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Sin dai tempi antichi, Huangshan è stata riconosciuta come la montagna che offre il miglior paesaggio e che supera tutte le altre montagne della Cina.

In rappresentanza del paesaggio cinese, la città di Huangshan è la prima località panoramica al mondo che unisce il patrimonio culturale e naturale dell'UNESCO, il World Geopark e la Riserva mondiale della biosfera dell'UNESCO.

La sua qualità dell'aria è incredibile e l'aria rimane limpida al 95% durante tutto l'anno, con un livello di ossigeno naturale ottimale. È anche il luogo d'origine del tè verde Huangshan Maofeng, del tè verde Taiping Monkey-pick e del tè nero Qimen, tra i primi dieci tè famosi in Cina e un simbolo delle destinazioni turistiche più eccellenti della Cina.

Libera, come i dintorni di grandi montagne e acque, la gente di Huangshan ha la propria interpretazione dell'Arte Zen del Tè.

La Cina ha un vasto territorio e abbondanti risorse, e la sua cultura e arte del tè si diffonde in tutto il paese.

Perché l'arte del tè di Huangshan è così speciale? Dalla mia esperienza di oltre 20 anni, l'arte Zen del Tè di Huangshan è la combinazione spirituale del paesaggio montano, del tè, della cultura Hui locale e della gente di queste terre.

Lo splendido scenario di Huangshan offre l'ambiente perfetto, la straordinaria qualità del tè e la cultura locale Hui è l'anima dell'esperienza. Questi tre ingredienti offrono il tè della migliore qualità in Cina e nel mondo.

Infine, tutti i riti e le tradizioni di quest'arte del tè sono incentrati sulle persone che stanno vivendo tutto questo. Tutti questi elementi indispensabili si completano a vicenda.

Questo può sembrare astratto, ma in altre parole, una degustazione è una vera "esperienza immersiva". Ecco un esempio.

A maggio 2020, abbiamo ricevuto alcuni ospiti a Yupinglou, che è una piattaforma sulla incantevole vetta Yuping che si trova a metà del mare di nuvole del monte Huangshan. È un balcone da sogno perfetto per un'elegante “pausa” del tè.

I miei colleghi e io abbiamo servito i prodotti di cui siamo più orgogliosi, il tè verde Taiping Monkey-pick, in un bicchiere molto alto.

Taiping Monkey-pick, è una specie di tè verde raro con foglie molto lunghe e verde scuro e con un aroma sorprendente. Di solito cresce sulle cime delle alte montagne dove la leggenda vuole che solo le scimmie possono andare a raccoglierne le foglie.

Ma siccome gli ospiti avevano camminato per un bel po' e sudato abbastanza, in quel momento una bevanda al tè verde fresco, dolce e aromatica era proprio quello di cui avevano bisogno.

Allo stesso tempo, il mio collega ha eseguito la cerimonia del tè con un po' di musica rilassante.

Questa cerimonia del tè è parte della preparazione del tè, con una musica classica cinese tradizionale e una danza creata appositamente dal leader dell'industria del tè, il signor Qiao Musen, per la produzione di Taiping Monkey-pick.

Si è esibito nella cerimonia del tè in molti paesi.

Questo è stato un momento molto speciale da ricordare per me, perché durante la cerimonia del tè la montagna è stata avvolta dalle nuvole. Nuvole che hanno portato la pioggia, più tardi.

Sotto i pini, le vette sembrano giada bagnata dall'acqua fredda, tutto taceva come se stessero ascoltando una storia silenziosa raccontata dalla natura.

Penso che qui sia dove puoi sperimentare l'unità spirituale della montagna, del tè, della cultura.

Con un ricco patrimonio culturale e diversi punti panoramici, Huangshan ha sempre attirato ospiti e turisti dalla Cina e dall'estero. Nel 2019, sono stati 2.869.400 i turisti stranieri che hanno visitato la città di Huangshan. Anche molti turisti stranieri sono venuti nella nostra “casa di studio” per sperimentare la cultura, che penso sia un ottimo modo per comunicare e creare connessioni.

Alla fine del 2019, sono stato invitato a un concerto tenuto a Huangshan da musicisti della città di Perugia, in Italia, una città con una storia di 1.000 anni.

La musica classica italiana è appassionata e sfrenata, mentre la musica classica comunemente usata nelle nostre cerimonie del tè è tranquilla e aggraziata, entrambe danno alle persone un elegante godimento artistico.

A causa dell'impatto dell'epidemia, a molte attività culturali o artistiche del tè che abbiamo tenuto quest'anno non hanno partecipato nessuno dei nostri amici stranieri. Spero davvero che più amici e ospiti italiani da tutto il mondo possano venire a Huangshan, assaggiare il buon tè e sperimentare la nostra cultura.

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Discoverplaces.travel e la "Rete d'Impresa Vivi Rocca Priora"


Il nostro progetto si basa sullo sviluppo delle imprese attraverso la conoscenza del
DiscoverPlaces.travel- Guida di ROCCA PRIORA
territorio, che abbiamo raccontato e coltivato in questi anni di lavoro attraverso la comunicazione delle sue eccellenza, della sua storia e degli elementi che lo rendono unico.
Così abbiamo fatto per Rocca Priora, dove abbiamo creato la Guida Turistica di Rocca Priora. Un piccolo manuale che racchiude tutte le sue peculiarità e l’anima di questo borgo grazie all’inserimento e alla condivisione delle storie che popolano il suo territorio.
 
 

Potete leggere la guida completa cliccando QUI

 

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Un lavoro tradotto in due lingue, e poi nel linguaggio del web, rendendo disponibili tutti i contenuti per la loro visione a tutto il mondo.

Gli articoli che abbiamo scritto:



Da questo lavoro di promozione sono nate tantissime iniziative, che abbiamo realizzato insieme alle amministrazioni e agli attori di questo borgo.
Il territorio ha preso vita...non solo su carta!
Realizzato Verde pubblico e arredo verde per le Vie del paese. Abbiamo implementato la cartellonistica, integrando il nostro Storytelling alle informazioni utili per una cartellonistica in ottica turistica e locale, con un riguardo particolare alle imprese, per cui abbiamo in piano di realizzare una "caccia al tesoro" tra negozi, botteghe e storia. Abbiamo anche realizzato la grafica e i contenuti dei volantini con le migliori cose da fare nel borgo.
Potete vedere tutte le imprese della "Rete d'Impresa Vivi Rocca Priora" cliccando il seguente LINK


GELITO: il Nevegelato di Rocca Priora



Da questo piccolo granello di sabbia è nato un movimento di sviluppo che ha portato alla creazione di eventi e iniziative che hanno coinvolto le attività locali in una riscoperta delle proprie radici e del proprio paese. Uno di questi progetti è stato Gelito.
Un’idea nata dalla storia di rocca priora, conosciuta un tempo come la “Ghiacciaia di Roma”, che ispirandosi agli elementi dell’acqua, e della neve, ha dato vita al gelato di Rocca Priora. Un progetto che prende il meglio del territorio, in filosofia e gusto.
Gelito non è un semplice gelato, ma un'idea che unisce la materia prima ad un modo di comunicarla. Dall'attività che dovrà distribuirlo, fino al consumatore finale.
Igloo Gelateria Paliano
Per questo quando abbiamo ideato Gelito, abbiamo costruito un'idea di distribuzione con un disciplinare, che descrivesse le specifiche per quando riguarda le materie prime, la distribuzione, la comunicazione del prodotto, e infine l'accoglienza che ogni produttore che adotta il marchio Gelito deve offrire a turisti e clienti che entrano nel suo punto vendita. Qui potete consultare il DISCIPLINARE.

Friend of Tourist


Ma come applicare questo disciplinare e creare questa accoglienza? Con Rocca Priora abbiamo attivato i corsi FOT (Friend Of Tourist). Una serie di incontri per formare gli imprenditori del territorio di Rocca Priora, insegnandoli a  raccontare la propria storia, la propria attività, il proprio prodotto in modo semplice e emozionale attraverso lo strumento dello Story Telling. Dei corsi che abbiamo già messo in pratica, e da cui abbiamo ottenuto già tantissime storie di successo!



Turismo tra i Banchi



Ma la formazione per amare e imparare a conoscere il proprio territorio, inizia già da piccoli!
Rocca Priora è stato il trampolino di lancio e la sede di tante attività della nostra associazione "Turismo tra i Banchi", un programma per aiutare studenti di piccola e grande età a riscoprire il proprio paese, e il turismo attraverso attività svolte a scuola e sul campo.
Turismo tra i banchi è un programma che possiamo portare in tutte le scuole e associazioni del territorio!
Con Rocca Priora abbiamo svolto molti incontri, che abbiamo documentato e raccontato qui e nel nostro portale www.Turismotraibanchi.org:

 



Horse Museum


La Fondazione Horse Museum è nata dalla passione e dall'amore per i cavalli, l'arte e tutto quello che riguarda il mondo equestre. Rocca Priora è stato un punto di riferimento, vista la sua vicinanza al Centro Equestre Federale dei Pratoni del Vivaro, per noi e molti sportivi. Qui in questo borgo abbiamo realizzato tante attività in collaborazione con la Biblioteca di Rocca Priora e le associazioni locali, dedicate a bambini ed adulti per la scoperta e conoscenza del cavallo. Qui abbiamo esibito la nostra mostra in più occasioni, una mostra che ha fatto il suo debutto a Cavalli a Roma.

 

 



 
 
         

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Fumone- Porta Romana by Alberto Bevere
Fumone- Porta Romana by Alberto Bevere

Premio Town Ambassador a Deborah Caponera per il suo amore per Fumone e la sua promozione in tutto il mondo.

Secondo Wikipedia, New York ha 8.399.000 abitanti e Fumone ne ha 2.044. Qualche ordine di grandezza in meno ma entrambi hanno fascino da vendere, e sono stati capaci di arrivare al cuore di Deborah Caponera.

Ma partiamo dall’inizio.

Come è arrivata a festeggiare felicemente i suoi 50 anni a Fumone?

Come si capisce immediatamente dal cognome, Deborah ha chiare origini italiane ed in particolare da una bellissima zona della Ciociaria a sud est di Roma. Un territorio veramente magico che è stato protagonista della storia ancora prima della nascita dell’Impero Romano.

Possiamo dire che Deborah è la storica della famiglia, quella che va in giro a chiedere notizie sui loro antenati e ha dovuto superare diversi misteri.

Suo bisnonno Vincenzo Caponera era arrivato in America agli inizi del ‘900 e per qualche ragione si era trasferito nel Connecticut dove forse non ha trovato proprio il sogno che desiderava e ha dovuto faticare per integrarsi nella comunità.

Infatti non ha mai voluto raccontare la sua storia e ha fatto in modo che i suoi figli fossero cresciuti americani puri dimenticandosi delle radici italiane. Aveva sposato una donna di origini irlandesi che aveva combattuto in famiglia per unirsi a questo strano emigrato italiano.

Forse anche per questo Vincenzo aveva abbandonato ogni tradizione italiana cercando di integrarsi totalmente in quelle americane e forse in quelle irlandesi della moglie. E tutto si è perso fino all’arrivo della IV generazione.

Poi tutta una serie di figli maschi che continuano il cognome Caponera e continuano a vivere nel Connecticut e sposano donne americane fino ad arrivare a Deborah, la cui mamma discende direttamente ad uno dei primi pellegrini arrivati in America con il Mayflower.

Veramente vorrei precisare che sua madre e la madre di suo padre hanno entrambi antenati che discendono dai primi pellegrini. Quindi Deborah ha 3 radici su 4 che sono connesse all’inizio della storia dell’America.

Nel suo viaggio a ritroso, Deborah ha sempre in mente il suo strano cognome un po’ difficile da pronunciare e inizia il suo viaggio dal DNA risalendo poi ad un piccolo paese italiano.

Fumone è sul cucuzzolo di un colle con un castello medioevale e i giardini pensili più alti in Europa. Il castello è stato la prigionia di un papa e ha anche il suo mistero con un fantasma che si aggira per le sue stanze. Il borgo è ancora tutto raccolto dentro le sue antiche mura medioevali.
Per la sua posizione è stato un posto di vedetta sin dal periodo romano e da qui si controllavano le vie di collegamento con il sud. Il suo nome deriva proprio che quando si vedevano i segnali di fumo dal castello significa avere problemi per tutti.

Così, 7 anni fa dopo un po’ di ricerche, Deborah arriva al nome di Fumone e fa una ricerca su internet.
Già alla prima immagine del borgo è un ‘colpo di fulmine’. Resta senza fiato. E subito propone al marito Greg di trascorrere la loro prossima vacanza nel borgo Ciociaro.

La prima immagine si trovava sul sito di Lisa Eagles, una splendida donna inglese che per amore si era trasferita anni prima a Fumone e aveva aperto un B&B. Lisa era stata anche coinvolta nell’amministrazione di Fumone e per la sua conoscenza della vita italiana costituisce un ponte interculturale per tutti coloro che vogliono entrare nello spirito italiano.

Infatti per conoscere l’Italia in tutte le sue migliaia di sfaccettature nate da questa incredibile storia che abbiamo e che risale almeno a tremila anni fa (e non ci dimentichiamo mai di nulla) serve un aiuto.

Altrimenti si resta su uno strato superficiale e si perde la parte più bella dell’Italia, il suo patrimonio intangibile fatto di relazioni sociali.

Ed arriviamo al 2015, quando Deborah e Greg decidono di venire in Italia e di trascorrere un giorno a Fumone per poi andare a Roma.

Si aspettavano di vedere donne vestite di nero con lo sguardo basso e si sono invece ritrovati in un paese solare che li ha accolti in modo caloroso fin dal momento in cui hanno parcheggiato la macchina poco fuori le mura del borgo.

La prima persona che hanno incontrato è stata Lisa che li ha subito condotti nella casa di origine dove hanno incontrato un anziano signore che era stato un amico del suo bisnonno. Uno scultore che li ha subito invitati ad entrare a casa sua.

Poi Lisa, passa parola e Facebook hanno fatto il resto.

Un suo lontano cugino ha visto che si trovava a Fumone e ha riportato tutta la famiglia a casa dalle vacanze per offrirle un pranzo. E che pranzo!

C’era tutta la famiglia allargata, praticamente mezza Fumone.

Una esperienza indimenticabile che ha cambiato il suo modo di vedere la vita. E anche quando è tornata in America, dove vive a Brooklyn e insegna graphic design all’università, ha sparso un po’ di stile di vita italiano.

Ed ora è diventata ‘ossessionata’ da Fumone e non vede l’ora di tornarci. Ed è tempo di creare collegamenti ancora più forti fra giovani di Fumone e di New York per far vivere il meglio dei due paesi e creare nuovi legami.

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Three Gorges of China in the morning
Cambiare, o non cambiare? La vita del fiume Jianling di Chongqing

Per me, un abitante della città di Chongqing, dove scorre il fiume Jialing, questo fiume è qualcosa che eviterei. Questo perché sono nato con la paura dell'acqua, anche se mio padre ha scelto un nome prontamente associato ad essa per me.
Ma sono ben consapevole che il fiume significa molto per tutti i nati e cresciuti di Chongqing. Yu, ex nome della sezione Chongqing del fiume Jialing, ora diventa un'abbreviazione per questa città.
Quindi, è abbastanza giustificato salutare il fiume Jialing come il "fiume madre" del popolo di Chongqing.
Negli anni '20, il trasporto d'acqua via acqua iniziò a espandersi sul fiume Jialing. Con il tempo, fu costruita una strada lungo la riva del fiume, ed era sempre piena di barcaioli, facchini, portatori, venditori ambulanti, mendicanti e viaggiatori.
Più tardi, intorno ad essa si formò una serie di fabbricati e poi un mercato.
C'erano locande, trattorie, case da tè, taverne, negozi di riso, negozi di spaghetti, negozi di alimentari, farmacie, negozi di sartoria e altro ancora. Questi negozi, fatti di assi di legno e bambù, erano creazioni un po 'improvvisate.
Quando l’acqua si alzava, venivano spostati più in alto. Quando le inondazioni si calmavano, tutto veniva spostato indietro. Su un piano più alto c'erano teatri e altri locali.
Se guardiamo indietro a come si è formata e sbocciata la cultura regionale intorno al fiume Jialing e al fiume Yangtze, vediamo ancora che il progresso culturale ha accompagnato ogni singolo cambiamento dei tempi.
Fino ad oggi, circa un secolo dopo, le rive del fiume, Jialing o Yangtze, scendevano dolcemente verso l'alto e verso il mondo urbano, con del verde in mezzo.
È un vero sollievo sapere che lungo la linea di confine occidentale della Nuova Zona Nord, formata naturalmente dal fiume Jialing, esiste ancora un tratto di natura incontaminata. Meglio ancora, gode di un superbo senso del feng shui.
Per questo motivo, la Nuova Zona Nord ha elaborato un piano speciale per sviluppare il paesaggio lungo il fiume Jialing, facendo un entusiasmante proclamazione di creare un "Grande spettacolo lungo il fiume Jialing".
Senza dubbio questo porterà enormi cambiamenti al fiume. Le acque del fiume Jialing hanno continuato a scorrere per migliaia di secoli e continueranno a salire, così come le storie che lo circondano. Ma come mantenere le caratteristiche che definiscono il fiume Jialing è un tema su cui noi, e tutti, dovremmo concentrarci.
Non ci vuole tanto per capirlo, ma ogni volta che l'acqua è calma, il fiume Jialing diventa un paradiso per molti appassionati di immersioni. E c'è una storia meravigliosa che circonda questo amore per le immersioni, una vera storia d'amore che vorrei raccontarvi.
In passato, i ragazzi erano soliti riunirsi in gruppi, spogliati fino alla cintura, per tuffarsi dall'alto precipizio della scogliera, al fiume Jialing appena sottostante.
Alcuni si tuffavano senza mettersi in mostra, mentre altri preferivano sfoggiare acrobazie come picchiate o colpi di scena. Erano, come potremmo dire oggi, "degli esibizionisti".
Ma a quei tempi c'erano due ragazzi, Chen e Li, a cui piaceva segretamente la stessa ragazza, Xiang. Nessuno dei due poteva contrastare le intenzioni romantiche dell'altro, quindi il conflitto era rimasto irrisolto.
Così, sotto la direzione di un giovane Liu (cioè io), fu organizzata una partita di tuffi per risolvere una volta per tutte la questione. Chen e Li concordarono sul fatto che il tuffatore migliore avrebbe potuto continuare a corteggiare  Xiang, mentre quello con abilità inferiori si sarebbe fatto volontariamente da parte.
Una "giuria" fu organizzata dalle ragazze della mia classe, naturalmente guidata dalla stessa Xiang.
Chen andò per primo. Essendo più un tipo rigoroso e sobrio, si tuffò con una tradizionale "palla di cannone": testa in alto, piedi in basso, arti chiusi, incontrò la superficie dell'acqua come un masso che cade.
Un salto come questo produce effettivamente un suono impressionante, ma il suo grado di sicurezza è pericolosamente basso. Poi fu il turno di Li. Subito dopo il decollo, la sua esibizione venne accolta da un coro di grida eccitate
Questo perché scelse di tuffarsi di testa. All'interno della nostra cerchia di tuffatori puramente dilettanti, la picchiata era considerata una manovra estremamente pericolosa.
Per un capriccio, anche se forse stimolato dalle urla delle ragazze, Li decise di aggiungere un mezzo giro a metà tuffo, sperando di suggellare la sconfitta di Chen in modo più deciso. Ma qualcosa andò storto durante l'esecuzione.
La forma imperfetta di Li lo fece entrare in acqua orizzontalmente piuttosto che verticalmente. Il suono del tuffo non fu così percussivo - attutito, in realtà, come un profondo sospiro - ma lo spruzzo che emetteva era almeno due volte più grande di quello di Chen.
Mentre mi precipitavo verso la riva del fiume, Li era lì, fissandomi perplesso. Fece solo una domanda: "Chi ha vinto?"
Dopo una breve pausa, la "giuria" gridò in coro: "Tu, certo!"
Li brillava di gioia dopo aver ascoltato il verdetto, tutto questo mentre dalla bocca usciva una piccola quantità di sangue. La lucentezza del suo rossore brillante mi impressionò molto, per la sua onestà e  purezza.
Un'altra questione preoccupante è che il fiume Jialing dovrebbe essere completamente trasformato in un canale. Designato come il primo fiume della Cina a subire una completa canalizzazione, sedici nodi di navigazione a cascata saranno costruiti e interconnessi lungo la sua sezione Guangyuan-Chongqing.
Ciò significa che tutte quelle storie di audacia e grinta, tutti i rematori di barche il cui lavoro ha testimoniato l'ultimo secolo di alti e bassi del fiume, saranno relegati nel regno della storia.
Al pensiero, posso quasi sentire la canzone haozi che agita l'anima dei rematori della barca che svanisce in lontananza.
Proprio come una vita umana, ogni fiume ha il suo destino. Per lunghi anni, i rematori di barche del fiume Jialing hanno creato un collegamento da Chongqing al mondo esterno in virtù della loro stessa implacabilità e forza assoluta.
Ma quegli uomini, quelle storie e quelle canzoni di lavoro scompariranno tutte sotto il richiamo dello sviluppo a cascata.
E non possiamo fare altro che rassegnarci a lasciare che accada.
Personalmente, ho sempre trovato questa vecchia professione del fiume Jialing uno spettacolo piuttosto caratteristico, richiamando alla mente la pittura a olio altrettanto semplicistica ma emozionante, Barge Haulers on the Volga.
Per molti versi, la scomparsa dei rematori di barche può essere considerata un segno di progresso storico.
Ma c'è un pensiero che mi tormenta: è davvero questo l'unico modo per ottenere il cosiddetto progresso? È questo l'unico modo per far avanzare la storia? Attraverso misure così crudeli come queste?
Uno scrittore una volta lo ha detto in questo modo, rendendomi difficile dimenticarlo: "Tirando i loro cavi di traino sulle rive del fiume, i trasportatori di barche presentano certamente una scena commovente.
Ma se il tuo vecchio padre fosse tra le loro fila, proveresti ancora un tale senso di apprezzamento culturale? Oppure potresti accettare la vista di navi cisterna e mega-navi? "
Ah, è vero! Quegli uomini che tirano le barche, non potrebbero essere tutti nostri padri ?!

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Un’andata di amore unisce Marche e Michigan in un abbraccio ideale grazie ad Albert Santoni. Un legame riscoperto dopo un viaggio nelle radici della propria famiglia che lo porta ad innamorarsi di nuovo del paese da dove erano partiti suo nonno e sua nonna.

Ma andiamo per ordine e lasciamoci guidare dalla storia della famiglia Santoni sin dal suo arrivo in America.

Tutto inizia nel 1905 quando il nonno di Albert va in America e si stabilisce ad Iron Mountain nel Michigan, un centro minerario a confine con il Wisconsin in grande sviluppo grazie alla crescita economica americana.

Il suo nome di ‘Montagna di Ferro’ fa riferimento ad una vicina montagna dove si trovavano vene pure di ferro utili allo sviluppo del sistema ferroviario americano.

Durante il suo soggiorno, per questioni di salute arriva nel Wisconsin, precisamente a Green Bay sulle sponde del Lago Michigan, per una operazione di appendicite. Un viaggio che gli allarga gli orizzonti del sogno americano.

Nel 1910 torna in Italia per sposarsi con Lucia, una giovane di Sassoferrato che apparteneva alla ‘classe nobile’ del bellissimo borgo italiano. Per sposarsi, Lucia aveva addirittura contrastato la famiglia che non appoggiava la sua scelta.

Ma i due innamorati superano ogni pregiudizio e insieme tornano in America.

Per coincidenza, Sassoferrato è stato un importante centro minerario in Italia e oggi tutte e due le cittadine, americana e italiana, hanno creato un museo e un parco geologico attorno alle antiche miniere.

Anche l’etimologia dei loro nomi praticamente coincide: Iron Mountain e Sassoferrato.

Sassoferrato si trova sugli Appennini Marchigiani, la catena montuosa che corre lungo la penisola italiana, proprio vicino le Gole della Rossa create dal fiume Genga e le stupefacenti Grotte di Frasassi.

La bellezza artistica dei borghi marchigiani, la cultura enogastronomica e la rigogliosità della natura rendono questa parte italiana veramente magica con una ‘bellezza naturalmente storica’.

Ma torniamo agli inizi del ‘900. Molti emigrati italiani già a quel tempo avevano raggiunto Iron Mountain e avevano creato un loro ‘distretto italiano’ dove si potevano trovare negozi italiani, una chiesa e qualche ricordo dello stile di vita del loro paese d’origine.

E così che spesso anche la seconda generazione di italiani ha trovato il coniuge all’interno della comunità italiana e anche la mamma della moglie di Albert è originaria italiana. Precisamente di Capestrano in Abruzzo.

La seconda generazione è già nata in America, la loro lingua madre è l’inglese e sono cresciuti totalmente immersi nella cultura americana. Anche se sono orgogliosi delle loro radici italiane, non tornano spesso in Italia.

Ed infatti i genitori di Albert non sono tornati in Italia. Ma le tradizioni della cena della domenica in famiglia dalla nonna e della cucina a base di pasta, ravioli e polenta ricordavano sempre le loro radici.

Il papà di Albert aveva frequentato la scuola militare e aveva combattuto nella II Guerra Mondiale, in Belgio e Francia, dove si era distinto per meriti vincendo diverse medaglie al valore.

Finita la guerra era tornato in America facendo vari lavori fino a quando nel 1960 comprò un centro per la lavorazione del legno da una vicina area boschiva e nel 1970 inizià un’attività che ancora oggi i suoi discendenti continuano: la Dickinson Homes (www.dickinsonhomes.com).

Nel frattempo si erano chiuse le miniere di Sassoferrato ed era partita una nuova ondata di emigrazione.

Un attacco di cuore cambia i destini e Albert e i fratelli devono subentrare nella conduzione dell’azienda. Una scomparsa che fa nascere il desiderio di conoscere sempre di più le proprie radici. Magari andando a vivere in Italia i racconti che sin da piccolo aveva sentito dal nonno.

La scoperta inizia con la ricostruzione dell’albero genealogico della famiglia e nel 2004 il primo viaggio in Italia: 4 giorni a Roma e poi una macchina per raggiungere Sassoferrato e la frazione di Monterosso. Quella nella cui piazza viveva la famiglia, in una casa proprio vicina la chiesa.

Riescono a trovare un cugino del nonno e incontrano altri lontani parenti: tutti Santoni come loro. Nelle trattorie del posto assaggiano i passatelli e i cappelletti e per loro è come tornare indietro nel tempo ai sapori della loro infanzia.

A quel primo viaggio ne sono seguiti altri 9 in cui li hanno seguiti anche i figli Anthony e Mario. E un desiderio sempre crescente di trasmettere anche ai loro nipoti un pizzico di italianità e in particolare della vita del borgo di Sassoferrato.

Oggi è nato un gemellaggio tra Sassoferrato e Iron Mountain e sono state pianificate molte attività che coinvolgono le nuove generazioni.

Per questa attività e per il loro amore, Albert Santoni ha ricevuto il Premio Town Ambassador da Discoverplaces e dal sindaco Maurizio Greci di Sassoferrato.

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Nella memoria e nel cuore di Noi che abbiamo vissuto i “Cappuccini” negli anni ’80, le emozioni vissute durante la nostra infanzia e adolescenza nella amata Paliano sono indelebili.

La cosa può stupire… perché è facile domandarsi: ”in che modo un paese povero e piccolo che negli anni ’80 era maggiormente popolato da anziani, fondato su agricoltura e pastorizia, ha potuto segnare cosi tanto le vite di molti di noi?”


A maggior ragione la mia vita, che ero “straniero” in casa avendo tutta la mia amata famiglia paterna a Paliano ma vivendo nel Veneto, questa domanda può nascere spontanea.
Di fatto sono tre le cose che ancora oggi a distanza di più di 40 anni mi consentono di dare una risposta inequivocabile a questa domanda.
[caption id="attachment_48878" align="center-block" width="750"]Paliano- Panorama paese by Benedicta Lee Paliano- Panorama by Benedicta Lee[/caption]
La prima sono LE PERSONE DI PALIANO apparentemente chiuse, rudi e con espressioni del volto arcigne, ma invece ora come allora, genuine, semplici, amabili, unite. Amiche da una vita, e forse oggi ancora più unite grazie al lato bello della tecnologia che, pur avendo sostituito le romantiche cartoline e le rare telefonate, oggi ci consente di vivere le quotidianità di ognuno noi come una FAMIGLIA.
La seconda è il PARCO DEI CAPPUCCINI, che per noi non era solo un luogo di divertimento… ma un punto di ritrovo fidato, sicuro, uno spazio in cui vivere amori, litigi, compiti di scuola, canzoni, partite a carte, i balli notturni. Un luogo che ha visto delle trasformazioni ma al quale rimaniamo legati ora come allora.
La terza è il PAESELLO… Paliano nasconde una storia e un fascino misto fra Medioevo e Rinascimento che in pochissimi conoscono. Alcuni valori storici (Palazzo Colonna, Caravaggio), una architettura affascinante che si respira fra i suoi vicoli strettissimi. Una potenzialità turistica ancora da sfruttare a pieno … il Palio, le Cantine Aperte, il Parco “La Selva”.
Chi ha vissuto Paliano e chi transita per Paliano non può rimanere immune da tutto quanto è stato qui scritto… perché l’energia di una popolazione la respiri camminandoci dentro, a qualsiasi età.
I ricordi della mia adolescenza che mi legano alla Contrada dei Cappuccini sono troppi e di natura molto diversa: dai più divertenti ai più romantici fino a quelli sconsiderati. Senza tralasciare quelli malinconici …
Forse uno li riassume tutti: ovvero il giorno in cui sono diventato tifoso della Lazio.
Una delle attività più incoscienti alla quale piaceva dedicarci da adolescenti nelle serate estive, era quella di “disturbare” il custode del convento che si trova alla fine di Via San Francesco D’Assisi (e che da il nome alla contrada “dei Cappuccini”).
Molti di noi si nascondevano dietro gli alberi che a quel tempo costeggiavano l’ultimo tratto della via prima di aprirsi sul piazzale della chiesa e, a turno, uno di noi si spingeva fino a sotto il portico di ingresso al convento.
Poi, con un misto di timore e spregiudicatezza, tirava la corda che a quel tempo ancora faceva suonare la campanella che fungeva da chiamata. Ovviamente a quel gesto seguiva un fuggi fuggi generale con successivo rifugio all’interno del Parco.
Tutti noi sapevamo che all’interno del convento era presente un custode. Un personaggio storico del paese che portava sempre con sé tre cani al guinzaglio: Atos Portos e Aramis, in nome dei tre moschettieri.
Una mattina mentre ero seduto sullo scalino di casa mia al civico 60 (che era lo scalino della porta di ingresso dell’alimentari che i miei nonni gestivano negli anni ‘70/’80 e dal quale transitavano e si rifornivano tutti i bambini che andavano a scuola proprio nel convento) vidi spuntare proprio il custode con i suoi cani al guinzaglio dalla salita che poi portava per l’appunto al convento.
Ovviamente il terrore a quella vista mi invase perché era fortissimo il timore che il custode mi riconoscesse come uno di quei discoli che la notte lo disturbavano. Quindi mi irrigidii come un sasso e abbassai lo sguardo.
Il custode giunto alla mia altezza dalla parte opposta della strada si fermò all’improvviso e mi guardò rivolgendomi una domanda secca di ambito calcistico: ”MA TE, DE CHE SQUADRA SEI?”
E li la paura di commettere un errore fatale mi fece dare una unica risposta ”DAA LAZIO”.
E lui appagato dalla mia risposta prosegui la sua passeggiata in direzione Paliano lasciandomi con una semplice “BRAVO”.
Questo ricordo racchiude in sé tutte le emozioni che sopra ho anticipato.
Il divertimento derivato dalla condivisione di queste bravate con gli amici più cari, il romantico ricordo di un personaggio storico del paese (del quale anni più tardi è stata affissa una fotografia nel bar centrale del paese unitamente alle foto di altri personaggi storici del paese) e infine quelli malinconici legati personalmente all’affetto e all’amore per quello scalino.
Lo scalino che ricorda i tempi passati in cui la mia famiglia gestiva il suo alimentari e la taverna come ripeto sempre: PALIANO per me è tutto.
Casa, famiglia e amici. Certezza, amore e emozione.
Grazie Paliano. Grazie Famiglia. Grazie Amici.

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Quando ero bambina, non c'era nulla di più bello che andare a trovare i miei parenti a Sciacca.
Abitavano nel cuore del borgo antico, proprio all’ingresso del quartiere arabo che attraverso una lunga scala permetteva di addentrarsi nella casbah.
Tutti insieme, i miei parenti stavano seduti in strada sui gradini della scala e sulle sedie formando un grande cerchio.
Transitare da lì era un passaggio obbligato per chi doveva raggiungere l'antico quartiere di San Michele nella parte alta del paese.
Tutte le sere, parenti e amici stavano seduti su quei gradini e su quelle sedie variopinte che davano la sensazione di scivolare, dato che la strada era in discesa.
In quel posto, gli adulti sono diventati anziani e i piccoli sono diventati grandi.

Ricordo un mio zio molto alto che sedeva tutto rannicchiato su quelle sedioline. Un ricordo molto bello è quello di una vicina di casa che un giorno scese alla chiazza per comprare dei mandarini per tutti. La signora Lia mi fece assaggiare dei mandarini dolcissimi che ancora sento in bocca se chiudo gli occhi.
Che dirvi? La signora non portò nessun mandarino a casa.
E che dire della signora Rosalia del primo piano sempre sul ciglio del balcone... aveva la capacità di intercettare i turisti e vedendoli spaesati tra i vari vicoli e scalinate.
Era lei a proporsi nel dare indicazioni, e una delle singolari indicazioni stradali che era solita dare restò nei miei ricordi e se ci ripenso ancora adesso rido. Per indicare la strada e svoltare a destra e subito dopo svoltare a sinistra se ne uscì con un "prendi sempre dritto poi gira a mano dritta e subito dopo a mano manca!
Il mio sogno è quello di portare i miei ospiti in quei luoghi per far conoscere loro quelle persone e per farli sedere in cerchio sui gradini e sulle sedioline colorate.
E allora ditemi, cosa vedete voi una strada, dei gradini, un gruppo di persone sedute? 

Io vedo l'amore di una famiglia unita. Vedo giochi, risate, grida. Vedo gelati, pizze, pane cunzatu, amici, storie, stagioni.
Vedo persone che non ci sono più ma soprattutto vedo l'amore che ci hanno lasciato.
Questi pensieri sono dedicati a tutta la mia famiglia e a tutte quelle persone che riescono a vedere ciò che ho visto io.
Ogni gradino è una storia...ogni angolo è una persona, ogni gesto è amore.
Affiorano i ricordi di una vita vissuta: intere generazioni hanno giocato su quelle scale e tutti hanno provato a scivolare sullo sciddicaloro della chiazza. Posto più bello non c’è!
 
Inoltre, voi non immaginate l'emozione di noi da bambini, abituati a stare soli perché abitavamo in periferia, tutti seduti a cerchio a sentire le nostre voci già dai primi gradini della scalinata.
Ci emozionavamo perché sapevamo che lì c'era la famiglia.

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24 racconti, più di 10 città Cinesi, da Shanghai a Nantong!

Questi sono solo alcuni dei numeri del nostro "Storie dalla Cina", lo spinoff del nostro contest #IlFuturoNelleNostreRadici, lanciato durante il periodo del lock down di Marzo.

Un'iniziativa per unire i nostri due paesi, quest'anno gemellati dal 2020 dichiarato "Anno della cultura e del Turismo Italia-Cina", che abbiamo portato avanti con la preziosa collaborazione de l'Istituto Italiano OBOR - 意大利一带一路研究机构 e il CPAFFC (Chinese People's Association for Friendship with Foreign Countries).

E' grazie a loro che siamo riusciti a promuovere la nostra iniziativa anche in Cina, e mentre aspettiamo i risultati dei racconti Italiani, vogliamo condividere con voi i racconti premiati dei nostri scrittori Cinesi, che ogni giorno pubblichiamo nella nostra rubrica Scopri la Cina.

Non perdeteveli!

I premiati del Contest "Storie dalla Cina"


RACCONTO DIVERTENTE

1) Shanghai - Zhe Wei Ni: "Shanghai, Our Future, Our Roots"

RACCONTO MEMORIE

2) Chongqing - Chen Senwei: "The Star Shining beside the Jialing River"

RACCONTO CIBO/ VINO

3) Xian - Wang Yichu: "A taste of Xi 'an"

RACCONTO TRADIZIONI

4) Yangzhou - Lin Wenqin: "The grace of water"

PREMIO AMICIZIA ITALIA/CINA

5.1) Nantong - Jiayi Zhu: "A City Awakened by the Sound of Church Bells in Italy"
5.2) Guiyang - Wang Andu: "A Friendship Witnessed by the Pandemic"

PREMIO MIGLIOR FOTO

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