Vicovaro. Pane di Vicovaro

Il pane tradizionale è quello con l‘impasto ‘indiretto’ ossia con una doppia lievitazione.
La differenza tra il pane normale e quello con impasto “indiretto” appare subito nella qualità.
Negli anni ‘50 i forni lavoravano a pieno ritmo per servire Roma e Tivoli ed erano alimentati con il legno di ginestra. Il pane così ottenuto aveva una fragranza unica. Ancora due forni fanno il pane in questo modo.

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Vicovaro. Ciambelle anice

Le famose ciambelle all’anice sono fatte con impasto di farina di grano tenero, vino bianco, olio d’oliva, anice e sale. Queste ciambelle hanno una lunga tradizione e la loro ricetta viene tramandata da generazioni.
 

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Mais Agostinella foto Parco Monti Sembruini
Mais Agostinella

La polenta ha rappresentato da sempre uno dei prodotti alla base dell’alimentazione delle persone di montagna e in ogni zona si coltivata un particolare granturco che si era meglio adattato alle condizioni del microclima locale.

A Vallepietra nei secoli si era selezionato il mais agostinella, oggi iscritto al registro regionale delle risorse genetiche a rischio di erosione. La pannocchia ha un classico colore aranciato ed è più piccola di quelle che normalmente si trovano nelle zone di pianura. Per questo la coltivazione di questo mais era stata abbandonata insieme allo spopolamento del paese.

Grazie a Slow Food e alle politiche del parco regionale dei Monti Simbruini, si è tornati a piantare questo mais in rotazione con le patate, il fagiolo o la verza.

Con la farina del mais agostinella viene preparata la tipica polenta di Vallepietra a cui è dedicata una sagra in autunno.

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Trota Fario Mediterranea fto Legamniente
Trota Fario Mediterranea

Oltre alle esperienze delle camminate lungo i sentieri religiosi o quelli che un tempo erano i percorsi della transumanza fra le montagne abruzzesi e le pianure laziali, a Vallepietra si può praticare la pesca sportiva lungo il fiume Simbrivio.

Nei vivai lungo il fiume Simbrivio si pescano alcune eccellenze come le trote fario mediterranea che qui hanno trovato un habitat ottimale grazie alla temperatura e alla limpidezza delle acque di montagna.

Si possono trovare anche gamberi di acqua dolce che tradizionalmente venivano utilizzati per condire i famosi gnocchi di Vallepietra.

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Fagiolo Ciavattone
Fagiolo Ciavattone

Grazie ad un particolare microclima e alle fresche acque sorgive del fiume Simbrivio, a Vallepietra da sempre si coltiva una qualità di fagioli particolare, il fagiolone ciavattone di Vallepietra.

La coltivazione era stata abbandonata a favore di specie con una maggiore produzione, ma grazie al Presidio Slow Food si è tornati a produrre questo particolarissimo fagiolo.

Viene piantato all’inizio della primavera (aprile o maggio) e raccolto a settembre, giusto in tempo per la sagra dedicata a questo fagiolo.

Il fagiolo ha un classico colore bianco ed ha grandi dimensioni da cui deriva il nome ‘fagiolone’. Il suo particolare sapore e l’alta digeribilità della sua buccia lo rendono particolarmente adatto ad essere lessato e servito in insalate con olio EVO e pepe, ed eventualmente accompagnate da sedano e carota.

Al fagiolo viene dedicata una sagra ogni anno.

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Sant'Angelo Romano. Pizza bbotata

La pizza bbotata di Sant’Angelo Romano è stata inserite nella lista PAT – Prodotto Alimentare della regione Lazio per il suo forte legame con le tradizioni di questo borgo poco lontano ad est di Roma.

Il suo nome deriva dalla particolare forma infatti, dopo la lievitazione, la pasta viene stesa in una sfoglia molto sottile che viene spennellata con dell’olio. A questo punto la sfoglia viene arrotolata su sé stessa, che in dialetto si dive ‘abbotata’ e poi cotta nel forno a legna.

Gli ingredienti sono quelli tipici della tradizione contadina: farina, uova, lievito, sale e olio EVO.

La ricetta è riportata nel libro delle tradizioni del borgo di Sant’Angelo Romano.

 

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Sant'Angelo Romano. Birra artigianale

A Sant’Angelo Romano è nato il microbirrificio Birra Morgio 018 dalla passione di tre amici per le birre artigianali e per il loro borgo.

Infatti, il nome morgio che in dialetto locale significa grande sasso si ispira alla forma di Sant’Angelo Romano che appare arroccata su un grande sasso, il monte Patulo. Anche il loro marchio richiama il castello e un boccale di birra.

La loro prima birra segue lo stile della Saison belga ed è aromatizzata con arancia dolce, cardamomo e coriandolo.

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Sant'Angelo Romano. Pizza varata

La pizza varata di Sant’Angelo Romano è stata inserite nella lista PAT – Prodotto Alimentare della regione Lazio per il valore storico che ha assunto nelle tradizioni di questo borgo.

La pizza Varata è un pane rituale tipico del periodo pasquale quando viene mangiato durante la classica colazione a base di salame, uova sode e cioccolata.

Il suo nome deriva dalla sua forma, un disco di pane in cui vengono tracciati dei ‘solchi’ per dividerlo che ricordano le linee dell’aratro e poi con la forchetta vengono fatti dei piccoli buchi che ricordano la semina dei campi. Il termine ‘varata’ ricorda proprio l’attività di aratura dei campi.

Come nel caso della pizza bbotata, anche questi segni variavano da famiglia a famiglia in modo che le donne potessero riconoscere i loro pani quando andavano a cuocerli al forno pubblico.

La sua preparazione è fatta con farina, acqua, uova e anice

 

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