Fu Francesco Branciforti a far edificare la chiesa e il convento per i Domenicani, inaugurandoli nel 1613. Danneggiato nel 1693, fu restaurato con una facciata classicheggiante dal timpano a guglie. I locali del convento, a lungo adibiti a scuole e abitazioni private, dopo un intervento di valorizzazione oggi ospitano uffici comunali, la Biblioteca Comunale “A. Majorana” e il Museo e la Pinacoteca Civica “S. Guzzone”. La Chiesa, a navata unica ancora decorata da stucchi, è adibita a Auditorium.
powered by social2s

La chiesa fu costruita dai Barresi verso la metà del 1500, come sede di una confraternita devota a quest’eremita. I Branciforti costruirono il monastero, dove nel 1631 furono trasferiti i monaci Agostiniani che risiedevano fuori città. Risparmiato dal terremoto del 1693, oggi giace in rovina: la chiesa entrò in disuso e il monastero fu riadattato a sede di scuole pubbliche fino al 1950. Le sue preziose opere d’arte, fra cui la statua seicentesca di San Leonardo, si possono ammirare presso il Museo San Nicolò.
powered by social2s
Militello in Val di Catania. Chiesa e Monastero femminile di Sant’Agata

Una chiesa con reclusorio esisteva già agli inizi del 1500. Usato come collegio per zitelle, il monastero fu concesso alle monache benedettine. Lo stile neoclassico della facciata si data alla fine del 1700. A una navata, conserva l’altare maggiore con una cappella seicentesca in pietra policroma, in cui è esposta la statua con fercolo della Madonna delle Grazie. Conserva la bella grata della cantoria, un organo a canne settecentesco e le statue secentesche di Sant’Agata e altre Vergini Martiri.
powered by social2s
Militello in Val di Catania. Chiesa e Monastero femminile di San Giovanni Battista

Fondato intorno ai primi anni del 1400 e danneggiata dal sisma, la Chiesa conserva ancora il portale rinascimentale e, all’interno, il pavimento in maiolica seicentesca, realizzato a Caltagirone, e il coro delle monache nella cantoria. Qui, oltre alla statua di San Giovanni Battista, si venera la preziosa reliquia del suo pollice; i preziosi arredi liturgici sono oggi esposti nel Tesoro di Santa Maria della Stella.
Un legame “Speciale” con San Giovanni 
Il monastero di San Giovanni Battista ebbe una ricca dote da parte di Eleonora Speciale, figlia del viceré di Sicilia Niccolò Speciale e vedova del barone Blasco II Barresi di Militello. Eleonora scelse questo monastero, nel 1470, per trascorrervi gli ultimi anni della sua vita. Proprio dal monastero di San Giovanni proviene il Ritratto di Niccolò Speciale, dalla stessa Eleonora commissionato al grande scultore dalmata Francesco Laurana nel 1471, uno dei più insigni rappresentanti della scultura rinascimentale. Eleonora era, dunque, figlia di uno tra i maggiori personaggi storici della Sicilia di metà Quattrocento: Niccolò, infatti, esponente della famiglia Speciale dei baroni di Nicosia, fu Viceré di Sicilia dal 1423 al 1432 su investitura del re aragonese Alfonso il Magnanimo in persona.
powered by social2s
Militello in Val di Catania. Chiesa e Monastero di San Benedetto

Costruito tra il 1616 e il 1646, è il terzo monastero benedettino di Sicilia, dopo Catania e San Martino delle Scale a Palermo. L’impianto secentesco manierista è attribuito a Valeriano De Franchi, mentre le decorazioni barocche furono ultimate nel 1725. La chiesa a una sola navata, parrocchia dal 1952, conserva pregevoli opere d’arte, fra cui il reliquiario settecentesco in argento di San Benedetto e lo straordinario coro ligneo dei monaci del 1734. I locali dell’ex Abbazia sono oggi sede del Municipio.
I Branciforti e San Benedetto 
Il complesso benedettino, imponente nel suo elegante travertino color miele, è una delle più maestose manifestazioni della munificenza di Francesco, Giovanna e Margherita Branciforti, come ricorda la targa commemorativa sul portale centrale. La posa della prima pietra fu celebrata dall’esecuzione di composizioni musicali create dalla stessa Giovanna e di rappresentazioni sceniche. Giovanna stessa poi donò una statua della Vergine del Rosario, come ex-voto per la vittoria del padre Giovanni nella Battaglia di Lepanto contro i Turchi. Non è un caso che Francesco volle essere seppellito qui. Il suo corpo imbalsamato giace da quattro secoli nella cappella del Santo Bambino (insieme ai resti di tre bambini, forse le  figlie Caterina e Flavia, morte prematuramente e il nipotino Antonio Colonna, e del fratello abate Vincenzo, morto nel 1620), dietro una grata, ricordato da un’epigrafe e circondato da splendidi affreschi.

powered by social2s
Militello in Val di Catania. Chiesa Madre di San Nicolò e del Santissimo Salvatore

La Matrice, dedicata a San Nicolò e poi nel 1788 al nuovo patrono SS. Salvatore, fu costruita nel 1721 su disegno dell’architetto Girolamo Palazzotto, con un prospetto tripartito, slanciato sull’alta scalinata. Fu aperta al culto nel 1740 e nel 1765 completata con il secondo ordine e il campanile, opera dell’architetto Francesco Battaglia. La cupola in cemento armato fu aggiunta nel 1904, su progetto del militellese Salvatore Sortino. I locali sotterranei ospitano il Museo di San Nicolò.
Il culto di San Nicola 
Altrettanto antico quanto quello di Santa Maria a Militello è il culto di origine greco-bizantina di San Nicola da Myra. A lui era dedicata una chiesa, nota come San Nicola il Vecchio, nei pressi del Castello, andata distrutta dal terremoto del 1693. La nuova Matrice fu costruita in un altro punto della città e in posizione predominante. Al suo interno si conservano preziose testimonianze della vecchia Chiesa Madre: l’antica macchina lignea secentesca che abbellisce l’altare di San Nicolò, incorniciando la pala d’altare con la Predicazione di San Nicolò, opera di Vito D’Anna (1763). La statua lignea del Santissimo Salvatore, qui custodita, è opera dello scultore palermitano Girolamo Bagnasco (1818) ed è abbellita da un fercolo con angeli che sorreggono una corona, opera del ragusano Corrado Leone (1842).
powered by social2s
Militello in Val di Catania. Chiesa Santuario di Santa Maria della Stella 

Dopo il terremoto del 1693 che distrusse la chiesa di Santa Maria, questa fu riedificata nel 1722 più a valle.

La facciata è in stile barocco ad opera dell’architetto Giuseppe Ferrara, ed ha le colonne riccamente intagliate, sormontate da un timpano curvo spezzato.

La facciata si staglia scenograficamente in fondo a una scalinata, mentre accanto domina una possente torre campanaria.

E' stata aperta al culto nel 1741 e dedicata alla Madonna della Stella, patrona della città.

Nel 1969è stata dichiarata Santuario Mariano.

Santa Maria, scrigno d’opere d’arte

Divisa in tre navate con la volta a botte decorata a stucco ed affrescata dal pittore militellese Giuseppe Barone nel 1947.

Glii altri stucchi sono opera dell’artista settecentesco Onofrio Russo, secondo la moda settecentesca del palermitano Giacomo Serpotta.

Lungo le navate si aprono dodici altari ricchi di preziose opere d’arte.

Alcune provegono dalla Chiesa di Santa Maria la Vetere come la statua in legno e canapa della Madonna della Stella, datata 1618, oggetto di una enorme devozione e i tre sarcofagi in pietra di Blasco II, Carlo e Vincenzo Barresi, datati fra 1400 e 1500, in stile gotico-catalano e rinascimentale.

Da notare una pala della Natività di Gesù, opera del 1487 del fiorentino Andrea della Robbia.

Spiccano anche la Natività di Maria di Olivio Sozzi, pala d’altare incorniciata da una macchina lignea del 1753, e una statua lignea del Cristo alla colonna, oggetto di grande devozione durante la Settimana Santa.

In sacrestia si conserva un prezioso tesoro.

La “Natività” di Andrea della Robbia 

Lo scrittore Pietro Carrera, parroco della Chiesa di Santa Maria, attribuisce ad Antonio Pietro Barresi la committenza di una splendida Pala della Natività di Gesù al famoso scultore fiorentino Andrea della Robbia (1435-1525).

La pala è datata 1487, l'anno della sua spedizione a Militello.

Si tratta della più alta espressione del Rinascimento italiano presente a Militello, un capolavoro realizzato ad altorilievo nella tecnica della ceramica policroma invetriata.

La Pala è realizzata con ben 80 formelle di ceramica invetriata, e misura 3.40 x 2.30. Era collocata nell’altare frontale della navata meridonale.

Come arrivò a Militello un’opera simile?

Ci vollere 17 casse per contenere tutte le formelle: trasportate per mare dal porto di Pisa a quello di Palermo, le casse con il loro prezioso contenuto raggiunsero Militello via terra, coi carri.

Sappiamo che il Barresi pagò in tutto 101 fiorini d’oro (di cui un terzo per “spese di spedizione”, diremmo oggi), una cifra ragguadevole per l’epoca, ma il signore di Militello non badò a spese per eguagliare i principi delle corti rinascimentali italiane.

Sempre Carrera riferisce di un incendio, subito dalla Chiesa di Santa Maria nel 1618, nel quale anche la pala subì dei danni.

Dopo il terremoto del 1693 che distrusse due terzi della Chiesa di Santa Maria, la preziosa Pala fu messa in salvo.

Quando si edificò la nuova Chiesa di Santa Maria la Stella, la Pala fu collocata nella navata laterale destra dove ancora si può ammirare in tutta la sua bellezza.

Nella lunetta superiore è raffigurato il Padre fra gli angeli che sormonta la scena della Natività. Un tripudio di angeli suonatori e cherubini su un sfondo naturalistico.

Nella fascia in basso Cristo è rappresentato nell’ultima cena, al centro fra gli Apostoli.

powered by social2s
Lanuvio. Chiesa Collegiata di Santa Maria Maggiore

La collegiata di S. Maria Maggiore di Lanuvio era una chiesa romanica dell’anno 1240 a navata centrale, poi ristrutturata nel 1675 (come riportato in una epigrafe sulla facciata) da Filippo Cesarini.

Al suo interno si trova la pietra tombale dei Colonna, una tela del Baciccio che raffigura la tragedia del Calvario e una di San Filippo attribuita al Domenichino.

powered by social2s

Consigliati

Iscriviti alla Newsletter

Scopri un territorio attraverso le emozioni di chi l'ha raccontato in prima persona.