Il santuario della Madonna dell'Acquasanta
 è stato scavato nel 1270 nella roccia a Marino.

E' stato costruito per posizionare una immagine di una Madonna risalente al VI secolo e inizialmente posta in una edicola stradale.

L’edicola era un luogo di preghiera per San Bonaventura.

Sotto l'altare ancora esiste una sorgente d'acqua creduta miracolosa.

Secondo alcuni studiosi, un taglio nella parete rivela il passaggio di un acquedotto romano e la grotta era un santuario dedicato al culto preromano della dea Ferentina.

La facciata è neoclassica ed è realizzata interamente in peperino.

L'interno a navata unica risale al 1720.

L'altare rococò è del 1759 e costodisce un blocco di roccia con l'affresco della Madonna con Bambino in braccio.

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Marino. Chiesa della Santissima Trinità


La chiesa della Santissima Trinità
 venne costruita a Marino nel 1635 dai Chierici Regolari Minori,.

Questi avevano ottenuto dal principe Colonna la cura della cappella presso le cave di peperino che ospitava l'immagine miracolosa del Santissimo Crocifisso.

Il convento annesso venne chiuso durante la Repubblica Romana (1798-1799) e l’occupazione napoleonica.

Papa Gregorio XVI riaprì il convento donandolo ai padri della Dottrina Cristiana e oggi è sede di un istituto d’arte.

La chiesa è a navata unica con sei cappelle laterali e un’abside.

Al suo interno si trova un quadro di Guido Reni (1575-1642): il Padre Eterno che tiene sulle ginocchia il Figlio immolato e nel petto lo Spirito fiammeggiante.

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Marino. Basilica di San Barnaba

La basilica di San Barnaba di Marino è stata costruita dalla famiglia Colonna ed è una delle chiese più grandi dei Castelli Romani, sede della arciconfraternita del Gonfalone di Marino fondata nel1271 da San Bonaventura.

La chiesa risale al XVII secolo e ha una facciata barocca in peperino con una iscrizione che riporta la data di fondazione. Nelle due porte minori si trovano due nicchie con le statue dei due santi protettori: San Barnaba e Santa Lucia.

L'interno ha tre navate ed è in stile barocco. Dietro l'altare principale si trova un dipinto di Bartolomeo Gennari rappresentante il martirio di San Barnaba.

Nelle altre navate si trovano due altari in marmo policromo con i dipinti della raffigurazione del martirio di San Bartolomeo attribuito al Guercino, e della Madonna del Carmelo di Luigi Gazzi.

Nella navata sinistra si trova la statua in legno dorato di Santa Lucia risalente al XVII secolo e sulla parete è visibile un dipinto di Pier Leone Ghezzi del XVII secolo.

Da segnalare un Cristo in Croce, una opera in legno di scuola umbra risalente al secolo XIV.

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Marino. Villa Colonna Bevilacqua a Castagnano

Villa Colonna Bevilacqua a Castagnano a Marino è stata costruita agli inizi del '600 è stata la residenza estiva dei Colonna fino a tutto il '700.

Era in un punto panoramico e aveva con un giardino arricchito da sculture antiche.

L’edificio è stato distrutto durante la seconda guerra mondiale e resta il nucleo centrale con la scala ellittica, il ninfeo annesso con il viale interno e il boschetto di lecci.

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Nella cava di Saccopastore, in località Le Fosse e Le Caprine, sono stati ritrovati degli scheletri di ominidi accovacciati con il teschio rivolto verso Nord di uomo di Neanderthal appartenenti all'epoca del Neolitico.

In tutta la valle dell’Aniene sono vissuti sia l'uomo di Neanderthal che l'homo sapiens che cacciavano cervi, lupi, caprioli e altre preda.

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La chiesa di Santa Maria delle Grazie in Monte Dominici a Marcellina risale al IX secolo ed è una delle più antiche costruzioni attorno alla quale sorsero le altre costruzioni realizzate dai monaci che gestivano la chiesa.

Oggi la casa di sinistra è ancora la sagrestia della chiesa.

L’ingresso originario era caratterizzato dall’area del lavatoio dove i fedeli dovevano lavarsi le mani e il viso e che oggi resta solo il pozzo.

L'interno è ad unica navata con tetto in legno e in un’urna sotto l'altare vi è un vecchio tronco tarlato.

La leggenda narra che il 10 giugno del 1515 qui sarebbe apparsa la Madonna per invitare gli abitanti di Marcellina alla penitenza. Dopo questa apparizione il tronco fiorì con delle ginestre.

Ancora oggi, la gente di San Polo dei Cavalieri ogni 2 febbraio scende a Marcellina in venerazione del tronco.
 

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Sorta probabilmente sui resti della romana Regillum, il Castrum Marcellini era uno dei numerosi castelli nati intorno al mille a seguito alle scorrerie di saraceni e normanni.

Il nome del latifondista era Gregorio de’ Marcellini e il borgo ha avuto una vita travagliata.

Nel 1220 i monaci di San Paolo Fuori le Mura distrussero completamente sia l’abitato che le fortificazioni, forse aiutati dai Templari.

Nel 1278 il feudo passò temporaneamente ai Savelli per tornare ai  de’ Marcellini che ricostruirono il castello facendolo diventare una grande tenuta agricola. 

Dopo passaggi ad altre famiglie, nel 1656 viene completamente abbandonato a causa della pestilenza e fu completamente distrutto e abbandonato. Oggi restano poche tracce.

 

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Santuario della Madonna della Quercia
Santuario della Madonna della Quercia

Il santuario della Madonna della Quercia si trova ai piedi dei Monti Ruffi ed è stato costruito in seguito all’apparizione della Vergine a Marano Equo. Nel 1540, un certo Fausto Faustini vide del sangue uscire da un ramo di quercia ed ebbe la visione della Vergine che chiedeva di erigere una cappella in quel luogo.

La sua costruzione risale al XV secolo ed è stato edificato sui resti di una preesistente chiesa dedicata a San Pietro. Accanto alla chiesa si trovava un piccolo monastero prima benedettino e poi retto dai francescani. Di questo monastero oggi restano alcuni affreschi del Quattrocento.

La facciata è in intonaco semplice ed è arricchita solo da un marmo posto sopra il portone di ingresso e da una apertura rettangolare.

L’interno è un unico ambiente con copertura in capriate in legno che termina con una zona dedicata all’altare con una copertura a volte a botte.

Da segnalare sulla parete di entrata alcuni affreschi medievali, e un affresco del 1634 su una parete dell’abside realizzato dal maestro Francesco Conza e dedicato alla storia del miracolo e della chiesa.

 

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