L'antica città Equa di Suna si trovava in un punto strategico di passaggio dove si sono succeduti antichi popoli, i Pelasgi, gli Equi e i Romani.

Le rovine archeologiche ai piedi di Monte Fratta, con i ruderi di un tempio dedicato a Marte, testimoniano questa storia.

Le tecniche di costruzione edilizia di questi resti archeologici sono simili a quelle della cultura Micenea, pertanto è presumibile che abbia ospitato la popolazione pelasgica, arrivata dalla Grecia ben più di 2000 anni AC.

I Pelasgi erano un popolo abituato a vivere sulle montagne e approdarono in Italia passando dalla Sicilia.

I Pelasgi rimasero in questo territorio per circa 250 anni, fino a quando gli Equi combatterono per liberare la Valle del Salto dalla presenza straniera.

Il popolo degli Equi era fiero, orgoglioso e combattivo. I Romani non riuscirono mai a sconfiggerli e le aree erano amministrate con autonomia dalla ‘Rex Publica Aequicolorum’.

powered by social2s

Sulla sommità del colle di Pescorocchiano si trova Nersae uno dei siti archeologici più importanti della Valle del Salto.

Era la capitale della Res publica Aequiculorum (popolazione degli Equi) di cui parla anche Virgilio nell'Eneide.

Il sito è chiuso da un tratto di mura ciclopiche del IV secolo AC che delimitano l’area dell'acropoli con il tempio sacro di Nersia.

I Romani assegnarono Nersia alla Gens Fabia e la elevarono a "municipium", e si possono riconoscere il foro, i resti delle terme e altri edifici pubblici.
 

powered by social2s

Nella frazione di Pace di Pescorocchiano si trova il castello di Macchiatimone, uno dei più rilevanti e che domina le gole del fiume Salto.

Le prime informazioni risalgono al XII secolo, quando Gentile Vetulo era il suo feudatario e faceva parte del Regno di Napoli.

Verso la metà del XIII secolo divenne il principale caposaldo della struttura difensiva organizzata da Federico II.

Alla fine del secolo XIII passò allo Stato della Chiesa e nel Cinquecento fu affidato alla famiglia dei Savelli.

Agli inizi del XVII secolo il castello fu abbandonato e oggi sono rimasti solo dei ruderi tra cui la torre quadrata della rocca e due torri cilindriche della cinta muraria.

powered by social2s

La Pietra Scritta è un monumento sepolcrale della famiglia romana dei Muttini risalente al I secolo AC che si trova nel territorio di Paganico Sabino.

L'iscrizione si sviluppa su tre righe e, a causa degli agenti atmosferici, risulta in parte compromessa.

Il sepolcro è stato ricavato da un masso che si è staccato dalla parete rocciosa e che poi è stato modellato.

Ha una pianta quasi quadrangolare e la forma tronco-piramidale. Sotto il basamento era stata ricavata una cavità.

 

powered by social2s

L’ingresso del paese di Morro Reatino avviene attraverso una porta a tutto sesto seguita da un passaggio con una volta a botte.

Le mura con i merli quadrati, guelfi, e i torrioni circolari e quadrangolari ricordano il loro scopo difensivo.

powered by social2s
Monteleone Sabino. Antica città di Trebula Mutuesca

Trebula Mutuesca era una antica città della Sabina poi diventata romana a poca distanza dal centro di Monteleone Sabino.

E' stata citata da Plinio come una delle due città romane con il nome Trebula e Virgilio la descrive come circondata da grandi oliveti, come ancora oggi la Sabina.

Oggi restano tracce di un teatro, un tempio, le terme e pavimentazioni 

Il nome di di Trebula Mutuesca dipende forse da trabes, "casale", e nel IV secolo AC qui sorgeva un santuario dedicato alla dea Feronia attorno al quale si forma un centro urbano.

Gli scavi del tempio hanno portato in luce il portico di ingresso, i muri perimetrali con sei colonne in travertino e copertura in laterizio. La pavimentazione era in ‘opus signinum’.

Per la chiesetta romanica di Santa Vittoria sono stati riutilizzati moltissimi materiali lapidei del tempio con iscrizioni che rivelano la storia.

powered by social2s
Monteleone Sabino. Anfiteatro Romano

Sulla strada che porta al santuario di Santa Vittoria a Monteleone Sabino, si trovano le imponenti vestigia di un antico anfiteatro romano.

Il complesso ellittico, 94 x 66 metri, presenta due ingressi principali sull'asse maggiore.

Tutto intorno si trova una pavimentazione in lastricato calcareo, mentre sotto la cavea si trovano alcuni ambienti con pavimenti in semplice mosaico bianco e nero o a mattoncini.

Nel corso degli scavi sono state rinvenute due iscrizioni che ricordano una ricostruzione fatta dall'imperatore Traiano.

powered by social2s

Il borgo di Fianello risale al periodo medioevale e si trova nel territorio di Montebuono. Si è formato attorno al castello degli Orsini su un colle di media altezza.

Il borgo è chiuso da due porte e nella piccola piazza si trova il Castello Orsini, la chiesa di S. Giovanni Battista e la torre medievale longobarda.

Questa torre è precedente al castello, del secolo VI-VII DC, e originariamente aveva funzioni difensive e culturali: è un raro esemplare di torre pentagonale con volta a vela.

Fianello possedeva alcuni frantoi per l'olio con macine in pietra mosse da asini (ne restano due) e un forno monumentale per fare il pane di tutte le famiglie.
 

powered by social2s

Iscriviti alla Newsletter

Scopri un territorio attraverso le emozioni di chi l'ha raccontato in prima persona.