Al pane di Salisano, famoso per il suo sapore e per la sua durata, è dedicata una festa.

Da tempo i forni di Salisano hanno recuperato la ricetta tradizionale. Il sapore è dolciastro e ha una crosta sottile e friabile.

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Roccantica. Sagra del Frittello

A marzo a Roccantica si festeggia il frittello in tutte le sue forme. Ricette tradizionali e innovazioni culinarie si riuniscono nell’omonima sagra in un fine settimana fritto da paura.

Dal dolce al salato, tanti saranno gli ingredienti protagonisti, che vengono preparati dalle sapienti mani delle associazioni locali, per essere assaggiati da tutti gli avidi viaggiatori in cerca delle prelibatezze culinarie del territorio Sabino.

Completano la giornata musica dal vivo, band folkloristiche e un mercatino dell’artigianato per le vie del borgo.

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Il gambero di fiume vive in acque limpide ed era venerato dagli alchimisti e per questo è molto famoso a Rivodutri.

In questo borgo della Sabina si trova la famosa Porta Alchemica e dove nascono le sorgenti dei laghi Lungo e Ripasottile.

Si pesca nel canale di Santa Susanna e a lui viene dedicata una festa. Il gambero è il protagonista della tavola di Rivodutri.

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Ad agosto, un "toro ossequioso” si inginocchia davanti la statua della Madonna durante le celebrazioni in onore di Santa Maria della Neve a Posta in provincia di Rieti.

Secondo la tradizione, il 5 di agosto del 352 DC, Papa Liberio assistette al miracolo della nevicata sul colle Esquilino di Roma, dove subito dopo fece edificare la chiesa di Santa Maria Maggiore.

Questa tradizione conserva al suo interno alcuni elementi rituali riconducibili ad antichi riti della Sabina. Gli elementi rituali che compongono la tradizione di Santa Maria sono quattro: il toro, il solco, il "mannocchio" e i "ciammelletti".

Il toro ossequioso è un bue di grossa stazza, ornato con fiocchi, che viene allevato e curato dalla popolazione e addestrato sin da giovanissimo ad inginocchiarsi la mattina del 5 agosto davanti la statua della Vergine Maria.

Il solco viene scavato per celebrare il lavoro campestre e come auspicio di un ricco raccolto. Nella notte del 3 agosto i solcatori partono per il monte Boragine.

All'alba iniziano il taglio di un palo di faggio (biffa) che trasportato sulla cima viene piantato come segnale per l'inizio della traccia del solco dritto che da qui si dirige fino al paese, all'entrata della chiesa.

Il "mannocchio" è un grande covone di grano, fatto di spighe raccolte in piccoli mazzetti e cinto con una treccia di spighe che viene portato in processione la mattina del 5 agosto.

"Li Ciammelletti" sono dolci tipici che vengono realizzati dalle donne del paese e lanciati alla folla dal muro della chiesa sul sagrato al termine delle celebrazioni del 5 agosto.

In tutte queste manifestazioni le persone sono vestite con i costumi tradizionali.
 
 

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L’Infiorata è la festa principale di Poggio Moiano e probabilmente nasce dalla traduzione di gettare petali dei fiori durante la processione del “Corpus Domini”.

Nel 1971 fu deciso di realizzare infiorate a scopo di promozione del territorio e dei suoi prodotti.

Fu scelto l’ultimo sabato di giugno e la maestria degli artisti ha inserito Poggio Moiano in Infioritalia, l’associazione che riunisce i paesi ‘infioratori’ d’Italia.
 

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