Capena. Acropoli dell’Antica Capena

La collina dell’area archeologica della ‘Civitucola’ a Capena è di difficile accesso, circondata da due fossi.

Negli scavi sono stati riportati in luce tratti delle mura con una delle due porte d'accesso alla città, resti di edifici e opere idrauliche.

 E’ stato individuato un tratto di strada romana che collegava la Via Flaminia con il santuario di Lucus Feroniae. Nella zona centrale della città si riconoscono i resti del Monastero Benedettino medioevale nato sopra i resti romani.

Nell'area della città affiorano ancora numerosi frammenti di ceramica e marmo di età romana, le statue e le numerose iscrizioni su basi onorarie che sono attualmente conservate in parte nell'edificio del Comune e in parte nei Giardini Pubblici.

Si tratta di monumenti eretti dai Capenati in onore degli imperatori romani e dei personaggi illustri dell'epoca, soprattutto degli imperatori.

In una di queste basi è interessante notare la cosiddetta "damnatio memoriae" nei confronti dei Geta, fratello minore di Caracalla. Il nome di Geta fu abraso dopo che fu ucciso per ordine del fratello.

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Grotte in località Bucia Buciera
Grotte in località Bucia Buciera

Vicino le mura poligonali, in località "Bucia Buciera", si trovano delle grotte sotterranee profonde utilizzate come riparo nell'arco dei millenni.

Gli abitanti di Canterano hanno utilizzato queste grotte durante la seconda guerra mondiale per ripararsi durante i bombardamenti.

Il tragitto da percorrere è boschivo indicato da muretti a secco in pietra. In alcune parti si incontra un antico luogo di sepoltura riconoscibile da tratti di mura a forma di semicerchio.

In contrada viene "Acqua Via" si incontrano alcune sorgenti con piccole cascate.

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Una piccola valle nel bosco attorno Canale Monterano è attraversata da un imponente acquedotto a due ordini di arcate, proprio nell’area accanto agli imponenti resti della “città fantasma”.

Secondo una leggenda popolare, questo maestoso acquedotto era opera del Demonio e per questo viene chiamato “Ponte del Diavolo”.
 

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Campagnano di Roma. Mansio ad Vacanas

La ‘Mansio ad Vacanas’ a Campagnano di Roma è una stazione di posta romana (mansio), all’incrocio tra la via Cassia e la Via Amerina, realizzata nel I secolo DC.

Era composta da un'area adibita al riposo del viaggiatore (impianti termali e botteghe), un'area adibita al riposo dei cavalli (stalle e rimesse), un'area adibita alle attività pubbliche (caserma dei soldati, piazza del mercato, portico con fontana).

Persa la sua magnificenza romana durante il medioevo è stata derubata di tutti i rivestimenti in marmo ma ha continuato ad essere un luogo di riposo per i pellegrini lungo la via Francigena.

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Le “arche” e gli arcari di Camerata vecchia
 Le “arche” e gli arcari di Camerata vecchia

Le ‘arche’ sono delle caratteristiche cassapanche utilizzate per contenere vivande, indumenti e attrezzi da lavoro. 

Erano il principale mobilio delle case del paese ed erano caratterizzate da essere fatte in legno di faggio stagionato senza l’uso di chiodi.

Questo permetteva un facile smontaggio e rimontaggio e venivano usate anche per spostare merci.

Il loro uso documentato risale almeno al 1780 ma dovrebbero essere molto più antiche.

Gli abili artigiani che le costruiscono sono chiamati ‘arcari’ e per poterle realizzare utilizzano legno di faggio, molto abbondante nei dintorni del paese.

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Ardea. Castrum Inui

Alla foce del fiume Incastro è stato riportato in luce un insediamento urbano ben organizzato dotato di sistema idrico con grandi cisterne, di terme, di costruzioni a più piani con decorazioni murali e eleganti mosaici composti da tessere grandi e molto piccole.

Le parti più antiche sono tecnologicamente più raffinate e sono caratterizzate da imponenti strutture realizzate con blocchi di tufo di grandi dimensioni.

Le aree più recenti sono state realizzate riutilizzando il materiale esistente.

Si nota un'area sacra molto estesa databile fra il VI AC e il II secolo DC.

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Sotto la rocca di Ardea, in una area davanti agli scavi di Casarinaccio, è stato rinvenuto un ninfeo tardo repubblicana in una grotta.

Questo è stato poi trasformato nel V secolo in un luogo di culto cristiano, rappresenta la prima testimonianza nel Lazio della presenza di cristiani in un periodo così antico.

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Arcinazzo Romano. Villa dell’imperatore Traiano

Arcinazzo Romano è stata la residenza di caccia di una delle figure più importanti del mondo antico, l’imperatore Traiano.

Il sito archeologico ancora sotto studio è stato musealizzato negli ultimi anni, e ha un'estensione di circa cinque ettari.

Si possono ammirare preziosi marmi, pitture e stucchi che mostrano e documentano la magnificenza delle sue sale.

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