La festa dell'acquata e della caldarrosta si svolge la seconda e terza domenica di ottobre e festeggia uno dei migliori frutti autunnali della zona: la castagna.
La festa dell'acquata e della caldarrosta si svolge la seconda e terza domenica di ottobre e festeggia uno dei migliori frutti autunnali della zona: la castagna.
L’ultima domenica di luglio, a Gerano si celebra uno dei piatti tipici locali: gli strozzapreti.
Sono una pasta che qui viene fatta usando farina di grano e granturco, e che viene condita con una salsa forte chiamata “Pistacchia”.
Viene servito in apposite ‘scifette’, ossia piatti artigianali di legno.
Il terzo fine settimana di ottobre a Gerano si svolge una sagra dedicata alle salsicce e alle ‘verole’, castagne caldarroste.
Le salsicce vengono accompagnate da vino locale secondo la tradizione di questo paese immerso nei boschi di castagno e gli oliveti ad est di Roma sui Monti Ruffi che separano la valle del Giovenzano dalla Valle dell’Aniene.
Si dice che il suo nome venga da quello della Montagna delle Gru (Gherania) che si trova in Grecia.
Una festa dedicata ad uno dei principali prodotti locali conosciuto in tutta Italia: il prosciutto di Guarcino.
Una festa dedicata ad uno dei principali prodotti locali conosciuto in tutta Italia: l’amaretto di Guarcino.
La Festa degli Abboti di Guarcino celebra uno dei piatti della tradizione locale.
Gli Abboti sono i tipici involtini di trippa che si avvolgono in pezzetti di lardo, sedano e carote, prezzemolo e aglio.
La patata è stata un alimento importantissimo della dieta locale di Guarcino.
Viene ancora molto utilizzata per fare i famosi gnocchi a cui è dedicata una festa di tre giorni.
Gli gnocchi vengono conditi “alla guarcinese” o “alla montanara”, ossia con sugo di pecora.
Durante le celebrazioni dell’Assunta e di San Rocco a Villa Santo Stefano, si svolge la Festa della Panarda.
Durante la festa si cuoce e si distribuisce pane e ceci alla popolazione, ai forestieri e turisti.
Nei primi giorni di agosto si puliscono diversi quintali di ceci che il quattordici agosto saranno messi ‘a mollo’ in trenta caldaie di rame.
Si accendono i fuochi in piazza con legna di quercia e alle due di notte del giorno sedici vengono accesi i fuochi e inizia la cottura.
Durante la processione del 16, l'Arciprete benedice le caldaie, il pane e inizia il rito della distribuzione con inservienti in costume.
Le origini risalgono al XV secolo, quando le carestie erano frequenti e per questo le celebrazioni dei santi erano spesso accompagnate da distribuzione di cibo ai poveri.
Probabilmente la Panarda fu istituita con questo spirito e, fino a pochi anni fa, era distribuita gratuitamente alle famiglie povere.
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