Un tesoro di poesia ad Artena

Una vita in endecasillabi con rima alternata, 5 libri, gare di poesia internazionali e uno sconfinato amore per Artena: questo è Ezio Bruni per quei pochi che ancora non lo conoscono.
Andiamo per ordine: cosa è la poesia in endecasillabi a rima alternata? Cosa sono le gare di poesia?
Sono versi composti da 8 versi, ciascuno di 11 sillabe con la fine di un verso in rima con quello dopo il successivo. Gli ultimi due versi, poi, hanno una rima autonoma che deve essere ripresa all’inizio della ottava successiva. I versi sono come quelli di Omero, per intenderci, e anche la Divina Commedia è scritta in endecasillabi.
Le gare di poesia vedono i poeti sfidarsi su soggetti scelti al momento dalla giuria. Due poeti si contrappongono su temi che danno origine a ‘sfide filosofiche’ come ‘il giorno e la notte’, ‘scapoli e ammogliati’ o ‘diavoli e angeli’. Le gare sono molto frequenti nel centro Italia e ogni regione ha la sua particolarità: ad esempio in Toscana è facile che le dispute avvengano su temi politici o religiosi.
Si deve assistere ad una performance per capire che non è affatto facile fare poesia con i limiti della struttura del verso e dicendo cose ‘intelligenti’. E vi assicuro che se i poeti sono bravi si ride e si sorride molto. Ezio Bruni è uno di quelli, e le sue parole colpiscono in profondità il cuore.
“Ho assistito ad una gara di poesia nel 1974 e ne sono rimasto affascinato. Ho studiato 6 anni prima di presentarmi alla prima competizione in Toscana e quando ho iniziato a recitare ho capito che non avrei più smesso.”
Ezio ci invita a casa sua per una polenta, ma capiamo subito che la polenta (ottima! fatta con il granturco che coltiva ad Artena e macinata con la pietra a Ferentino) era solo una scusa per recitare. Era venuto per l’occasione un suo allievo, Alessio Checchi di Subiaco, laureato in filosofia ma con la passione dell’endecasillabo nel sangue. I due si sono conosciuti attraverso Youtube e sono diventati grandi amici.
“Il nostro modo di poetare lo chiamiamo ‘una cantata’ perché le parole seguono anche una loro musicalità che ci serve per contare le sillabe. Questo tipo di recita veniva usato nel passato anche per narrare storie o per insegnare ai contadini. E’ noto che anche parti dell’Iliade o dell’Odissea servivano per insegnare tecniche di allevamento o di coltivazione alle persone sparse nelle campagne.”
Ezio ha usato questo modo di narrare la vita e i sentimenti dell’uomo nella sua biografia scritta tutta in endecasillabi ‘Tutto della mia vita ti rivelo, senza levar dell’accaduto un pelo’. Ma il suo amore per le tradizioni va oltre le parole e da anni Ezio organizza la coltivazione e la raccolta del grano in un piccolo campo seguendo le stesse tecniche de secoli passati.
Tutto deve ripercorrere le antiche usanze e durante la cena ci declami alcuni dei versi tipici che usavano i raccoglitori agli inizi del Novecento. Ezio ci spiega che i ‘signori’ sceglievano contadini che sapevano recitare poesie (cantare a braccio) perché con la musica lavoravano di più. Questa osservazione mi fa fare un salto e mi ricorda i campi di concentramento o le mucche che fanno più latte con Mozart. Gli credo e vado oltre.
La gioia dei due amici e la bontà della polenta ci hanno fatto vivere momenti unici ed è un peccato che altri non possano condividere le emozioni di una gara di poesia. Bisogna andare a Rocca Priora dove ancora si organizzano gare di poesia dialettale per poter provare quello che ho raccontato.
Ad maiora!
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Osservatorio Campo Catino
La visita all’ osservatorio Astronomico di Campo Catino, una delizia per gli Astroturisti

Ami lo spazio? Allora devi assolutamente venire all’osservatorio Astronomico di Campo Catino, in montagna a 1500 metri di altezza: uno dei più visitati dagli amanti dello spazio e dagli astroturisti di tutto il mondo.
Hai mai guardato un cielo stellato? Hai mai provato a guardare lo stesso cielo con le lenti dell’Osservatorio Astronomico di Campo Catino? Con la guida di un esperto, le emozioni si moltiplicano e possiamo veramente sentire di essere una parte di un universo più grande che ci avvolge e ci penetra.
L’osservatorio è gestito dall’Associazione Astronomica Frusinate da oltre 30 anni e in questo periodo è stato protagonista di ben 42 importanti scoperte scientifiche: 35 piccoli pianeti tra Marte e Giove e 7 pianeti extrasolari che ruotano attorno ad altre stelle. L’osservatorio è infatti specializzato proprio in asteroidi e pianeti.
L’attività di ricerca è portata avanti da ricercatori universitari anche in collaborazione con altri Osservatori della Rete Mondiale di cui l’osservatorio astronomico di Campo Catino fa parte. Sono attive collaborazioni con partner scientifici in Cile, Australia e USA.
Campo Catino è stato uno dei primi osservatori ad essere costruito in montagna ed oggi ha una posizione invidiabile. Allora i fondatori sono stati lungimiranti ad aver capito in anticipo il problema dell’inquinamento luminoso. La sua posizione sugli splendidi Monti Ernici ha favorito l’attività di ricerca ed ha dato origine ad un particolare tipo di turismo, quello culturale in cerca di emozioni uniche.
Il vicino piccolo borgo di Guarcino è il naturale completamento della esperienza di scrutatore dello spazio. Il borgo medioevale ha dato i natali alla madre del famoso papa Bonifacio VIII, quello dello schiaffo di Anagni, ed ha un caratteristico centro storico.
Le montagne attorno a Campo Catino offrono piste da sci in inverno e speciali passeggiate naturalistiche in estate. Si può provare il brivido di seguire le orme di uno dei sentieri percorso da San Benedetto, il fondatore del monachesimo e un patrono d’Europa, che è passato proprio da queste parti andando da Subiaco a Montecassino.
Le emozioni si arricchiscono poi con le delizie enogastronomiche di Guarcino e degli Ernici, che vantano un particolare tipo di prosciutto locale proveniente da maiali allevati in modo naturale e la caratteristica pasta fatta in casa. A chiusura del pranzo vengono poi serviti i caratteristici ‘amaretti’ di Guarcino, un particolare biscotto secco fatto con le mandorle.
Tutte queste varietà di offerta culturale rendono ancora più attraente una visita a Campo Catino e, in questi anni di attività, l’Osservatorio è stato visitato da oltre 140.000 visitatori distribuiti durante tutto l’anno ed ha organizzato oltre 400 eventi. La passione per le stelle non conosce stagione e ogni mese riserva emozioni particolari agli occhi di un attento scrutatore.
Un astrofilo, un viaggiatore in cerca di esperienze, non si ferma davanti a nulla pur di arrivare a realizzare il suo sogno e in questo piccolo angolo della Ciociaria sono arrivati astroturisti dal Giappone, dall’Australia, dalla Cina, dal Canada.
L’osservatorio ha attrezzato una parte della struttura anche ad uso didattico per le scuole e per chi intende avvicinarsi per la prima volta allo studio delle stelle e dei pianeti. E’ aperto 2-3 giorni a settimana e conviene scrivere una mail per fissare un appuntamento ed essere sicuri di riuscire a godere di questo piccolo gioiello tecnologico che ha già festeggiato 30 anni di attività.
 
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Corteo Storico Fiuggi
Fiuggi celebra il presidente europeo Antonio Tajani

Oggi il nostro viaggio attraverso le colline della Ciociaria ci ha portato alla famosa città termale di Fiuggi, alle pendici dei Monti Ernici per celebrare la cittadinanza onoraria per Antonio Tajani, il Presidente del Parlamento Europeo.
Per gli italiani l'onore è ben compreso, ma per chi come me ha avuto una educazione inglese, la cerimonia può essere simile alla concessione delle chiavi della città.
Senza approfondire i poteri del Presidente del Parlamento Europeo a Bruxelles, il ruolo è considerato un onore e il premio sottolinea il contributo alla causa europea e gli italiani sono almeno contenti che un altro di loro è annoverato tra le persone di prestigio.
Ci si può chiedere quale sia il collegamento con Fiuggi, una città adagiata sulle colline con le terme nella parte bassa e la città medievale in cima alla collina. Noi siamo andati al centro storico, al municipio e in particolare nella Sala Consiliare per la celebrazione, ed entrando nella sala mi è venuta in mente una curiosa analogia.
Sulla parete di sinistra dell’elegante e imponente salone rettangolare si trova un grande affresco raffigurante la visita da parte dei cittadini di Fiuggi (o Anticoli di Campagna come era allora conosciuta) al cospetto di papa Bonifacio VIII per presentare la loro acqua che aveva le proprietà di guarire i calcoli renali. Nell’affresco i cittadini sono mostrati nei loro abiti eleganti, ma con i visi tratteggiati come fossero schizzi, forse per farli riconoscere meglio.
Quando il Presidente del Parlamento europeo è entrato, è stato seguito da un folto gruppo di dignitari prevalentemente locali che hanno riempito la stanza in un modo simile a quello dei cittadini in occasione della presentazione al Papa molti secoli prima. Mi ha dato la sensazione che questa onorificenza potesse segnare una giornata importante con uno scopo analogo a quello dell'acqua Fiuggi.
Naturalmente, vi è una connessione ‘di sangue’ perché i genitori di Antonio Tajani provenivano dalla vicina Ferentino e il presidente ha una sua residenza a Fiuggi quando vuole sfuggire alla tensione di Bruxelles o di Roma.
Così, si sentiva che era evidentemente a casa con tanti amici e conoscenti, una sensazione ancora più evidente quando ci siamo trasferiti alla scuola alberghiera nel vecchio casinò per il pranzo. Fra l’altro ho notato che la scuola alberghiera prende il nome dal grande Michelangelo Buonarroti che si dice abbia detto che l'acqua di Fiuggi lo sollevò 'dalle uniche pietre che non poteva amare'.
È stata un'esperienza ‘italiana’ quella di partecipare a una importante celebrazione e riuscire a sentire il calore umano delle persone della Ciociaria, e anche del popolo italiano.
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Violino e Contrabbasso si ‘innamorano’ a Frosinone

Il Doppio Concerto per violino e contrabbasso di Giovanni Bottesini regala un’emozionante sorpresa quando due grandi musicisti e amici decidono di suonare in una competizione giocosa.

Maurizio Turriziani e Loreto Gismondi possono illuminare una notte con una loro performance come è accaduto al Concerto per le Donne dell’8 marzo a Frosinone.

Gli amanti della musica per archi sanno che violino e contrabbasso sono posti in opposizione a sinistra e a destra del direttore. I trilli e gli acuti dei violini salgono sopra il palco mentre i profondi toni del contrabbasso aleggiano nelle aree laterali.

Allora, perché un compositore metterebbe questi due strumenti, forse antagonisti, vicini? uno accanto all'altro sul lato sinistro del direttore? Doveva essere stato un amante del contrabbasso, un virtuoso di questo grande strumento che cerca di condividere la posizione di potere del violino.

Sì, era Giovanni Bottesini, noto come il Paganini del Contrabbasso, un virtuoso del contrabbasso e compositore italiano la cui tecnica meravigliosa sopravvive oggi tra gli appassionati dello strumento.

Tutto è accaduto la sera della Festa della Donna a Frosinone, in un concerto gentilmente sponsorizzato dal Comune, con un quintetto d'archi e i solisti della Orchestra da Camera di Frosinone. Maurizio Turriziani al contrabbasso, Loreto Gismondi al violino e Selene Malizia al clarinetto.

Insieme a tutte le persone che hanno partecipato alla serata, la selezione della musica da camera mi ha portato progressivamente a sedere sul bordo delle nostre sedie con una performance sorprendente ed emozionante. La musica è stata intervallata da un ‘botta e risposta’ sul tema del giorno, ma è stato il pezzo finale che ha sollevato il pubblico sui loro piedi.

Il 'Gran Duo Concertante per violino e contrabbasso' è un’opera di circa 15 minuti dove il violino e contrabbasso competono cortesemente per l'attenzione e condividono il palco strizzandosi l'occhio a vicenda. Man mano che la musica cresce, gli strumenti sembrano godere della reciproca compagnia, e il virtuosismo dei due solisti è sostenuti dalla orchestra con il 'secondo violino'. Gli strumenti costruiscono un crescendo in cui sembra che il violino e contrabbasso diventano amanti!

Questo è un pezzo di intrattenimento musicale che può essere eseguito solo al suo picco di eccellenza da artisti che si capiscono e si rispettano a vicenda e, come Maurizio e Loreto, rispondono alla creatività di ciascuno e, ovviamente, si godono il ‘botta e risposta’.

Vorrei provare ancora il brivido di vedere e sentire di nuovo questa performance. YouTube non può competere, neanche La Scala. Frosinone può aver perso gran parte della sua grande architettura in guerra, ma la città ha un'anima e la sua musica più che compensa quella perdita.

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Riso Wenzhou e non Riso alla Cantonese!

Wenzhou è una città a Est della Cina nella provincia dello Zhejinag. La maggior parte degli chef cinesi che lavorano in Italia (ma anche in Europa) provengono da questa regione. In Italia, come più volte abbiamo raccontato, si mangia la cosiddetta cucina cinese occidentalizzata, ossia quella che i cinesi hanno inventato per soddisfare il palato di noi occidentali.

Molte ricette sono state modificate quasi completamente, altre sono state inventate da zero. Il “pollo alle mandorle”, ad esempio, è una rivisitazione di una ricetta molto famosa a base di anacardi in salsa piccante, mentre il “gelato fritto “ è stato completamente inventato per soddisfare due passioni italiane, secondo i cinesi, molto importanti: Il gelato e il fritto.

Esistono poi una serie di altre ricette che spesso vengono ordinate nei ristornati cinesi che ricordano lontanamente quelle originali. Una di queste è senza dubbio il “riso alla cantonese”. Sembra che il padre del riso alla cantonese sia proprio il riso Wenzhou.

Infatti la ricetta di questo riso “molto cinese” fa uso di ingredienti molto importanti come il cipollotto, i funghi Shiitake, la carne di maiale in salsa di soia, tutti ingredienti che, negli anni ottanta, i cinesi hanno reputato difficili da far gradire a noi italiani e quindi sostituiti con piselli e prosciutto cotto a dadini.

Senza dubbio un piatto buono e anche ben colorato ma lontano anni luce dalla tradizione della cucina regionale cinese.

Ovviamente se andiamo in un normale ristorante “cinoitaliano” e chiediamo il riso Wenzhou quasi sicuramente finiremo per mangiare uno strano Riso alla cantonese un pochino più cinese del solito. Se invece vogliamo mangiare il vero Riso Wenzhou vi consiglio di assaggiarlo nei veri ristoranti cinesi in Italia che preparano la cucina cinese tradizionale. Non ve ne pentirete assolutamente!

RISO WENZHOU

Ingredienti per 4 persone

Riso - 2 bicchieri
Uova - 4
Cipollotto - 1
Verdura Cinese - 70gr.
Mais - 2 scatole piccole
Maiale in salsa di soia cotto al vapore - una confezione
Funghi Shiitake - 5 grandi
Brodo di pollo - 2 cucchiaini
Sale - 2 cucchiaini
Zucchero - 2 cucchiaini

Preparazione:

Cuocete il riso con la vaporiera usando 2 bicchieri di riso (precedentemente sciacquato) e 2 di acqua. Il riso dovrebbe essere fatto almeno 4 ore prima.

Sbattete le uova e mettetele da parte.

Tagliate a cubetti le verdure, il cipollotto, la carne di maiale e a pezzetti più piccoli i Funghi.

In un Wok mettete poco olio e subito le uova. Sbattetele e aggiungete subito il riso. Fate in modo che il riso si separi bene. Saltate bene e aggiungete la carne, le verdure, i funghi e il mais.

Continuate a saltare bene e aggiungete sale, zucchero e brodo di pollo. Saltate ncora per qualche secondo e aggiungete il cipollotto.

Servite molto caldo e guarnite con fettine sottili di frittata.
 

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Festa della Madonna di Loreto ad Arpino
Arpino e il suo legame con la Madonna di Loreto

Beati quei popoli che hanno una storia…e ad Arpino non è la storia che manca, come quella del suo legame con la Madonna di Loreto, la celeste Signora Lauretana.

Il culto ha inizio il 10 Dicembre del 1656, quando una grave pestilenza si abbatté su tutto il territorio confinante con Arpino provocando migliaia di morti. Il Duca Ugo Boncompagni, signore di Arpino, Sora e Arce, chiese l’aiuto alla Madonna di Loreto e fece voto di donare una lampada d’argento e di tenerla sempre accesa a sue spese.

Se fosse rimasto immune dalla peste sarebbe andato di persona a Loreto ”a fare quell’obbligo, et eseguire il voto”. Il voto fu annunciato durante una cerimonia solenne nella Chiesa di San Michele, la Madonna esaudì la richiesta e Arpino non subì la peste.

Ancora oggi, i cittadini di Arpino si recano a Loreto e a dicembre in paese si svolge una imponente processione religiosa e per un mese viene esposta la statua della Madonna.

Questa statua è gelosamente custodita dalle Suore di Clausura nel Monastero Benedettino di Sant’Andrea, in quanto si narra che fu proprio una di loro a chiederla come regalo a suo padre. L’uomo la fece costruire a Loreto e gliela donò. Per questo la processione parte dal convento e viene portata alla Chiesa di San Michele a Dicembre, mentre a Gennaio viene riportata con un’altra processione nel convento delle suore.

La storia della statua è particolare: 100 anni dopo il primo miracolo, nel 1756, il famoso artista Michele Stoltz, che si trovava in quel periodo in paese. È lui ad aver costruito la macchina in legno che ancora viene usata per il trasporto a spalla della statua nelle processioni.

Il culto si è rafforzato nei secoli perché la Madonna di Loreto ha protetto Arpino anche in altre circostanze. Come quando le truppe francesi di Napoleone conquistarono l’Italia spargendo sangue e distruzione.

Era il 1798: l’esercito francese si avvicinava minaccioso ad Arpino e il popolo si affidò ancora alla sua Madre Celeste, chiedendo la sua protezione. La mattina dell’11 marzo furono assalite Castelliri e Isola del Liri, ma quando arrivarono ad Arpino i francesi si fermarono.

Le campane di tutte le Chiese di Arpino suonavano a distesa, il popolo implorava la protezione della Madonna di Loreto, facendo processioni per penitenza, e tutte le statue della Madonna furono portate a San Michele. Poi le statue furono messe ‘fuori porta’ (dove oggi c’è il belvedere) e i francesi che erano giunti sotto le mura in assetto da guerra, scapparono impauriti senza alcuna ragione.

Fra’ Giuseppe Palma dell’Abbazia di Trisulti, raccolse le dichiarazioni dei francesi che dissero che si erano ritirati per non scontrarsi con un esercito vestito di bianco di 9 - 10 mila persone sotto Arpino. Gli anziani dicono che erano state le piante di ulivo ad apparire sotto le sembianze di guerrieri.

Per ringraziare ancora una volta la Madonna, gli abitanti di Arpino la nominarono come principale protettore della città, lasciando San Michele Arcangelo e San Pietro Martire come minori, e il 10 Dicembre è diventato giorno di festa solenne. Un altro giorno importante è l’8 Settembre 1902, in cui fu fatta l’incoronazione della Madonna e del Bambino che ha in braccio.

La festa del 10 dicembre continua e si è arricchita di un mercatino degli artigiani del posto e di un mercato con la vendita di prodotti locali dove si possono fare vari assaggini delle prelibatezze della Ciociaria.

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Sgurgola stemma Colonna
Sgurgola, Sculca, Sgorga, Scruta … ma sempre Bellatrix!

Ci sono molte storie sul significato di Sgurgola e dello spirito Sgurgolano, ma la più bella è quella legata al suo stemma Bellatrix! Sono chiamati ‘scoppettieri’ dai comuni limitrofi. Gente dal carattere indomito che nell’Ottocento li ha addirittura portati a creare una propria ‘piccola armata garibaldina’ per andare a conquistare Roma!

Bellatrix vuol dire ‘donna guerriera’ (ed è anche una luminosa stella di Orione) e Sgurgola lo ha scritto nel suo stemma come simbolo della sua personalità. Un popolo di belligeranti focosi sempre pronti a lottare per far valere le proprie ragioni. Questi sono i pregi e i difetti degli sgurgolani: lottano sempre per le proprie idee e per questo spesso non riescono a mediare e a fare squadra con gli altri.

Sgurgola nasce come punto di vedetta per il controllo della Valle del Sacco. La sua formazione geografica, con un piccolo pianoro in quota, la rendeva perfetta per la costruzione di una torre, poi diventata presidio militare e poi trasformato in castello.

L’obiettivo era controllare la Valle del Sacco dove passavano tutti i vari eserciti.

La storia del Lazio si può riassumere in modo sintetico in questo modo: dopo la caduta dell’impero romano arrivano le invasioni di barbari e saraceni. Le popolazioni che vivevano in pace nelle fertili valli si spostano in alture vicino a torri o monasteri presidiati. Nascono poi i castelli, i borghi dentro le mura e arriva un feudatario nominato dalla Chiesa (siamo nello Stato Pontificio).

Nel Rinascimento torna la pace e molti castelli si trasformano in palazzi signorili e le valli tornano ad essere popolate. Con il Barocco arrivano nuovi fasti e si trasforma l’interno di molte chiese esistenti. Poi passa l’esercito di Napoleone che in modo scientifico depreda e distrugge molte chiese.

Sgurgola era un presidio militare abitato quindi da guarnigioni militari che, per loro natura, sono belligeranti. Le grandi vie commerciali, dove passavano e si scambiavano persone e idee, erano dall’altra pare del fiume e il paese ha quindi vissuto una vita sociale concentrata al suo interno.

Il suo feudatario, il principe Colonna, non prestava molta attenzione a Sgurgola e la usava come ‘bancomat’ imponendo un governatore preso sempre da altre regioni. Non ha costruito palazzi o opere particolari nel Rinascimento. Si vede un palazzotto vicino l’area del castello, si riconosce lo stemma sul portone, ma Sgurgola era utile soprattutto per le tasse dei suoi cittadini.

Un bambino che cresce senza amore è un bambino che può diventare triste o guerriero. Così gli sgurgolani diventano ancora più guerrieri e con un innato senso di ribellione a tutte quelle che sembrano proposte che vengono da una autorità centrale che non persegue il bene comune.

L’episodio più significativo di questa sofferenza all’autorità e di questo spirito guerriero è avvenuto nel periodo in cui Garibaldi stava risalendo l’Italia dopo lo sbarco a Marsala. Gli Sgurgolani si sentivano eccitati all’idea di liberarsi del feudatario e di un regime che fino ad allora non gli era stato vicino e decidono di supportare Garibaldi nella sua marcia su Roma.

Formano una piccola armata di una quindicina di uomini, indossano le camice rosse e si recano incontro all’esercito. Arrivati a Valmontone scoprono che Garibaldi si era fermato a Teano e che aveva fatto un accordo con il re d’Italia e tornano indietro.

Questa è Sgurgola, questo il suo fiero popolo. Se andate a Sgurgola e vi imbattete in accese discussioni non vi preoccupate. Quello che in altri paesi sarebbe un dibattito feroce combattuto all’ultimo sangue, qui a Sgurgola è una chiacchierata fra amici per decidere cosa fare la sera. Poi tutto torna sereno.

Ma durante le loro feste questo spirito si trasforma in caciara giocosa e in divertimento da non perdere!

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E' online un nuovo portale dedicato ai viaggiatori e li guida alla scoperta dei piccoli centri e delle esperienze uniche e reali che si possono vivere.

Discoverplaces.travel ha nel suo nome la sua missione, aiutare i viaggiatori a scoprire luoghi speciali in cui poter trovare qualcosa di particolare, di vivere qualche esperienza unica. Una esperienza che può riguardare la scoperta di un particolare monumento, di un affresco in una chiesa o di una antica ‘macchina’ utilizzata per le processioni.

Una esperienza che può riguardare un cibo locale, un vino che racchiude il sapere delle tradizioni, una riscoperta di una verdura rara coltivata solo in certi luoghi.

Una esperienza che può essere una danza tradizionale ballata in una magnifica piazza con suonatori che ripropongono i ritmi che per secoli hanno fatto muovere irrefrenabilmente i corpi di uomini e donne. Salterello e tarantella animano le piazze e le notti estive di molti piccoli centri.

Una esperienza che può riguardare la scoperta di uno stilista, un artigiano o un artista in grado di preparare qualcosa di speciale per noi.

Il primo strumento per aiutare il viaggiatore è una Guida Turistica che abbia tutte le informazioni del singolo paese in almeno due lingue. La maggior parte dei piccoli comuni non ha mai avuto una Guida Turistica per almeno due ragioni: non era economicamente vantaggiosa e le persone del posto erano abituate alle loro bellezze e non pensavano che queste potessero essere così speciali da interessare viaggiatori.

La prima missione di discoverplaces.travel, quindi, è stata quella di realizzare Guide Turistiche e di creare una Collezione per ogni provincia in modo da stimolare con curiosità all’approfondimento e alla scoperta dei territori. Per far questo abbiamo chiesto aiuto a fotografi e fotoamatori locali che in questi anni hanno cercato di promuovere il proprio territorio.

Ai fotografi offriamo una nuova ribalta in cui esprimere la propria arte e una nota biografica in due lingue, in cambio chiediamo la pubblicazione (non esclusiva) della fotografia nel portale e nelle guide. Nel corso dei

prossimi mesi realizzeremo anche mostre fotografiche che porteremo in tour.

La seconda forma di collaborazione è quella le associazioni del posto e i piccoli operatori turistici che vogliono promuovere i loro ‘beni comuni’, le bellezze artistiche e naturalistiche dei loro territori. Spesso questi gruppi si muovono solo su Fb e a loro offriamo un supporto sul web. Tutti insieme possiamo attrarre l’attenzione di viaggiatori e turisti sui piccoli capolavori dei nostri territori.

La terza forma di sinergia è con gli operatori locali che vogliono promuoversi ed essere sempre più presenti nei desideri dei viaggiatori esperenziali e dei turisti che vogliono provare qualcosa di diverso.

Il viaggio è appena iniziato ed ogni volta che interagiamo con qualcuno nascono nuove idee e forme innovative di comunicazione. Seguiteci perché vi sorprenderemo tutti insieme.

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