Grottaferrata. Catacombe ad Decimum

Le catacombe si trovavano al ‘decimo’ miglio dell'antica via Latina (oggi Via Anagnina) e sono state scoperte per caso nel 1905. Sono conosciute per l'ottimo stato di conservazione e sono composte da cinque gallerie scavate nel tufo con soffitto a volta.

Sono ricche di lapidi, con iscrizioni in latino e in greco, che vanno dal III al V secolo DC.

La catacomba testimonia la presenza di una folta comunità cristiana organizzata con una propria gerarchia ecclesiastica. Sono infatti citati: un lettore, due esorcisti, un diacono e un sacerdote.

Fra le circa 1000 tombe presenti, alcune sono decorate con pitture murali rappresentanti varie scene: un Collegio Apostolico, Daniele tra i leoni, il Buon Pastore con due animali per parte, una "traditio legis" cioè la consegna della Legge da parte di Cristo a San Pietro.

 

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 San Donato Val di Comino. La pietra di San Bernardino o "dello scandalo"

A metà di Via Maggiore a San Donato Val di Comino si trova una pietra chiamata di "San Bernardino" o "pietra dello scandalo".

Su questa pietra si sedeva per alcune ore, a seconda della quantità di denaro da restituire, un debitore insolvente. Con questo gesto il debitore ammetteva il proprio fallimento.

Bernardino, in realtà "beato" e non "santo", nacque a Feltre nel 1439 e dedicò la sua vita a difendere i deboli contro l'usura percorrendo l'Italia settentrionale molte volte, a piedi nudi.
 

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Mura megalitiche
Mura megalitiche

Le mura megalitiche di Sora risalgono al periodo dei Volsci, intorno al IV secolo AC.

Circondavano l’acropoli del monte San Casto e Cassio, posto in posizione strategica fra l’Abruzzo (Avezzano) e la Valle del Liri.

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Ferentino. Cinta muraria

Il centro storico di Ferentino è racchiuso entro mura che risalgono al VI secolo a.C. . Sono chiamate ciclopiche per la grandezza dei loro massi.

Nel medioevo le mura vennero rinforzate con torri realizzate con pietre irregolare.

Il circuito murario si snoda lungo 2,4 Km con 12 porte e la sua origine è attribuita ai Pelasgi, un’antica popolazione locale.

Costruite con pietra calcare locale, scabrosa e poco duttile allo scalpello, nota agli antichi con il nome di silex.  

Sorprendente il percorso sotterraneo di Grotta Para, completamente architravato con grandi pietre ciclopiche,
 

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Montelanico. Castello di Pruni

Il castello medievale di Pruni fa pare del sistema costruito per controllare questo territorio che intorno al 1000 apparteneva al Ducato di Ceccano.

Si trova lungo la via che da Montelanico porta a Carpineto ed è stato distrutto nel XV secolo per questioni ereditarie nate tra i Colonna e gli Orsini.

Sono visibili i resti delle mura di cinta a forma di pentagono, di una costruzione alta 4-5 metri e lunga circa 20 mt che si confonde con la roccia su cui poggia.

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Arpino. Decumano Romano

Il Decumano Romano è l’antico asse vario che percorreva l’antica città romana di Arpino da est ad ovest e che oggi ancora può ritrovarsi in Via Aquila Romana.

Alcuni tratti originari della strada sono stati scavati e messi in evidenza in un’area del centro storico considerata ‘il salotto’ di Arpino.

Le strade romane erano fatte tutte seguendo una metodologia ben precisa che garantiva la loro durata e che le ha permesso di arrivare fino ai giorni nostri. Dopo aver eseguito uno scavo e rimosso la terra di superficie, i romani realizzavano i bordi della strada fra i quali posavano un primo strato con grandi pietre (statumen) che costituiva la fondazione vera e propria della strada.

Sopra questo strato venivano posate pietre di dimensioni inferiori (nucleus) che andavano anche a colmare gli spazi lasciati dalle grandi pietre e che veniva costipato e compresso usando pali (festucae) o (cilindri). Questo strato veniva sagomato in modo da permettere il deflusso delle acque meteoriche.

Dopo aver creato il supporto della strada, su questi stradi veniva finalmente posto il ‘pavimentum’, l’ultimo strato su cui passavano eserciti, cavalli e carri e che era composto da lastre poligonali realizzati in pietra, in questo caso la pietra è il calcare bianco delle montagne di Arpino.

Al centro della strada, ricavata all'interno del ‘nucleus’ è ben visibile la cloaca maxima.
 

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Zagarolo. Piazza Guglielmo Marconi

È l’antica piazza del commercio di Zagarolo della scuola del Vignola con i lati porticati dove si teneva il mercato. Tutta la piazza è ornata con stucchi, colonne e in due grandi nicchie si trovano due statue togate provenienti dagli scavi di Gabi.

La chiesa di San Lorenzo, i palazzi di Giustizia e il palazzo del Municipio si aprono su questa piazza cosi da disegnare, insieme a Palazzo Rospigliosi uno schema a croce latina. Le direttrici principali vanno dal centro del potere Ecclesiastico a quello ducale e corrono lungo il crinale della lunga collina su cui è stato costruito Zagarolo.

Il disegno dell'assetto urbanistico è un modulo che si ripropone nei Palazzi di Zagarolo e la grandezza di riferimento è la metà della lunghezza della facciata di Palazzo Rospigliosi.
 

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Gerano. Borgo di Trellano e forte del Poggio

I resti del piccolo forte del Poggio si trovano in una zona vicino Gerano

Si possono scorgere ancora le fondamenta delle case e i luoghi di sepoltura comune di un forte distrutto da Pietro IV nel 1128.

Poco distante si trovava Vico Tellarum, il primo borgo di Gerano dove dal VI secolo la popolazione si era rifugiata per sfuggire agli attacchi dei Barbari.

In entrambi i casi, i superstiti si rifugiarono a Gerano dopo la distruzione del loro villaggio.
 

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