A Cisterna di Latina, Tres Tabernae era un fiorente abitato nato intorno alla stazione di posta sull’Appia caratterizzata da ‘3 botteghe’.

Qui si diramavano le strade che conducevano a Ulubrae, Tiberia, Norba e Cora.

Cicerone vi soggiornò spesso e la cita in 3 lettere inviate ad Attico nel 61 AC e San Paolo vi soggiornò per una notte nel suo viaggio a Roma. Forse per questo motivo fu eletta sede episcopale sin dalla prima età cristiana.

Tres Tabernae fu rasa al suolo dai saraceni nell'868 e i fuggitivi fondarono Cisterna.

Sono stati riportati in luce sono: un'epigrafe funeraria della potente famiglia senatoriale Pinaria, coperture sepolcrali, un impianto termale, edifici con preziosi mosaici e vari monili.

I mosaici di Tres Tabernae sono in un edificio lungo l'Appia, sono pavimenti con disegni geometrici e naturalistici in bianco-neri risalenti al II sec. DC.

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Questa area del sud del Lazio di confine del Regno delle due Sicilie e il territorio di Campodimele ha visto il fenomeno del ‘brigantaggio’ , gruppi di persone che si opponevano all’unità d’Italia.

Per controllare l’area, sulla cresta del monte Mandrone circondato da una fitta boscaglia, i briganti realizzarono un piccolo rifugio circolare con muri di pietre a secco, di circa sei metri di diametro, che è nota come serra dei briganti o cisterna dei ladri.

I capi briganti hanno anche dato nome a particolari posti come la “tana di Garofalo”, una caverna profonda sul crinale del monte Fontanino e il monte Sant'Olivo.

Dopo la resa di Gaeta del Regno delle due Sicilie, un gruppo di briganti invase Campodimele e i comuni circostanti per rifondare il regno. Furono sconfitti dalle truppe piemontesi.

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La cinta muraria medioevale di Campodimele è stata costruita nell’XI secolo per controllare la Valle del Liri ed ha dodici torri di difesa.

Il recente restauro ha sistemato l’antico camminamento sotto le mura trasformando il luogo in una suggestiva passeggiata.
 

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Bassiano. Centro Storico

Il borgo storico di Bassiano è un susseguirsi di piazze e palazzi, di vicoli e cinte murarie, di torri e porte di entrata.

Percorrendo le sue strade che ben conservate la loro struttura originaria, si ha la sensazione di fare un tuffo nel medioevo.
 

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Nei pressi di Vetralla si trova il borgo abbandonato di Norchia.

Il centro risale al periodo preistorico ed ha avuto una notevole importanza con gli Etruschi e forse è l’antica Orclae citata dai romani. E’ situata lungo la via Clodia dove due torrenti si immettono nel Biedano.

Tra il VI e il II secolo AC gli Etruschi costruirono un centro urbano e una necropoli rupestre scavata nel tufo, con tombe ‘a dado’: una parte superiore e una inferiore. Ci sono tre necropoli lungo i tre corsi d’acqua.

I romani la elessero a municipio e si hanno tracce di un mausoleo e i resti di un ponte sul Beidano.

Il paese ha poi avuto un suo sviluppo in epoca longobarda e viene fortificata da papa Adriano IV.

Nel XII e XIII secolo vengono costruite due chiese e un castello eppoi tutto viene abbandonato nel 1435 ed oggi sono visibili solo rovine.

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Nell' area della grotta Porcina di Vetralla si trovano un insieme di monumenti etruschi.

Il più grande è una collina tufacea scavata a forma di tumulo con un diametro di 28 metri. La tomba risale al VI secolo AC e nel perimetro si notano resti di decorazioni.

Al suo fianco si trova una tomba a due camere scolpita nel tufo e altre su una piccola collina di fronte.

Scendendo verso la valle si trovano i resti di un grande altare cilindrico con decorazioni floreali e animalistiche in basso rilievo.

L’altare è circondato da gradinate ricavate nel tufo, nel VI secolo AC ed è conosciuto con il più antico "teatro culturale" d'Etruria.
 

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Nel bosco di Vetralla si trova il suggestivo eremo di San Girolamo parzialmente scavato nella roccia.

E' stato la dimora di Fra Girolamo Gabrielli.  Il frate era il rampollo di una nobile famiglia senese che, nel 1525, si ritirò a dimora in questo luogo in penitenza.
 

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Il centro medievale di Vitorchiano è ottimamente conservato e emana il fascino di un tempo passato dove vie, vicoli e piazzette si intrecciano fra chiese, torri e le antiche abitazioni con le loro caratteristiche scale esterne (profferii).
 

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