galleria d’Arte del Cavallo di Valleggia di Quiliano si è creata una reputazione nella selezione di giovani artisti di talento ed è un punto di riferimento per chi ama scoprire le eccellenze mentre si gode una vacanza in una splendida località marina italiana vicino Savona.

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Piscina da terrazzo Pool from terrace

Una piscina di design sulla terrazza di Palazzo di Corso Europa con vista sul Duomo di Milano: non solo un gioiello di tecnologia sostenibile, ma un posto magico dove poter godere in modo inusuale della bellezza della città.

Silvano Spagna, architetto della sostenibilità e della tecnologia, ha avuto il piacevole incarico di intervenire su questo palazzo e lo ha fatto nel modo più poetico e tecnologicamente avanzato.

Arch. Spagna, la sua prima reazione quando ha ricevuto questo incarico?

Mi sono avvicinato a questa sfida con orgoglio e umiltà. Per prima cosa sono andato a parlare con l’originario progettista Luigi Caccia Dominioni, oggi centenario ma ancora lucido e in forma, per illustrare cosa avrei voluto cambiare. L’architettura deve essere rispettosa dei luoghi e delle persone!

Poi ho cercato in che modo massimizzare il confort delle persone.

Quali soluzioni ha scelto da un punto di vista ambientale?

Questo palazzo oggi è in Classe A+ ed è un esempio di eccellenza. Durante la costruzione abbiamo ospitato visite di progettisti e studenti e abbiamo collaborato con università milanesi. La principale novità è la geotermia (con 4 pozzi al centro di Milano) ma, dai muri agli infissi agli impianti, ovunque abbiamo scelto le migliori soluzioni.

Una piscina di design sul tetto, di fronte al Duomo..

L'idea è venuta in modo naturale: abbiamo portato tutte le tubazioni sul terrazzo che era diventato una sorta di “Beaubourg” e, contemporaneamente, avevamo scelto di realizzare un giardino pensile per creare un microclima di benessere.

I tubi avevano che passavano sul pavimento avevano creato una sorta di barriere naturali che potevano essere superate solo con pavimenti a diversa quota.
L’ideale per una piscina!

E cosa come ha coniugato la poeticità del giardino con la tecnologia di una piscina?

Grazie al modello costruttivo e alla leggerezza dei materiali (www.preformatiitalia.it) ho costruito diverse vasche e ho potuto realizzare una cascata proprio di fronte alla vista del Duomo e, con la geotermia, la piscina gode di acqua calda anche in pieno inverno.

Poi, per aumentare la poesia, per il rivestimento ho scelto lo stesso marmo con cui è stato realizzato il Duomo, il marmo Candoglia, questo contribuisce a rilassare e a creare benessere.

In conclusione, architetto Spagna, cosa è per lei l’architettura?

L'architettura deve essere rispettosa dell’ambiente (anche per i nostri figli) e dello stato dei luoghi, ma deve anche saper utilizzare le migliori tecnologie per aumentare il benessere delle persone.

per saperne di più: www.preformatiitalia.it

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alvar aalto opere

A un giornalista che gli chiedeva quali caratteristiche dovesse avere una città, Alvar Aalto rispose: “Non si dovrebbe andare da casa al lavoro senza attraversare una foresta”. Nell’immaginario collettivo finlandese la foresta è una presenza forte.

Secondo Aalto, l’architettura non deve sostituire né la foresta, né la fattoria, bensì porsi come completamento di entrambe. La natura costituisce per lui l’essenza della sua personalità e delle sue opere. Foresta “reale” come luogo dell’edificio, foresta “metaforica” come spazio interno dell’edificio.

“Minus 35° degrees”, mi dicevano gli amici di Helsinki, tanto era il freddo quella mattina, ma c’era il sole che brillava sui cristalli della neve scesa copiosa durante la notte. Come non pensare ai paesaggi di neve raccontati da Mario Rigoni Stern? Finlandia, dalla luce estiva infinita e dal buio invernale infinito.

Aalto aderisce dapprima al Funzionalismo che propone di migliorare le condizioni dell’abitare, ossia produrre industrialmente un’architettura residenziale socialmente accettabile, igienica e il più possibile a buon mercato. Dividere le funzioni della città in abitare, lavoro, tempo libero e traffico, è un’impostazione ancora attuale oggi.

Ma il suo mondo autentico è diverso. Dopo l’esperienza di Paimio, Aalto raggiunge un posto nella storia dell’architettura internazionale. Detesta leggi e regolamenti rigidi e comincia a parlare di equilibrio naturale tra individuo e collettività. Contesta il funzionalismo che manca di qualità umana.

Il soffitto in legno nell’auditorium della biblioteca di Vipuri, con la sua forma libera e organica è un’anticipazione di interventi successivi.

Desideravo da tempo vedere villa Mairea, che ha segnato la nuova fase dell’architetto finlandese. Villa Mairea a Noormakku, del 1937, grande ma anche intima, progettata con “amore” come ricorda Aalto. Il corrimano è curvo, gira attorno ai pali con estrema naturalezza. C’è molto di femminilità, di sensualità nelle forme che “muovono” lo spazio.

La scala sale, chiusa da pali di legno che sono in realtà come tronchi fitti che lasciano scorgere i gradini e la vetrata sullo sfondo; e fuori ancora alberi, bosco, luce.

Foresta dentro, foresta fuori. Utilizza preferibilmente il legno sia per i rivestimenti sia come materiale per gli arredi interni, in quanto permette un diretto contatto con la natura circostante e perché è la materia prima della sua terra. Bioarchitettura.

La natura organica, umana e al servizio dell’uomo si evidenzia qui in tutta la sua forza. Scrive Aalto: “La forma è un mistero, che sfugge alle definizioni, ma che porta benessere all’individuo, in maniera del tutto diversa da quella di un semplice aiuto sociale”.

Finlandia, terra radicata alla sua storia, alle sue fiabe.
per saperne di più: www.signoriniarchitetto.com

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Lifestyle italiano nel business, un originale network di imprenditori in Veneto

La crisi? In cinese non esiste l’ideogramma “crisi” ma solo quello di “opportunità”. Per molti è difficile da comprendere, ma non per Ad Hoc Consilia, un gruppo di imprenditori veneti che sperimentano con successo un nuovo modo di fare network.

Stiamo parlando del gruppo di Ad Hoc Consilia, fondato 5 anni fa da Giordano Agrizzi, una delle poche persone che racconta con sincerità la fortuna di essere fallito all’età di 30 anni e di aver avuto la possibilità di imparare dai propri errori.

Quello che Giordano ha imparato è che quando il successo avviene per “fortuna” spesso svanisce rapidamente, mentre il vero successo nasce da un approccio olistico, dalla consapevolezza di quello che si sta facendo e dalla gioia di continuare a costruire giorno per giorno innovando costantemente.

Per questo avere la fortuna di partecipare ad una riunione di questo business network lascia sorpresi. Le persone sono serene e ben disposte a collaborare in un gioco di squadra non familiare agli italiani!

Un proverbio diffuso in lingua tedesca dice che un italiano nei confronti di un tedesco è un drago, ma due o più italiani sono una nullità confrontati con due tedeschi. Gli italiani difficilmente collaborano e quello che è un punto di forza nelle piccole imprese, diventa un punto di debolezza quando le piccole imprese devono associarsi e cooperare per affrontare i mercati globali e innovare modelli di business.

Come è stato possibile ottenere questo risultato? Per prima cosa l’iscrizione a questo network non è scontata e bisogna avere una predisposizione naturale al benessere e alla collaborazione (il preludio ad ogni forma di collaborazione è proprio la natura volontaria che non può essere imposta). Un approccio positivo lascia le persone aperte alle opportunità di sviluppo e di assistenza dagli altri.

E’ un approccio alla persona prima ancora che al business che, comunque, resta l’interesse principale della partecipazione degli imprenditori al network.

Quindi i membri del network partecipano ai numerosi incontri di lavoro e conviviali che permettono a questi imprenditori di costruire e creare situazioni di vantaggio comune. Per capire questo spirito positivo in Veneto, bisogna partecipare ad un incontro e sperimentare il modo in cui le persone si relazionano. Le stesse parole possono assumere significati differenti a seconda del modo in cui queste vengono pronunciate.

Proprio come una poesia assume significati differenti a seconda di chi la legge e si riconosce un attore che si è preparato da uno che improvvisa, così bisogna vivere l’esperienza di uno di questi incontri professionali per capire che esiste un lifestyle italiano anche nel business. Ad Hoc Consilia ha raggiunto un buon equilibrio nel mondo del business per poter definire questo modello come un Lifestyle Italiano nel Business.

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