La piccola chiesa di San Marco è una delle più antiche di Viterbo.

Da una targa sulla facciata si legge che è stata consacrata nel 1198 da papa Innocenzo III alla presenza di 15 cardinali.

In quel tempo il papa era impegnato nel cercare di trovare un equilibrio con San Francesco e nel sedare le tante anime di eremiti che chiedevano una chiesa più vicina al popolo.

La chiesa era stata edificata dai monaci benedettini di San Salvatore al Monte Amiata ed ha ancora mantenuto le sue piccole dimensioni di 16 x 8 metri.

La sua facciata semplice a capanna e appare rialzata rispetto al piano stradale probabilmente perché nelle vicinanze scorreva il fiume Urcione poi tombato.

L’interno molto semplice in pietra locale di peperino e un tetto a capriate in legno.

Su una parete si ammira una piccola parte degli affreschi che adornavano la chiesa: una Madonna con Bambino e una raffigurazione di Dio fra San Pietro e San Paolo nella zona dell’abside attribuito a Giovan Francesco d’Avaranzano detto il ‘Fantastico’.

Fra le opere si nota un dipinto su tavola del 1512 di Giovan Francesco d’Avaranzano che rappresenta una Madonna in trono col Bambino. 

La chiesa è stata bombardata durante la seconda guerra mondiale e successivamente restaurata.
 

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La chiesa di Santa Maria del Suffragio è stata costruita nel 1572 con la demolizione di una precedente chiesa medievale di Viterbo dedicata a San Quirico.

Il suo nome deriva dalla Confraternita delle anime del Purgatorio o di Santa Maria del Suffragio che la ha gestita dal 1618 operando diversi lavori.

La facciata barocca attuale risale al Settecento e si presenta con un gioco di colori fra il peperino chiaro e l’intonaco ed è divisa in due parti.

In quella inferiore è caratterizzata da un grande portone di ingresso sormontato da decori e da un affresco di una Madonna con le anime del Purgatorio.

Il significato del quadro richiama alla missione della Confraternita che era quella di raccogliere fondi per celebrare funzioni in suffragio delle anime nel purgatorio.

Ai lati della porta si trovano due nicchie vuote mentre sulla parte alta una serie di decori e di giochi architettonici tipici del Barocco si chiudono con un timpano con lo stemma del vescovo Brancaccio di Viterbo.

L’interno ha una sola navata e la sala è dominata da un grande dipinto sul soffitto che ancora una volta rappresenta Dio in gloria tra la Madonna e Gesù con le anime del Purgatorio.

La chiesa ha un aspetto barocco con ricche decorazioni e giochi di marmo policromo.

Oltre all’altare maggiore, sono presenti quattro altari laterali arricchiti da opere importanti come un affresco del 1730 di Luigi Vanvitelli che raffigura il profeta Abacuc e l'Angelo e il profeta Daniele nella fossa dei leoni.

Sopra l’altare maggiore si trova una pala del pittore Francesco Maria Bonifazi di Viterbo che rappresenta una Madonna con Bambino e un Angelo che le presenta un'anima che lascia il Purgatorio.

Il pittore è anche l’autore di un dipinto del 1630 inserito in una grande edicola barocca e che rappresenta San Giovanni Battista che battezza Gesù.

Sopra la porta di ingresso si trova una cantoria con un interessante organo del 1777 realizzato da Raffaele e Domenico Fedeli di Camerino.

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La piccola chiesa di Santa Maria della Carbonara si trova proprio nella parte medievale di Viterbo.

Deve il suo nome all’antica usanza di scavare fossi di difesa che venivano chiamati carbonaie o carbonare. 

La costruzione risale quindi al XII secolo ed è stata la sede dei cavalieri Templari, il più famoso ordine cavalleresco religioso cristiano.

Era nato in Terra Santa durante la I Crociata per difendere pellegrini e i luoghi santi (Templari viene dal Tempio di Gerusalemme) e divenne monastico un ordine nel 1129 con Bernardo di Chiaravalle.

I cavalieri avevano quindi un doppio ruolo di monaco-soldato e nel tempo entrarono in ogni aspetto della vita sociale e religiosa occidentale fino a che il re di Francia sospese l’ordine nel 1312. 

La chiesa fu poi affidata ai Cavalieri di Rodi, che si stabilirono per qualche anno a Viterbo dopo la conquista dei Turchi. 

La chiesa oggi appare con un aspetto molto dimesso e semplice.

L’antico dipinto della Madonna della Carbonara si trova oggi nel Museo del Colle del Duomo.

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La chiesa dedicata a Sant’Ignazio, fondatore dei Gesuiti, venne fatta costruire a Viterbo dalla famiglia Bussi intorno al 1671, come è riportato da una lapide in facciata.

Ma negli anni molte altre famiglie hanno contribuito alla sua costruzione come quella degli Spadensi che è stata la protagonista di una vicenda alquanto complessa.

Infatti gli eredi contestarono il lascito di Donato Spadoni del 1638 ed andarono in causa con il seminario: la controversia si concluse con una riduzione della somma data al seminario.

Per la costruzione del seminario venne concesso di chiudere un vicolo e il complesso appariva così idoneo alla sua importanza.

La facciata fu poi rifatta nel 1837 da un progetto di Vincenzo Federici.

Oggi ci appare proprio con un austero stile Ottocentesco, in peperino ed intonaco e l’unica forma di leggerezza è data proprio dai giochi di colore fra la pietra e l’intonaco.

L’interno è stato invece restaurato nel 1893 da Castore Costantini ed è un ambiente unico con cappelle laterali e una cupola affrescata.

In questa chiesa ha ricevuto la prima comunione Papa Leone XIII il 21 giugno 1821, quando era seminarista. L’episodio è ricordato con affresco dello stemma del papa.

Oggi la chiesa è stata affidata ad una comunità terapeutica ed affidata alla parrocchia romeno ortodossa di "San Callimaco di Cernica".

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Viterbo. Chiesa di San Pellegrino

La chiesa di San Pellegrino si trova nel quartiere medievale Pellegrino, il più caratteristico e bello della città di Viterbo.

E’ una delle prime chiese e viene citata in un documento dell’Abbazia di Farfa del 1045 che ci racconta che in quel tempo dipendeva dalla Abbazia di San Martino al Cimino.

La chiesa ha perso il suo carattere originario romanico avendo subito molti rimaneggiamenti.

In particolare nel 1889 è stata realizzata una nuova facciata neogotica che si distingue chiaramente dallo stile del quartiere ma che lo caratterizza in modo diverso come sovrapposizione di esperienze di vita di secoli.

La facciata è in peperino ed intonaco ed è caratterizzata da un grandissimo arco neogotico che racchiude il portone e il rosone centrale.

Si accede in chiesa attraverso alcuni scalini e si entra in un ambiente unico con affreschi come una Annunciazione del XV e altri del XVIII secolo. 

L’ultimo restauro della chiesa è avvenuto dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

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La chiesa di Sant’Andrea Apostolo si trova nel quartiere medievale di Pianoscarano e risale al 1148 quando il comune di Viterbo ricevette un terreno dall’Abbazia di Farfa per allargare la città e costruire una chiesa. 

Nel corso dei secoli la chiesa ha avuto modifiche come quelle a seguito del crollo della cripta nel 1564.

Da quello che appare sembra che la cripta sia stata realizzata successivamente alla chiesa per adibirla a cimitero, infatti il suo aspetto è un gotico tardo medievale, e questo potrebbe essere uno dei motivi del crollo.

Un altro intervento architettonico di rilievo c’è stata nel 1902 dove si è cercato di ripristinare l’antico aspetto romanico della chiesa.

La facciata della chiesa appare coperta da un massiccio portico in muratura con tre piccoli archi di ingresso ed è caratterizzata da un campanile a vela con due campane.

L’interno è ad un'unica navata in pietra semplice senza affreschi e questa circostanza mette in rilievo la luce che penetra dalle aperture come quelle degli absidi.

La zona dell’altare è rialzata, segno della presenza di monaci, e ci si accede attraverso una scalinata che occupa tutta la chiesa.

Alcune porzioni resti degli affreschi originali si possono ammirare nella parete di sinistra con ‘San Lorenzo e Santo Stefano’ e nella sottostante cripta, questi risalgono al 1270 e sono attribuiti a Ranuccetto da Viterbo.

L’ultimo restauro della chiesa è avvenuto dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

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La chiesa romanica di San Sisto si trova proprio dietro Porta Romana.

E' una delle prime chiese di Viterbo, probabilmente nel IX secolo dove si era formato il borgo di Vico Quinzano.

Forse la chiesa è stata costruita su un precedente tempio pagano dedicato alla Dea Fortuna.

Il fatto che la chiesa sia frutto di successive modifiche appare subito evidente osservando il dislivello interno fra la zona dell’altare e il resto della chiesa che sono separati da una grande scalinata e da un arco. Sotto la chiesa si trova una cripta ed in genere anche questo indica una costruzione precedente.

Oggi nella cripta si trova un monumento in ricordo dei caduti di guerra.

E la chiesa è stata bombardata una prima volta dai soldati francesi nel 1799 e una seconda volta durante la seconda guerra mondiale. I restauri successivi la hanno riportata al suo aspetto originario eliminando tutti i decori e le modifiche apportate durante il periodo rinascimentale e barocco.

A chiesa termina con un’abside realizzato proprio attaccata alle mura della città e ha due campanili.

Uno in stile romanico è collegato alla chiesa ma non è più accessibile e uno dotato di orologio è invece stato ricavato da una trasformazione di una delle torri della cinta muraria.

Sulla parte destra della chiesa, nel 1964 è stato sistemato un grande organo e l’altare centrale è stato ricavato utilizzando un capitello di una colonna.

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Viterbo. Chiesa di San Pietro

La chiesa di San Pietro risale al XIII secolo e si trova in corrispondenza di Porta San Pietro a Viterbo.

Il suo attuale stile tardo barocco è frutto di successivi rifacimenti del XVI e del XVII secolo.

La facciata si presenta separata in due ordini architettonici e arricchita da un gioco di colori fra l’intonaco bianco o giallo e le decorazioni in peperino scuro.

Si accede all’ingresso attraverso una ampia scalinata larga come la facciata della chiesa.

Sul retro si distingue un campanile a vela con due ordini di campane che ricorda l’origine medievale.

Oggi la chiesa fa parte dell’Istituto Filosofico - Teologico S. Pietro affiliato al Pontificio Ateneo S. Anselmo di Roma dove vengono a studiare religiosi da tutto il mondo.

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