La disposizione delle case del centro storico di Montebuono rivela le origini tipicamente romane di una fortificazione o un accampamento militare romano.

Lo schema costruttivo è quello di un Castrum romano, a pianta rettangolare con strade squadrate.

Le torri medioevali intorno al borgo sono state trasformate in residenze prestigiose dalle quali si gode un incantevole panorama.

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L’osteria del Tancia a Monte San Giovanni in Sabina era un punto di ristoro e passaggio per i pastori con le loro greggi transumanti.

Sin dal primo millennio AC, in Sabina la transumanza ebbe una grande diffusione. I pascoli di altura dei monti l’estate mentre quelli invernali nella campagna romana e nella Tuscia.

In età romana l'asse principale delle transumanze tese a spostarsi verso il Tavoliere delle Puglie, come testimonia Varrone che era un grande proprietario di ovini.

Con la caduta di Roma anche la transumanza si contrasse profondamente per la profonda insicurezza che impediva l’uso dei tratturi.

La fortuna della potente abbazia benedettina di Farfa è dovuta anche a questa forma di allevamento e al controllo di gran parte dei boschi e dei campi.

Nel Duecento questa forma remunerativa di allevamento iniziò ad essere di interesse della potente famiglia baronale romana degli Orsini che per questo entrò in possesso di molte delle aree in quota dei Monti Sabini e assunse il controllo della via del Tancia.

Abbandonati i castelli, lungo la via del Tancia furono fondate alcune osterie che sono state in uso fino a non molti decenni fa.

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La sua origine medievale di Montasola è chiaramente testimoniata dai resti della cinta muraria e dal possente torrione circolare.

Si entra nel borgo attraverso un antico arco trecentesco sovrastato da un magnifico torrione.

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La Grotta dei Massacci è una tomba monumentale del II secolo AC situata all'interno di un casale del Settecento nel territorio dell’Osteria Nuova di Frasso Sabino.

Questo monumento funerario è stato costruito sovrapponendo enormi blocchi di calcare senza l'utilizzo di malta o altri leganti.

E’ attribuito all'antica e potente famiglia di proprietari terrieri dei Bruttii Praesentes.

Il monumento presenta forma di Tholos, con un lungo corridoio in travertino locale che sbocca nella tomba vera e propria, una stanza di forma quadrata con volta a crociera.
 

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Gavignano è una frazione di Forano già densamente popolato in età romana.

Il centro storico nasce sulla villa della famiglia romana Gabinia, villa completa di terme, i cui resti sono visibili all’interno della chiesa.

Il castello si forma intorno al mille e ha subito molte vicissitudini: si sono succeduti nel suo possesso l’Abbazia di Farfa, gli Orsini, i Cesi, i Vaini, i Simonetti, i Pellegrini ed infine i De Somma.

Il vecchio borgo conserva i suoi caratteri medioevale nelle sue strette stradine e nei forti muri perimetrali.

L’antica porta di ingresso al paese, arco quattrocentesco, ha un orologio con campana che ancora scandisce le ore di questo Borgo.

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L’antico borgo medievale di Fara in Sabina è il centro della città e originariamente era protetto da mura.

Le strade hanno la classica forma concentrica attorno al nucleo principale.

Sono ancora visibile una torre laterale, non aperta al pubblico, e una decina di metri della cinta muraria nella parte sud della città.

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Sul monte Lacerone a circa 4 km dal paese di Cottanello, si trovano le famose cave di marmo rosso denominato "Pietra Persichina" o "Marmo di Cottanello". 

Questo marmo era noto sin dal I secolo AC ed era utilizzato per pavimentazione per le sue proprietà di compattezza e resistenza.

Rosso, con venature bianche e grigie, questa pietra è diventata famosa tra la fine del 1640 e il 1690.

L’impiego del marmo di Cottanello a Roma è documentato per la prima volta nel 1648 nella Fabbrica di San Pietro, il cantiere romano per eccellenza, alla cui edificazione avevano contribuito artisti come Bramante, Michelangelo e Bernini.

Nel 1645, papa Innocenzo X Pamphili avviò la decorazione dell’interno di San Pietro in previsione del Giubileo del 1650, affidando la direzione dei lavori a Gian Lorenzo Bernini, Architetto della Fabbrica dal 1629.

Per l’abbellimento delle navate e dei pilastri della chiesa furono impiegate enormi quantità di marmi che comportarono ingenti spese e notevoli difficoltà di approvvigionamento. Per ovviare a tale inconveniente si fece largo uso sia di materiali di reimpiego che di scavo proveniente da località limitrofe, in particolare dalla piana romana, dai Colli Albani e dalla Sabina.

All'interno di S. Pietro il marmo di Cottanello fu impiegato dal Bernini per la costruzione delle stupende 44 colonne poste intorno agli altari laterali della Basilica.
 

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