Su una cima dei Monti Ausoni vicino al borgo di Lenola, in un ambiente caratterizzato da "fenomeni carsici", si trovano le rovine del borgo medievale fortificato di Acquaviva, circondato dal verde.

Oggi rimangono pochi resti del castello e l'intera area fa parte di un monumento naturale all'interno del parco dei Monti Ausoni.

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Le rovine di Ambrifi si trovano su una collina tra i paesi di Lenola e Pastena.

Il "castrum de Ambrise" comprendeva mura difensive, un piccolo castello, un paio di chiesette e numerose case, per agricoltori, pastori e soprattutto per la guarnigione.

Il primo documento che lo cita risale al 1072. Da documenti, l’inizio dello spopolamento avvenne all’incirca nel 1479 forse a causa delle continue lotte tra le opposte fazioni del territorio di Fondi.
 

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Il Porto
Il Porto

L'attuale porto-canale di Terracina è stato realizzato sotto papa Gregorio XVI intorno al 1843 con lo scavo del canale nell'insabbiamento dell'antico porto romano e la costruzione di un nuovo molo chiamato Gregoriano.

Il porto è in gran parte occupato dalla flotta peschereccia.

Altri porti canale si trovano lungo le foci dei fiume Sisto e Badino.

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La Linea Gustav era stata costruita dai tedeschi per fermare l'avanzata degli alleati verso Roma ed era una barriera naturale per il nemico. 

Lungo questo percorso si sono svolte le battaglie più aspre e cruenta tra il 1943 e 1944.

Il territorio di Santi Cosma e Damiano era attraversato dalla Linea Gustav e oggi fa parte del ‘percorso della memoria’: è stata oggetto di bombardamenti e la popolazione ha subito angherie e stupri.

Il paese è stato insignito della medaglia d'oro al valor civile.

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É la più famosa grotta del promontorio di San Felice Circeo ed è stata scoperta solo il 24 febbraio del 1939 quando il signor Guattari rimosse una frana che aveva ostruito l’entrata.

Qui vennero trovate più di seicento ossa di animali e fu subito chiamato il professor Blanc.

Quando questi entrò nella grotta scopri un cranio del periodo Neanderthal che giaceva a terra circondato da una corona di pietre.

Il professore notò che presentava due ferite: una sulla tempia destra, sicuramente il colpo che aveva ucciso l’uomo, e un’altra alla base del cranio.
 

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Le grotte di Pilato e il Murenario di Ponza sono delle peschiere di epoca Romana, collegate con il mare e tra di loro attraverso dei cunicoli e facevano parte di una villa imperiale romana.

Il loro uso era probabilmente connesso all’allevamento di murene.

Nell’area sono state rinvenute una statua romana in marmo, delle lampade ad olio e un interessante pavimento mosaicato.

Le grotte di Pilato possono essere ammirate solo via mare.

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La cisterna romana di Ponza in via Dragonara è stata scavata nel tenero tufo dell’isola per raccogliere fino a circa 6.000 metri cubi di acque piovane.

La cisterna ha più corridoi coperti da volte e disposti su file parallele che si incrociano con le sei navate perpendicolari.

I corridoi hanno una lieve pendenza in modo da mantenere le acque sempre in leggero movimento ed evitare la stagnazione e il formarsi di batteri.

L’isola aveva altre cisterne, la più grande era quella della Parata (o Grotta di Ponzio Pilato) con una capienza quasi il doppio rispetto alla Dragonara.
 

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