Poli. Villa Catena

Osservando quello che resta di Villa Conti di Poli, detta la Villa Catena, si può solo immaginare la bellezza e i fasti del suo splendore quando nel 1563 Annibal Caro (il famoso traduttore dell’Eneide) la descrisse in una sua Lettera a Torquato Conti.

La villa è su una collina e il suo giardino all’italiana degradava lungo il pendio con siepi e giochi di acqua che alimentavano fontane, laghi, parchi, e giardini.

La villa ha tre casini e qui papa Innocenzo XIII (della famiglia Conti) soggiornava in villeggiatura.
 

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Pisoniano. Chiesa della Madonna della Neve

La chiesa della Madonna della Neve a Pisoniano risale al XVIII secolo.

Deve il suo nome all’immagine sull’altare maggiore, eseguita seguendo il modella di quella venerata a Santa Maria Maggiore a Roma.

La chiesa era un importante luogo di accoglienza religiosa e di preghiera per i pellegrini diretti al vicino santuario della Mentorella.

Per questo accanto all’edificio sacro sorgeva, fino al Settecento, un piccolo ospedale destinato ad ospitare i viandanti.

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Lagustelli by www.parcolucretili.it
 Lagustelli by www.parcolucretili.it

I Lagustelli sono due laghi di origine carsica, probabilmente dovuti al crollo di cavità interne a Percile. Costituiscono una delle attrazioni naturalistiche principali del Parco dei Monti Lucretili.

Il più piccolo dei laghetti, il Marraone, ha un piccolo volume e nei mesi estivi, in assenza di pioggie, può anche sparire del tutto.

Il più grande, il Fiaturno, ha una profondità di 16 e il livello delle acque non ha oscillazioni stagionali rilevanti.

Sulle sue sponde si trova la tipica vegetazione palustre e l'ambiente incontaminato ha un suo incredibile lussureggiante bellezza.

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Il vestito di Palombara Sabina veniva anticamente indossato dalle donne del paese nel giorno delle loro nozze, e in occasioni speciali.

Era cucito in taffetà, broccati, pizzi e merletti, tenuti insieme da spille e fermagli. L’abito era impreziosito da coralli e filigrane.

La veste era composta da diversi strati: si iniziava dalla scamiciata, poi la camiciola o un semplice panno rosso, poi il busto in broccato e infine la gonna (detta localmente vunnella).

Il tocco finale erano gli accessori: lo zinale e il fazzoletto sopra le spalle.

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Le prime notizie della chiesa di Santa Maria del Gonfalone a Palombara Sabina risalgono al 1343.

Il suo stile originario è romanico, anche se la facciata è stata successivamente rimaneggiata nel 1770, nello stile barocco.

Il portale ha una cornice nel marmo su cui si trova una bordura a lunetta. La facciata è completata da una finestrella ad oblò che sostituisce il classico rosone.

L'interno è a navata unica con 2 cappelle laterali. Nell'arco dietro l'altare si trova una tempera su tavola dell’Annunciazione attribuita ad Antoniazzo Romano.

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Palombara Sabina. Collegiata di San Biagio

La chiesa collegiata di San Biagio risale al XII secolo ed è la più antica di Palombara Sabina.

E’ stata più volte rimaneggiata e la facciata in marmo si presenta in stile romanico con una scalinata di ingresso.

L’interno è a tre navate con cappelle laterali decorate.

Nell’abside si trova un dipinto del XV secolo che rappresenta la Madonna della Neve attribuita ad Antonio da Viterbo.

Sopra l’abside c’è un affresco che rappresenta l’apoteosi di San Biagio.

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Palombara Sabina. Abbazia di San Giovanni in Argentella 

Probabilmente il primo nucleo dell'Abbazia di San Giovanni in Argentella a Palombara Sabina è un edificio bizantino del IV secolo, edificato su una preesistente costruzione romana.

Il monastero era in funzione nell’VIII e IX secolo, fioritura in Italia del monachesimo e dell'ordine benedettino, quando la Sabina era stata donata da Carlo Magno a papa Adriano I.

La contaminazione architettonica degli edifici rende difficile risalire alla vera storia anche perché le modifiche sono avvenute riutilizzando antichi elementi.

La chiesa e la cripta sono in stile romanico.

La denominazione "in Argentella" è dovuta alla presenza di una sorgente in fondo alla valle, con cui probabilmente era in comunicazione. Una fonte d’acqua tuttora sgorga nel sotterraneo della cripta.

Questa acqua era ritenuta terapeutica e miracolosa e, secondo la tradizione, i cittadini si bagnavano il 24 di giugno, il giorno della festa di San Giovanni.
 

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Il borgo di Castiglione si trova a poca distanza dall’abitato di Palombara Sabina ed è nato attorno ad un castello.

Presenta due cinte murarie concentriche: una esterna a difesa dell'abitato e una interna a difesa del castello, ultimo baluardo di difesa collettiva.

La presenza di una cisterna di stile romano fa pensare che il colle fosse occupato da una villa romana come si usava in quel periodo.

La cinta muraria esterna presenta ancora le sue torri che in origine erano ben 17, edificate lungo tutto il perimetro. Il castrum si ritiene sia stato costruito non in epoche successive ma in un'unica soluzione.

Lo sfruttamento agricolo della zona sin da epoca romana si evince dalla presenza di ben sette livelli di terrazzamenti, sfruttati e in buono stato sino al Novecento.

Successivamente, l'urbanizzazione del colle ha cancellato molte terrazze ma alcune sono ancora visibili soprattutto nelle immediate vicinanze dell'antico borgo medievale.
 

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