Video-pillole sul turismo - parte 80

Finalmente andiamo in Sardegna!

Atterriamo in questa bellissima isola grazie alla storia di Rita, che ci racconta del suo bellissimo borgo di Oliena, nel cuore della Barbagia, con due storie che vi faranno innamorare.

Nella prima ci porta insieme a lei in una “scampagnata con Muflone”, alla scoperta del Su Gologone e degli antichi Nuraghi che si trovano nelle montagne del suo paese. Una scampagnata dal panorama mozzafiato, e che riserva sorprese con incontri speciali, ad esempio quelli con i mufloni che abitano la natura di questo territorio.

Il secondo articolo parla dell’Oliena del folklore e delle tradizioni delle sue feste popolari, dei costumi tradizionali Sardi, dove quelli di Oliena ci hanno detto sono i più belli.

Una festa e un’avventura che a leggerle ci sembra di viverle….Sardegna arriviamo!

#italianisuperanotutto #IlFuturoNelleNostreRadici #Sardegna #Oliena #Barbagia

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Video-pillole sul turismo - parte 79

Un nuovo appuntamento per il nostro contest #ilFuturoNelleNostreRadici

La piccola Svizzera, a due passi dalla nostra redazione…

Nel video di oggi torniamo a Trivigliano grazie alla storia di Chiara, che ci racconta di come si è innamorata di questo piccolo borgo Ciociaro visibile dalle sponde del Lago di Canterno. Un borgo che negli ultimi anno ha visto tantissimi cambiamenti, dallo spopolamento alla rinascita, grazie a tanti giovani che hanno deciso di tornare per riportare in vita le loro tradizioni.

Adesso Trivigliano vive, e fa vivere chiunque lo visita, dalle feste patronali fino alla semplice accoglienza.

Abbiamo scoperto grazie a Chiara che Trivigliano è gemellato con un paese della Polonia, con cui condivide la Santa Patrona, Sant’Oliva. Una splendida celebrazione, quella in onore della Santa, a cui noi abbiamo avuto il piacere di partecipare, e che non vediamo l’ora di rivedere!

#italianisuperanotutto #IlFuturoNelleNostreRadici #Trivigliano #Polonia

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Pesaro.jpg

Un giorno un turista molto esigente entro in una famosa Agenzia Viaggi e manifestò il desiderio di andare a fare una vacanza in una località speciale.
Le fu chiesto se al mare, in montagna o in una città d’arte.
[caption id="attachment_121788" align="center-block" width="1024"] Rispose che era indifferente purché non fosse la solita località turistica e soprattutto che le potesse dare emozioni mai provate prima.[/caption]
Ebbene, dopo aver scartato New York, Parigi, Londra e località meno ‘inflazionate’ come Biarritz, Mont Saint Michelle, Pula, Calasetta, Tropea e tante altre … la bravissima esperta di turismo consigliò Pesaro!!
[caption id="attachment_121764" align="center-block" width="1024"] Pesaro?![/caption]
Si perché Pesaro ha una spiaggia lunga chilometri con la sabbia, o la ghiaia o gli scogli…
E poi un porto turistico con barche a vela, a motore, catamarani, canoe…
E un centro storico con chiese meravigliose, palazzi stupendi, un castello, una rocca, ben 12 musei, 3 teatri, cinema, negozi eleganti…
E con 3 festival famosi: il Rossini Opera Festival (LEGGI ANCHE), Il Festival del Nuovo Cinema e il GAD, il Festival Nazionale di Arte Drammatica…
Inoltre colline bellissime che circondano la città con 3 parchi davvero stupendi…
Poi hotel, ristoranti, pizzerie, locali veramente unici … con specialità enogastronomiche eccezionali con vini come il Sangiovese dei Colli Pesaresi, il Bianchello del Metauro…
Poi il famoso ‘brodetto’ oppure la frittura o l’arrostita alla brace, sempre di pesce!
Infine le albe sul mare e … i tramonti più belli del mondo … con il sole che si tuffa in mare dopo essersi ‘ruzzolato’ sul Monte San Bartolo … il che ha reso Pesaro famosa nel mondo come la ‘Città Romantica’!!!

E così, naturalmente, l’esigente turista accettò e, ovviamente, poi rimase entusiasta, tanto che da quella volta tornò sempre a Pesaro e … nel famoso Alexander Palace Hotel.

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Mercato-Vucciria-3.jpg

Stavamo percorrendo via Roma quando ad un tratto la mia amica Berenice si fermò di colpo:

- Visto che siamo qui, perché non andiamo alla Vucciria e mangiamo del polipo bollito?


Dissi subito di si. Vado matta per il polipo bollito.
Uno dei posti, a Palermo, dove lo cucinano alla perfezione è proprio al mercato della Vucciria.
[caption id="attachment_121776" align="center-block" width="1024"] Descrivere il mercato della Vucciria non è facile, è un luogo fantastico.[/caption]
Rumori, odori e sapori si mescolano insieme e si diffondono nell'aria librandosi lentamente come farfalle innamorate.
Non è un caso se è stato immortalato nei dipinti del grande Renato Guttuso.
Moltissime bancarelle espongono una grande quantità e varietà di pesce freschissimo che viene abbanniato (decantato) a squarciagola.
Alla Vucciria oltre alle bancarelle vi sono minuscoli negozietti popolati da artigiani che con i loro lavori sembra che avessero fermato il tempo.
Mentre camminavamo per raggiungere la bancarella del poliparo nostro amico, fummo distratte da un forte e piacevole odore.

- Senti anche tu questo profumo?
- Certo, sto svenendo.


Neanche il tempo di aggiungere un sospiro ed alle nostre spalle sentimmo la voce rauca dello sfincionaro.
[caption id="attachment_121802" align="center-block" width="1024"] Lo sfincione è il principe della gastronomia palermitana, il cibo di strada per eccellenza. La sua paternità può essere attribuita ai greci spòngos, ai latini spongia e agli arabi isfang.[/caption]
Il vero sfincione si può gustare solo a Palermo nei panifici, nelle gastronomie e nei caratteristici carrettini che si trovano negli angoli dei mercati.
Un pane-pizza addolcito con il miele e ricoperto con una salsa di pomodoro, cipolla, origano e qualche pezzo del famoso caciocavallo di Ragusa.
Berenice velocissima si rivolse allo sfincionaro.

- Mi dia due pezzi per favore.


La guardai esterrefatta, ma non ebbi neppure il tempo di bisbigliare perché mi ritrovai davanti un invitante sfincionello. Nonostante fossimo già sazie lo gustammo con piacere.
Le nostre labbra imbrattate di sugo erano una prova lampante del godere di questo cibo, povero ma amatissimo da tutti i siciliani.
Continuammo la nostra passeggiata, non mangiammo il polpo bollito, lo comprammo e lo portammo a casa.
[caption id="attachment_121779" align="center-block" width="1024"] Ballarò e la Vucciria vivono di colori, odori, sapori e suoni e riescono a trascinarti in un mondo lontano che ritorna nella quotidianità di usi e costumi.[/caption]
Visitare i mercati di Palermo è un viaggio in terre lontane, gioia per lo spirito e appagamento per il palato.

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Mercato-Ballar---2.jpg

Quel mattino le due ore di lezione trascorsero velocemente. Io e Berenice, la mia collega e coinquilina armena, uscimmo subito dalla facoltà.
[caption id="attachment_121767" align="center-block" width="1024"] La temperatura era piacevole e l'aria profumava di primavera. Eravamo in piazza Marina, nell'antico quartiere della Kalsa. Il sole ci riscaldava il viso e cercammo un po’ d'ombra sotto i rami dei giganteschi ficus di villa Garibaldi.[/caption]
Ad un tratto Berenice si fermò, mi guardò con espressione seria, poi sorridendo esordì:

- Perché non andiamo a Ballarò?
- A Ballarò?  A fare cosa?
- Andiamo a comprare frutta e verdura fresca.
- Possiamo andare alla Vucciria è sulla nostra strada.
- Dai, andiamo a Ballarò, sai che amo molto quel mercato, mi ricorda la mia terra. Andiamo.


Ballarò è il più antico dei mercati storici di Palermo, tutti quelli che lo visitano rimangono incantati dalle tante bancarelle dai tettucci colorati strapiene di frutta e verdura.
La merce viene sistemata in modo artistico e attraente. I profumi ed i colori trasportano il visitatore in mondo magico dal fascino orientale.
La voce del “vanniaturi” (banditori) esalta bene la freschezza e la bontà dei prodotti esposti.
Il visitatore difficilmente lascia il mercato senza avere comprato qualcosa.
Se ci si addentra nei vicoli, a poco a poco, si perde la cognizione del tempo e del luogo e si torna indietro di decenni.
Il fascino di Ballarò è questo: trasportare i suoi visitatori nei territori del Nord Africa e far loro rivivere le novelle arabe di “Mille e una notte”.

“Ho fame, ci dividiamo un panino con panelle e cazzilli (crocchè)?”


Le panelle sono delle frittelle di farina di ceci che vengono messe in mezzo a panini (chiamate Mafalde) e in genere si mangiano insieme alle crocchè, o cazzilli, ossia delle crocchette di patate fritte in pastella.
Si possono trovare spesso come ‘street food’ in friggitorie per il centro di Palermo e soprattutto nei coloratissimi e profumatissimi mercati di Palermo.
La guardai meravigliata.

- Hai fame?
- Si, un po'. Ho anche tanta nostalgia di casa.
- Allora mangialo per intero questo panino con panelle e cazzilli, io ne prendo uno con la milza.


Berenice mi guardò con gli occhi sgranati:

-  Tu che mangi un panino intero, non ci credo.
- Si


A quella mia risposta scoppiammo a ridere.
Dopo aver mangiato ognuna il suo buon panino, acquistammo dei peperoni, delle zucchine e dell'altra verdura, per, poi a casa, cucinare un cous cous vegetariano.
Attraversammo tutto il mercato e uscimmo da Piazza del Ponticello.
Percorremmo pochi metri di Via Maqueda, ed eccoci in Piazza Bellini circondate dalla bellezza delle chiese di Santa Maria dell'Ammiraglio e di Santa Caterina d'Alessandria.
 

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Cattolica-Eraclea.jpg

Il mio paesello? Un pregiato gioiello incastonato tra rocce e verdi colline che si affacciano come occhi vigilanti sul paese a mo’ di protezione.
Cattolica Eraclea, un tempo nota come Minoa Eraclea.
I nostri colli rocciosi profumano e raccontano di altre culture, di popoli antichi. Tanti reperti custoditi come gioielli nell'Antiquarium, e un anfiteatro greco semicircolare che ci ricorda ancora altri popoli arrivati nel passato.
[caption id="attachment_121821" align="center-block" width="1024"] E nelle pianure verdeggianti crescono rigogliosi vigneti che godono dei caldi raggi del sole e dell’umidità profumata della notte. Ottimi vini, delizia per gli intenditori![/caption]
Le due piazze del centro storico sono abbellite da palazzi di stile barocco e del maestoso orologio che scandisce le ore, ma per lui il tempo sembra non passare mai.
[caption id="attachment_117577" align="center-block" width="750"] Le piazze … emblema dello stile di vita italiano. Adornate dai tanti bar dove sempre ci ristoriamo dopo il passeggio serale gustando una buonissima granita o una brioche farcita di gelato. Quella buona fatta a dovere![/caption]
La mia gente è genuina, buona e gentile. L'ospitalità è sacra.
Ho dei bellissimi ricordi che conserverò per sempre nel cuore, e spero un giorno poter ricambiare in segno di ringraziamento a parenti e amici.
Nei miei ricordi di infanzia c'è la scuola elementare, dietro la chiesa Madonna della Mercede, e la scuola media nel palazzo Bonanno in piazza Umberto.
Le compagne di scuola, che a distanza di tantissimi anni ho avuto modo di rivedere e di abbracciare nell'estate 2019. Una grandissima emozione!
Pura emozione fino alle lacrime mi prende ogni volta che ritorno al mio paese, che lasciai alla volta del Canada nel ’67 all'età di dodici anni.
Non manco mai di soffermarmi davanti la casa dove ho vissuto i primi anni della mia vita.
Per un istante mi rivedo bambina a cantare nelle sere d'estate, sui gradini dove il portone verde faceva da sipario alle mie spalle. I vicini di casa, miei spettatori, a deliziarsi o a torturarsi...
La chiesa madre, altro gioiello raro e prezioso dell’epoca, per l'arte che metteva in bella mostra. Un altro bel ricordo.
Ogni domenica mattina andavo alla messa dei fanciulli (cosi veniva chiamata) per poi, a fine messa, ricevere la figurina da Monsignor Cuffaro. Era il nostro lasciapassare per visionare un film nel pomeriggio.
[caption id="attachment_121782" align="center-block" width="1024"] Cattolica Eraclea è ricca di storia, arte, cultura, e tradizioni che ancora vengono rispettate.[/caption]
Una delle tante tradizioni è quella della Settimana Santa e che termina la domenica di Pasqua con l'incontro di Gesù e sua madre, molto commovente. Un evento che attira tantissima gente.
Impressionante la fede della mia gente.
La cucina è di una bontà assoluta con piatti tipici da leccarsi le dita, offerti dai tanti ristoranti gestiti per lo più dagli stessi proprietari. Qui il turista si sente di casa.
Per non parlare della pasticceria siciliana, una vera delizia!
Infine, mi è doveroso parlare della meravigliosa spiaggia di Minoa Eraclea.
Mare attraente e acqua limpidissima, direi anche benefica. Sabbia finissima per un lungo tratto dove si ha la possibilità di camminare sul lungo mare o sulla riva.
Il lungomare è circondato da una fitta pineta dove il forte odore dei pini si mescola con quello acre della salsedine, creando un piacevolissimo profumo che non ti scordi e che rimane nelle narici anche a distanza del tempo.
Minoa Eraclea: Unforgettable!
Minoa Eraclea, una perla nel Mediterraneo che tutti ci invidiano.

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Siracusa-3.jpg

La città di Siracusa mi incuriosiva da sempre.
È lì che è nato Archimede (LEGGI ANCHE), lo sa ogni bambino!
Storia, antichità, le radici della nostra civiltà racchiuse in un luogo non solo ancora esistente, ma anche pieno di vita.
Il mio primo incontro con Siracusa era alquanto strano. Ci sono andata appena dopo le vacanze di Natale e Capodanno.
Autobus da Catania, il buio, che in inverno da queste parti arriva così presto...
Scesi dal bus, io e mio figlio ci siamo presi un gelato e ci siamo avviati verso Ortigia.
[caption id="attachment_121761" align="center-block" width="988"] Appena sul ponte, per una strana coincidenza ci è arrivato incontro il mio compagno che passava lì proprio in quel momento. Sorpreso di vederci così all’improvviso ci fa salire una macchina e ... la serata finisce a Capomulini in uno dei ristoranti di pesce.[/caption]
Quella volta Siracusa non si è voluta mostrare...
Non ho più provato di andarci, ma qualche mese dopo quel primo tentativo c’è stata un’altra occasione.
Una mia carissima amica e il suo compagno passavano le vacanze in Italia.
[caption id="attachment_121758" align="center-block" width="876"] Sono venuti a trovarmi a Catania e dopo una notte di chiacchiere, passeggiate e un "assaggio" della famosa movida catanese (quanto erano sorpresi a trovare tutta questa gente per strade nella notte di lunedì!) abbiamo deciso che l’indomani di andare a Siracusa.[/caption]
Abbiamo parcheggiato la macchina in qualche via anonima, poi una lunga passeggiata per le vie strette e ingarbugliate del centro storico.
Ancora non potevo immaginare che miracolo mi aspettava dentro quel gomitolo di stradine e vicoletti... Me lo ricordo ancora quel momento: all’improvviso eravamo inondati di una luce bianca, splendida e pura.

Alzo gli occhi e vedo una meravigliosa piazza che emette tutta questa luce, con la sua pavimentazione chiara, con il suo Duomo così semplice ed elegante.


Sì, eravamo in Piazza Duomo a Siracusa, e rimane uno dei più bei ricordi della mia vita.
[caption id="attachment_121755" align="center-block" width="677"] Carretto siciliano e il cavallo con i suoi occhi tristi, turisti, i ristoranti e negozi di souvenir e artigianato.[/caption]
Quel giorno ho visto tante cose lì a Siracusa, ma lo splendore della piazza bianca è imbattibile.
Abituata a Catania con la piazza nera, le strade in pietra lavica, con gli edifici scuri con qualche aggiunta di bianco, non ero preparata a quel effetto travolgente del bianco.
Sono stata più volte a Siracusa dopo.
Ho avuto modo di vedere il suo Duomo da dentro, ascoltare una bellissima storia della conversione di un tempio greco in una chiesa cristiana, ho ammirato le antiche colonne rimaste ancora lì, intatte.
Ho avuto modo di stare accanto alla famosa fonte di Aretusa e conoscere i miti di un mondo perduto. Ho ammirato il mare, il panorama e straordinari paesaggi.
Mi sono divertita nei pub (eh sì, la vita notturna esiste non solo a Catania!) e ho assaporato la cucina locale. La pasta alla siracusana è uno dei miei piatti preferiti in assoluto!
Ma anche dopo tutte queste avventure per me Siracusa ancora adesso rimane la città dello splendore bianco, puro e travolgente.
 

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A curva do Vagnu, lo strapiombo sul mare di Sciacca

Sciacca.
Che è bella è bella, questa città-non-città è bella.

“Eh… ma bisogna descrivere le sue bellezze mio caro”, disse! 
“E come?”
“Ah con l'uso delle parole. Ah si, le parole, giusto! “
“E poi devi dire della storia, dei luoghi e spiegare bene il perché è bella”. 
“Si si, giusto il perché”. 

Ma come fai a dire di quanto si viva bene e di quanta bellezza abbia in lei se ti fa emozionare il semplice vederne la discesa alla marina.

È proprio allora che pensi: peccato, dovrò morire e non vedere più questa curva che ti strapiomba al mare.

La Curva do Vagnu che ti da le vertigini, perché dal mare sei già nel profondo blu del Mediterraneo.

E allora riemergi, prendi fiato e ti ritrovi a guardare il sole, che si diverte a tuffarsi e a sparire come una dea tra le onde.

Ti lascia però tutti i suoi colori… e con quei colori ci giochi, ti perdi, ci viaggi e ti ritrovi in Africa.

Oh quanto mi dispiace morire e non poter più godere di tutto questo.  Ma almeno l'ho vissuto, amato, inebriato. 

Ed è questo quello che vorrei vivessi tu se vorrai venirmi a trovare.

Perché è bella si è proprio bella.

Sciacca, Sicilia.

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