La chiesa di Santa Maria di Castagneto si trova accanto al cimitero di Formia e risale al 1170.

Fu fondata dai monaci benedettini e faceva parte di un complesso monastico più grande, oggi distrutto.

Questo monastero è descritto dalle bolle papali di Alessandro III e di Innocenzo III.

L’interno è formato da un’unica sala con due campate coperte con volte a crociera a sesto acuto.

Vi sono affreschi medioevali e resti dell’antico pavimento cosmatesco.

Il campanile è in laterizio di stile romanico.

Nella costruzione del portico della chiesa sono state utilizzate parti di un antico tempio romano.

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Il santuario di San Michele Arcangelo a Formia è stato costruito inserendo una facciata del XVII secolo, su un antico cenobio benedettino dell’VIII secolo.

Nella grotta si trova una sorgente perenne e, sull’altare, la statua in peperino nero di San Michele Arcangelo.

Secondo una leggenda fu la statua ad indicare il luogo in cui voleva essere venerata.

L'ultima domenica di giugno la statua del Santo viene portata in processione accompagnata da antichi canti votivi e dagli zampognari.

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L’Eremo e i ruderi dell’ex monastero di Santa Maria del Noce a Formia risalgono all’XI secolo.

Sono opera dei monaci benedettini cassinesi.

La cupola e il campanile sono di origine bizantina.

Al suo interno, a due navate, si trovano dipinti del XVI secolo raffiguranti una Madonna con bambino su albero di noce.

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La primitiva chiesa di Sant’Erasmo a Formia era di epoca costantiniana e fu edificata su un cimitero pagano cristiano.

Qui è sepolto Sant’Erasmo vescovo di Antiochia e patrono di Formia.

È stata devastata dai turchi nel 1530 e dalla seconda guerra mondiale.

Ha tre navate e conserva all'interno un dipinto anonimo del XVIII secolo, una lastra funeraria dei duchi di Marzano del 1698 e l'altare settecentesco contenente la statua lignea del santo.

Nei sotterranei si trovano i resti di una necropoli romana del I-IV secolo, la tomba del martire del IV secolo.

Si riconoscono i resti della primitiva cattedrale del V secolo, la cripta del VII secolo, le botteghe benedettine dell’XI secolo e le sepolture a camera del XVIII secolo.

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La chiesa del santuario di San Michele Arcangelo è stata edificata nel 1358 da Nicolò Biagio di Vitorchiano dopo un suo viaggio nel Gargano al santuario di San Michele.

La facciata bianca molto semplice ha un semplice portone con lunetta affrescata conduce all’interno che ha una unica navata. La chiesa è adornata solo con una statua di San Michele Arcangelo con una spada che colpisce il demonio ed è scolpita in peperino e dipinta di oro e rosso.

Accanto all’ingresso si vede un piccolo campanile a vela con una campana.

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La chiesa di Sant'Antonio da Padova a Vitorchiano in stile e il vicino convento risalgono al 1793 e ha una facciata rinascimentale caratterizzata da un pronao di ingresso con tre arcate a tutto sesto. Sopra questo atrio si trovano ancora decori geometrici che riprendono le scansioni dei tre archi.

L’interno ha una navata coperta da una volta a botte e all’ingresso si trova una cantoria con un organo.

La chiesa è adornata da opere d’arte come l’altare maggiore ottocentesco con marmi e stucchi e una tela della Vergine Immacolata che sottomette il serpente.

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La chiesa di Sant'Antonio Abate si trova nel centro storico ed è stata fondata nel 1406 per poi essere affidata alla “Confraternita della Misericordia” nel 1568. La semplice facciata è arricchita da con un portone e un rosone centrale.

L’interno ha un ambiente unico a forma quadrilatera, le pareti sono affrescate ed è arricchita da una statua del santo, alcuni ex voto e una serie di pulpiti scolpiti e dipinti (tra cui quello di San Michele Arcangelo).

Oggi è sede delle Confraternite di Vitorchiano e custodisce i “Cristi” in legno dipinto del XVII secoli che vengono portati in processione nelle ricorrenze religiose più importanti.

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