Nel territorio comunale di Pontinia si trovano i ruderi della Tomba di Clesippo, uno spettacolare sepolcro romano risalente al II secolo DC.

Il mausoleo di Clesippo Geranio, uno schiavo affrancato e divenuto ricco grazie al suo ingegno e alle sue capacità.
 

powered by social2s

Sulla Via Appia direzione Monte San Biagio si trova il mausoleo attribuito all'imperatore Servio Galba.

Recenti studi sostengono che questa sia la tomba di Sesto Giulio Frontino, un patrizio che aveva una maestosa villa nella zona.

Ha una forma quadrangolare con lati di circa 32 m ed è alto circa 10 m.
 
 

powered by social2s

Scauri è la località turistica del comune di Miturno ed è l'antica cittadina di Pirae, un insediamento già in rovina già all'epoca romana (I secolo d.C.).

Divenuta colonia romana, Minturno diventa un importante nodo stradale, una località commerciale e di soggiorno turistico.

La colonia decadde per l’invasione dei Longobardi nel 558 d.C. con un destino comune nel Lazio a tutte le località costiere, schiacciate all'interno dalle invasioni barbariche e sulla costa dalle incursioni saracene.

Nel XIV e XVI secolo furono edificate torri di difesa, come la Torre Quadrata e quella dei Molini. Nel 1552 il corsaro turco Dragut sbarcò sul lido di Scauri e trasse in schiavitù 200 persone nei territori circostanti.

Le aree archeologiche fanno parte del Parco regionale Riviera di Ulisse e la Torre Quadrata è stata restaurata ed è un osservatorio ornitologico.

powered by social2s

Il ponte borbonico Real Ferdinando a Minturno del 1832 per attraversare il Garigliano.

E' stato il primo ponte sospeso realizzato in Italia, a catenaria di ferro, e il secondo ponte in Europa (ma primo ponte sospeso nell'Europa continentale).

Il primato assoluto spetta alla Gran Bretagna nel 1824.

Fu esempio della ricchezza e della potenza industriale del Regno delle Due Sicilie che allora era uno degli Stati più avanzati d’Europa.

powered by social2s

Per raggiungere il castello di Itri e il suo borgo medievale si attraversa il centro storico dal quale si aprono scorci visivi suggestivi.

L’ingresso principale del centro storico è Porta Mamurra, ai cui lati ci sono quattro bassorilievi raffiguranti il serpente e la testa di cane (che sono nello stemma di Itri) e una lapide di circa 2 metri.

Sparsi nel borgo si trovano interessanti artistici portali di pietra scura delle case e nelle vie con scalini, che portano verso la fortezza e che passano attraverso un labirinto di archi, si respira un’aria particolare che riporta indietro nel tempo.

powered by social2s
Gaeta. Montagna Spaccata e Grotta del Turco

Dal santuario della Santissima Trinità si scende nella Montagna Spaccata una fenditura nella roccia che giunge fin nella grotta del Turco.

La leggenda narra che questa grotta si è formata al tempo della morte di Cristo, quando si squarciò il velo del tempio di Gerusalemme.

Su un costone di roccia staccatosi dalla montagna nel 1434, all’ingresso della Grotta del turco, è stata costruita una cappella raggiungibile con una scalinata nelle viscere della montagna.

Nella parete di destra si nota un distico latino con a fianco la cosiddetta mano del Turco, la forma di una mano (le cinque dita nella roccia).

Secondo la leggenda, si sarebbe formata nel momento in cui un "miscredente" marinaio turco si era appoggiato alla roccia che miracolosamente divenne morbida lasciando l'impronta della mano.

powered by social2s

La strada più importante di Fondi è l’Appia, che collegava Roma con Capua con Brindisi.

Si conservata intatta per un lungo tratto di circa 3 km all’interno del Parco Regionale dei Monti Aurunci.

Lungo il percorso si trovano stupefacenti testimonianze archeologiche iniziando da un santuario dedicato ad Apollo che si sviluppa su terrazzamenti.

La via romana conserva per lunghi tratti l’originario lastricato di basalto, rinnovato dall’imperatore Caracalla nel 216 d.C..

Si notano poi gli interventi del 1568 del viceré di Napoli che ricostruì i ponti (spettacolare quello sul fosso di S. Andrea). In questa zona è possibile notare una stazione di sosta del I sec. a.C. con una cisterna in opera incerta.
 

powered by social2s

Per secoli il quartiere dell’Olmo Perino di Fondi (“La Giudea”) è stato abitato da una comunità ebraica arrivata prima del Cristianesimo. Ne è testimonianza l’assoluta mancanza di chiese o di tracce di edifici sacri cristiani.

Tutte le scale esterne delle abitazioni sono rivolte verso un comune punto: la Sinagoga, il centro politico, amministrativo e culturale della comunità.

Il quartiere viveva una sua vita autonoma e molto probabilmente sono stati gli Ebrei a coltivare per primi l’arancio nella piana di Fondi. Erano famosi per le attività artigianali, soprattutto la lavorazione della stoffa, l’oreficeria e forse la tipografia. Probabilmente avevano anche un banco di pegni.

L’incursione del pirata Barbarossa (1534) portò distruzione e dopo la peste Fondi venne quasi abbandonata. Gli ebrei non sono più tornati a ricostruire la loro area.

Si dice che alcuni spiriti vagano negli ambienti della Casa degli Spiriti (la Sinagoga), e che si sentono scricchiolii di pavimenti, grida notturne e rumori continui.
 

powered by social2s

Iscriviti alla Newsletter

Scopri un territorio attraverso le emozioni di chi l'ha raccontato in prima persona.