Cottanello. Chiesa di San Luigi

La chiesetta di San Luigi è stata ricavata ampliando una delle torri del sistema difensivo di Cottanello.

Per questo Porta del Regno oggi risulta connessa con l’abside di San Luigi.

La semplice struttura medioevale è arricchita da un portone di ingresso neoclassico che si trova su uno dei lati lunghi dell’edificio.

Sopra il timpano del portone un piccolo affresco con il calice eucaristico simbolo che la chiesa ospitava l’oratorio del SS. Sacramento.

Fino al 1794 era il cimitero dei forestieri.

Un piccolo campanile a vela con una campana in corrispondenza dell’abside completa l’immagine.

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Cottanello. Eremo di San Cataldo

L'eremo di San Cataldo è inserito in una enorme cavità nella roccia granitica a Cottanello.

Le sue origini sono precedenti al X secolo quando era un luogo di eremitaggio dei frati benedettini.  

San Cataldo è vissuto tra il VI- VII secolo DC e morì a Taranto durante un pellegrinaggio in Terra Santa. 

Una leggenda narra che il santo si sia rifugiato nell'eremo per sfuggire alla persecuzione ariana, ma più probabilmente la sua venerazione fu portata da soldati che nel 1497 avevano combattuto a Taranto. 

Nella piccola cappella si possono ammirare l’affresco del Redentore, in stile bizantino del IX secolo, e altri affreschi del XV secolo raffiguranti Madonne con Bambino e Santi Vescovi.  

Nell’affresco del Redentore ci sono chiari riferimenti a S. Francesco d’Assisi, come il simbolo del santo, il “TAU” greco. E' certo che tra il 1217 ed il 1223 san Francesco si fermò a Cottanello. 

L'affresco venne alla luce solo nel 1944, quando guastatori tedeschi fecero saltare il ponticello sottostante.

L'eremo miracolosamente rimase integro, ma lo scoppio screpolò un affresco del '700 raffigurante il paese, sotto il quale si celava il prezioso dipinto. 

La scalinata fu costruita nel 1888 e prima si usava la vecchia strada per i “Prati di Cottanello”, oggi parte del Cammino di Francesco. 

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Poli. Cappella Rosa

Prima di arrivare nel paese di Poli, lungo una parete di tufo si trova una piccola facciata di una cappella con lo stile classico di un antico tempio romano e ornata con un timpano in peperino e una cornice attorno all’arco di ingresso.

La cappella è stata poi scavata nel tufo e totalmente affrescata con colori brillanti ed energici. Sulla parete frontale si trova una dedica a S. Filomena mentre ai lati dell’ingresso le due sepolture di Mons. Giuseppe Cascioli e Anna Maria Rosa.   

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Poli. Chiesa di Sant’Antonio Abate

Poco fuori della originaria cinta muraria di Poli e in posizione ribassata si trova la piccola chiesa di Sant’Antonio.

E' un edificio di forma rettangolare del XIV secolo poi ampliato nel XV e XVI secolo.

Ha un tetto a capanna e una ripida scala di ingresso.

La semplice facciata in pietra è arricchita da un piccolo rosone.

In facciata una finestra a bifora è posta in modo non simmetrico rispetto alla porta di ingresso.

La chiesa termina da un lato con un campanile a vela con due campane.

L’interno è affrescata sulla parete dell’abside, nelle tre cappelle a sinistra e in parte anche nelle altre pareti. 

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Poli. Cappella della Pietà

La cappella della Pietà è in stile neoclassico si trova sulla collina di fronte al borgo antico di Poli e la sua cupola spicca fra tutti gli altri edifici.

Il suo stile particolare risente della architettura del Vignola con una eleganza geometrica fatta di volumi puri.

Qui si trova la tomba della famiglia Torlonia.

Il suo nome deriva da una statua sull’altar maggiore che rappresenta la Vergine Addolorata con il figlio sulle ginocchia realizzata da Adriano Schirati, forse un allievo della scuola di Michelangelo.

La scultura si ispira proprio alla famosa Pietà nella Basilica di S. Pietro a Roma.

La Pietà di Poli non è però stata completata nella parte della Madonna, forse per la morte dell’artista.

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Poli. Chiesa di Santo Stefano

L’originaria chiesa di Santo Stefano era un edificio medioevale consacrato nel 1138 e si trovava fuori della cinta muraria di Poli.

Nel 1628 la chiesa venne ristrutturata anche con l’aggiunta di un collegio grazie ai Duchi di Poli.

I duchi offrono un terreno a S. Giuseppe Calasanzio per costruire una scuola per gli abitanti del paese.

In questa chiesa si trovano le tombe della famiglia dei duchi.

L’ultimo intervento di restauro risale al 1723.

Da rilevare nell’abside l’affresco di una crocifissione che è attribuito a Taddeo Zuccari.

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Bomarzo. Campanile del Duomo

A Bomarzo, il campanile del Duomo si Santa Maria Assunta, in stile romanico con una successione di bifore è stato costruito con blocchi di peperino su una precedente struttura di origine etrusca. La torre è dotata di un orologio.

Da notare una lapide romana che raffigura un uomo e una donna e che si può ritrovare fra la struttura del campanile. Nel medioevo frequentemente venivano riutilizzati materiali vari di origine romana nella costruzione di chiese e palazzi.

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Bomarzo. Duomo o Chiesa di Santa Maria Assunta

Bomarzo è stata un importante centro religioso sin dagli inizi della evangelizzazione tanto che papa Sabiniano, che è stato pontefice tra il 604 e il 606 dovrebbe essere nato proprio in questa cittadina.

Il borgo antico doveva avere una sua chiesa sin dal periodo paleo-cristiano e la prima chiesa di Santa Maria è molto antica ed è stata edificata su resti di origine etrusca, come si vede dal suo basamento. 

La chiesa ha poi subito modifiche e ammodernamenti nel corso dei secoli a partire dal IX secolo.

La forma attuale risale al XV secolo secondo lo stile di Brunelleschi ed è stata iniziata dalla famiglia Orsini e completata da Giulia Farnese. La facciata in peperino ed intonaco è caratterizzata da una scala di accesso a forma di ferro di cavallo che porta al piano di ingresso della chiesa.

L’interno è a tre navate divise da pilastri in peperino, la classica pietra locale. L’altare è adornato con una pala che rappresenta il miracolo di Sant’Anselmo che libera Bomarzo da Totila, re degli Ostrogoti che avevano invaso la penisola italiana alla caduta dell’impero romano.

Il corpo di sant'Anselmo è custodito sotto l’altare e viene portato in processione nella festa a lui dedicata.

Le due navate laterali terminano con un altare dedicato a San Sebastiano a sinistra e un altare dedicato alla Madonna del Rosario a destra. Sono arricchire da affreschi e opere d’arte come una tela raffigurante la Vergine del Rosario (XVI secolo), una Maestà di scuola umbra (XV secolo) e un sarcofago romano in marmo con un coperchio di epoca carolingia.

Una bella rappresentazione di Santa Anna e la Vergine Bambina di scuola lombarda del XVII secolo si trova sopra il confessionale. Da notare anche una tela del martirio di San Giovanni Battista del XVI secolo e una di San Carlo Borromeo.

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