Zagarolo Palazzo Rospigliosi
Zagarolo Palazzo Rospigliosi

Una storia particolare si è svolta all’interno di palazzo Rosipigliosi dove il fantasma di Zagarolo è condannato a percorrere la via Francigena.

La via Francigena è il cammino che nel medioevo percorrevano tanti pellegrini che dal nord Europeo andavano a Roma, sulla tomba di San Pietro. Alcuni proseguivano verso Brindisi, lungo la Via Francigena del Sud, per imbarcarsi per la Terra Santa. La speranza comune era quella di scontare in vita i loro peccati e di guadagnarsi la redenzione eterna.

Il diario di viaggio dell’Arcivescovo Sigerico, che nel 990 si reca a Roma per ricevere l’investitura dal Papa, ha aiutato a ricostruire le tappe più importanti del percorso della Via Francigena nelle oltre 1000 miglia che separano Canterbury dalla città eterna.

Lo straniero che viaggiava verso Roma nel Medioevo non aveva tempi da rispettare e così il suo pellegrinaggio diventava un vero viaggio. La via Francigena era il canale di comunicazione più importante d’Europa: lungo la strada nascono chiese, mercati, storie, tradizioni e insediamenti urbani.

La leggenda narra che ancora oggi il fantasma di Pompeo Colonna si aggira sulla via Francigena del Sud passando spesso per Zagarolo, un piccolo e affascinante borgo che si sviluppa lungo la via Prenestina, dove avrebbe commesso il delitto che deve ancora espiare.

Zagarolo è facilmente riconoscibile: dal tessuto urbano emerge in tutta la sua bellezza la barocca chiesa di San Pietro che, con i suoi 46 m, è la prima immagine di un viaggiatore che entra nel piccolo borgo.

Il giovane Colonna di ritorno dalla vittoria della battaglia di Lepanto sui Turchi, trasforma la fortezza medievale di Zagarolo, appartenente alla sua famiglia, in un maestoso palazzo, oggi palazzo Rospigliosi.

Il palazzo è un imponente edificio nel centro storico del paese con due ali parallele che formano un ferro di cavallo e si stagliano maestose.

Pompeo fu un marito poco fedele e nelle sale della sua residenza, proprio le stesse che ospitano capolavori del Caravaggio come la Maddalena e i discepoli di Emmaus, era solito incontrare le sue concubine.

Ma il ver grave peccato che ha macchiato la vita di questo nobile, è stata l’uccisione di sua suocera Livia!!!!.

Oggi il suo fantasma cammina lungo la via francigena del sud tra la capitale e Zagarolo per espiare i suoi peccati e guadagnarsi l’indulgenza.

Le strane presenze si avvertono nella stanza dove è stata impiccata Livia. Sono state accertate anche dal lavoro delle indagini notturni del gruppo dei Ghost Hunter di Roma che hanno rilevato all’interno del palazzo sbalzi termici improvvisi e rumori anomali.

Tra architettura, storie di amori, tradimenti e fantasmi non ci annoieremo di certo nel viaggio che ci porta alla scoperta di Zagarolo.

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Terra dei 5 miracoli veduta aerea Isola liri
Terra dei 5 miracoli veduta aerea Isola liri

Dove si trova? Semplice, in quel tratto di 14 km che va dalla Riserva Naturale del Lago di Posta Fibreno, segue il fiume Fibreno e arriva fino alle cascate di Isola del Liri.

PRIMO MIRACOLO:

il padreterno ha messo uno strato di argilla impermeabile sotto il comune di Posta Fibreno, consentendo a 50 sorgenti di riversare da noi tutta l'acqua del Parco Nazionale d'Abruzzo e creare quella meravigliosa perla del Lago di Posta Fibreno.

SECONDO MIRACOLO:

il lago dà origine al fiume Fibreno che a Carnello forma un'isola artificiale intorno all'abitato e alla Torre Follona di ciceroniana memoria. Si formano cascatelle e il fiume porta un'acqua pulitissima alla temperatura costante di 12 gradi che, non consentendo lo sviluppo di muffe e batteri, è adatta alla lavorazione della carta e della lana. Qui sorsero le più antiche cartiere

TERZO MIRACOLO:

a San Domenico il fiume Fibreno si getta nel Liri. Il Liri avendo carattere torrentizio va in piena l'inverno con le piogge, il Fibreno avendo carattere è sorgivo ha la sua massima portata in estate con lo scioglimento delle nevi. Questa simbiosi rende costante la portata e la bellezza delle cascate di Isola Liri e ne ha consentito lo sviluppo industriale. Se non è un miracolo questo!!!!!!

QUARTO MIRACOLO:

le tre cascate di Isola Liri. Un miracolo che si commenta da solo. Se ne conosce solo una, ma sono tre. Tutte di una bellezza unica anche se quella del Valcatoio ha subito la mano pesante dell’uomo che la ha utilizzata per una centrale idroelettrica.

QUINTO MIRACOLO: 

l'acqua, cadendo da tre cascate sulla città, forma due rami che abbracciano Isola Liri. viste dall'alto, accanto al castello, sono uno spettacolo unico al mondo. Si può vedere tutta l'archeologia industriale delle cartiere, dei lanifici, dei feltrifici e delle concerie, delle case degli operai e delle ville dei vecchi industriali.

Ora chiudete gli occhi e immaginate di passeggiare sul Fibreno da San Domenico, (Fiera di Sora uscita superstrada per Roma) passando per le cascate di Isola Liri e arrivando al Lago di Posta Fibreno, il tutto in circa 14 km.

La ‘Terra dei Cinque Miracoli’ è questa!! Nella sua complessa unicità, è un luogo unico al mondo, una terra che identifica il nostro territorio, la sua storia millenaria e la nostra memoria collettiva. Una terra che emoziona chi la visita e fa venire il desiderio di tornarci.

Questo è un lembo d’Italia dove natura e storia sono incastonate quasi a dipingere un quadro di bellezza unica, dove forte si percepisce il respiro della Storia.

Qui c’è la storia millenaria dei Pelasgi, che costruirono le mura ciclopiche, c’è la casa natale di Cicerone che qui ambientò il suo testo De Legibus, dove si parla di rapporto tra leggi e giustizia sociale. Qui ha soggiornato San Francesco con la visione dell’angelo che lo portò alla rinuncia del ministero sacerdotale e rimase umile frate a vita.

Qui c’è la storia di Gregorio XIII, quello del calendario gregoriano che usiamo ancor oggi, del figlio Iacopo Boncompagni che valorizzò il castello della Cascata con affreschi di scuola del Cavalier D’Arpino, maestro di Caravaggio.

Qui c’è la storia della prima e della seconda industrializzazione, di Napoleone dell’Illuminismo e delle nuove idee della rivoluzione francese, degli industriali francesi, della invenzione della macchina continua di Lefebvre, delle lotte operaie, delle Cartiere Meridionali, delle Società Operaie di Mutuo Soccorso tra le più antiche d’Italia, e di una delle prime università popolari d’Italia.

Siamo fortunati, come lo sono tutti quelli che vengono a trovarci!

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Casalvieri 1000 anni Sbandieratori
Casalvieri, 1000 anni di foto in 1000 parole

Quest'anno, il 5 maggio 2017, è stato festeggiato il 1000 ° compleanno di Casalvieri. Non che l'area della Val di Comino o di Terre Comino non fosse stata precedentemente popolata, ma questa data registra il primo riconoscimento scritto della sua esistenza.

Mille anni, ognuno ricordato qui con una parola per creare un'immagine di una città speciale. La prima celebrazione di questo anniversario millenario si è tenuta il 6 maggio.

Per raggiungere il centro della celebrazione, si passa attraverso la sezione più moderna della città in fondo alla collina e arrotondando la curva si arriva all'apertura nella piazza municipale (Piazza Municipale) con il municipio in avanti.

Arrivati ​​al mattino prima dell'orario previsto per le celebrazioni, abbiamo trovato la piazza ancora scarsamente occupata, quattro bandiere drappeggiate sui pali fuori dal municipio, alcuni striscioni con 1017 e 2017 decorati su di essi, il caffè e il ristorante "Da Alessio" ancora sveglio, e ciò che assumiamo essere la targa commemorativa coperta da un panno blu.

Stando vicino a Da Alessio e guardando oltre, la piazza comunale di Casalvieri ci ricorda qualcosa di più a sud, in Italia, gli edifici sono di colore bianco o pallido e di non più di tre livelli. La piazza sembra essere nervosamente in attesa del caldo estivo. Nel frattempo, il triumvirato dei lampioni, onnipresente nelle città della Circiaria, ricorda al visitatore più di Baker Street a Londra nell'era di Sherlock Holmes.

In pochi minuti i vari delegati ufficiali iniziarono ad arrivare e la gente del posto e i visitatori aggiunsero l'occupazione alla piazza. Il pubblico variegato ha creato un'immagine commovente dell'Italia da un vecchio film, mentre lo sfondo, il quadrato stesso, rimane altrettanto incontaminato che durante la nostra precedente visita.

Quasi ogni lavoro e tipo di personalità potrebbe essere riconosciuto. A guidare il registro delle presenze c'era una squadra di football di sindaci locali, decorata con i loro nastri d'ufficio, cinque dei quali avevano portato i loro distintivi d'onore, i gagliardetti delle loro città come Vicalvi, Fontechiari, Alvito, Santo Padre e Picinisco. Una squadra più piccola delle spose di Cristo con le loro uniformi tradizionali attese sul bordo della piazza.

La classica burocrazia italiana era rappresentata da un portafoglio di rappresentanti senior in uniforme: la sfida per ogni autorità doveva essere quella di trovare una nuova combinazione di colori per le rispettive divise. Un gruppo di ragazze e ragazzi indossava abiti tradizionali - le ragazze ci ricordano quanto belle ragazze giovani del patrimonio napoletano possano essere, ei ragazzi con camicie bianche e sciarpe rosse che lottano per non scoppiare nel tipico comportamento del loro tipo.

Un gruppo di "ragazzi" - "bambini" non è una buona traduzione - hanno mostrato il loro impegno per il karate, mentre un altro gruppo di ragazze ha esposto degli striscioni preparati a scuola, per commemorare l'evento. I vecchi chiacchieravano e uno o due gruppi di uomini politicamente attivi potevano essere visti.

La tradizionale vita italiana di una "piazza" è stata interrotta dal suono dei tamburi e dall'arrivo degli "Sbandieratori" di Carpineto Romano, un gruppo di giovani uomini molto famoso, in abiti rinascimentali luminosi, che si esibiscono una vasta gamma di acrobazie aeree con grandi bandiere, sostenute da tamburi e trombe. L'esibizione iniziale dei Bandieratori diede il tempo di intrattenersi per i ritardatari e successivamente il movimento degli attuali circa 200 partecipanti al municipio, e nelle "camere del consiglio" al primo piano, dove circa 100 erano seduti al sicuro.

Il procedimento ufficiale è iniziato con il consiglio che ha adottato formalmente il memoriale, seguito dai discorsi del sindaco e da altri funzionari eletti e dal presidente della provincia. Una grande riproduzione incorniciata del testo originale del 5 maggio 1017 fu svelata mentre Don Luigi traduceva il testo, introducendoci alla storia locale.

Ritornato in piazza, la targa di marmo sul davanti del municipio fu svelata e la folla fu guidata da musicisti e signore e signori vestiti tradizionalmente, un bandito e contadini lungo la via acciottolata verso la parte anteriore della Chiesa di San Giovanni Battista. Non è l'Italia senza una celebrazione religiosa! Questa processione sembrò interessare i rondoni che piombarono e si alzarono, sterzando e tuffandosi intorno alla folla tra gli edifici che fronteggiavano la strada.

Il suono dei tamburi che tamburellavano si staccò per essere sostituito dalla gloria del magnifico organo a canne della chiesa.

Il "maestro della musica", Natalino Catallo, svolge un compito invidiabile e gioioso nel portare la bellezza dell'organo e le voci del coro a coloro che hanno la fortuna di adorare in questa meravigliosa chiesa. Il servizio funebre fu guidato da don Alessandro, che promise ai politici locali riuniti sotto il suo sguardo che non avrebbe oltrepassato il suo benvenuto e ricordò loro che persino un imperatore come Enrico II era stato accettato come santo nel regno di Dio, prima di alcuni concorrenza giusta.

Il servizio si chiuse in modo appropriato in tempo per la processione, guidata ancora una volta dai musicisti, per tornare in cima alla piazza e allinearsi a Da Alessio per ottenere una parte del banchetto a buffet offerto dalla buona volontà del municipio. Gli esercizi dei musicisti e degli sbandieratori sono stati ben ricompensati da piatti, pieni e riempiti con le carni e i dolci locali.

C'erano anche molti di noi desiderosi di un sorso o due del vino regionale piacevole, tenendo la cameriera occupata tra la cantina e il tavolo da servizio portando bottiglie di ricambio di rosso e bianco.

In piedi sul balcone aperto sul retro del ristorante si poteva apprezzare la potenza della natura in Val di Comino, con le colline e le montagne più basse coperte di foreste verdeggianti dalle quali si affacciavano altre cittadine come Casalattico.

Sul bancone c'era una targa che ci ricordava il ruolo dell'emigrazione nella cultura di questa città. È un regalo del popolo Casalvieri di New York, che ringrazia la famiglia Da Alessio per aver portato la cultura della città nella loro città.

Buon Compleanno Casalvieri

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Tarsie che lasciano il segno

Mentre passeggiavamo nella Anagni medioevale scendendo lungo via Vittorio Emanuele, abbiamo notato una insegna fuori ad una piccola galleria che esponeva opere in legno intarsiato.

Siamo entrate e abbiamo trovato che questa piccola galleria era la parte antistante di un laboratorio appena pochi gradini più in là. Le opere in mostra nella galleria Tarsie Turri avevano attratto la nostra attenzione per la loro incredibile qualità, la passione con la quale erano stati scelti i soggetti, la varietà delle essenze di legni colorati e la raffinatezza dell’esecuzione.

Siamo stati accolti da Rita, una elegante signora che ci ha introdotti a Carlo Turri, suo padre e il maestro di questi capolavori.

Ogni opera in questa galleria è fatta a mano da Carlo e Rita che usano solo i colori delle essenze naturali che selezionato. Ogni dettaglio, anche il più piccolo, è prodotto solo ed esclusivamente con il legno. Rita ci ha mostrato un’opera che rappresentava un libro intagliato in cui i bordi delle oltre 100 pagine erano realizzati con differenti essenze di legni di colore appropriato. Gli eccezionali dettagli di questo capolavoro lo rendono una delle opere più costose della galleria.

Ho chiesto a Carlo come ricava le migliaia di fogli ultra sottili, che usa nei suoi lavori, dai pezzi dei molti tipi di legno che ho visto accatastati in modo ordinato nel suo laboratorio. Mi ha risposto che ogni foglio viene creato laminando o piallando le essenze di legno in laboratorio e, poiché eravamo proprio all’ora di pranzo, mi è ha ricordato il modo in cui si taglia il prosciutto.

Carlo ha detto che alcune volte deve realizzare molte lamine prima di ottenere quella giusta per le irregolarità di ogni pezzo di legno. Quello che può sembrare un difetto, però, da all’artista anche la possibilità di combinare alcune irregolarità nella composizione dei dettagli di un’opera, che la rende poi realmente unica.

Rita ha mostrato come ognuno degli intarsi è creato meticolosamente passo dopo passo. Prima di tutto il disegno con il dettaglio dei bordi dell’opera per la definizione delle forme di ogni intarsio da trasferire sulla lamina di legno, che ha uno spessore di mezzo millimetro e che è la base del futuro intarsio. Dopo questa operazione può iniziare la vera opera di intarsio.

Un intaglio è usato con destrezza per rimuovere le forme dalla base. Per ogni pezzo l’artista visualizza gli effetti ricercati e seleziona l’essenza fra le migliaia di pezzi a disposizione in modo da ottenere l’effetto ricercato.

Il pezzo viene poi tagliato per ricreare l’immagine e inserito con estrema cura per colmare il suo vuoto, a questo punto viene fissato temporaneamente con del nastro adesivo. L’artista ripete questa operazione per centinaia di altri intarsi, ogni volta assicurandosi che non ci siano spazi vuoti e che i pezzi si combinino perfettamente come se fossero dipinti da un pittore.

Carlo ci ha mostrato una grande pressa a vuoto che completa il lavoro di saldare tutti i pezzi insieme con una colla speciale. Dopo la pressa il nastro adesivo può essere rimosso e la superfice è pronta per essere lucidata per rivelare tutti i magnifici effetti dell’intarsio dati dalle differenti venature e colori dei legni usati.

Questa grande varietà di essenze arrivano da tutto il mondo, inclusi alcuni eucalipti dalle foreste della Tasmania. Carlo cerca legni come il ciliegio selvatico che offre una varietà di insospettati colori che servono per mettere in evidenza e creare gli effetti di ombreggiatura dei disegni come, ad esempio, nelle scene d’acqua.

Tarsie Turri è stata la passione di Carlo per oltre 40 anni, un grande artista e artigiano di Anagni. Il lavoro di squadra con sua figlia Rita è basato sul rispetto e riguardo per la loro arte e per la gioia che possono provare dalle loro creazioni.

L’opera con le scene di luci e ombre per le vie di Anagni è particolarmente significativa. Nella galleria ci sono anche oggetti per chi cerca opere di artigianato artistico come porte, tavoli, cornici e pannelli.

Ci vuole un grande talento artistico per essere capaci di armonizzare una gamma così grande di colore offerti dalle differenti essenze del legno e per unirli con un virtuosismo tecnico così raffinato. Questo è quello che rende le opere di Turri degli autentici capolavori di grande arte e eccezionale valore artistico.

In questo piccolo laboratorio nel centro medioevale di Anagni, Carlo e Rita continuano a raggiungere successi internazionali attraverso l’innovazione e per un rinascimento dell’arte dell’intarsio del legno. Una visita al laboratorio è una esperienza unica.

Unitevi agli ammiratori da tutta Europa e dall’Oriente che sono in cerca delle migliori opere di intarsio del legno.

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Storia del patrono di Casalvieri che compie 1000 anni in Gloria!

Per me Casalvieri è il perfetto esempio del vero spirito italiano, quello che si legge nei libri e che è più facile trovare nei piccoli paesi.

Eravamo andati alla scoperta della Val Comino quando abbiamo visto un enorme edificio costruito su una collina e circondato da piccole case. “E’ un granaio o una chiesa!”, abbiamo pensato perché non c’erano decorazioni che ci aiutassero a capire subito la destinazione d’uso dell’edificio. Eppure il piccolo campanile ci avrebbe dovuto far pensare che forse era proprio una chiesa.

Abbiamo deciso di andare a dare una occhiata da vicino per risolvere il mistero. Abbiamo guidato fino al centro del paese e parcheggiato alla fine della strada proprio di fronte al municipio.

La parte antica di Casalvieri è un posto che renderebbe orgogliosi i suoi fondatori. Salendo per le pulite vie del centro, rivestite in pietra, abbiamo incontrato due monache e alcune persone che passeggiavano. Tutti sono stati gentili e ci hanno detto ‘Buona sera!’ Sorridendo e riconoscendoci come turisti.

Sulla destra ad un certo punto siamo arrivati al grande edificio, la chiesa di San Giovanni Battista, molto impressionante! La facciata che da sulla piccola piazza è liscia ma con alcune decorazioni barocche qua e là che rivelano l’età dell’edificio, mentre il semplice campanile è appollaiato sul bordo del pendio verso il resto del paese.

Siamo stati tristi quando abbiamo scoperto che questo grande edificio era chiuso ma senza vergogna abbiamo chiesto informazioni ad una coppia che stava chiacchierando di musica e di un concerto di violino. Siamo rimasti deliziati quando l’uomo si è offerto di aprire la chiesa per noi. Non potevamo credere alla nostra fortuna!

L’uomo andò in una casa vicino la chiesa e il parroco gli diede le chiavi di una porta laterali così siamo potuti entrare nel prezioso santuario. La chiesa è un magnifico gioiello barocco. Non potevamo immaginare una così perfetta armonia delle decorazioni e termina con un coro in legno scolpito sopra il quale si trova una decorazione fatta con delle canne di un organo.

Quando abbiamo chiesto alcune informazioni sull’organo, l’uomo ha semplicemente iniziato a suonare lo strumento e la musica ha riempito la chiesa e i nostri cuori. La nostra guida non era solo un musicista ma l’organista ufficiale della chiesa. Si sentiva a suo agio ed era molto orgoglioso della sua chiesa.

Questo è lo spirito dell’Italia, la gioia di vivere e di condividere la bellezza della vita. Ma c’è un’altra storia che è ancora più interessante e ancora più italiana!

Il patrono di Casalvieri è Sant’Onorio, e l’arrivo del suo corpo in questa chiesa è una storia che vale la pena raccontare e che è successa nel 1746, qualche tempo dopo l’ultimazione della chiesa.

Padre Gianfranco Abati Oliviera era lungo il suo cammino verso Montecassino ed era un ospite dell’arciprete che cercava un modo di aumentare la gloria della ciesa con le reliquie di un martire. Una chiesa con le reliquie è più importante! Il problema era che non c’erano reliquie del santo protettore del paese e l’originale patrono San Nicola di Bari aveva veramente troppi paesi di cui preoccuparsi.

Fortunatamente padre Oliviera aveva appena ricevuto un gruppo di 3 santi dal testamento di un suo zio. Così, il 27 maggio del 1747, il corpo di Sant’Onorio arrivò a Casalvieri in pompa magna e fu posto sull’altare maggiore nella chiesa di San Giovanni Battista, dove lo abbiamo potuto vedere.

Potete immaginare qualcosa di più italiano? Non il tipo di storie legate all’impero romano o al rinascimento, ma quelle legate alla storia della ciesa. Ci sono tutti gli ingredienti che Martin Lutero avrebbe voluto sentire per rafforzare la sua decisione.

Ma quello che Martin Lutero non poteva immaginare è che l’eredità di questa storia è la chiesa. Non solo il magnifico edificio decorato ma la devozione e il sentimento di un intero paese. Ed ora torniamo alla storia di Casalieri.

Il nostro ospite ha acceso le luci e ha azionato il meccanismo dietro l’altare che permette l’apertura della bara e la mostra del corpo di Sant’Onorio in una speciale teca di vetro. Siamo rimasti colpiti e abbiamo avuto la sensazione chiara di far parte di qualcosa di grande. Di essere persone speciali come lo sono tutti gli ospiti in Italia.

Ma quale è l’importanza di Sant’Onorio?

I suoi fedeli e le persone di Casalvieri sono devote al loro santo e ogni ultima domenica di maggio e qualche giorno prima, ci sono una serie di processioni per rendergli omaggio. Ogni 25 anni la processione è ancora più grande e il santo è portato attraverso le vie del paese.

Casalvieri è un paese che ha subito una forte emigrazione e le famiglie all’estero hanno mantenuto grandi legami con il loro paese natale al punto che il santo è diventato anche il protettore degli emigranti. Molti tornano a maggio proprio per celebrare il giorno del patrono. E per soddisfare i bisogni di chi non può viaggiare, è stato organizzata una seconda festa nel mese di agosto.

Ed ora, come inno finale del giorno, mentre stavamo salutandoci ormai fuori la chiesa, abbiamo saputo che il 5 maggio del 2017 il paese di Casalvieri compie 1000 anni.

Penso che dovremo proprio andare alle celebrazioni in questo splendido borgo della Val Comino.

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Rocca Priora Narciso
Rocca Priora Narciso

In primavera la valle di Rocca Priora cambia colore: la solita distesa verde si tinge del bianco di meravigliosi narcisi che donano al paese una nuova immagine mentre un intenso profumo riempie l’aria di emozioni.
È già maggio e Rocca Priora si appresta a festeggiare la festa della mamma con il suo Fiore. Il narciso nasce spontaneo da un grosso bulbo sotterraneo che dona fiori dalla forma particolare: una corolla interna dalle tonalità gialle-arancioni unisce 5, o più, candidi petali bianchi incorniciati da foglie rette e lineari.
Il nome del fiore richiama alla mente l’antica favola che racconta del bel giovane dal cuore duro, Narciso, che specchiandosi nelle acque azzurre del Lago Regillo, si innamora dell’immagine riflessa.
Rendendosi conto che da quel volto non potrà mai ricevere amore si lascia morire nelle dolci acque. Le ninfe, giunte al lago per donare una degna sepoltura al corpo del giovane, al suo posto trovano un fiore, il fiore della giovinezza, a cui verrà dato il nome di Narciso.
La bella favola dona ancora più magia alla bellezza del candido fiore bianco che da sempre è amato dai cittadini di Rocca Priora.
A partire dagli anni trenta uomini e donne dai primi giorni del mese di maggio si dedicavano alla raccolta del narciso. In grandi ceste di paglia mettevano i fiori legati in piccoli mazzetti pronti per essere venduti nelle strade di Roma a turisti e stranieri che venivano rapiti dalla sua bellezza e dal suo intenso profumo.
Nella seconda settimana del mese di maggio, Strade, vicoli, piazze si vestono di rara bellezza: un’insolita infiorata stravolge il volto di Rocca Priora con sculture di fiori e tappeti colorati che vengono sapientemente preparati con amore e passione da cittadini.
Natura, leggenda, e scultura si uniscono insieme al centro del paese dove possiamo ammirare la Fontana del Narciso che si specchia nelle acque, un’opera del Maestro Robazza che ha plasmato con la sua arte il legame tra Rocca Priora e il suo fiore. (Rocca Priora: una Terrazza su Roma per l’Inferno di Robazza)
Oggi questo è un fiore protetto per continuare a disegnare un paesaggio fiabesco nella “Valle del Narciso” a Rocca Priora e per rallegrare le piazze e le vie del centro storico.
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Osservatorio astronomico di Gorga rotazione terrestre con passaggio iss con la cristoforetti a bordo
Osservatorio astronomico di Gorga rotazione terrestre con passaggio iss con la cristoforetti a bordo

Per i fotoastronomi, la strada verso i cieli sopra Gorga, l'unica, inizia vicino Montelanico sulla strada che parte da Colleferro e si snoda per venti minuti e 12 tornanti che si adagiano sul versante della montagna, finendo in una piccola piazza principale.

La piazza principale di Gorga è la fine del percorso, sia per il nostro carro di cavalli che le varie Fiat Panda, costruite proprio per questo tipo di villaggio medievale.

Non ci sono strade nella città vecchia, solo vicoli, scalini e balconcini, su e giù per il labirinto che i Gorgani costruirono sul bordo della scarpata.

Che cosa si distingue mentre si vaga per la città vecchia? I gatti che si risvegliano improvvisamente e tuffano da un tetto ad un altro, un sacco di gatti, tutti i colori del regno del gatto. E nonostante l'apparente mancanza di luce solare nei vicoli tra le tipiche case a 2 o 3 livelli, il borgo è ricoperto da piante da vaso e da brillanti fiori di primavera.

Per questo racconto lasceremo ​​le storie delle varie chiese del centro storico ma vorrei spendere due parole sulla elegante scultura di Ernesto Biondi su uno sperone di pietra scolpita che appaiono con grazia prepotente alla fine della piazza principale.

La fontana sembra far parte di una grotta scavata nella roccia ed è alimentata da quando è arrivato l'acquedotto in città. Quando mi siedo in piazza per un bicchiere di vino alle prime luci della alla sera, l'unica attività che noto sono i locali che arrivavano alla fontana e riempiono i loro secchi con questa acqua che si dice abbia un sapore e una qualità meravigliosi.

Gorga è una comunità rurale di allevamento di pecore. Al di sopra della fontana sorge una statua di bronzo di una giovane pastorella con due agnelli ai piedi scolpiti da Ernesto Biondi, famoso in queste aree.

Tuttavia, lo scopo della nostra visita in questa sera di primavera fresca appena dopo la luna nuova, era di partecipare a una presentazione presso l'Osservatorio Astronomico di Gorga che inizia tardi la sera.
 
Osservatorio astronomico

Il ruolo dell'osservatorio è principalmente l'educazione degli studenti e la divulgazione per il godimento dei turisti. Ma ricorda che la visione dei cieli attraverso un telescopio ha bisogno di un ambiente più scuro possibile, per cui l'inizio prima del "buio totale" è uno spreco di tempo.

Le visite sono guidate da un gruppo di astronomi professionali in pensione e di amatori esperti nella osservazione del cielo notturno sia con telescopi ottici che con la radioastronomia.

La notte comprende spiegazioni e storie sull'esplorazione delle stelle provenienti dai tempi antichi nel Planetario e poi visite ai due laboratori.

Nel Planetario i visitatori sono seduti poltrone recrinabili e sono intrattenuti con storie, video e ricostruzioni della attività nel cielo notturno della cupola emisferica che provoca un particolare effetto di galleggiamento. Certamente, la tecnologia mi ha donato una visita al planetario molto più eccitante di quella della mia giovinezza.

La prima visita è stata al Laboratorio di radio astronomia, che lavora in collaborazione con un altro a Digione, in Francia, mentre stava registrando in modo permanente i "colpi" dei segnali radar di uno sciame di meteori della cintura asteroide, con i grandi corpi che davano un suono prolungato e una traccia maggiore sullo schermo. L'attrezzatura registra anche il passaggio della stazione spaziale con una serie estesa di ‘ping’ registrati in modo obliquo.

Per la maggior parte delle persone il picco di eccitazione della sera, intorno alla mezzanotte, è stato l'osservazione attraverso il telescopio di tre corpi celesti, una galassia nascente, Giove e una nebulosa di una stella morente.

Gli astrofotografi possono prenotare le loro fotografie perché i telescopi sono abilitati a trasferire le immagini su macchina fotografica. Bisogna però avere molta pazienza perché possono servire 2-3 ore per ognuna delle immagini.

Ricordando che il tetto dell'osservatorio deve rimanere aperto durante questi eventi, una forte raccomandazione è per una giacca a vento e un cappuccio.

L'esperienza è umiliante perché ci ricorda la transitorietà di tutto, ma anche esaltando mentre emozioniamo alla gloria dell'universo e gioiosi nell'apprezzamento dell'entusiasmo e dell'eccellenza dei nostri ospiti.

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Guarcino SantAgnello
Guarcino SantAgnello

4 Festeggiamenti per un santo!!! Questo è il particolare legame fra Guarcino e Sant’Agnello che si rinnova ogni anno.
La prima celebrazione si fa la prima domenica di maggio e prevede un pellegrinaggio all’eremo del santo. La festa ricalca le celebrazioni pagane dedicate alla primavera e alla rinascita della vita nell’agricoltura e vuole essere di buon auspicio per i futuri raccolti.
Infatti, per un paese di montagna maggio è la vera rinascita e questo a Guarcino coincide con l’arrivo dei pastori nella loro transumanza dalla pianura pontina alle montagne degli Ernici e talvolta fino al vicino Abruzzo.
Da notare che anche a Napoli, dove Sant’Agnello è patrono per aver cercato di proteggere la città dagli attacchi dei saraceni, i maggiori festeggiamenti avvengono il 18 maggio.
Altre due celebrazioni si svolgono durante il mese di agosto, quando Guarcino si riempie di turisti e molti dei numerosi emigranti, che hanno lasciato il paese per motivo di lavoro, tornano a spendere le vacanze nei luoghi del cuore.
Per loro si organizzano due eventi: un pellegrinaggio l’ultimo venerdì del mese e la domenica successiva la festa più grande con solenne processione. Per l’occasione arriva il vescovo e si porta in giro la statua del santo lungo le vie del borgo antico. Questa festa è nata oltre due secoli fa ed è molto sentita da tutta la popolazione mentre il pellegrinaggio estivo all’eremo è iniziato solo qualche decennio fa proprio in omaggio agli emigranti.
L’ultimo festeggiamento si ha il 14 dicembre, il vero giorno della ricorrenza del santo, con un nuovo pellegrinaggio all’eremo.
Ma chi era Sant’Agnello che ha smosso tutti questi animi?
Agnello era di origine Napoletana e qui aveva fondato un monastero e si era impegnato a liberare Napoli e Sorrento dai Saraceni. Per questo motivo è diventato il patrono della città partenopea.
Durante la guerra Gotica fra l’Impero Bizantino e Totila Sant’Agnello, scappa da Napoli e si rifugia a Guarcino dove vive in un eremo e fonda un ospedale e muore all’età di 61 anni, intorno al 596.
È divenuto santo dopo che nel decimo secolo il monaco Pietro disse che era stato liberato da una grave infermità proprio per intercessione di Agnello. Per avvalorare la sua causa, Pietro raccolse altre ventidue testimonianze di guarigioni miracolose.
Nel 1350 il vescovo di Alatri concesse una indulgenza ai numerosi pellegrini che si recavano a Guarcino e che lasciavano una offerta in denaro per il rifacimento della chiesa che, però, avvenne solo nel 1748.
Due anni dopo la chiesa venne colpita da una frana e il culto di Sant’Agnello è stato spostato nella chiesa di San Nicola.
Partecipare ad una delle celebrazioni di Sant’Agnello a Guarcino significa fare un salto nel tempo e provare lo spirito più originario dei borghi italiani e delle loro tradizioni storiche.
(un ringraziamento a Luigi Benassi per l’amore con cui ha raccontato la storia di Guarcino)
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