Nel fitto di una lussureggiante vegetazione di Nerola appare una gola della Linguessa di oltre 20 metri, in cui precipitano le acque cristalline del torrente Fosso di Corese. 

Si tratta di una ‘forra’, ossia una gola nata dalla erosione di due rocce che si incontrano proprio in questo punto. Le acque sono solo stagionali e in estate il torrente è in secca.

Sul lato del torrente si può vedere un antico mulino che sfruttava la forza della caduta d’acqua. Il mulino è perfettamente ristrutturato.

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Nemi. Parco dei Castelli Romani

Nemi è parte del Parco dei Castelli e l’area del suo lago è fra le più suggestive del parco.

Il lago di Nemi è di origine vulcanica e occupa uno dei crateri del vulcano.

Nelle aree attorno alle rive del lago si incontrano molti sportivi che percorrono i suoi sentieri immersi fra storia e natura.
 

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La chiesa di Santa Maria del Pozzo di Nemi è una tra le più grandi dei Castelli Romani.

Deve il suo nome alla cappella del castello probabilmente eretta vicino ad un pozzo.

Agli inizi dell'Ottocento, in seguito al restauro della facciata, venne posta l'attuale iscrizione che si legge sul frontone:

Deo et beatae Virgini in Coelum Assumpatae.

L’organo della chiesa è del 1847 è stato spostato dall'Ara Coeli in Roma.
 

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ph. Sirio Santodonato
Nazzano. Gita in Battello

E’ possibile visitare la riserva del lago Nazzano sui battelli ecologici: è possibile svolgere l'itinerario all’interno del Parco (Nazzano e Torrita Tiberina) o un percorso più lungo raggiungendo l'approdo di Sant'Oreste, per apprezzare lo splendido paesaggio della valle del Tevere.

Dal battello è possibile ammirare tutti i castelli, che si sovrastano i promontori dei comuni circostanti, e le pareti scoscese di Ripa Bianca in cui è ben visibile la stratificazione geologica e individuare resti fossili di conchiglie di molluschi marini.

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Il lago di Nazzano si forma nel 1955 con una diga sul Tevere e dal 1968 questa area è diventata un’area protetta che comprende tre comuni.

Il paesaggio è caratterizzato dalla morfologia del Tevere che scorre lentamente formando ampie anse e meandri.

La ricca presenza d'uccelli è una delle principali caratteristiche di questa area protetta. La flora comprende canneti e iris di palude e un particolare ‘bosco ripariale’.
 

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La chiesa di S. Antimo a Nazzano risale al X secolo.

E' stata edificata sui resti di un tempio romano a pianta circolare, anche se la chiesa è a pianta a croce latina.

Nel XII secolo furono aggiunte le navate e un portico a 4 colonne.

Al suo interno l'abside ha affreschi attribuiti alla scuola di Antoniazzo Romano.
 

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Il convento di Santa Maria delle Grazie di Morlupo è conosciuto anche con il nome di "Convento di Santa Maria Seconda" per una tavola lignea raffigurante la Madonna con bambino, ritenuta la ‘seconda’ Madonna dipinta da San Luca.

Il primo convento era stato realizzato dai Clareni, o Fraticelli perché votati alla povertà, che lo edificarono nel XIII secolo. Angelo Clareno (1245 – 1337) era un frate francescano di grande cultura che fu scomunicato e perciò fondò una sua comunità che può essere considerata un ordine francescano indipendente.

Il convento di Santa Maria Seconda ingloba questa prima struttura e viene realizzato a partire dal 1494 come convento francescano.

Nell'affresco sulla parete destra della chiesa è visibile la traccia dell'antico centro clareno. Il convento si sviluppa intorno al piccolo chiostro con pozzo centrale tuttora funzionante.

Il convento è stato poi ampliato nel 1628 quando venne realizzato l'acquedotto e, nel 1636, per qualche anno si è formato San Carlo da Sezze.

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La fondazione della chiesa di san Giovanni Battista a Morlupo risale al IX secolo.

Fu completamente ristrutturata nel Cinquecento da Antimo Orsini.

La chiesa è ad unica navata con cappelle laterali secondo lo stile dell’epoca.

La scala esterna risale invece al 1922.

Con gli ultimi interventi di restauro è stato rimosso il controsoffitto ligneo ottocentesco.
 

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