Caprarola. Tozzetti e Crema di Nocciola

Caprarola è famosa perle coltivazioni di nocciole e per i suoi dolci tradizionali a base di nocciole.

I dolci più famosi sono i tozzetti, gli amaretti e i panpepati.

Si prepara anche una particolare crema di nocciole che si spalma sul pane o viene usata per guarnire dolci.

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Capodimonte. Pecorino Toscano DOP

A Capodimonte sul lago di Bolsena si produce Pecorino Toscano DOP da allevamento degli ovini che pascolano localmente.

La produzione del formaggio di pecora risale al periodo degli Etruschi e i primi cenni storici si hanno nella Naturalis Historia di Plinio il Vecchio dove viene descritta la produzione in Toscana.

Nel 1400 era conosciuto con il nome di “cacio marzolino” perché viene prodotto da marzo e per tutta la primavera. Era molto gradito e apprezzato da Lorenzo il Magnifico.

A metà del XIX secolo, il pecorino Toscano era già un prodotto che veniva realizzato secondo un protocollo produttivo.
 

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Montefiascone. Vino Est! Est!! Est!!! DOC

E’ un vino bianco originario della provincia di Viterbo a Denominazione di Origine Controllata (DOC). La coltivazione della vite in questa area è iniziata con gli Etruschi ed è stata favorita dal microclima creato dalle acque del lago di Bolsena.
Nel 1959 in un villaggio su palafitte lungo il lago, tra Montefiascone e Bolsena, sono stati ritrovati dei frammenti di tralci e di viti selvatiche risalenti al periodo villanoviano.
Gli statuti della città di Montefiascone, del 1471 e del 1584, contengono numerosi Capitoli sul processo produttivo del vino e la sua commercializzazione.
La storia del nome ‘Est! Est!! Est!!!’ è legata all’imperatore Enrico V di Germania e al vescovo Johannes Defuk che era un intenditore di vini.
Il suo coppiere Martino doveva andare in avanscoperta e segnalare con la scritta ‘Est!’ le osterie dove trovava un buon vino. Giunto a Montefiascone e assaggiato il vino locale, segnò su una porta la scritta ‘Est! Est!! Est!!!’.
Il principe tornò in paese e qui è sepolto nella basilica di San Flaviano. Alla sua morte lasciò alla cittadinanza di Montefiascone un'eredità di 24.000 scudi a condizione che ogni anno versassero una botticella di vino sul suo sepolcro. Questa tradizione continua ancora con un corteo storico in costume d'epoca.
La prima fiera del vino di Montefiascone risale al 1950.
 

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Canino. Carciofo Romanesco del Lazio IGP

Il carciofo romanesco del Lazio IGP di Canino, viene chiamato anche "cimarolo" o "mammola". Ha una forma sferica, compatta ed è senza spine. Si raccoglie da febbraio a maggio e in cucina è cotto in molti piatti tipici come i carciofi alla Giudia, alla romana, alla matticella.

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[caption id="attachment_48252" align="center-block" width="500"]Castagne Castagne[/caption]
Le castagne di Canepina appartengono alla qualità del "Marrone fiorentino" e sono chiamate il Marrone dei Monti Cimini. Questi boschi sono particolarmente idonei a questi frutti che acquisiscono un sapore unico e dalla polpa dolce. La raccolta delle castagne avviene manualmente per tutto il mese di ottobre.

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Bassano Romano. Vino Tarquinia Doc

La coltivazione della vite nell’alto Lazio è iniziata con gli Etruschi e si ha una prima documentazione in una tomba del IV secolo AC nella necropoli di Molesino. Si vede uno ‘stamnos’ falisco nero con figure rosse che rappresenta Dioniso e Oinopion, cioè un vaso panciuto con due manici, col quale si portava il vino a tavola per servirlo con un lungo mestolo di bronzo.
Alcuni scritti di Plinio descrivono con maggiori particolari la coltivazione della vite e la produzione di vino che i Romani incentivarono e svilupparono.

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Bassano in Teverina. Vino Colli Cimini IGT

La coltivazione della vite nell’alto Lazio è iniziata con gli Etruschi e si ha una prima documentazione in una tomba del IV secolo AC nella necropoli di Molesino. Si vede uno ‘stamnos’ falisco nero con figure rosse che rappresenta Dioniso e Oinopion, cioè un vaso panciuto con due manici, col quale si portava il vino a tavola per servirlo con un lungo mestolo di bronzo.
Alcuni scritti di Plinio descrivono con maggiori particolari la coltivazione della vite e la produzione di vino che i Romani incentivarono e svilupparono.
Dopo il medioevo, prima le abbazie e poi lo Stato Pontificio ripresero e favorirono ulteriormente la produzione vitivinicola
I Colli Cimini hanno una la particolarità di essere di media collina e di avere un suolo vulcanico. Qui si coltivano in prevalenza vitigni laziali che producono vini tipici e inconfondibili. Già nel 1883, in nell’inchiesta di Jacini sull’agricoltura sono elencate le coltivazioni dei vitigni a bacca bianca Bello, Greco, Moscatello, Petino, Procanico, Romanesco e Rossetto e dei vitigni a bacca rossa Aleatico, Cannaiola, Porcina e Prugnolo.

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Barbarano Romano. Ricotta Romana DOP

A Barbarano Romano, le origini della ricotta risalgono al periodo dei romani e un primo riferimento si deve a Marco Porzio Catone che raccolse le norme che regolavano la pastorizia nella Roma repubblicana. In quel periodo il latte di pecora aveva tre destinazioni: religiosa, come bevanda e per la trasformazione in formaggi con l'uso residuo del siero per ottenere appunto la ricotta.
La Ricotta Romana DOP è identificabile dal logo e ha un caratteristico sapore dolciastro che la distingue da ogni altro tipo di ricotta.

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