Video-pillole sul turismo - parte 8

Come reagire al Coronavirus? #italianisuperanotutto

Dalla Calabria con furore!

Continuiamo in questa quarantena a viaggiare (digitalmente) alla scoperta di posti e tradizioni nuove, stavolta grazie ad una ricetta che richiama i sapori e lo spirito Calabrese.

Ci è stata inviata da Chiara, una nostra cara collaboratrice che ha approfittato di questa quiete nella tempesta per riscoprire insieme alla sua famiglia le origini materne e paterne, che uniscono il sud e il nord, ma quella è un’altra storia di cui parleremo a breve!

Il cibo unisce, e lei ha deciso di raccontarci la ricetta delle Melanzane alla Calabrese, ma della variante che si fa a Grotteria, un borgo di cui, sempre con il suo prezioso aiuto, abbiamo raccontato anche la storia e pubblicato la Guida Turistica online.

Ci ha mandato splendide foto, e la mamma ha preparato la ricetta apposta per noi. Un piatto che per ora gustiamo a distanza, ma a leggere il nostro articolo riusciamo anche adesso a sentirne i sapori!

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Amore, prosperità e onore. Tre parole che incarnano perfettamente questo fiore dai mille colori e dal profumo, che ha rapito imperatori e nobili in ere ed epoche diverse. 

La Regina del Giardino Cinese e ora di tutti i giardini del mondo: scopriamo la peonia, un arbusto tuttofare che oggi è uno dei fiori più apprezzati per il suo aspetto, la sua storia e il suo incantevole profumo. 

La peonia affonda profonde radici nella storia di molti popoli, che in suo nome e immagine ha creato le leggende e i simboli che ancora oggi ci accompagnano nel nostro mondo.

Ma cos’è la peonia cinese?

La Peonia è una pianta ornamentale, l’unica della famiglia delle ranuncolacee, piante perenni che godono di una longevità straordinaria, grazie alle forti radici fascicolate che si adattano alla maggior parte dei terreni e alla siccità. 

Queste caratteristiche rendono la Peonia una delle piante ornamentali più facili da coltivare, con i dovuti accorgimenti. 

La particolarità delle peonie sta nella sgargiante fioritura che ogni anno grazia i nostri giardini. Breve ma intensa, da Aprile a Maggio, le peonie di tutto il mondo debuttano i loro grandi e vistosi fiori formati da 5 - 10 petali. I colori delle peonie variano da specie a specie, dal candido bianco al rosa “bubble gum”, fino al rosso intenso e ai gialli più esotici mentre le foglie mantengono il loro colore verde smeraldo.

Le leggende della Peonia: il fiore di Dei e Imperatori

La peonia non è soltanto un bellissimo fiore... e ci due sono le leggende che narrano la creazione della peonia e, guarda caso, provengono da due mondi molto diversi (e lontani): la Cina e la Grecia.

Il termine “Peonia” proviene da Paeon, il nome del Dio Greco della medicina, insomma il “medico ufficiale” degli Dei nella mitologia Greca. 

Una leggenda richiama un episodio dell’Iliade, dove Omero narra che Paeon fosse stato trasformato da Zeus in un fiore dopo aver curato il Dio Plutone, ferito gravemente da Ercole durante un combattimento, grazie alle radici di una pianta dalle potenti proprietà curative. 

Zeus per proteggere il Dio Paeon dall’ira del suo maestro Asclepio, furioso di essere stato superato nelle sue abilità di guaritore, donò “al medico degli Dei” l’immortalità, trasformandolo nella pianta della Peonia che ancora oggi ci grazia con le sue radici dalle mille proprietà curative.  

La Peonia: pianta immortale e dalla pazienza infinita 

L’altra leggenda viene dal suo paese di origine, la Cina, dove già 2000 anni fa ricopriva un ruolo importante nella società imperiale Cinese e nell’immaginario dei popoli Asiatici, che amorevolmente le hanno dato il nome di “Regina dei Fiori”. Ma da dove viene veramente questo nome?

La leggenda narra che una Imperatrice tanto bella quanto capricciosa, ordinò con i suoi poteri magici durante una mattinata di rigido inverno, a tutti i fiori del suo giardino imperiale di sbocciare. 

Tutti i fiori obbedirono al suo capriccio temendo l’ira funesta dell’Imperatrice, tranne uno, la Peonia!

Avvilita dal gesto della peonia, l’Imperatrice ordinò ai suoi servi di trasferire tutte le Peonie del regno nella regione più fredda e più lontana dell’Impero. 

Ma la peonia nonostante tutto resistette al clima sfavorevole, e mostrò lo stesso i suoi sgargianti fiori al mondo, fiorendo in quella regione fredda e inospitale. Una volta che l’Imperatrice si accorse della sua disfatta, della forza e determinazione della Pianta della Peonia ne revocò l’esilio, incoronandola “Regina di tutti i Fiori”.

Le proprietà curative della Peonia

Queste due leggende uniscono gli aspetti unici della Pianta della Peonia, la forza, la longevità e gli aspetti curativi che hanno origine nelle sue radici … e non solo!

In omeopatia, la pianta della Peonia è utilizzata in tutte le sue parti (radici, foglie, semi e fiori) come un antispasmodico e sedativo naturale, anche per attacchi epilettici. La radice, poi, risulta un ottimo rimedio contro le nevralgie, l'emicrania, l'agitazione e l'ansia.

Tutto questo grazie a componenti come il penolo e la peoniflorina contenuta nei petali del fiore, dall’effetto sedativa e analgesico.

Non è raro trovare anche oggi nelle nostre tisane un po’ di peonia, che dona quel profumo fruttato a tutti i nostri decotti rilassanti.

Insomma, una pianta che a 360°, dai semi alla radice ai fiori ha accompagnato la salute dell’uomo fino ai giorni nostri.

La peonia è veramente uno spettacolo da vivere. Comunemente la troviamo come attore in molti giardini del mondo, ma c’è un giardino dov’è la sola ed unica protagonista...ed è più vicino di quanto possiate immaginare!

Nel Lazio vi è uno dei più grandi Centri Botanici monoculturali dedicati alle peonie, il Centro Botanico Moutan nel Comune di Vitorchiano (Viterbo). 

Ogni anno questi 15 ettari di pura poesia che ospitano più di 600 varietà di peonie Cinesi, aprono al pubblico per il periodo della fioritura, in uno spettacolo di colori e profumi da non perdere.

Per maggiori informazioni su come visitare il Centro Botanico cliccate QUI
https://www.centrobotanicomoutan.it/

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Video-pillole sul turismo - parte 7

Come reagire al Coronavirus? #italianisuperanotutto

Ricordiamoci che “Siamo i più belli, e lo saremo anche dopo.”

L’Italia non smette di raccontarsi, ed è nel momento del bisogno che vediamo chi ama il suo paese e le sue origini incondizionatamente.

Qualche giorno fa’ abbiamo conosciuto (virtualmente) Cinzia Lamberti, che ci ha raccontato la storia della sua famiglia, collegata ad un mistero che unisce tre paesi della Calabria e il Sacro Graal in un unico e armonioso racconto.

Una storia veramente avvincente!

Grazie al suo amore, abbiamo iniziato anche noi un viaggio digitale alla scoperta di questi borghi Calabresi, abbiamo scritto le loro Guide in Italiano e Inglese, e abbiamo iniziato a cercare le foto per abbellire la guida. Questo sempre grazie all’incontro digitale con altri affezionati che vogliono raccontare i loro borghi con qualsiasi mezzo.

Noi continuiamo a lavorare e a farvi girare l’Italia, in un virtual tour che non è fatto solo di immagini, ma di emozioni.

Grazie Cinzia!

Non smettiamo di raccontarci...continuiamo a raccontare l’Italia e...
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Video-pillole sul turismo - parte 6

Come reagire al Coronavirus? #italianisuperanotutto

Un Weekend in quarantena #iorestoacasa

Dopo la chiusura delle scuole e dopo essere diventata Zona Rossa, l’Italia è ferma ma il nostro lavoro continua...da casa.

Non possiamo uscire, ma continuiamo a raccontare l’Italia: uno scrigno di bellezze infinite, un paese dal patrimonio indescrivibile fatto di tradizioni e persone speciali.

Nella sesta parte vi parliamo del borgo di Settefrati e di Maria Pia, una pastora con la “P” maiuscola che con il suo ingegno ha trasformato la tradizione della Transumanza in un’esperienza umana e turistica indimenticabile, “Transhumance”.

Della sua storia abbiamo scritto un articolo, il primo di una serie che racconta le bellezze della Ciociaria e i suoi protagonisti. Un percorso di promozione territoriale che abbiamo iniziato insieme all’Università di Cassino, insieme a loro per raccontare delle ricerche che hanno come protagonista questa terra ricca di storia e fascino.

Noi continuiamo a lavorare e a raccontare l’Italia... 

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Video-pillole sul turismo - parte 5

Come reagire al Coronavirus? #italianisuperanotutto

L’Italia è diventata Zona Rossa e dopo l’ennesimo decreto siamo stati ufficialmente catapultati nell’emergenza. Secondo le previsioni sarà lunga, ma non dobbiamo fermarci.

Deprimersi non serve!

Dobbiamo essere coscienti della situazione e riflettere su come ci rialzeremo, da imprenditori a semplici cittadini sappiamo che molte cose cambieranno ma ci saranno alcune certezze.

Le nostre radici e il nostro patrimonio di bellezza non cambieranno e noi abbiamo deciso di continuare a promozione la bellezza dei nostri paesi.

Dopo aver pubblicato i primi video abbiamo ricevuto tantissime storie e richieste da parte di persone da tutta Italia per descrivere i loro paesi.

Oggi è toccato a Cariati, un borgo gioiello della Calabria paese natale della nostra amica Monica che ci ha inviato anche delle splendide foto per accompagnare la guida web.

Cercando informazioni su Cariati, ci siamo anche resi conto (stranamente) che c’erano più informazioni e storie in Inglese, scritte anche da persone che non sono del posto, che quelle in lingua Italiana. 

Cosa vuol dire?

Dobbiamo impegnarci di più a trovare storie per far innamorare chi non vive in Italia. Dobbiamo impegnarci ad amare il nostro paese, a prendercene cura e a raccontarlo per attirare noi stessi i turisti a cui vogliamo far vivere le esperienze dei nostri paesi.  

Non smettiamo di raccontarci...continuiamo a raccontare l’Italia e...
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Questa storia nasce dall’incontro dei miei nonni in quello che è il mio paese di nascita, Rocca Priora nel Lazio.



Qui i genitori di mia madre e di mio padre si sono incontrati provenendo dal nord e dal sud legando così la mia famiglia, attraverso un filo immaginario, alle storie e alle tradizioni di tutta l’Italia.
Oggi iniziamo dalla Calabria, che unisce la mia vita a quella di un piccolo borgo medievale della Locride, Grotteria, un paese adagiato su una collina che si affaccia sul meraviglioso mare dello Ionio che si infrange con le sue acque cristalline sulle sue uniche spiagge di ghiaia.
Il mio legame con questa terra viene richiamato con forza dal suono del suo unico e complicato dialetto, che da piccola assimilavo ad una lingua straniera, e dagli odori e i sapori che ancora oggi ho la possibilità di sentire e assaporare.
Il gusto della mano di una calabrese in cucina risalta in tutti i piatti che prepara: sapidità, sapori forti, decisi e piccanti sono la descrizione perfetta di ogni piatto preparato.


Ma credo che i piatti tipici della Calabria, anche nella loro semplicità, conditi con cuore e passione si trasformino sempre in un capolavoro culinario.
Nella mia famiglia e nel circolo degli amici più cari c’è una ricetta di mia nonna che è diventata famosa e, per quanto cerchiamo di riprodurla attraverso i suoi consigli, rimaniamo del parere che come le prepara lei non le prepari nessuno!!

Melanzane ripiene alla Calabrese, una ricetta del cuore che parla della mia storia!


Per prima cosa prendiamo il protagonista principale della nostra ricetta, le melanzane, le tagliamo a metà e le mattiamo a bollire in acqua e sale.
Mentre la pentola è sul fuoco, in una terrina mettiamo del pane raffermo bagnato in acqua, del basilico fresco tagliato al coltello, una generosa manciata di parmigiano e aglio tagliato a piccoli pezzettini.
Passati una ventina di minuti leviamo le melanzane dal fuoco e adagiamole in una ciotola con acqua fredda così che possiamo procedere a togliere la parte interna, che, tritata finemente, viene unita al preparato già realizzato.
Al nostro ripieno dobbiamo poi aggiungere le uova e continuiamo ad amalgamare il tutto. A questo punto riprendiamo il nostro guscio di buccia di melanzana e procediamo alla sua riempitura.
Ora siamo pronti per immergerlo in olio bollente e friggere il nostro piccolo capolavoro, che una volta cotto, verrà cosparso di un velo di parmigiano e decorato con foglie di basilico pronto per essere degustato sia caldo che freddo.

La variante di mia Nonna


La ricetta può essere rivisitata come fa mia nonna con l’aggiunta al ripieno di carne macinata …. e se non abbiamo voglia di friggere possiamo cuocere la nostre melanzane al forno.
Un piatto da degustare in ogni occasione che ricorda i sapori di una terra magica e ci fa rivivere il ricordo delle nostre origini!
Alla prossima ricetta!

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Era passato circa un giorno prima di Natale quando l'inferno ha visitato la nostra casa e le foreste intorno a Hill Top. 

‘Hell hath no fury like a woman scorned’ (l'inferno non ha tanta furia quanto una donna tradita) dice un proverbio inglese, ed era Madre Terra che era stata disprezzata e bruciata dai fuochi dell'inferno.

Tutt'intorno, il cielo era solo nero e rosso, nessun sole splendeva attraverso il denso fumo che sembrava il nostro baldacchino. Le fiamme raggiungevano gli alberi più alti e saltavano da una pianta ad un’altra quando siamo stati costretti ad abbandonare la nostra casa nel bosco per cercare sicurezza a diversi chilometri di distanza nella locale caserma dei pompieri.

Anche qui le nostre vite erano in grave pericolo poiché rimaneva così poca acqua per proteggere i circa 20 abitanti del posto che cercavano la salvezza da Lucifero, pregando di essere salvati dall'essere bolliti o cotti vivi.

Siamo stati più che un po’ fortunati e pochi giorni dopo ci è stato permesso di vedere i resti del nostro bosco, un bosco ora senza foglie. Un'armata annerita di lance in piedi nella morte silenziosa. Dove una volta c'era stata una foresta verdeggiante, una copertura di foglie di gomma e un pavimento di cespugli, ora c’era una terra annerita colpita dal sole che splendeva e non si poteva vedere o sentire un uccello.

La nostra casa è stata miracolosamente salvata da squadre di vigili del fuoco che sono state in piedi come un esercito di fronte alle fiamme con solo le sole armi dei tubi. Ma a una ventina di metri di distanza, il garage e il capannone sono stati fatti a pezzi, le strutture d'acciaio e di ferro ondulato contorte e strappate dai pugni dilaganti di fiamme che non rispettavano nulla ma il loro inferno. 

Non è rimasto nulla di infiammabile. Niente ha resistito a questo incendio.

Eppure le nostre preghiere per spegnere le fiamme alla fine sono state esaudite quando dopo più di un mese della furia del fuoco si sono aperti i cieli e per giorni è caduta la pioggia, lavando via le scorie, il fumo e la polvere.

E ora sono passati due mesi da quei giorni di distruzione. Cosa vediamo? Si è verificato un miracolo. 

Dagli alti tronchi anneriti e piccoli cespugli stanno nascendo una miriade di germogli verdi freschi.

La vita è tornata dove sembrava che nulla potesse mai più vivere.

Da terra compaiono nuovi germogli ovunque mentre i semi che sono scoppiati dalle fiamme sono nutriti nel terreno sabbioso che ha accolto la forza vitale dalle piogge. Attendiamo ora di sentire i richiami degli uccelli nativi e il fruscio degli animali che popolano questo cimitero vivente.

Sì, la vita nasce eterna dall'inferno nelle foreste naturali di eucalipti dell'Australia.

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