Nel 1962, durante i lavori di costruzione dell'Autostrada del Sole, sono stati rinvenuti i resti archeologici del porto fluviale Castellum Amerinum sul Tevere ad Orte.

Le tracce partono dal periodo preistorico mentre il porto è stato operativo ininterrottamente dal I sec. AC fino al XII-XIII secolo DC.

Dal 1000 è stato soggetto all’Abbazia di Farfa. Sulla collina sopra il porto sono visibili i resti delle torri del castello di Castiglioni.

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Oriolo Romano è uno dei pochissimi insediamenti pianificati razionalmente dal punto di vista urbanistico.

Giorgio di Santacroce ha voluto realizzare una sorta di città ideale con un piano regolatore che fece progettare dal Vignola.

Il borgo era razionalmente diviso e ruotava attorno ad una piazza centrale dove si trovavano i palazzi governativi e alcune abitazioni e che ha al centro una Fontana (opera del Barozzi).

Le vie si snodano in maniera regolare e lasciano ampi spazi aperti e vivibili.

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La necropoli di Tre Ponti di Nepi risale al III secolo AC e si estende lungo il percorso dell'antica via Amerina.

Lungo questa via si possono osservare ancora i resti di tre ponti, di cui uno ancora intatto, risalenti al III secolo AC.

La necropoli era luogo di sepoltura per la città di Falerii Novi, un insediamento costruito dopo la conquista romana del territorio falisco.

Si trovano numerose sepolture a dado, a portico, a colombario a camera, arcosoli e una piazzola sacra, dove si concentrano gli imponenti resti di alcuni mausolei.
 

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Le catacombe paleocristiane di Savinilla risalgono al IV-V secolo DC e si trovano vicino l’attuale cimitero di Nepi.

Sono formate da tre gallerie principali e da alcune diramazioni secondarie e sono tutte scavate nel tufo.

Al suo interno si trovano più di mille sepolture e, oltre ai semplici loculi, si possono trovare arcosoli e "formae" pavimentali.

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Il nome dell’attuale rocca Respampani di Monte Romano deriva da quello di una vicina precedente rocca.

Da una targa sulle pareti del castello, la sua costruzione inizia nel 1607 per volere di Ottavio Tassoni d'Este, un Precettore del Santo Spirito.

I lavori furono commissionati all'architetto Canio Antonietti e l'idea era di creare un palazzo/fattoria per ospitare il governatore e il suo seguito di funzionari, ma anche di accogliere le famiglie contadine che vi lavoravano.

Negli anni successivi il castello venne gestito da un autoritario castellano, Fra' Cirillo Zabaldani, che munì la Rocca con fortificazioni e grate.

Fra' Cirillo Zabaldani sospese i lavori della rocca per costruire la chiesa dell'Addolorata sita nel piccolo borgo.

Il castello era troppo fuori mano e le persone preferivano stare nel borgo dell'attuale Monte Romano dove c'era l'osteria e i campi di lavoro.

I lavori vennero così interrotti a metà del XVII secolo e l'immobile è ancora in quello stato incompleto.

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Montalto di Castro. Pescia Romana

Pescia Romana è una frazione di Montalto di Castro a confine con la Toscana e l’abitato è costituito da due nuclei: “Il Borgo Nuovo” ed “il Borgo Vecchio”.

Il più antico si sviluppò dopo l’anno 1700 intorno ad una piccola chiesa edificata dai gesuiti e intitolata a Sant’Ignazio.

L’altro, lungo l’Aurelia, risale al 1961 e costituisce uno dei migliori esempi di comunità rurale: nacque dopo la riforma agraria degli anni 50 grazie all’Ente Maremma.

Anche questo nucleo si forma attorno ad un edificio sacro, la chiesa di San Giuseppe Operaio a pianta esagonale con cupola affrescata anch’essa esagonale.

La storia di Pescia è diversa da quella di Montalto di Castro in quanto era la parte paludosa e malsana.

Intorno al 1820, la “Tenuta di Pescia” viene concessa alla famiglia Boncompagni-Ludovisi, Principi di Piombino, che ne rimase proprietaria fino alla riforma agraria.

Le spiagge di Pescia sono molto frequentate dai turisti in cerca di bellezze naturali.
 

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Nelle colline di Ischia di Castro si trovano alcuni romitori utilizzati dagli eremiti.

Quello di Poggio Conte è ricavato all'interno di un costone di tufo secondo caratteristiche cistercense e si affaccia su una valle con una piccola cascata. Gli ambienti destinati ad abitazione sono franati mentre si conserva la piccola chiesa con colonne e capitelli scolpiti nel tufo. Gli ambienti erano stati affrescati nel XIII secolo

L'eremo di Ripatonna Cicognina è scavato su tre livelli ed è stato frequentato dal XV al XVII secolo.
 

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