Bomarzo. Chiesa di Santa Maria della Valle

L'elegante chiesa di Santa Maria della Valle si trova tra il Bosco Sacro e il borgo di Bomarzo. Ha una particolare facciata in marmo bianco con 8 colonne in marmo e un timpano triangolare. La chiesa appare rialzata e vi si accede attraverso una piccola rampa che termina con gradini.

Due delle colonne risultano interrotte dal portone di ingresso alla chiesa.

La chiesa è stata edificata dalla famiglia Lante delle Rovere che ha modificato un precedente edificio di culto.

powered by social2s
Bomarzo. Chiesa del Cristo Risorto

La chiesa del Cristo Risorto è una moderna chiesa nei nuovi quartieri di Bomarzo. La struttura ha linee semplici che delimitano spazi puliti. Una pianta circolare con muri in cemento liscio intonacato.

L’entrata della chiesa avviene attraverso il campanile a pianta quadrata, anch’esso in cemento liscio con una lunga fenditura che permette l’ingresso della luce.

powered by social2s

Di fronte alla Rocca si trova la Chiesa del Gesù, realizzata tutta in mattoni rossi e terminata nel 1798, presenta una facciata di gusto neoclassico dove sono evidenti i riferimenti al prospetto della Chiesa del Gesù di Roma ideato dal Vignola. Nell’altare maggiore è collocato il “Simulacro del Cristo Morto”, scultura quattrocentesca in legno oggetto di particolare devozione. L’altare di destra ospita la “Decollazione del Battista” di Antonio Circignani detto il Pomarancio.

La Chiesa di Santa Maria dei Servi è fuori di Porta Romana e risale al secolo XIII e fu realizzata dall’Ordine dei Servi di Maria unitamente al convento. Ha subito nel tempo ripetuti rimaneggiamenti fino al settecento ma concerva la tipica conformazione adottata dagli ordini monastici caratterizzata dall’interno ad aula con con abside quadrata con volta a crociera. La chiesa è oggi sede del Museo Civico Diocesano ed ospita, oltre a quello che rimane dell’affresco di Perugino “La deposizione dalla Croce” una interessante raccolta di quadri a soggetto religioso.

La Chiesa di San Pietro, risalente al XIII secolo, è posta sul limite delle antica mura urbiche, con un bell’affaccio sul Monte Cetona e la Valdichiana, in relazione all’antica Porta del Castello. Qui aveva sede la Confraternita dei Disciplinati che nel 1508 commissione a al Perugino un affresco nella parete di fondo dedicato a “Sant’Antonio Abate tra i Santi Paolo Eremita e Marcello”, strappato dal muro e successivamente riportato su tela a seguito del grave terremoto del 1861.

La Chiesa di S.Agostino, costruita fuori Porta Fiorentina intorno alla seconda metà del secolo XIII, fa parte di un grande ed antico complesso monastico. Al suo interno, tra le opere pittoriche, spiccano quelle del Savini e di Nicolò Circignani.

powered by social2s

Fin dal secolo XIII, l’Oratorio di Città della Pieve fu sede della Compagnia dei Disciplinati o dei Bianchi.

Sulla parete di fondo si trova l’affresco del Perugino raffigurante l’Adorazione dei magi.

L’opera, realizzata nel 1504, è tra i dipinti più ricchi ed affollati del Maestro pievese: la storia è rappresentata come un grande corteo cavalleresco che si perde in lontananza tra uno dei più vasti paesaggi ideati dal Vannucci.

E proprio in questa visuale, che richiama secondo una rappresentazione ideale la vista che da Città della Pieve va verso il Trasimeno e la Val di Chiana.

Vannucci inserisce personaggi dalla posture e dai costumi di grande eleganza che riecheggiano, nel loro rifarsi alla statuaria antica, un mondo neoellenistico e virgiliano.

Per i colori, la struttura del disegno e la morbidezza dei paesaggi raffigurati, questa opera è considerata un capolavoro assoluto da ammirare con calma per non perdersi i mille raffinati dettagli che donano armonia all’insieme.

powered by social2s

Il monastero delle Clarisse di Città della Pieve è uno tra i più antichi monasteri di clausura delle Clarisse.

E' sorto quando Santa Chiara era ancora viva come testimoniato dalla bolla di fondazione di Innocenzo IV emanata il 9 agosto 1252.

La pergamena della bolla è conservata nella sagrestia della chiesa del monastero.

Il convento è delimitato da un alto muro di cinta lungo cui corre un viale di lecci denominato Parco della Rimembranza.

E' tutt’oggi abitato da trenta Monache Clarisse. 

powered by social2s

Per sei secoli i religiosi francescani abitarono questa strutturati Città della Pieve fino al 1860, anno in cui l'abbandonarono. La chiesa oggi è intitolata alla Madonna di Fatima e nei locali del vecchio convento insiste l'Oratorio.

Nel 1280, i padri francescani acquistarono dai monaci benedettini un Oratorio dedicato a San Bartolomeo con una casetta e una modesta porzione di terreno su cui fabbricarono il presente convento ed una spaziosa chiesa di cui non se ne conosce la struttura. Infatti questa chiesa andò distrutta nel 1776 ad eccezione della facciata, rimasta originale fino al rosone e nella sua altezza complessiva.

Internamente la chiesa è stata completamente rinnovata secondo il gusto del tempo e resa molto luminosa.

Il campanile fu costruito (o forse ricostruito) nel 1600 come leggibile dalla data incisa su un mattone.

Del primitivo convento rimane un solo muro ove restano visibili finestre piccolissime in corrispondenza delle celle dei frati.

Nel secolo XV, a causa dell'aumento della comunità religiosa francescana, vennero distrutti 3 lati della fabbrica per aumentarne l'ampiezza e la lunghezza del complesso e si creò all'interno del cortile un nuovo portico dove venne mantenuto l'antico Oratorio di San Bartolomeo.

Nel 1426, San Bernardino da Siena soggiornò a Castel della Pieve e all'interno proprio di questo oratorio istituì la Confraternita della Misericordia che vi rimase fino al 1567. Successivamente l’Oratorio divenne il refettorio dei francescani.

Al suo interno si trova "La crocefissione di Gesù", un importante affresco popolarmente noto come “Il pianto degli angeli”, unico dipinto superstite di un ciclo che quasi certamente si trovava nello stesso complesso conventuale. Purtroppo l'azzurro oltremare del fondo è sparito lasciando visibile il colore scuro della preparazione sottostante.

Si tratta di un dipinto del senese Jacopo di Mino del Pellicciaio della seconda metà del secolo XIV, uno tra i più importanti divulgatori dei modi figurativi dei maestri senesi Ambrogio Lorenzetti e Simone Martini.

powered by social2s

La cattedrale di Città della Pieve è dedicata ai Santi Gervasio e Protasio, martiri milanesi le cui spoglie furono ritrovate nel 326 d.C. da S.Ambrogio vescovo, che divennero oggetto di particolare venerazione locale e, quindi, patroni della città.

È la chiesa più antica, situata nel punto più alto della città, fondata prima sun un tempio pagano e poi su una antica pieve ossia una chiesa con il fonte battesimale.

Questa era stata edificata probabilmente intorno al secolo VIII d.c. di cui rimangono i resti consistenti in poderose colonne in pietra che sostengono archi ogivali risalenti ai primi del secolo XIII.

La chiesa ha subito continue trasformazioni fino a diventare prima Collegiata e, poi, Cattedrale nell’anno 1600.

All’interno si segnalano opere cinquecentesche di Antonio Circignani detto il Pomarancio, Salvio Savini, Giannicola di Paolo, Domenico di Paride Alfani.

Su tutte emergono quelle di Pietro Vannucci detto il Perugino: il Battesimo di Cristo e la Madonna in gloria e santi.

Il Pomarancio dipinse le pareti della tribuna e la calotta del coro ma le sue pitture furono danneggiate da un fulmine (1783) che si abbatté sulla chiesa e di cui rimane oggi visibile solamente la gloria dei Santi sull'abside.

Nell'abside, sopra il coro, si ammira una tavola di Pietro Perugino raffigurante La Madonna fra i santi protettori Gervasio e Protasio, che tengono in mano due orifiammi con l'antico stemma cittadino e i S.S. Pietro e Paolo.

powered by social2s

Iscriviti alla Newsletter

Scopri un territorio attraverso le emozioni di chi l'ha raccontato in prima persona.